Annunci

Archivi del mese: Febbraio 2017

Etna 2017, by Giuseppe Famiani

Inviato da iPhone

Annunci
Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Sciare sull’Etna riscaldati dal fuoco

Inviato da iPhone

Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

TRAGEDIA A SIRACUSA, DONNA CARABINIERE SPARA AL COMPAGNO POLIZIOTTO E POI SI UCCIDE | Laspiapress

http://laspiapress.com/tragedia-siracusa-donna-carabiniere-spara-al-compagno-poliziotto-si-uccide/

Inviato da iPhone

Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Lotta al degrado. Le misure del decreto legge 14/2017 A chi imbratta i muri si può imporre la ripulitura

Il decreto legge 14 del 20 febbraio 2017 disciplina la promozione della sicurezza integrata e definisce (articolo 4) la sicurezza urbana quale bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città da perseguire con interventi di riqualificazione e recupero delle aree o dei siti più degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione delle criminalità, in particolare di tipo predatorio, la promozione del rispetto della legalità e l’affermazione dei più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile.
È prevista (articolo 11) una procedura rafforzata da parte del prefetto , nella determinazione delle modalità esecutive di provvedimenti dell’autorità giudiziaria , concernenti occupazioni arbitrarie di immobili, sentito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per emettere le disposizioni per prevenire il pericolo di turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica. La durata della sospensione dell’attività dei pubblici esercizi , in caso di reiterata inosservanza delle ordinanze della pubblica autorità, è aumentata a giorni 15. Il questore (articolo 13) può disporre il divieto di accesso ai pubblici locali o a esercizi analoghi ovvero di stazionamento nelle immediate vicinanze degli stessi nei confronti delle persone condannate con sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli ultimi anni per la vendita o la cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope (sanzionate dall’articolo 73 del Dpr 309/1990). Il divieto non può avere durata inferiore a un anno , né superiore a cinque. Per tali soggetti, se condannati negli ultimi tre anni con sentenza definitiva , il questore può disporre, per la durata massima di due anni, l’obbligo di presentazione due volte alla settimana nei locali delle forze di polizia,l’obbligo di rientrare e di uscirne entro una certa ora nella propria abitazione , il divieto di allontanarsi dal comune di residenza, l’obbligo di comparire in un un ufficio o in un comando di polizia negli orari di entrata ed uscita dagli istituti scolastici. Tali divieti possono essere disposti anche nei confronti di soggetti minori di 18 anni che hanno compiuto il quattordicesimo anno di età e il provvedimento è notificato a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. La violazione degli obblighi è sanzionata con il pagamento di una somma da 10mila a 40mila euro e con la sospensione della patente di guida da sei mesi a un anno.
Nel caso di condanna per la commissione del reato di cui all’articolo 73 del Dpr 309/1990 (produzione, detenzione e spaccio di droga) commesso all’interno o nelle vicinanze di un locale di pubblico esercizio, il giudice può subordinare la concessione della sospensione condizionale della pena , in base all’articolo 163 del Codice penale, al divieto di accedere in locali pubblici e pubblici esercizio specificamente individuati. Al reato di cui all’articolo 639 del Codice penale (Deturpazione o imbrattamento di cose altrui) è aggiunta la facoltà (articolo 16) per il giudice di imporre al condannato, in base all’articolo 165 del Codice penale, l’obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora ciò non sia possibile, l’obbligo di sostenere le spese o a rimborsare quelle sostenute o, se il condannato non si oppone, la prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa , secondo le modalità indicate nella sentenza di condanna.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Giulio Benedetti

Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

IL PERCORSO VERSO IL VISTO

CONTROLLI PRELIMINARI (PREVISTI ANCHE DALLA CIRCOLARE DELLE ENTRATE N. 57/E/2009)
Dati dich. Iva Risposte
Il codice attività della dichiarazione Iva corrisponde con quello risultante dalla documentazione contabile? (deve coincidere)
La % Iva media sulle operazioni attive (vendite) è inferiore a quella sulle operazioni passive (acquisti)? No
Calcolo % Iva media sulle operazioni attive (vendite): E24: imponibile delle operazioni attive imponibili: 2.003.946,00
E26: Iva a debito: 439.443,00 21,93 %
Calcolo % Iva media sulle operazioni passive (acquisti): Da F1 a F13: imponibile delle operazioni passive imponibili: 2.815.202,00
Da F1 a F13: Iva da detrarre: 615.809,00 21,87 %
Presenza di operazioni attive non imponibili (E30+31+32)?
Presenza di operazioni attive non soggette all’imposta? No
Presenza di operazioni non imponibili effettuate da produttori agricoli? No
Presenza di operazioni di acquisto o di importazione di beni ammortizzabili (F27, col. 1)? No
Presenza di credito Iva da utilizzare in compensazione superiore al volume d’affari?
(se superiore, vanno controllate tutte le fatture di acquisto)
No
VX5: credito Iva da utilizzare in detrazione o in compensazione: 59.130,00
VE50: volume d’affari: 8.094.284,00
Se non sono già state verificate tutte le fatture di acquisto, va fatto il controllo delle fatture di acquisto con Iva detratta superiore al 10% del totale dell’Iva detratta:
VF71: Iva totale ammessa in detrazione 615.809,00
10% dell’Iva totale detratta 61.580,90
CONTROLLI SUCCESSIVI (PREVISTI ANCHE DALLA CHECK LIST DELLA NOTA DEL CNDCEC DEL 13 GENNAIO 2010)
Risposte
Generali
Esportatore abituale?
Società non operativa? No
Riportare l’importo Iva dell’anno precedente a quello relativo alla presente dichiarazione, dovuta (-) o a credito (+), indicato nel rigo VL38 o VL39 del mod. Iva presentato lo scorso anno:                   36.415,00
Riportare l’importo Iva dell’anno precedente a quello relativo alla presente dichiarazione, indicato nel rigo VL8 della presente dichiarazione, che non è stato chiesto a rimborso, ma che è stato riportato in detrazione o in compensazione (importo che può essere minore di quello del punto precedente, in caso di rimborso):                   36.415,00
Contabilità Iva
Registri regolarmente tenuti?
Contabilità Iva manuale o meccanografica? Meccanografica
Registri Iva dell’anno già stampati in definitivo? No
Liquidazioni Iva dell’anno già stampate in definitivo? No
F24
Sono stati verificati gli F24 di versamento dell’anno?
Sono state verificate le eventuali compensazioni in F24 del credito Iva del 2015, pari a VL9 del mod. Iva 2017?
Dichiarazione Iva
Gli imponibili del quadro VE corrispondono ai totali dei relativi registri Iva distinti per aliquota?
E la relativa Iva è correttamente moltiplicata?
Gli imponibili del quadro VF corrispondono ai totali dei relativi registri Iva distinti per aliquota?
E la relativa Iva è correttamente moltiplicata?
L’Iva ammessa in detrazione è corretta, considerando l’eventuale pro-rata?
I dati del quadro VH corrispondono con quelli delle liquidazioni Iva periodiche?
Nella prima sezione del quadro VL, i dati sono correttamente riportati, con particolare riferimento al credito dell’anno precedente ancora utilizzabile?
Il prospetto da compilare per il rilascio

Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Adempimenti. Entro oggi l’invio telematico dei modelli Dichiarazioni Iva all’arrivo: crescono le compensazioni

