Articoli con tag: firrarello

Intervento di Nunzio Spano’ del 31/10/2013 – si parla del Consiglio Comunale del 30/10/2013, dell’aumento dell’addizionale irpef e degli articoli apparsi sui quotidiani online sul Sindaco del Comune di Bronte indagato per voto di scambio

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La sentenza di condanna del Senatore Firrarello ed altri del 13/04/2007. Anche se il reato e’ andato in prescrizione i condannati sono obbligati in solido a risarcire i danni all’Ospedale Garibaldi per complessivi € 616.000,00 oltre le spese legali. Ascolta il dispositivo della sentenza cliccando sul link di radio radicale

http://www.radioradicale.it/scheda/222832?format=32

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Scandalo al videotape. Il video annunciato da Crocetta

“I termovalorizzatori? Solo se non c’è la mafia”
Miccichè mostra il video dello “scandalo”

Sabato 06 Ottobre 2012 – 10:55 di 

“L’ho detto a Firrarello e Romano: poi faccio quello che dite voi”. Ma nel filmato, non solo la vicenda degli inceneritori. “Cascio? Lo faccio perdere. E a noi basta arrivare secondi”.

PALERMO – La vittoria di Raffaele Lombardo nel 2008? “C’era tutto un quadro che il signor Lombardo aveva garantito e dopo due mesi l’ha fatto saltare”. Parole di Gianfranco Miccichè, ripreso da Gregorio Valvo, collaboratore di Grande Sud, che con il telefonino lo ha filmato di nascosto quest’estate. È questo il famoso videotape che Rosario Crocetta, avversario di Miccichè nella corsa a Palazzo d’Orleans, aveva annunciato di possedere. “E’ la prova che Miccichè vuole fare i termovalorizzatori” aveva tuonato l’ex sindaco di Gela, promettendo di mostrare il filmato dello scandalo.

Miccichè però lo ha anticipato. E con una mossa da scacchista, stamattina ha fatto convocare i giornalisti per mostrare lui stesso quel videotape che lo avrebbe dovuto incastrare. Solo che alla proiezione del video dello scandalo, il protagonista assoluto, ovvero lo stesso Miccichè, ha preferito non farsi vedere. Quella andata in onda al cinema Tiffany è una scena surreale. I cronisti (tra cui si erano mimetizzati anche due membri dello staff di Crocetta), non potendo incontrare e intervistare Miccichè, si sono dovuti accontentare di vederlo proiettato in bianco e nero sul maxi schermo, mentre nel video rubato, arringa l’ex assessore all’agricoltura Titti Bufardeci (che non compare, ma di cui si sente la voce) nella sua casa di Cefalù.

Un cortometraggio di dieci minuti fatto di battute al vetriolo, analisi politica e retroscena inediti. Un filmato rubato che nei mesi scorsi era stato pubblicato per poche ore da un blog di Siracusa. Lo staff di Miccichè se n’era accorto e lo aveva fatto rimuovere. Poi però quel filmato era finito a Crocetta. E prima che l’eurodeputato del Pd lo proiettasse domattina al Politeama, durante l’inaugurazione della sua campagna elettorale, il leader di Grande Sud ha deciso di fare outing. “Se i miei avversari hanno deciso di iniziare una campagna fatta di falsi scoop e proclami sensazionalistici denigratori facciano pure” ha detto Miccichè nella nota, diffusa dal suo partito ai giornali.

In quel videotape, l’ex ministro fa effettivamente cenno ai termovalorizzatori. Ma parla anche di Cosa Nostra. Il passaggio caldo è tutto contenuto nel racconto di un duplice incontro che l’ex ministro avrebbe avuto quest’estate con il senatore del Pdl Pino Firrarello e con il leader del Cantiere Popolare Saverio Romano. Sullo sfondo stanno per iniziare a delinearsi le alleanze per le elezioni regionali. “L’altro giorno venne Firrarello a parlare con me – racconta Miccichè nel video a Bufardeci – perchè io lo conosco Firrarello, e lo so che aveva bisogno di parlarne a solo e il signor Romano pure! Abbiamo messo sul tavolo, non abbiamo parlato di politica, per essere molto chiari. Gli ho detto: guardate io sarò impegnato nel funzionamento della macchina organizzativa. L’unica cosa che vi metto per iscritto è che non entra la mafia in questa macchina organizzativa. Mai si potrà dire che non si fanno i termovalorizzatori perché c’é la mafia. Si fanno solo se non c’é la mafia. Poi per quanto mi riguarda faccio quello che volete, lo scriviamo prima: l’ho detto a lui e l’ho detto a Romano. Poi se sono utili non mi creo problema se tu ci guadagni e l’altro pure”. Un passaggio delicato, che ha immediatamente scatenato la replica di Romano che ha invitato Miccichè “a smentire quanto ha riferito nei miei riguardi perche’ non ho mai incontrato Micciche’ insieme a Firrarello ne’ tantomeno ho mai parlato con lui di termovalorizzatori, sulla cui utilita’ mi sono sempre espresso, pubblicamente”.

