Giovanni La Via e Michela Giuffrida in bilico

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Europee: Due siciliani in bilico?

di Simona Scandura e Valeria Nicolosi

Preoccupazioni all’interno di alcune segreterie politiche pare si siano registrate negli ultimi giorni.Preoccupazioni o solo fastidi, probabilmente, ma che dopo diversi accertamenti hanno fatto montare una polemica che merita di essere raccontata chiaramente.

Nei giorni scorsi il noto quotidiano online Huffington Post del Gruppo Espresso e diretto da Lucia Annunziata ha pubblicato un articolo a firma di Valerio Tallini, avvocato e docente universitario di Diritto Pubblico, che esprimeva alcuni dubbi sulle modalità utilizzate dal viminale per la ripartizione dei seggi.

In particolare Tallini ha fatto riferimento al criterio utilizzato per il riparto dei seggi che sarebbe, erroneamente, quello delle elezioni politiche e non quello per le elezioni europee.

In base alla normativa vigente, infatti, spiega il giurista, il numero di seggi da eleggere nella singola circoscrizione è sempre indicativo e cambia in base alla percentuale di voto nelle varie regioni d’Italia.

La nostra redazone ha contattato il professor tallini che ci ha concesso un’intervista per spiegare quello che potrebbe succedere nei prossimi mesi:

 “Per le Europee contano i voti validi espressi- afferma Tallini e poi continua- Ad esempio nel 2009 applicando questa legge la circoscrizione Sud ha avuto tre seggi in meno rispetto a quelli che gli spettavano, 15 invece 18. La circoscrizione Isole 6 invece di 8.”

Questo avviene perchè se nel Sud e nelle Isole c’è un’affluenza più bassa, ci sono un minor numero di voti validi espressi e quindi non si riesce ad eleggere il numero di candidati ipoteticamente assegnati alla singola circoscrizione. E quelle circoscrizioni dove si vota di più vanno ad assorbire questi candidati.”

In bilico in Sicilia, secondo il Professor Tallini, ci sarebbero il seggio del NCD che è stato assegnato a Giovanni La Via e il seggio assegnato al Partito Democratico di Michela Giuffrida.

 “Secondo i conti che ho fatto io- Tallini afferma- al NCD il seggio spetterebbe all’Italia centrale e non spetterebbe invece alla circoscrizione Italia insulare. Cosi come al Partito Democratico il seggio spetterebbe all’Italia centrale e non all’Italia insulare. Poi ad esempio nell’Italia centrale è stato attribuito un seggio alla Lega ma questo oggi andrebbe o al Nord Ovest o al Nord Est. NCD nella circoscrizione Isole ha un resto di 0,42 e invece nella circoscrizione Centro ha un resto di 0,49 quindi, applicando la legge che si è sempre applicata alle europee, a mio avviso il seggio dovrebbe spettare alla circoscrizione centro”.

 Contina Tallini: “Ricordo, inoltre, che c’è una sentenza del consiglio di Stato del 2011 in cui Gargani, che fu il primo dei non eletti del PDL, fece ricorso ed il Consiglio di Stato gli diede ragione. Io presumo che in questo caso il Ministero dell’Interno abbia assegnato i seggi in base a quella sentenza. Però quella sentenza lascia da un parte forti dubbi e dall’altra comunque la legge non è stata abrogata. Per cui a mio avviso l’ufficio elettorale nazionale che è formato da magistrati non dovrebbe seguire le indicazioni fornite dal Viminale.”

 Insistiamo noi della redazione  su come possa essere possibile visto il gran numero di voti dei candidati alle Europee che sarebbero in bilico.

La Via è stato il più votato del NCD in Italie e Michela Giuffrida ha ottenuto il maggior numero di preferenze a Catania oltre 15 mila voti non sono sufficienti?

Possibile che la bassa affluenza alle urne penalizzi così i siciliani?

Il professore Tallini risponde: “ Il calcolo non si fa riguardo alle preferenze ma ai voti validi espressi e quindi al partito nell’ambito di quella circoscrizione. Perché in base ai voti validi espressi si riesce a rifare il “resto”. Il NCD della circoscrizione Italia insulare ha un resto inferiore a quello dell’Italia centrale.”

