ALTRI SOLDI PER IL CARA DI MINEO

INVIATO DA WEBMIN IL LUN, 30/12/2013 – 15:50
Simona Scandura

 

Arriva sabato 28, alle 11.03 la prima convocazione per la conferenza stampa che i “vertici” del CARA di Mineo terranno presso la sede della Provincia di Catania.

Pare convocata piuttosto di fretta, per pura coincidenza proprio all’indomani dell’avvio di un’inchiesta giornalistica di SUDPRESS.

Tanto di fretta che nel primo comunicato viene dimenticata una presenza importante, quella di Emiliano Abramo, definito “portavoce della Comunità Sant’Egidio in Sicilia” .

Infatti, della presenza del leader siciliano della Comunità se ne avrà notizia solo in successivo lancio, alle 13.05, ed il nome di Abramo viene accostato, con grande evidenza ed in neretto, a quello del sottosegretario all’agricoltura Giuseppe Castiglione, che del CARA Mineo è stato Soggetto Attuatore, in pratica il gestore delle decine di milioni di cui abbiamo già parlato.

Il perchè di questa presenza si comprenderà solo durante la conferenza stampa, quando il tavolo dei relatori risulterà composto soltanto da tre soggetti: il sindaco di Mineo, Anna Aloisi, che è anche presidente del CdA del Consorzio di Comuni, Giuseppe Castiglione e Emiliano Abramo.

Nessuna traccia del Consorzio SISIFO, che ha affidato da un anno senza appalto (in proroga) l’affare di milioni di euro.

P.S.: A margine, ci permettiamo di esprimere la nostra perplessità sul ruolo del rappresentante della Comunità di Sant’Egidio, Emiliano Abramo. Ed infatti, occorrerebbe che il rappresentante di quella Comunità tutelasse con maggior puntiglio le tantissime cose buone che si possono ascrivere ai volontari della Comunità medesima, e proprio per rispetto verso i tanti volontari evitasse di offrire una imbarazzata copertura a quei politici che sulle tragedie, ed anzi diremmo persino sulle tragedie, speculano. La sobrietà che insegna Francesco valga anche per i laici che qualche volta, per vanità – a non voler dubitare d’altro – consegnano le cose buone ad una parte politica ecosì facendo rischiano di snaturarle.

 

A seguire il comunicato ufficiale emanato dal consorzio gestore del  CARA:

 

Consorzio dei Comuni “Calatino Terra d’Accoglienza”

Fondi per 3 milioni di euro potranno essere utilizzati dal Consorzio dei Comuni “Calatino Terra d’Accoglienza” che amministra il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Mineo. Lo prevede la legge di stabilità varata dal governo Letta che ha destinato risorse anche per l’accoglienza e l’inclusione dei richiedenti asilo. E’ solo una delle novità, che riguarda il Cara, annunciate nel corso di un incontro con la stampa, al quale ha partecipato anche il sottosegretario Giuseppe Castiglione e il portavoce in Sicilia della comunità di Sant’Egidio, Emiliano Abramo.

Il presidente del consiglio di amministrazione, Anna Aloisi ha fatto il punto della situazione, illustrato le novità e le attività svolte. “A breve – è stato spiegato – vi sarà la costituzione di due commissioni per esaminare le richieste di riconoscimento dello “status di rifugiato”. Le commissioni si occuperanno esclusivamente del Cara di Mineo, accelerando così l’esame delle richieste formulate dai migranti”. Altra novità potrebbe riguardare a breve il numero degli ospiti. “Attualmente – è stato ricordato – vi sono 4 mila ospiti. E’ necessario un ridimensionamento”. Poi c’è il problema della sicurezza. “I cittadini dei paesi del calatino – è stato sottolineato – in più occasioni hanno sollevato la questione. Noi abbiamo chiesto un rafforzamento dei controlli e una maggiore presenza di uomini. A breve, nell’ambito di un progetto denominato “strade sicure”, le aree limitrofe al centro saranno presidiate da militari dell’esercito. Su questo punto c’è stato un impegno preciso da parte del governo nazionale”. I responsabili del Consorzio hanno evidenziato l’impegno e l’attenzione del sottosegretario Castiglione che “ha sostenuto con forza l’emendamento alla legge di stabilità per il reperimento dei fondi destinati a iniziative complementari o strumentali alla integrazione dei migranti”. Le risorse mirano in qualche modo a “premiare” le popolazioni locali impegnate nell’accoglienza dei richiedenti asilo. 

Durante l’incontro con i giornalisti i responsabili del Consorzio hanno affrontato anche la questione “disordini”. “Alla base delle proteste – hanno ricordato – vi sono principalmente le lungaggini burocratiche per il riconoscimento dello “status di rifugiato” e il mancato riconoscimento di asilo politico, a seguito del quale alcuni ospiti vanno in escandescenza, trascinando altri migranti. Ma va anche detto che in alcuni casi le proteste sono alimentate da soggetti esterni al Cara”. Smentita poi la denuncia, attribuita ad operatori della comunità di sant’Egidio su un presunto giro di prostituzione all’interno del centro. A smentire la circostanza è stato Emiliano Abramo che sul Cara di Mineo ha espresso un giudizio molto positivo.

I responsabili del consorzio hanno poi illustrato i tanti progetti avviati per l’integrazione dei migranti ospiti del centro di accoglienza. Nel periodo natalizio una trentina di migranti sono stati coinvolti nell’iniziativa “Natale nei vicoli” di Mineo. Nello stesso comune altri migranti sono stati attori per un giorno con il progetto “I Meneni-Workshop con spettacolo”. E’ stato anche attivato un progetto sulla sicurezza stradale che ha visto coinvolti un centinaio di migranti e volontari delle associazioni di protezione civile dei comuni che fanno parte del consorzio. L’integrazione è passata anche attraverso la partecipazione e la condivisione di iniziative popolari come la “Festa del grano” di Raddusa e la “Sagra del ficondindia” di San Cono. Un ruolo importante lo ha rivestito anche lo sport. Costituita una squadra di calcio che milita in terza categoria e che attualmente è seconda in classifica. Il comune di Ramacca ha, invece, promosso un “Festival Interculturale” che ha coinvolto gli studenti dell’istituto superiore “Scuderi”, i cittadini e i migranti. Non sono mancate poi le attività svolte all’interno del centro con i corsi di italiano e di educazione civica. Attivato anche un job center dove personale qualificato aiuta i migranti a redigere il curriculum, ma anche a svolgere dei tirocini formativi in aziende del territorio. Infine, tra i progetti che partiranno a breve: lo studio delle opere verghiane promosso dal comune di Vizzini.

 

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