Ma oltre al retroscena del presunto incontro con Romano e Firrarello (che oggi appoggiano la candidatura di Nello Musumeci) in quel video c’è anche dell’altro.

L’ex luogotenente di Silvio Berlusconi in Sicilia spiega ai suoi interlocutori i segreti della sua oratoria. “Io quando lavoravo in Fininvest ho fatto tre corsi importantissimi di vendita. Il corso si chiamava Keiser. Ti dicevano tutte le cose che serve dire per potere vendere. Se tu assisterai ad un mio comizio tu ti accorgerai che io oggi vado al naturale. Ma io ogni 12 minuti faccio una battuta. Perchè so che l’attenzione cala”. Quindi racconta delle sue relazioni con l’ex presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo.

“Io devo fare passare il meccanismo – spiega – che sono le mie relazioni. Io ho tutta una serie di relazioni, che non ha nessuno. Perchè io ho Montezemolo che mi chiama e mi fa gli scherzi telefonici: pronto La Repubblica, ma lei è amico di Dell’Utri? E io gli dico: guardi io per ora con voi non parlo. No, dice lui, ci deve rispondere. Ed era lui che materialmente mi rompe la minchia”. Poi. tra una risata e qualche altro aneddoto colorito, Miccichè inizia a parlare sul serio della sua corsa a palazzo d’Orleans. “Ho un fratello che è il capo di Banca Intesa, che non lo posso sottovalutare. Non lo posso dire in campagna elettorale ma lo devo fare passare. Non è che lui piglia i soldi di Banca Intesa e mi li da: ma mi organizza un tavolo con i quattro principali imprenditori d’Europa. Il signor Crocetta non lo so chi si può mettere attorno”.

Quindi l’oggetto del discorso viene spostato sul fronte tutto interno al centro destra. “Cascio? Lo faccio perdere, gli vado contro, è una questione di storie personali”. Il video, infatti, è stato girato quest’estate, quando all’orizzonte sembrava delinearsi la candidatura del presidente dell’Ars Francesco Cascio. “Se io mi candido ho subito mezzo Pdl con me, alla fine se la tagliano” spiega Miccichè ai suoi interlocutori. Poi parla della mancata candidatura a presidente di quattro anni fa. “Ricordatevi – dice – che io non sono stato presidente, non perchè ho offeso Cuffaro: minchiate! Perchè non sarebbe intervenuto Calderoli per avere Lombardo presidente. Non sarebbe intervenuto Matteoli. Non gliene fotteva niente di Cuffaro. Ma perchè c’era tutto un quadro che il signor Lombardo aveva garantito e dopo due mesi l’ha fatto saltare. Il problema è tutto quello”. Quindi il leader di Grande Sud confida ai suoi sodali anche gli obiettivi che si è prefissato per le elezioni. “Il nostro competitor non c’è. Dobbiamo battere Cascio e arrivare secondi. Siccome maggioranza non ne può avere nessuno dobbiamo proporci come soluzione per avere la maggioranza”. “E’ un gioco al massacro?” chiede uno degli interlocutori fuori campo. “Non al massacro – spiega Miccichè – è un gioco a salvezza. E’ gioco a parata di culo”. Più o meno come la mossa del video rubato, mostrato prima che lo facessero gli avversari.

Ultima modifica: 06 Ottobre ore 15:08
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Firrarello ed il processo “Garibaldi” oggi altra puntata della telenovela, le prossime il 20 ed il 27/02/2012 per sentire la difesa degli imputati e poi il THE END con la prescrizione per tutti. Una giustizia che garantisce tutti in modo netto e chiaro

Processi Farmacia e “Garibaldi”: due facce della stessa città

IMG01891-20110di iena giudiziaria Benanti

Due udienze stamane, a Catania, a Palazzo di Giustizia per due procedimenti “cartina di tornasole” di una città, la “città degli amici”. Dove la Giustizia è talora una chimera.

Dopo una lunga scia di dolori, di morti e di domande che pretendono risposta, si sarebbe dovuto aprire, davanti ai giudici della terza sezione del Tribunale (Presidente Barbarino) il dibattimento per l’ipotesi di inquinamento ambientale riguardante i veleni del laboratorio di Farmacia. Otto gli imputati rinviati a giudizio, dopo l’inchiesta diretta dal procuratore aggiunto Michelangelo Patanè e dal sostituto Lucio Setola: l’ex direttore amministrativo dell’Università Antonino Domina, Lucio Mannino, dirigente dell’ufficio tecnico, il direttore del dipartimento di scienze farmaceutiche Vittorio Franco (all’epoca dei fatti a capo della commissione permanente per la sicurezza), Marcello Bellia, Francesco Paolo Bonina, Fulvio La Pergola, Giovanni Puglisi, Giuseppe Ronsisvalle.

Tutto rinviato al 9 marzo per difetto di notifica. Stilato un programma di udienze: due al mese fino a quest’estate. Domanda delle cento pistole: si costituirà o meno parte civile l’Università? Ufficialmente, l’Ateneo è parte offesa, ma da voci raccolte stamane nei corridoi sembra quasi certo che arriverà la costituzione di parte civile. Vedremo il 9 marzo. Sono, per adesso, ventidue le parti civili, tra cui la Cgil, Cittadinanzattiva e il Codacons. Si attendono ancora gli sviluppi per l’altro “troncone” d’indagine, quello riguardante l’ipotesi di reato di omicidio colposo e di lesioni colpose.

In appello, invece, è il processo per lo scandalo del nuovo ospedale “Garibaldi”, che si celebra davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Ignazio Santangelo, a latere Giuttari e Muscarella. Oggi hanno concluso i loro interventi le parti civili. Dal 20 febbraio prossimo (e 27 febbraio) parola alla Difesa degli imputati. Al centro appalti miliardari truccati, rapporti fra mafia-politica-imprenditoria, sullo sfondo della gestione catanese della “giustizia”. La sentenza dovrebbe arrivare in poche udienze: ci sarà una “grande” prescrizione? Tutti “felici e contenti”, siamo a Catania?

iena giudiziaria Benanti

 

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Ossigeno per il Senatore Firrarello, la Procura di Catania non ammette le dichiarazioni del pentito Calogero Pulci

Calogero Pulci, Alt! La giustizia catanese non lo ammette al processo per lo scandalo “Garibaldi”

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Niente da fare: rigetto. Il collaboratore di giustizia Calogero Pulci non verrà sentito al processo d’appello per lo scandalo del nuovo ospedale “Garibaldi” in corso davanti ai giudici della prima sezione penale della Corte d’appello di Catania. Ha deciso così stamane il collegio, presieduto dal Presidente Ignazio Santangelo,  in cui oggi si è presentato Antonio Giuttari che ha sostituito Gioacchino La Rosa, andato in pensione.

Quindi, Pulci non deve essere sentito. Non c’è un’utilità processuale, come spiegato dal Pg Michelangelo Patanè: tutti, tranne la Difesa dell’avv. Giuseppe Cicero con l’avv. Antonio Fiumefreddo e la  parte civile Marina Messineo con l’avv. Giuseppe Messineo, si sono associati alla richiesta del Pg. Eppure Pulci -come abbiamo più volte scritto- è personaggio che conosce fatti e personaggi di questa inchiesta e che sarebbe stato utile sentire per capire davvero le dinamiche degli appalti e tanto altro. Ma così non è stato. Eppure l’avv. Fiumefreddo ha anche prodotto un provvedimento del Tribunale di Venezia che attesta -senza alcun dubbio- lo status di collaboratore di giustizia di Pulci.

Stamane, ennesima udienza: il nuovo relatore, al posto di La Rosa, del processo è Anna Maria Gloria Muscarella. Stamane si doveva decidere di andare avanti con il nuovo relatore, un compito rilevante. Alcune Difese non hanno prestato il consenso alla rinnovazione degli atti. Dopo una pausa, il giudice Muscarella, in pochi minuti, ha fatto la relazione introduttiva del processo.  Per un’inchiesta monumentale. Si è andati avanti, con la richiesta per sentire Pulci. Altra pausa. Rientro del collegio: richiesta rigettata. Poi “ad oltranza”, hanno cominciato a parlare le parti civili.