Dal 16 marzo oltre 15mila euro con il visto

Entro oggi va inviata telematicamente la dichiarazione annuale Iva 2017, relativa al 2016, in quanto la consueta scadenza del 30 settembre è stata anticipata al 28 febbraio. Dal prossimo anno, invece, il modello Iva dovrà essere presentato tra il 1° febbraio e il 30 aprile. Da quest’anno, poi, non va più presentata la comunicazione dati Iva, definitivamente abrogata dalla dichiarazione relativa all’Iva dovuta per il 2016.
Compensazioni
Immutate le regole per utilizzare il credito annuale Iva in compensazione orizzontale in F24 (cioè per pagare debiti diversi dall’Iva). Quindi, fino ai primi 5.000 euro di credito, l’utilizzo è libero già dal 1° gennaio 2017, dai 5.001 ai 15.000 euro, l’utilizzo è possibile solo dal 16 marzo 2017 (tranne nei casi di omessa presentazione del modello Iva annuale 2017) e sopra i 15.000 euro la compensazione è possibile solo se è stato rilasciato il visto di conformità nella dichiarazione annuale Iva.
I controlli da effettuare
Ai fini del rilascio del visto (necessario per i rimborsi Iva superiori a 30.000 euro), nella tabella pubblicata in pagina è stato riportato un esempio con i controlli da fare. Nel caso trattato il credito Iva annuale compensabile non è maggiore rispetto al volume d’affari, quindi, vanno verificate solo le fatture di acquisto che hanno un’imposta superiore a 61.580,90 euro, pari al 10% dell’ammontare complessivo dell’Iva detratta nel 2016 (10% di 615.809 euro), riportata nel rigo VF71.
Secondo la circolare 57/E/2009, infatti, il professionista che rilascia il visto di conformità deve effettuare l’integrale verifica della corrispondenza tra la documentazione e i dati esposti nelle scritture contabili, se il credito Iva annuale che verrà destinato dal contribuente in compensazione è pari o superiore al volume d’affari. In tutti i casi in cui non si rientra in questa condizione, invece, la verifica deve riguardare la documentazione rilevante ai fini dell’Iva con imposta superiore al 10% dell’ammontare complessivo dell’Iva detratta riferita al periodo d’imposta a cui si riferisce la dichiarazione e deve essere conservata copia, al fine di attestare la correttezza dell’esecuzione dei controlli per il rilascio del visto di conformità, unitamente alla check-list del controllo svolto. Nell’esempio l’ammontare complessivo Iva detratta è di 615.809 euro (rigo VF71 del modello Iva 2017) e «devono essere controllate tutte le fatture con imposta superiore a» 61.580,90 euro.
Integrativa a favore
Entro oggi va presentata anche la dichiarazione integrativa Iva 2016, relativa al 2015, a favore, nel caso in cui si desideri usare liberamente il credito Iva generato dalla stessa, in compensazione in F24 o per utilizzarlo direttamente nel modello Iva 2017, relativo al 2016, o per portarlo in detrazione nelle liquidazioni Iva periodiche mensili o trimestrali successive all’invio dell’integrativa. Se questa verrà inviata da domani in poi, invece, la compensazione sarà limitata ai debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa (nel nostro esempio, debiti che matureranno dal 2018 in poi). In entrambi i casi questo credito del 2015 potrà essere chiesto a rimborso, se ricorrono i requisiti degli articoli 30 e 34, comma 9, Dpr 633/72, per lo stesso 2015, cioè «per l’anno per cui è presentata la dichiarazione integrativa».
Liquidazioni trimestrali
Per i contribuenti Iva trimestrali, il mancato pagamento entro oggi dell’Iva del primo, secondo e terzo trimestre 2016, comporterà l’aumento del saldo Iva annuale, con la conseguenza che aumenterà l’acconto Iva 2017 (da versare il prossimo 27 dicembre 2017), calcolato con il metodo storico. Questo, infatti, è pari all’88%, non dell’Iva dovuta per l’ultimo trimestre 2016, ma del «versamento effettuato o che avrebbero dovuto effettuare con la dichiarazione annuale» Iva 2017, relativa al 2016 .
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Luca De Stefani

Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Il governo lavora al bis dell’operazione cartelle – Si allargherà il «campo» della mediazione