Chi potrebbe eventualmente fare ricorso?

“Adesso la situazione è questa. Bisogna vedere se l’ufficio elettorale nazionale recepirà le indicazioni del Viminale. Qualora le dovesse recepire il primo degli eletti del PD dell’Italia Centrale, il primo degli eletti del NCD dell’Italia Centrale ma anche il primo dei non eletti di Forza Italia della circoscrizione Nord Ovest potranno fare ricorso.”

“Qualora poi l’ufficio elettorale nazionale non dovesse condividere l’impostazione del Viminale ed assegnare il seggio a questi soggetti, a loro volta saranno i candidati siciliani esclusi a poter fare ricorso”.

Secondo Tallini quindi utilizzando i criterio della legge Europea dovrebbe mutare il riparto territoriale dei seggi.

Tallini chiarisce che in ogni caso la differenza riguarda solo la distribuzione dei seggi all’interno dei singoli partiti: “Il metodo di riparto dei seggi in ogni caso non cambia. Sia applicando un sistema che l’altro al PD comunque vanno 31 seggi. A FI 13 seggi. Ma semplicemente muta il riparto territoriale dei seggi all’interno delle diverse circoscrizioni.”

Poichè il criterio della legge delle europee fa riferimento ai voti validi espressi … la legge sembrerebbe essere chiara perché è stata applicata cosi dal 79 al 2009. Quindi ci potrebbe essere il rischio che le assegnazioni provvisorie del Viminale potrebbero non essere convalidate. E comunque anche se dovesse accadere i primi dei non eletti potranno fare ricorso”.

 Il pare giuridico del prof Tallini è stato vagliato da molti negli ultimi giorni e pare che stia montando una polemica anche tra i candidati, nessuno dei quali si lascerà sfuggire a cuor leggero una delle poltrone più ambite e remunerate.

PD   Untitled  L’ARTICOLO DEL PROF, TALLINI SU HUFFIGTON POST Gargani vince il ricorso per le europee 2009 La normativa elettorale Sentenza CdS (Gargani)

Alcuni dubbi sulle modalità utilizzate dal Viminale per la ripartizione dei seggi. È facile prevedere che ci saranno dei ricorsi

Pubblicato: 27/05/2014 10:42 CEST Aggiornato: 27/05/2014 11:28 CEST

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Sono state celebrate le elezioni per il rinnovo dei 73 rappresentanti italiani presso il Parlamento Europeo: 31 seggi sono stati attribuiti al PD, 17 al M5S, 13 a Forza Italia,5 alla Lega Nord, 3 ciascuno ad NCD-UDC e alla Lista Tsipras e, da ultimo, 1 al SVP. Quanto alla concreta ripartizione dei 73 seggi nell’ambito delle cinque circoscrizioni sussistono due differenti orientamenti: da una parte quello utilizzato sino alle elezioni europee del 2009, dall’altra quello usato per la prima volta nel corso delle ultime elezioni. In particolare, in tale ultimo caso, l’interpretazione fornita del Ministero dell’Interno sembrerebbe quella di privilegiare il criterio della “rappresentanza territoriale”, venuto in essere dopo una recente pronuncia del Consiglio di Stato (caso riguardante l’On. Gargani): per intenderci, sulla base di tale criterio, il numero degli euro-parlamentari eletti viene fatto corrispondere esattamente al numero dei seggi assegnati inizialmente alla circoscrizione e, quindi, 20 per il Nord Ovest, 14 per il Nord Est, 14 per il Centro, 17 per il Sud e 8 per le Isole. Sino alle elezioni del 2009 veniva invece privilegiato il principio di “proporzionalità”, con la conseguenza che la ripartizione dei seggi avveniva in virtù dei “voti validi espressi”. Ne consegue che nelle circoscrizioni ove si registrava una più bassa affluenza alle urne (in genere il Sud e le Isole) si verificava un minor numero di eletti: per intenderci, l’Italia meridionale ha eletto alle europee del 2009 solamente 15 euro-parlamentari (in luogo dei 18 assegnati dal d.P.R. di indizione dei comizi), mentre la circoscrizione delle Isole solamente 6 rappresentanti (al posto degli 8 seggi previsti dal d.P.R. cit.); e i cinque seggi “mancati” sono stati “riassorbiti” dalle altre tre circoscrizioni (due a testa il Nord Ovest e il Nord Est e uno in quella di Centro). Applicando tali principi – che poi corrispondono alla lettera della legge prevista per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia – anche alle odierne elezioni, il PD avrebbe ottenuto (o potrebbe ottenere a seguito di un ricorso) un seggio in più (8 anziché 7) nell’Italia centrale, ove il numero dei seggi assegnati sarebbe quantomeno di 15 (e non di 14) e lo avrebbe perso nella Circoscrizione Isole; lo stesso dicasi per NCD-UDC, che otterrebbe 1 seggio nell’Italia Centrale, sempre a scapito delle Isole; mentre per Forza Italia il seggio in più verrebbe in essere nella Circoscrizione Nord Ovest. In conclusione, la circoscrizione Isole, a seguito della bassa affluenza (poco più del 40% in luogo delle percentuali superiori al 60% fatte registrare nel Nord Ovest, nel Nord Est e nel Centro), qualora fosse stato applicato il criterio utilizzato sino alle elezioni europee del 2009 avrebbe probabilmente eletto 4/5 europarlamentari, in luogo degli “attuali” (almeno per ora) 8. Può una sentenza del Consiglio di Stato (a mio avviso contraria allo spirito della legge), in assenza di una modifica legislativa, far sì che il Ministero dell’Interno muti il proprio orientamento nella concreta ripartizione dei seggi tra le varie circoscrizioni? È facile prevedere che ci saranno dei “nuovi” ricorsi anche in questa tornata elettorale…

