La Camera respinge le dimissioni di Castiglione: PD e FI hanno votato”NO” (DIRETTA)

CAMERA DEI DEPUTATI

castiglioNNE

Il Partito Democratico e Forza Italia hanno dichiarato di votare in modo contrario alla richiesta di dimissioni del sottosegretario Giuseppe Castiglione, coinvolto ed indagato nell’inchiesta che ha ad oggetto il “business dei migranti” del CARA di Mineo. Con 306 contrari, 86 favoreli, e 26 astenuti la Camera respinge le dimissioni. 

Si apre una seduta di fuoco alla Camera dei Deputati dove si dibatterà prima, e voterà dopo, la triplice richiesta di dimissioni da sottosegretario di Giuseppe Castiglione,giunte in aula dai gruppi di SEL, M5S e Lega Nord. I gruppi del PD e di Forza Italia hanno già dichiarato che voteranno “No” alla richiesta di dimissione che proviene oggi dalla Camera.

Molteni (Lega Nord): “La sinistra ha trasformato Cantone in un supereroe, mi sorprende che la sinistra di fronte alle parole chiare di Catone che chiede le dimissioni di Castiglione oggi assume un comportamento vile ed incoerente nel rifiutare le dimissioni. Oggi cantone chiede il commissariamento del cara e le dimissioni di castiglione ed il partito democratico neanche le prende in considerazione, “ve ne sbattete”. Esiste un teorema, se salta il teorema castiglione-mineo salta Alfano e quindi salta Renzi ed il paese andrà di nuovo al voto”

Il problema non è solo il sottosegretario castiglione – continua Molteni – è l’appalto di 100 milioni di euro del CARA di Mineo, il problema è mafia Capitale, è Salvatore Buzzi, è il sindaco di Roma Marino, è l’intreccio affaristico legato all’affare dell’immigrazione clandestina, al business dell’immigrazione clandestina che rende più del traffico di droga. Il problema Castiglione è di natura politica, la Lega Nord pretende le dimissioni del sottosegretario Castiglione, Angelo Attaguile è stato il primo a sollevare queste questioni. Sono mesi che noi ci chiediamo e chiediamo al governo quanti casi mine ci sono in questo paese, abbiamo chiesto una commissione di inchiesta”.

Erasmo Palazzotto (SEL) : “ Mineo è un ghetto disumano al centro della Sicilia. Un luogo nel quale si è perso il principio cardine della democrazia. Onorevoli colleghi qui oggi non stiamo celebrando un processo all’onorevole Castiglione, non stiamo anticipando il compito della magistrura. Valutiamo un sistema di assenza totale dei controlli. Il 5 Dicembre del 2014, il sottoscritto ha presentato un’interrogazione al Ministero dell’Interno chiedendo conto e ragione sul sistema degli applati all’interno del CARA di Mineo”.

Perché il Ministero non ha effettuato un solo controllo sul CARA di Mineo e sul sistema degli appalti? E perché quello di Mineo è il solo CARA che gode di una Lex specialis che affida al Presidente della Provincia Castiglione la gestione e non al Prefetto di Catania come negli altri CARA. A Mineo si è presentata una duplice speculazione: Matteo Salvini dice che Mineo è un residence a 5 stelle, ma non si è permesso di entrare, il suo partito è il fondatore del sistema MIneo, essendo Roberto Maroni l’ideatore del sistema dei CARA. Anche la Lega dovrebbe rispondere delle proprie responsabilità sul sistema Mineo. Qui si fanno fare gli affari agli imprenditori del Nord e poi si prendono i voti con il populismo. La verità da molto fastidio collega Molteni, Maroni avrà firmato a sua insaputa“.

“E’ impossibile non notare come a Mineo l’NCD arriva a prendere cifre stratosferiche come il 40% quando a livello nazionale raggiunge solo il 3%. Come è stato possibile tutto questo e quali sono le responsabilità politiche e nazionali di Castiglione? Le dimissioni di Castiglione non sono però sufficienti; Castiglione è il responsabile politico del CARA di Mineo, sottosegretario del governo Renzi, è lui che sotto il suo controllo ha permesso una speculazione finanziaria ed economica senza precedenti.”

“E’ di questa responsabilità politica – conclude Palazzotto -che deve rispondere perché è lui il padre del sistema Mineo e deve assumersi le responsabilità di quel fallimento. Le responsabilità si percuotono però sul Ministro Alfano, che ci deve spiegare dal 5 dicembre del 2014, non ha avviato nessun controllo su quel sistema, e quando il Consorzio dei Comuni ha ratificato una gara d’appalto giudicata illegittima da Cantone, non è intervenuto per bloccare quella gara d’appalto. E’ inoltre il responsaible politico perchè tutti gli uomini provengono dal suo partito, di cui è presidente“.

Tancredi (NCD) : “L’unica colpa ascrivibile oggi a Castiglione è quella di aver nominato Luca Odevaine, ma tale colpa non è ascrivibile solo a lui; dell’onestà di Odevaine non ha dubitato Veltroni, né l’Onorevole Melandri, né il Presidente Zingaretti. Castiglione non è addebitale una responsabilità pensale né politica. vengono citate delle mozioni ma sono fatti riferiti di intercettazioni di Odevaine molto blande, dove non si intravedono responsabilità dirette di Castiglione. D’altro canto però sappiamo che ci serve la vittima sacrificale da mettere nel tritacarne mediatico che ogni giorno mette al centro qualcuno per avere il sangue, questo dibattito non doveva svolgersi in quest’aula ma visto che tre forze politiche l’hanno proposta noi respingiamo con forza questo provvedimento, anche a tutela della magistratura la cui azione deve essere separata da quella della politica”.

Rocco Palese (FI): “Riteniamo che debba esserci un giudizio definitivo su Roma Capitale, con il conseguente scioglimento del Consiglio Comunale. C’è un giudizio complessivo politico di inefficienza di corruzione e politica che parla chiaro. Prima che arrivasse la magistratura c’è la politica. Senza difese di facciata o senza sotterfugi e smentite, così come non possiamo sottacere che nella gestione dell’immigrazione, nella quale si è innestato il malaffare che è però dappertutto. Più le indagini vanno avanti più si scopre, per questo credo che il Governo debba prendere una posizione, perché tutte le cooperative coinvolte devono essere commissariate. Questo sì che sarebbe un segno politico serio. Noi voteremo in modo contrario alla richiesta di dimissioni dell’onorevole Castiglione“.

Andrea Romano (PD): “la mera esistenza di queste indagini non può di per sé essere motivo bastevole per votare una mozione di sfiducia. Queste mozioni hanno un esplicito motivo politico, ma oggi qui noi non dobbiamo svolgere una funzione di opportunità politica. L’opportunità politica si basa su appartenenze e questioni tattiche, quella che noi oggi vogliamo difendere è la cultura della garanzia che è di per sé stessa immutabile e alla radice di un rapporto sano dei rapporti tra magistratura e politica. Se l’inchiesta della magistratura porterà ad ulteriori elementi allora noi valuteremo, ma noi oggi valutiamo l’efficacia politica del sottosegretario Castiglione. Efficacia che noi, attualmente, non vediamo interessata dalle indagini. Sono queste le motivazioni che portano a votare “no” alle richieste di dimissioni”

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