PRIMO PIANO28 FEBBRAIO 2017Il Sole 24 Ore

«Rottamazione» per 520 mila liti fiscali

roma
Una rottamazione delle liti fiscali pendenti sulla falsariga di quanto sta avvenendo con le cartelle di Equitalia. E per ridurre drasticamente tutto l’arretrato del contenzioso tributario il Governo punterebbe a una vera e propria riforma: «Aumento della soglia da 20mila a 50mila euro del valore delle liti per i quali è ammessa la mediazione, la trasformazione delle Commissioni in tribunali tributari con due giudici togati e uno laico e, per il giudizio di legittimità, l’istituzione di una sezione bis tributaria in Cassazione con la chiamata di 50 giudici ausiliari». A dirlo è stato il viceministro all’Economia Luigi Casero nel corso dell’apertura dell’anno giudiziario tributario 2017. L’ipotesi, poi, di utilizzare la rottamazione delle liti come contributo alla correzione dei conti chiesta da Bruxelles vede comunque contrario il viceministro: «Si tratta di una norma “one shot” e dunque da valutare attentamente ai fini dei saldi di finanza pubblica». Piuttosto si potrebbe porre il tema della rottamazione delle liti in termini di «equità fiscale», aggiunge il viceministro, spiegando che oggi «chi rottama la cartella entro il 31 marzo ha più vantaggi rispetto a coloro che si trovano a dover attendere la fine del contenzioso».
Quella dei processi pendenti al 31 dicembre scorso è una montagna da scalare composta da 468.839 liti, cui si sommano le oltre 50mila cause ferme in Cassazione. Non solo. Fisco e contribuenti hanno pendenze giudiziarie per il solo 2016 pari a quasi 32 miliardi di euro. Anche se le liti in attesa di giudizio presentano un valore molto più elevato (si veda il servizio in pagina). Per questo un intervento sulla giustizia tributaria appare comunque ineludibile. A lanciare un segnale d’allarme è stato Giovanni Canzio, primo presidente della Corte di cassazione: «Quattro su dieci sono ricorsi in materia tributaria. Oggi, dopo 17 anni, abbiamo una pendenza di oltre 105-106 mila ricorsi, non è tutta ascrivibile al contenzioso tributario, ma ha una buona responsabilità». Sulla Cassazione incombe «un macigno da 50mila cause arretrate». Per non parlare di ragionevole durata del processo: «Oggi una lite fiscale non si chiude prima di 5 anni», ha aggiunto Canzio, sottolineando che «la Cassazione civile non può diventare Cassazione tributaria».
Un’idea all’esame del Governo è anche quella di un potenziamento dell’istituto della mediazione: «Si potrebbe valutare l’ipotesi di elevare il limite di valore delle liti dai 20mila euro attuali a 50mila euro. In questo modo si potrebbe utilizzare un’efficace strumento di deflazione del contenzioso che ha dato già importanti risultati». Il disegno di riforma, ha spiegato Casero, potrebbe prevedere poi commissioni tributarie formate «da due giudici togati e uno laico, per dare maggiore potenzialità di efficacia ed efficienza alla giustizia tributaria». Altro nodo da sciogliere è quello «della dipendenza dal ministero dell’Economia delle commissioni tributarie». Tema su cui Casero non appare così contrario alla richiesta avanzata dal presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, Mario Cavallaro: «Per garantire maggiore autonomia e indipendenza, la collocazione naturale della giustizia tributaria e del suo organo di autogoverno è sempre più dentro il ministero della Giustizia o della presidenza del Consiglio». L’indipendenza della giustizia tributaria per il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, passa per «la qualità e l’equidistanza dalle parti con la professionalizzazione dei componenti». Per Miani, infatti, «occorre introdurre un giudice a tempo pieno, professionale, che possa assicurare autonomia, terzietà e indipendenza della funzione giudicante, oltre che una maggiore sua produttività». No secco dei commercialisti alla riconduzione delle attuali Commissioni tributarie in seno alla giustizia civile. Mentre sarebbe utile circoscrivere ad avvocati e commercialisti la difesa tecnica nel secondo grado di giudizio, come prevede la legge delega Ermini in discussione in Parlamento.
Tra le storture da risolvere infatti c’è quello della qualità delle sentenze e dei ricorsi. Canzio ha chiesto anche «un impegno forte dell’Agenzia delle entrate e dell’avvocatura a chiudere le controversie inutili». E non si è fatta attendere la risposta del direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, che ha ricordato che «sui ricorsi presentati in Cassazione nel 2015-2016 e su cui l’Agenzia si oppone vinciamo 9 volte su 10». Piena collaborazione dunque tra amministrazione fiscale e Cassazione: «Stiamo lavorando con la Corte per avere sentenze pilota, se la giurisprudenza è altalenante non possiamo dire che abbandoniamo perché non sono soldi nostri, dobbiamo attendere la giurisprudenza», ha spiegato la Orlandi sottolineando, comunque, che «i dati sulle sentenze sono confortanti e che si va migliorando. Il problema – ha concluso – resta lo smaltimento dell’arretrato».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Marco Mobili

 
I PUNTI DELLA RIFORMA Aumento della soglia per la mediazione da 20mila a 50mila euro, nascita dei tribunali tributari e sezione bis in Cassazione

 

Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Etna, il vulcano torna in attività: fontana di lava ed esplosioni

http://www.cataniatoday.it/cronaca/etna-nuova-eruzione-cratere-sud-est-27-febbraio-2017.html

Inviato da iPhone

Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Etna in eruzione diretta video 

Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Etna in eruzione 

https://www.facebook.com/groups/111931950315/permalink/10158201653260316/

Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Powered by WordPress.com. Tema: Adventure Journal di Contexture International.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: