Annunci

Bronte, Siracusa e poi Messina, la storia di Mattia

 

Muore un neonato per una diagnosi errata

CARMEN VALISANO 28 FEBBRAIO 2015

CRONACA – Un’infezione non riconosciuta. Poi il parto urgente, avvenuto solo dopo il trasferimento nella città aretusea perché nel Catanese nessuno aveva posti a disposizione. Dopo la nascita il lento percorso di ripresa, bruscamente interrotto da un problema polmonare. Lo spostamento nel policlinico messinese dove arriva la diagnosi letale: acidosi metabolica irreversibile. Il piccolo è morto ieri, i genitori hanno sporto denuncia

Un’infezione non riconosciuta, un parto difficile avvenuto solo dopo che per tante volte la partoriente era stata rifiutata da altri ospedali, un problema polmonare insorto dopo il cambio dell’incubatrice. In mezzo un macchinarioche a detta di uno dei medici non sarebbe stato funzionante. Una vicenda che, proprio nei giorni nei quali infuriavano le polemiche per la vicenda della piccolaNicole, vede ancora una volta la morte di un neonato, Mattia. A riportare per prima la notizia è la testata LiveSicilia. La tragica storia parte in provincia di Catania, a Bronte, paese natale dei genitori. «La signora si fa seguire in quell’ospedale», racconta a Meridionews Dario Pastore, legale della coppia. Alla base di tutto «ci sarebbe una omessa diagnosi di una infezione vaginale così grave e non individuata da aver determinato la rottura della placenta e il parto prematuro. Il condizionale è d’obbligo, dato che ci sarà un’inchiesta».

La donna «viene ricoverata due volte. Quando le si rompono le acque, prima che il bambino nasca, viene trasferita all’Umberto I di Siracusa, nel reparto di terapia intensiva neonatale». Viene scelta la struttura aretusea perché «tutti gli ospedali negano il posto in ginecologia», chiarisce l’avvocato. Che aggiunge: «Anche questo sarà oggetto di indagini». A Siracusa «le fanno la diagnosi dell’infezione» e il piccolo viene al mondo. È il 19 gennaio, «il ricovero si protrae fino al 25 febbraio – racconta Pastore – Il bambino migliora, fino a quando il 18 febbraio viene cambiata l’incubatrice e poco dopo viene riscontrata al bambino una grave infezione polmonare. Cosa che prima non c’era», puntualizza.

Sono i giorni immediatamente successivi alla morte di Nicole, deceduta in ambulanza perché non c’era posto per lei nelle strutture neonatali del Catanese. «In quel momento c’era l’ispezione ministeriale voluta dal ministroBeatrice Lorenzin e dall’assessore Lucia Borsellino, i genitori vedevano nel reparto di terapia neonatale del movimento», riporta l’avvocato. Nella struttura siracusana, secondo il padre e la madre del piccolo Mattia, le apparecchiature non sarebbero state a norma. «A Mattia manca il lembo osseo che separa le due narici – spiega l’avvocato che riporta il racconto della coppia – perché a dire di un medico il macchinario c-pap (che serve ad alleviare problemi respiratori, ndr) era difettoso», ripete.

La situazione precipita pochi giorni fa, il 25 febbraio. «Il primario chiama la signora e le dice che il bambino aveva bisogno di terapia ossidonitrica». Nulla di urgente o di pericoloso, la rassicurano. Mattia viene dunque trasferito al policlinico di Messina, dove ai genitori viene detto che la terapia prescritta a Siracusa è l’ultima delle preoccupazioni. «I parametri vitali erano tutti fuori norma, il bambino era affetto da una grave acidosi metabolica (l’aumento degli acidi nel sangue, ndr) che non è stata curata. Irreversibile. Ieri è morto».

Stamattina i genitori del bambino hanno sporto denuncia tramite il loro legale, «probabilmente la salma verrà sequestrata per l’autopsia, è ancora alla camera mortuaria del policlinico di Messina», conclude Pastore. Che non riesce a trattenere l’amarezza: «Non è possibile che in Sicilia si muoia perché non si sa fare il proprio lavoro».

28 febbraio 2015

Sicilia, nasce prematuro e muore a 38 giorni di vita: esposto in Procura

Il piccolo Mattia ha smesso di respirare al Policlinico di Messina, dove era stato portato da Siracusa per problemi respiratori. I genitori chiedono di fare chiarezza sulle responsabilità

19:44 – Un bimbo di 38 giorni di vita, nato prematuro, è morto al Policlinico di Messina, dove era stato trasferito d’urgenza dall’Umberto I di Siracusa per presunti problemi respiratori. Il piccolo era stato partorito alla 24esima settimana il 19 gennaio a Bronte. Sul caso il legale dei genitori ha presentato un esposto alla Procura di Catania. La madre era stata trasferita a Siracusa perché in Terapia intensiva neonatale a Catania non c’era posto.

Sicilia, nasce prematuro e muore a 38 giorni di vita: esposto in Procura

Il bambino, che si chiamava Mattia, era il secondo figlio di una coppia che vive nel Catanese. “Potrebbe essere un caso di malasanità – afferma l’avvocato dei genitori, Dario Pastore -. Noi vogliamo che sia fatta chiarezza, a tutti i livelli. Abbiamo chiesto il sequestro della salma, che è all’obitorio del Policlinico di Messina, e che sia disposta l’autopsia”.

Il legale ricostruisce la vicenda fin dal 19 gennaio, quando alla mamma di Mattia si rompono le acque, nonostante sia ancora alla 24esima settimana di gravidanza. La donna viene portata nell’ospedale di Bronte, nel Catanese. Attraverso il 118 si cerca un posto in un’Unità di terapia neonatale intensiva di un ospedale di Catania per ricoverare il piccolo dopo il parto. Ma non c’è la disponibilità e la gestante viene condotta in ambulanza all’Umberto I di Siracusa. Il parto avviene l’indomani, il 20 gennaio. Nasce Mattia, che pesa 870 grammi ed ricoverato nell’Unità terapia intensiva neonatale dello stesso nosocomio.

“I medici a Siracusa – racconta ancora l’avvocato – alla mia assistita dicono che la rottura delle acque è dovuta a un’infezione, ma che per il neonato non ci sono problemi. Il 18 febbraio gli cambiano l’incubatrice, e due giorni dopo ci sono i primi segnali di un aggravamento”.

Il 25 febbraio il piccolo viene trasferito al Policlinico di Messina, dove, spiega il penalista, “è possibile sottoporlo a una terapia ossidonitrica che a Siracusa non poteva essere fatta. Ma appena arrivato – osserva il legale – ai miei assistiti viene detto che la situazione era compromessa e che il piccolo stava per morire per un’acidosi metabolica. Cosa che è avvenuta due giorni dopo. Adesso noi vogliamo sapere dalla magistratura se ci sono state responsabilità”

ENNESIMA TRAGEDIA

Nuovo caso Nicole, muore neonato
Trasferito a Siracusa e Messina per mancaza di posti

Sabato 28 Febbraio 2015 – 13:54 di
Articolo letto 14.807 volte

SEGUI

Si chiama Mattia, il suo calvario è durato 30 giorni. Dall’ospedale di Bronte è stato trasferito a Siracusa e poi a Messina. Esposto dei genitori assistiti dall’avvocato Dario Pastore in Procura.

A

  • CATANIA- Da Bronte a Siracusa a Messina per mancanza di posti letto in terapia intensiva a Catania. C’è un nuovo caso Nicole alle falde dell’Etna, l’ennesimo, possibile, caso di malasanità. L’ultima vittima si chiama Mattia, i genitori sono sconvolti dopo un calvario durato 30 giorni a cavallo di 3 ospedali. Affiancati dal noto penalista Dario Pastore hanno presentato un esposto in Procura .

BRONTE. Il calvario del piccolo Mattia è iniziato, secondo quanto denunciato da genitori, all’ospedale di Bronte dove non sarebbe stata diagnosticata un’infezione che ha causato, nel giro di pochi giorni, un parto prematuro. Per partorire, la signora è stata trasferita da Catania a Siracusa, ospedale Umberto Primo. Non c’erano posti in terapia intensiva a Catania. La storia si ripete.

SIRACUSA. “Il piccolo resta in terapia intensiva a Siracusa fino al 25 febbraio -spiega a LivesiciliaCatania l’avvocato Dario Pastore- giorno in cui il primario di Siracusa comunica che è necessario il trasferimento al Policlinico di Messina per effettuare una terapia ossidonitrica che a Siracusa non poteva essere fatta”. All’improvviso le condizioni del bambino si aggravano.

MESSINA. Arrivato a Messina il 25 febbraio, i medici avrebbero scoperto -secondo la ricostruzione della difesa- che i problemi respiratori “non erano la causa principale della gravi condizioni del bambino, che aveva in corso una grave acidosi metabolica”.

Dopo aver cambiato 3 ospedali e percorso quasi 300 chilometri in cerca di un luogo idoneo in cui essere curato. “Potrebbe essere un caso di malasanità – afferma l’avvocato Pastore – noi vogliamo sia fatta chiarezza, a tutti i livelli. Abbiamo chiesto il sequestro della salma, che è all’obitorio del Policlinico di Messina, e che sia disposta l’autopsia”.

Neonato morto a Siracusa:
nuovo caso di malasanità?

Neonato morto a Siracusa: <br /> nuovo caso di malasanità?

Nuovo presunto caso di malasanità. A denunciarlo, con un esposto in Procura, l’avvocato penalista Dario Pastore che assiste i genitori del piccolo Mattia, deceduto dopo essere nato prematuro di 24 settimane, con un peso di appena 870 grammi.

Nell’esposto l’avvocato riferisce che la nascita prematura del neonato sarebbe avvenuta per un’infezione vaginale della donna che è stata trasferita lo scorso 19 gennaio dall’ospedale di Bronte, nel Catanese, all’ospedale Umberto I di Siracusa, perchè non c’erano posti Utin nella provincia di Catania.

Il piccolo Mattia nato il 20 gennaio, 24 ore dopo il ricovero nell’ospedale siracusano, per 37 giorni è stato in incubatrice e poi trasferirlo a Messina, dove è morto il giorno dopo. Sull’episodio indaga la Procura di Catania.

Annunci
Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Powered by WordPress.com. Tema: Adventure Journal di Contexture International.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: