Bronte: firma pure Tu contro l’ideologia gender, recati al Palazzo Comunale di Viale Catania presso ufficio anagrafe e firma

“Difendiamo i nostri figli”:  contro la teoria gender nelle scuole

Associazioni di genitori e movimenti pro famiglia per dire no all’introduzione dell’educazione di genere a scuola e alle unioni civili tra persone dello stesso sesso

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Entro il 31/08/2015 tutti all’ufficio anagrafe di Bronte.

COSA DICE IL DISEGNO DI LEGGE – Depositato in Senato il 24 novembre 2014 dalla vicepresidente del Senato Valeria Fedeli (Pd),il controverso ddl si propone di introdurre l’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici del sistema nazionale di istruzione e delle università. Con lo stanziamento di 200 milioni di euro, qualora venisse approvato, si integrerebbe l’offerta formativa dei curricoli scolastici, di ogni ordine e grado, con l’insegnamento a carattere interdisciplinare dell’educazione di genere, si interverrebbe su libri di testo e materiali didattici e verrebbero introdotti nelle università corsi di studio di genere, anche al fine di formare figure professionali specifiche per l’insegnamento scolastico. L’obiettivo del ddl Fedeli è quello del superamento di stereotipi sessisti, ritenuti responsabili di bullismo e discriminazione, per promuovere la cultura della parità di genere.

L’IDEOLOGIA GENDER – Se la lotta alla discriminazione è condivisa dai “no-gender”, non lo è affatto il metodo proposto, ovvero cercare di sradicare fin dalla prima infanzia il concetto di diversità tra maschio e femmina. L’ideologia gender, alla base del ddl Fedeli, nega la differenza sessuale. Secondo i sostenitori di questa ideologia, infatti, le differenze tra uomo e donna non sono biologiche e innate, ma frutto di stereotipi culturali e sociali che si delineano dopo la nascita. Le diversità tra maschio e femmina vengono quindi abolite, creando di fatto una cultura neutra, dove ogni individuo sceglie la propria sessualità e, di conseguenza, dove viene negato al bambino il diritto di avere un padre e una madre perché l’omogenitorialità è ammessa.

LA PROTESTA – Colonizzazione ideologica mossa da lobby Lgbt, libertà negata alle famiglie di scegliere come educare i propri figli, omogenitorialità che cancella il diritto del bambino di avere un padre e una madre: su questi punti si infiamma la protesta. Sono più o meno due anni che associazioni di diverso tipo e natura vanno in giro per l’Italia a fare conferenze sull’ideologia gender e oltre ad aver notato una diffusa ignoranza sull’argomento, hanno riscontrato un grande interesse da parte di famiglie e insegnanti. “C’è voglia di saperne di più – spiega Filippo Savarese, portavoce di La Manif Pour Tous Italia, associazione nata per sostenere l’unicità del matrimonio tra uomo e donna e il diritto del bambino ad avere un padre ed una madre –

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