Archivi del mese: Aprile 2015

IL CASO Randazzo, niente posti al cimitero Le bare parcheggiate in obitorio

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Viticoltori dell’Etna nella morsa del racket Ecco come il clan Brunetto minacciava le vittime

Viticoltori dell'Etna nella morsa del racket Ecco come il clan Brunetto minacciava le vittime

Dalla propria abitazione, monitorata con cimici piazzate dai militari della Compagnia di Randazzo, Vincenzo Lomonaco impartiva ordini e organizzava le richieste di “pizzo”.

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Randazzo 15 arresti

Blitz dei carabinieri, 15 arresti Colpo al clan Brunetto, referente dei Santapaola

Estorsione e traffico di stupefacenti i reati di cui devono rispondere gli indagati. I NOMI

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OPERAZIONE SANTABARBARA Blitz dei carabinieri, 15 arresti Colpo al clan Brunetto, referente dei Santapaola Mercoledì 29 Aprile 2015 – 06:40 di Laura Distefano .Estorsione e traffico di stupefacenti i reati di cui devono rispondere gli indagati. I NOMI

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http://catania.livesicilia.it/2015/04/29/blitz-dei-carabinieri-15-arresti-colpo-al-clan-brunetto-referente-dei-santapaola_338040/

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Ringrazio Anselmo Lupo per avermi dato la possibilita’ di pubblicare questa foto storica sul mio blog.

Carlo Duran, Anselmo Lupo e Nino Benvenuti premiati alla quarta edizione “Pistacchio d’Oro” organizzato da Nunzio Lombardo, premiati per lo sport campioni del mondo per il pugilato.

anselmo

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La notizia pubblicata sul mio blog e’ stata approfondita ed articolata da parte di Meridionews con il seguente articolo

FOTO DI: NUNZIO SPANÒ

Bronte, dimentica portafogli con tremila euro al bar
Il banconista: «L’ho restituito come se niente fosse»

CLAUDIA CAMPESE 28 APRILE 2015

CRONACA – Andrea Rappazzo ha 26 anni e da sette lavora alla dolceria di via Messina. «Non è facile vedere i soldi e non prenderli – ammette – Ma non ti cambiano la vita e io ero a lavoro», racconta. A smarrire la somma, Gaetano D’Avola, originario di Scordia ed emigrato in Svizzera. «Quando è tornato indietro piangeva, non credeva di ritrovarli»

«In effetti il portafogli era un pochino pesante. Aprendolo, mi sono accorto che dentro c’erano tremila euro in contanti». Andrea Rappazzo, 26 anni, da sette lavora come banconista nel bar Antica dolceria fratelli Di Vincenzo di Bronte. Domenica pomeriggio era al lavoro quando nel locale entra un gruppo che prende posto nei tavoli fuori. Al momento di andare via, però, qualcuno dimentica un giubbotto su una sedia. Quando Andrea va a prenderlo per conservarlo dentro, in attesa che il proprietario ritorni, ecco la scoperta: nel portafogli c’era una consistente somma. «Ma non ho pensato di prenderla. Tremila euro non ti cambiano la vita e poi ero sul posto di lavoro». Il ringraziamento sono state le lacrime di Gaetano DAvola, proprietario dei soldi e del giubbotto, originario di Scordia ma emigrato in Svizzera con la moglie. «Non credeva che avrebbe mai ritrovato i soldi», racconta il giovane banconista.

«Capita spesso che i clienti dimentichino qualcosa – ripercorre il filo degli eventi Andrea – Per questo, appena ho notato il giubbotto nei tavolini fuori, sono andato a prenderlo, per conservarlo in attesa che tornassero. Poi ho pensato di cercare il portafogli per rintracciare il proprietario dai documenti». Lì però Andrea nota la consistente cifra. E non solo. «C’erano anche deibiglietti aerei, dovevano partire per la Svizzera». Nonostante la scoperta, il piano del ragazzo non cambia: «Non è facile vedere tremila euro in contanti e non prenderli – ammette – Ma l’ho messo ugualmente da parte in attesa di restituirlo».

Dopo mezzora arriva il signor D’Avola, insieme alla moglie. Subito gli viene dato indietro il giubbotto. «Era molto spaventato e, quando ha aperto il portafogli, si è messo a piangere – racconta Andrea – Tremava, era in confusione, anche la moglie era molto agitata». «Non se l’aspettava perché, diceva, tutti parlano male della Sicilia», continua il giovane. E invece, nonostante gli stereotipi, i soldi dell’uomo originario di Scordia – insieme ai suoi biglietti aerei per tornare in Svizzera – erano tutti al loro posto. Un gesto, quello del giovane banconista, non proprio scontato.

«Non posso dire che tutti mi abbiano detto “bravo”, ma quel portafogli non era stato nemmeno smarrito, era stato dimenticato. E io non ero per strada, ma a lavoro. L’ho messo da parte come fosse stato un giubbotto normale o una qualunque altra cosa scordata dai clienti». Anche perché, conclude il ragazzo, «tremila euro non ti cambiano la vita; ti puoi organizzare una gita o andare a fare shopping. Ma avrei danneggiato anche l’immagine del locale per cui lavoro da tanto tempo».

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Blitz antimafia dei carabinieri a Randazzo

Arrestate 15 personeaffiliate alla famiglia Ercolano-Santapaola. In corso numerose perquisizioni.

I carabinieri di Catania stanno eseguendo in queste ore un provvedimento restrittivo emesso dal GIP del Tribunale etneo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 15 persone, ritenute appartenenti ad un clan mafioso operante sulla fascia ionica, quale diretta articolazione della “famiglia” catanese Santapaola-Ercolano, dedito  alle estorsioni ed al traffico di stupefacenti.

Le investigazioni intraprese a seguito di numerosi episodi di danneggiamenti ed intimidazioni in danno di diversi imprenditori e commercianti della zona hanno consentito di delineare le dinamiche criminali che regolavano le condotte illecite del citato sodalizio, ricostruendone la struttura e le modalità di gestione della “cassa comune”, di interrompere un importante “summit” mafioso e di scongiurare una escalation criminale per l’affermazione dell’egemonia sul territorio ed impedire “interferenze” esterne.

Nel corso della mattinata verranno diffusi i dettagli dell’importante operazione.

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Maletto internet gratis

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Bronte solidarietà del Sindaco ai grillini

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Bronte, minacce per il candidato dei 5Stelle: “loro hanno le pistole noi mitra”

CLIMA DI TERRORE

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 Un incontro urgente con il Prefetto. Le minacce al candidato sindaco Davide Russo creano tensione a Bronte dove potrebbe intervenire il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza

 Bronte diventa il Bronx. Non ci sono regole, né civiltà, ma minacce anonime.

Parole intimidatorie scritte nero su bianco su missive lasciate nella buca delle lettere che pesano come macigni su chi ha avuto l’idea di voler partecipare ad una competizione elettorale.

Davide Russo, 42 anni, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle al comune di Bronte sta vivendo momenti difficili.

Davide Russo si è trasformato per alcuni in un candidato “scomodo”.

L’escalation delle minacce ha portato alla reazione da parte dei senatori Michele Giarrusso eNunzia Catalfo giunti ieri a Bronte per partecipare ad un corteo di solidarietà organizzato insieme ad alcuni attivisti del movimento. Una passeggiata in città per far comprendere che nulla può fermare la candidatura di Davide Russo.

Oggi i senatori hanno ottenuto un incontro urgente con il Prefetto di Catania per cercare di porre fine a questo clima di terrore.

“Alle 11 abbiamo ottenuto un incontro con il Prefetto, al quale parteciperà anche il capo della Tenenza della Guardia di Finanza di Bronte Alfredo Meli“ – spiega il senatore Giarrusso che ha anche allertato il Ministro degli Interni.

Il Senatore Giarrusso spiega come il clima pesante che si vive a Bronte abbia trasformato questa campagna elettorale in una lotta prima di tutto per la legalità.

Bronte è un paese in cui per anni l’abitudine ha inghiottito i cittadini,dove hanno sempre governato gli stessi personaggi per molto tempo e il cambiamento potrebbe a volte anche spaventare.

Per Davide Russo tutto è cominciato con degli avvertimenti “regalati” attraverso dei consigli. Pillole in salute: “chi te lo fa fare, lascia perdere” e poi ancora minacce sul lavoro.

Russo è un esperto di sviluppo locale, ha ricoperto ruoli di coordinamento a livello nazionale ed internazionale per le politiche del lavoro, nella formazione, nell’imprenditoria e nel sociale ancora una volta: ”chi te lo fa fare, hai il tuo lavoro, vuoi smettere di lavorare?, lascia perdere”.

A nulla sono serviti i consigli perché Davide Russo ha continuato per la sua strada ed insieme a lui un gruppo di giovani del Movimento 5 Stelle e così sono arrivati alle minacce anonime, vere e proprie anche sgrammaticate:

“Non importa con chi ve la facete. Sappiamo chi siete.Sappiamo dove trovarvi.”

A queste parole, segue la denuncia del candidato alla Guardia di Finanza, indagini e controlli sul territorio stanno andando avanti.

L’ultima missiva questa notte nella buca delle lettere di un collaboratore del candidato sindaco.  Secondo le prime ricostruzioni, una persona a bordo di uno scooter sarebbe andata sotto casa del collaboratore verso l’una di notte lasciando la lettera.

Il collaboratore del candidato sindaco infatti avrebbe raccontato agli uomini della Guardia di Finanza di aver sentito il rumore di uno scooter che si sarebbe avvicinato al suo portone per poi fuggire. Scese le scale il collaboratore ha trovato un’altra lettera e questa volta il messaggio è chiaro:

“Solo la merda se la fa con i finanzieri. Ma attenti loro hanno pistole noi i mitra vi teniamo docchio”.

Un clima terrificante quindi quello che si respira a Bronte.

Oggi i senatori Giarrusso e Catalfo saranno in Prefettura per sollecitare la massima attenzione da parte delle autorità preposte e valutare se riunire d’urgenza il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza.

Quello che si attende è un segnale chiaro ed inequivocabile che certi atteggiamenti di stampo chiaramente mafioso verranno perseguiti senza remore e che qualsiasi candidato, a qualunque partito appartenga, non verrà lasciato solo ad affrontare questi delinquenti.

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