2015watermarked-DSC_1730Si apre un altro spiraglio per salvare il Punto nascita dell’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte, dichiarato chiuso perché sotto la soglia di 500 parti l’anno. L’on. Giovanni Burtone, ospite dell’Amministrazione e del Consiglio comunale di Bronte, ha annunciato che il  ministero sarebbe pronto a rivedere la decisione, Bisogna però che inizi una seria interlocuzione con la Regione siciliana pronta a far emergere, non tanto le esigenze di campanile, ma le reali necessità dei territori. All’incontro con Burtone, svolto nella sala consiliare del Comune alla presenza del presidente dell’assemblea consiliare Nino Galati, oltre che del sindaco Graziano Calanna con la sua Giunta, hanno partecipato i primi cittadini ed i rappresentanti dei Comuni di Randazzo, Maletto, Maniace, Cesarò, San Teodoro e Santa Domenica Vittoria tutti al fianco di Bronte nella battaglia per salvare il Punto nascita. “La nostra non è una battaglia di campanile – ha affermato Calanna in apertura – ma è frutto della legittima considerazione che il territorio nord ovest dell’Etna, essendo montano e caratterizzato da una mobilità lenta e difficile, non può fare a meno di un servizio così importante. Oltre a ciò  all’ospedale di Bronte, prima che iniziassero gli interminabili lavori di ristrutturazione, quando i servizi erano considerati di eccellenza, si effettuavano più di 600 parti l’anno. Allora – ha concluso – se per cause prettamente economiche dobbiamo raggiungere determinati risultati è bene che l’ospedale di Bronte venga messo nelle stesse condizioni di operatività degli altri”. “Il numero minimo di 500 parti l’anno – ha affermato Burtone – deriva da un dettato dell’Organizzazione mondiale della Sanità che considera sicuri gli ospedali che effettuano 1000 parti l’anno. Noi abbiamo dimezzato la quota. Ci rendiamo conto di alcune differenze ed il ministero, discutendo una mia interrogazione ha deciso di rivedere alcune posizioni. Ogni possibile deroga deve derivare da una funzionale concertazione con la Regione che poi deve utilizzare il tempo della deroga per rendere efficiente l’ospedale perché poi se si rimane sotto i 500 parti l’anno il problema si  ripropone”.  Significativi gli interventi dei sindaci e dei consiglieri di Bronte, Ernesto Di Francesco, Salvino Luca, Valeria Franco, Vittorio Triscari, Giuseppe Di Mulo e dello stesso presidente Galati. Alla fine ha prevalso la speranza e la fiducia anche grazie all’impegno assunto a Palermo con il sindaco Calanna dall’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi.     Fonte “La Sicilia” del 01-08-2015

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