Va verso la conclusione, quindi, un processo dove ne sono successe di tutti i colori e dove anche oggi le perplessità non sono mancate, in particolare per alcune decisioni del collegio giudicante. E dietro l’angolo potrebbe “scattare” la prescrizione: chi ne beneficerà? Dato di cronaca: anche oggi la stampa nazionale e locale è stata assente. Coerentemente assente.

Nel processo sono coinvolti, fra gli altri, politici e imprenditori per una vicenda che è emblematica del “sistema Catania”. Fra i personaggi eccellenti c’è anche il senatore-sindaco Giuseppe Firrarello. Per la sua posizione l’Accusa ha già espresso le sue determinazioni: esclusa l’aggravante di avere agevolato l’associazione mafiosa, richiede non doversi procedere per prescrizione nei confronti di Firrarello. Così, si è già espresso il Pubblico Ministero Michelangelo Patanè.

Firrarello è stato condannato, in primo grado, a due anni e sei mesi per turbativa d’asta aggravata dall’aver agevolato l’associazione mafiosa.

Lo scandalo della costruzione del nuovo nosocomio scoppiò dodici anni fa, con un’indagine di carabinieri e Dia, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, che scoprì un quadro di illegalità su due grandi appalti miliardari, il nuovo “Garibaldi” e il complesso edilizio per studenti universitari “il Tavoliere”.

iena giudiziaria

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Processo Firrarello oggi udienza

Tic Tac, Toc Toc, entra o esce dal processo “Garibaldi” Calogero Pulci?

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Per caso, c’è chi ha temere qualcosa dalle parole del pentito? Perchè non se ne parla più del processo alla “città coperta”?
Udienza importante stamane al processo d’appello per lo scandalo del nuovo ospedale “Garibaldi”, il processo “dimenticato” dalla stampa nazionale e locale che conta. Oggi, sarà sciolta la riserva: sarà revocata o no l’ordinanza che ha ammesso l’audizione del collaboratore di giustizia Calogero Pulci (nella foto), a lungo vicino al capomafia “Piddu” Madonia e conoscitore di fatti legati agli appalti del processo?
Una decisione che si attende, per i suoi riflessi possibili su un processo che resta un capitolo fondamentale del “Caso Catania” , per capire le dinamiche del “sistema Catania”, dalla politica all’economia, dai media alla mafia.
Il processo d’appello si tiene davanti alla prima sezione della Corte d’Appello di Catania (Presidente Santangelo) Pm Michelangelo Patanè. Oggi, fra l’altro, si saprà chi sostituirà, nel collegio, il giudice Gioacchino La Rosa, andato in pensione.
Nella scorsa udienza di novembre ci furono anche scontri verbali piuttosto virili, fra l’avv. Antonio Fiumefreddo, difensore dell’avv. Giuseppe Cicero e il Presidente Santangelo. Al centro proprio la “sorte” dell’audizione di Pulci, per la quale già la Pubblica Accusa, con il Pm Michelangelo Patanè ha chiesto la revoca dell’ordinanza di ammissione.
Sul processo, poi, incombe la prescrizione: i tempi si avvicinano. Finirà tutto in una “grande” prescrizione?

iena giudiziaria

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Tensione per il Sen. Firrarello il 4/11/2011 sara’ sentito il pentito Calogero Pulci per il processo d’appello dell’Ospedale Garibaldi

Venerdi, 7 Ottobre 2011

Al “Garibaldi” appello arriva Calogero Pulci: tic tac tic tac, che dirà?

Cronaca
Scritto da iena pentita
Il 4 novembre prossimo davanti ai giudici della prima sezione della Corte d’Appello di Catania (Presidente Santangelo) al processo per lo scandalo del “nuovo Garibaldi” sarà sentito Calogero Pulci. La notizia è arrivata dall’udienza di oggi.
Un uomo, Pulci, che -non per poco- ha vissuto accanto al capomafia nisseno “Piddu” Madonia, a lungo ai vertici di Cosa Nostra, prima di diventare collaboratore di giustizia
.
Un personaggio che, quindi, sa. E non poco. Per questo assume particolare valore il dato del deposito nel processo di alcuni verbali di Pulci da parte della Difesa dell’avv. Giuseppe Cicero (condannato in primo grado per non aver voluto avvalersi della prescrizione): cosa sono i verbali? Pagine e pagine (mancanti nell’indice degli atti ufficiali dell’inchiesta) dove, nel primo in ordine di tempo, Pulci parla di appalti, “Garibaldi” e “Tavoliere”, l’altra megaopera al centro del processo.  Ora si aggiunge l’audizione diretta di Pulci. Da non perdere, anche se –lo diciamo già adesso- Catania e il suo establishment fa di tutto per “emarginare” questo processo.
Lo scandalo della costruzione del nuovo nosocomio scoppiò alla fine degli anni Novanta, con un’indagine di carabinieri e Dia, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, che scoprì un quadro di illegalità su due grandi appalti miliardari, il nuovo “Garibaldi” e il complesso edilizio per studenti universitari “il Tavoliere”.
Nel processo ci sono imputati eccellenti, come il senatore Pino Firrarello, condannato in primo grado, a due anni e sei mesi per turbativa d’asta aggravata dall’aver agevolato l’associazione mafiosa. In appello, il 14 aprile del 2010, la Pubblica Accusa ha reso noto le sue determinazioni per Firrarello: esclusa l’aggravante di avere agevolato l’associazione mafiosa, richiede non doversi procedere per prescrizione. Così, si espresse l’Accusa, con il Pg Michelangelo Patanè.
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L’Assessore Massimo Russo attacca gli uomini di Firrarello che hanno presentato la censura contro di lui

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Parla Formigoni a Milano e ci sono le televisioni pubbliche e locali a dare la notizia e ad intervistarlo, parla il segretario nazionale del Pdl a Catania Angelino Alfano e nessuna intervista di Rai o altre tv nazionali. Cosa succede il governatore della Lombardia ha piu voce del suo segretario nazionale? Eppure sia a Sciacca che a Catania e’ venuto nella qualita’ di segretario nazionale del Pdl. Qualcosa non funziona. Eppure a Catania c’era tutto la stato maggiore del Pdl catanese dal capo Firrarello al discepolo Castiglione, Gibiino ed altri. Mi sa che non attaccano piu’ l’opinione pubblica nazionale tale incontro rimarra’ come un riavvicinamento ai nostalgici amici di sempre, ai vecchi ricordi quando giocavano a fare politica e qualcuno per il rotto della cuffa ha avuto un rilievo nazionale per qualche anno ed ora che il tramonto politico sta per arrivare ci si vede per leccarsi a vicenda le ferite e ricordarsi quanto era bello una volta che tutto veniva gestito sotto il predominio del Pdl, dalla sanita’ all’agricoltura fino alla soddisfazione di festeggiare con i cannoli con la ricotta dell’indimenticabile TOTO’.

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Alta tensione per il Senatore Firrarello. Molto probabile che in questa fase del processo di appello per il caso ” Garibaldi” sara’ sentito il pentito Calogero Pulci. leggi allegato

processo appello garibaldi

Al processo d’appello “Garibaldi” ne succedono di tutti i colori: stamattina, si è saputo che non si trovavano in cancelleria due verbali, quindi, niente udienza. Tutto rinviato al 7 ottobre. Quali sono questi verbali? Quelli in cui furono ricusati dei giudici. Nel processo sono stati ricusati il dott. La Rosa e il presidente Santangelo. Ricusazione respinta.

Così dopo i verbali di Pulci “scomparsi” e “rientrati” nel processo grazie alla Difesa dell’avv. Giuseppe Cicero, ora ci sono i verbali che non si trovano. Niente male: ennesima “pagina” che lascia più che una perplessità; forse più che perplessità, c’è da essere indignati per quanto accade in aula.

Oggi, doveva essere la giornata dei “verbali” di Calogero Pulci, come avevamo anticipato: niente, tutto rinviato. Lo scandalo della costruzione del nuovo nosocomio scoppiò alla fine degli anni Novanta, con un’indagine di carabinieri e Dia, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, che scoprì un quadro di illegalità su due grandi appalti miliardari, il nuovo “Garibaldi” e il complesso edilizio per studenti universitari “il Tavoliere”.
Nel processo ci sono imputati eccellenti, come il senatore Pino Firrarello, condannato in primo grado, a due anni e sei mesi per turbativa d’asta aggravata dall’aver agevolato l’associazione mafiosa. In appello, il 14 aprile del 2010, la Pubblica Accusa ha reso noto le sue determinazioni per Firrarello: esclusa l’aggravante di avere agevolato l’associazione mafiosa, richiede non doversi procedere per prescrizione. Così, si espresse l’Accusa, con il Pg Michelangelo Patanè.

 

 

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