Il Sindaco relaziona i 4 mesi di attività amministrativa

Bronte, il sindaco racconta i suoi primi quattro mesi di governo della città

BRONTE. A quattro mesi dal suo insediamento, il primo cittadino Graziano Calanna è tornato in piazza per incontrare i cittadini e illustrare loro l’operato della nuova Amministrazione. Lo aveva promesso durante i giorni della campagna elettorale e così domenica sera piazza Rosario, la stessa scelta per i comizi dell’allora candidato Calanna, è tornata di nuovo ad ospitarlo, stavolta però in veste di sindaco, per la sua prima relazione pubblica. Di fronte a una nutrita platea, il suo esordio ha voluto con fermezza riaffermare l’assenza di un millantato “tesoretto”, pari a 630 mila euro, frutto sì di un avanzo di gestione della precedente amministrazione ma che, nelle sue parole, è bastato appena a pagare un mese di stipendi ai dipendenti. Di contro, invece, ha precisato Calanna, il milione in meno di trasferimenti statali e regionali a fronte dei quali il Comune ha deciso di non optare per l’aumento delle tasse. Con a fianco la sua squadra (ancora incompleta per l’assenza del quarto assessore da designare), il primo cittadino ha parlato delle opere svolte o in cantiere, a partire dalla bonifica delle microdiscariche, che a quanto pare però stanno già ricomparendo, al potenziamento del sistema di videosorveglianza che, dopo una ricognizione, è risultato essere in gran parte costituito di videocamere non più funzionanti, al progetto di Social housing, da attuare in collaborazione col l’Iacp, volto al recupero delle vecchie case del centro storico da affittare poi a prezzi bassi. E ancora, in corso d’opera, la riqualificazione di alcune zone della cittadina con aree a verde; l’ampliamento di piazza Spedalieri per dare ad essa “il senso e la dimensione di una piazza”, così da evitare alle auto di sostare indebitamente ai suoi lati ma allo stesso tempo consentendo alla mamme di potere parcheggiare un’ora al giorno per accompagnare i figli nell’adiacente scuola e andare a prenderli all’uscita; la definizione delle regole di attuazione del Piano regolatore generale. Per ultimo invece la questione più spinosa: il mantenimento dell’ospedale e, nell’immediato, del suo punto nascita. Ottenuta infatti per quest’ultimo una deroga al 31 dicembre, è la possibile soppressione dell’intero presidio a spaventare visto che, ha detto Calanna, “voci ricorrenti fanno intendere che gli ospedali di periferia saranno soppressi a favore del nuovo San Marco di Catania”.

Una situazione quella della possibile chiusura che, ha precisato il primo cittadino, “abbiamo ereditato e per la quale io non sono in grado di dirvi come finirà, ma vi garantisco che io non mollo”. E per concludere, restando in tema, una rassicurazione ai tanti che gli chiedono se lo infastidisca che il suo predecessore si interessi ancora ai problemi del paese. “No, io non mi infastidisco”, nelle sue parole l’obiettivo è infatti unico e al di là del colore politico. Barbara Prestianni 

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