Cassazione dichiara decaduto (FLI) accolto ricorso GARGANI (UDC) su attribuzione seggi al Nord

(ANSA) – UDINE, 6 GIUGNO 2011

L’europarlamentare friulano Giovanni Collino, eletto nel 2009 nella circoscrizione del Nordest nelle liste del Pdl e oggi passato a Fli, e’ decaduto oggi dal suo incarico all’assemblea di Strasburgo, cedendo il posto all’on. Giuseppe Gargani, ex Pdl e oggi dell’Udc, eletto nella circoscrizione Sud. Lo ha deciso l’Ufficio elettorale nazionale presso la Corte di Cassazione, applicando la sentenza emessa dal Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso presentato da Gargani. A comunicarlo e’ stato lo stesso Collino, in una conferenza stampa convocata stasera a Udine.

“La Corte costituzionale – ha detto Collino – aveva dato ragione a me, considerando che vi e’ un vulnus nella norma, poco chiara sulla questione della distribuzione dei seggi. Inoltre non aveva discusso il ricorso di Gargani, ritenendolo inammissibile”. A Collino, che nel Nordest aveva ottenuto 50 mila preferenze, lo stesso Ufficio elettorale aveva assegnato il posto di sesto europarlamentare della circoscrizione oltre i cinque previsti dalla norma, sulla base della grande affluenza registratasi nell’area in occasione delle consultazioni europee del 2009, diversamente da quanto era accaduto nella circoscrizione del Sud. Ma Gargani aveva presentato ricorso al Consiglio di Stato, il quale si e’ espresso in modo favorevole alla sua richiesta di essere reintegrato nel parlamento di Strasburgo. “La sentenza mi e’ stata notificata il 30 maggio – ha dichiarato Collino – con la richiesta di presentare una memoria difensiva entro il 3 giugno per discuterla il 6, con tempi evidentemente strettissimi”. Oggi la sentenza dell’Ufficio elettorale della Cassazione, che ha applicato la decisione del Consiglio di Stato. “Una forzatura inaccettabile – ha commentato Collino – che priva questa regione di una rappresentanza in Europa. Non intendo subirla passivamente, studiero’ con il mio legale tutte le vie possibili nel rispetto dell’ordinamento. Abbiamo gia’ presentato un ricorso perche’ il caso sia discusso entro breve – ha concluso – dalla Cassazione a sezioni riunite”.

 

GiuseppeGargani

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