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Archivio dell'autore: Nunzio Spanò

Giuseppe Di Mulo con il Presidente della Commissione Politiche Sociali e Welfare ANCI Edi Cicchi.

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Sondaggi, clamorosa rimonta di Micari: ora è primo – Sicilia Regione. N.b. A mio avviso il dato della l ega in Sicilia mi sembra esagerato, secondo altri sondaggi il 3% viene dato con i fratelli d’Italia

http://www.siciliaregione.it/2017/09/13/sondaggi-clamorosa-rimonta-micari-ora-primo/

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M5s Travaglio mai così duro: “Immaturi, impreparati, improvvisati, inadeguati”

Nel suo editoriale “Balla coi pupi”, il direttore del Fatto Quotidiano esprime critiche e perplessità sul presente e sul futuro del Movimento

Di Marco Zonetti
M5s Travaglio mai così duro: "Immaturi, impreparati, improvvisati, inadeguati"


Marco Travaglio è sempre stato piuttosto tenero con il M5s, al punto che molti lo considerano una sorta di “padre nobile” del Movimento. In passato è capitato che il direttore del Fatto Quotidianobacchettasse capi o esponenti pentastellati, ma i toni erano sempre più o meno bonari e le critiche terminavano spesso, in chiusura di articolo, con una lancia spezzata a loro favore.

Questa volta no. Nel suo editoriale di oggi, dal titolo icastico “Balla coi pupi”, Marco Travaglio è più duro che mai. “Mentre festeggiano il decimo anniversario del battesimo al V-Day” scrive, “i 5Stelle sembrano nati ieri. Dovrebbero essere in quarta elementare, sono ancora all’asilo nido“.

infografica candidati sfidano dimaio

E ancora: “Il Movimento continua a gattonare come un infante un po’ ritardato[…] La figuraccia delle primarie con Di Maio candidato unico e l’ennesimo intoppo leguleio in Sicilia non sono indice di scarsa democrazia. Ma qualcosa di peggio: la prova dell’eterna immaturità, impreparazione, improvvisazione, inadeguatezza di un movimento che cresce fuori, ma non dentro […] Quello che doveva essere un momento di festa e orgoglio grillino diventa una pochade che fa ridere tutti“.

Travaglio auspica un cambiamento rapido delle regole interne per la scelta dei candidati, evocando scenari non proprio rosei per il M5s nel paventare il pericolo di improvvisatori e infiltrati. “Il sistema di selezione grillino è troppo noto e permeabile perché qualcuno non ne abbia studiati i punti deboli per infilarci i suoi portatori d’acqua, pronti a cambiare cavallo alla prima chiamata. Basta iscrivere a Rousseau qualche decina di infiltrati da ogni città – un po’ alla volta, senza dare nell’occhio – per avere i clic necessari a far eleggere chi si vuole“.

Un fallimento definitivo, secondo Marco Travaglio, se dovesse verificarsi questo scenario. Oltre al fatto che nessuno ci vieta di pensare che le dinamiche sopra delineate siano già state protagoniste delle selezioni precedenti. Un caso per tutti: Quarto. Il direttore del FQ è ancora speranzoso, ma l’avvenire sembra apparirgli fosco: “Il tempo per cambiare c’è, ma poco. L’alternativa, come cantava Jacques Brel, è continuare a invecchiare senza diventare adulti“.

Amen.

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Danneggiata la sede della Protezione civile di Bronte

IL RAID

BRONTE. Atto vandalico la notte scorsa nella sede del Centro operativo comunale della Protezione civile del Comune di Bronte: ignoti hanno tranciato tre grossi cavi che collegano le radio trasmittenti con le antenne sul tetto interrompendo i collegamenti radio con la Forze dell’ordine, gli altri centri di Protezione civile e le associazioni di volontariato.

E’ stato anche tagliato e portato via un pezzo del tubo che alimenta la vasca di riserva, anch’essa sul tetto, provocando l’allagamento del cortile e sono state danneggiate le antenne.

Il sindaco Graziano Calanna annuncia che il Comune sporgerà denuncia ai carabinieri. «Un atto grave – afferma – e mi domando chi possa avere interesse ad arrecare danni ad un Ufficio che è al servizio dei cittadini e che, in momenti difficili, è di aiuto per tutta la collettività. Ovviamente sostituiremo presto i cavi recisi e le antenne danneggiate, ma continuiamo a chiederci chi può avere interesse ad interrompere i collegamenti radio della nostra Protezione civile. Vedremo – conclude il sindaco – di far porre anche in questo immobile decentrato del Comune delle telecamere di sorveglianza».

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Mafia, pizzo e riscossione crediti  Alla sbarra gli esattori dei Mazzei

IL PROCESSO

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Catania, catania processo mazzei, i carcagnusi catania, Cronaca

Hanno sfilato in aula alcune delle vittime.

CATANIA – Un’udienza fiume quella che si è svolta ieri davanti alla Terza Sezione penale del Tribunale di Catania. Alla sbarra i componenti della cellula del clan Mazzei nella frazione di Lineri a Misterbianco. Questa almeno l’ipotesi accusatoria che è emersa dall’inchiesta della Squadra Mobile Enigma che portò a scoprire il libro mastro del pizzo dei Carcagnusi. Quasi completati gli esami dei testi dell’accusa: ieri sono state ascoltate alcune delle vittime che sarebbero state “contattate” dai picciotti dei Mazzei per riscuotere un debito. Insomma la mafia diventa una sorta di agenzia di riscossione crediti.

“Confermo tutto quello che ho detto alla polizia”. Esordisce così un venditore ambulante che avrebbe subito pressioni da parte di Guido Acciarito, spalleggiato da alcuni picciotti, per riavere indietro i soldi che il commerciante doveva al padre, purtroppo scomparso. Nonostante la frase iniziale sono state molte le contraddizioni rilevate durante l’esame del teste: l’ambulante su diversi aspetti della vicenda ha dato una versione difforme da quella che aveva fornito ai poliziotti in fase di indagini. In particolare il pm Rocco Liguori ha contestato il fatto che in sede di verbale il teste aveva raccontato che aveva saputo che le persone che accompagnavano Acciarito, tra cui un certo Roberto, erano dei “Carcagnusi” già quando li aveva incontrati. Ma durante il contro esame il commerciante ha raccontato una nuova versione dei fatti e cioè di aver saputo che erano appartenenti al clan Mazzei solo dopo aver visto le foto sul giornale. Un particolare però non sfugge al presidente del Tribunale Maria Pia Urso: “Come ha fatto a scoprirlo dal giornale se ha appena detto che non sa leggere?”.

Più lucido il racconto di un agente di commercio che aveva contratto un debito con il suo ex socio. Una storia di assegni e titoli tornati indietro che sfocia in minacce e pressioni. Ad un certo punto però la vittima passa al contrattacco e registra le telefonate che porta direttamente ai carabinieri. L’imprenditore Serafino Panassidi (che ha patteggiato la pena) ad un certo punto si presenta con Paolo Cosentino. Era il 2012. “Si sono presentati all’improvviso in un’area di servizio che Panassidi sapeva che frequentavo – racconta il teste – e in quell’occasione ho conosciuto Paolo Cosentino e Costantino Grasso, detto Nuccio. E lì mi è stato detto che i soldi ormai li dovevo a loro. Ci sono stati attimi di nervosismo, ma le minacce sono arrivate dopo”. Si arriva alla trattativa per la restituzione del debito: 500 euro al mese che l’agente di commercio racconta di aver portato nel negozio di mobili di Paolo Cosentino. Anzi per la precisone Cosentino poi lo ha accompagnato a casa di Nuccio Grasso che in quel periodo era ai domiciliari. Sono arrivati i problemi che non hanno permesso di pagare regolarmente il debito. Panassidi, allora, sarebbe intervenuto per sollecitare l’ex socio ad onorare l’impegno preso con i “Carcagnusi”. E’ stato in quel momento che l’agente di commercio ha deciso di registrare le telefonate e di denunciare i fatti.

Due imprenditori sarebbero stati contattati per pagare un debito di oltre 25 mila euro. Minacce velate, incontri, pressioni. Il rituale è sempre lo stesso. Tra i testi esaminati anche il conoscente di una delle presunte vittime. Un commerciante di carne che ha cercato di aiutare un amico che aveva un debito con Alfio Grazioso. Per risolvere la questione il testimone avrebbe contattato anche Omar Scaravilli, esponente dei Laudani. Ma neanche l’intermediazione del boss pare sia servito a qualcosa. Perché poi alla fine “gli ho consigliato di andare dalle forze dell’ordine”.

Il processo è stato rinviato al prossimo 15 novembre. Il Tribunale ha accolto la richiesta del pm e sarà ascoltato il pentito Luciano Cavallaro, che è entrato nel programma di collaborazione dopo l’apertura del processo. L’ex esponete del cla Nicotra di Misterbianco sarà presente in udienza perché dovrà affrontare – ha anticipato il sostituto procuratore Liguori – alcuni riconoscimenti fotografici.

I NOMI DEGLI IMPUTATI. Guido Acciarito, Giuseppe Avellino, Gaetano Bellia, Alfio Cavallaro, Paolo Cosentino, Salvatore Cosentino, Andrea Diego Cutuli, Giuseppe D’Agostino, Carmelo Di Mauro, Concetto Ganci, Costantino Grasso, Domenico Antonino Grasso, Alfio Grazioso, Alessandro Malerba, Roberto Malerba, Sebastiano Mazzei, Giovanni Miuccio, Giovanni Papa, Francesco Renda, Giuseppe Chinnici, Antonino D’Amico, Daniele Di Mauro, Antonino Giuffrida, Mario Salvatore Giuffrida, Serafino Panassidi, Pavone Emanuele, Mirko Antonino Santanocito, Gaetano Sciacca, Francesco Terranova

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Attenzione al cellulare

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Ieri Bronte è stata sconvolta da una notizia molto imbarazzante riguardo la casa di riposo. Sui social diverse persone hanno preso varie posizioni ma la stragrande maggioranza a sostegno ed a difesa di Padre Luigi Minio e di Padre Renato Minio nonché dei collaboratori. Da quando è morto Padre Nino Longhitano la situazione amministrativa non è andata per il verso giusto nel senso che qualcuno non ha più avuto i benefici loschi che per tanti anni ha beneficiato sfruttando la fiducia di Padre Nino. Comunque è bene riportare le discussioni su Facebook di ieri per far conoscere all’opinione pubblica brontese le posizioni di vari e liberi cittadini. In ogni caso non appena vi saranno novità verranno comunicate tramite blog e si rimane in attesa del lavoro dei magistrati. 

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Arrestato Sindaco e consigliere comunale

http://www.newsicilia.it/cronaca/vittoria-in-manette-lex-sindaco-nicosia-ed-5-per-scambio-elettorale-politico-mafioso/267841

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Scambio elettorale politico-mafioso Arrestato l’ex sindaco di Vittoria – Live Sicilia

http://m.livesicilia.it/2017/09/21/arrestato-nicosia-vittoria-voto-di-scambio-finanza_890015/

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Il fratello di Lino con il megafono

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