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Cannizzaro, revocato appalto Colocoop

IL PROVVEDIMENTO

Mercoledì 30 Aprile 2014 – 12:15
Articolo letto 1.669 volte

La decisione dopo la notifica dell’“informazione antimafia interdittiva” adottata dalla Prefettura di Milano a carico della Colocoop. Era stato Cantaro a chiedere a una nuova certificazione antimafia dopo l’inchiesta della Dda di Napoli relativa ad appalti per le pulizie nell’Asl di Caserta. La redazione sta cercando di contattare i vertici dell’azienda per la replica.

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CATANIA – Il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania, Salvatore Paolo Cantaro, ha disposto il recesso dal contratto con l’Ati di cui è capofila Co.Lo.Coop (Consorzio Lombardo Cooperative), che gestisce il servizio di ausiliariato nell’ospedale, dopo la notifica dell’“informazione antimafia interdittiva” adottata dalla Prefettura di Milano a carico della stessa Colocoop.Il decreto del Prefetto di Milano, assunto ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 2011 n. 159 “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia”, fa seguito alla richiesta di approfondimenti inviata a novembre dallo stesso commissario dell’Azienda Cannizzaro. Era stato, infatti, il dott. Cantaro a chiedere alla Prefettura di Milano una nuova certificazione antimafia nei confronti della Colocoop, alla luce delle notizie sull’inchiesta della Dda di Napoli relativa ad appalti per le pulizie nell’Asl di Caserta, nella quale Colocoop risultava coinvolta. Per garantire la massima legalità e trasparenza nelle procedure, Cantaro aveva inteso accertare eventuali refluenze della vicenda campana sull’appalto in corso al Cannizzaro, scrivendo, oltre che alla Prefettura di Milano (la quale aveva rilasciato regolare certificazione antimafia), anche alla Procura di Napoli, alla Prefettura e alla Procura di Catania.

Acquisita, lunedì 28 aprile, la comunicazione prefettizia, ieri, con propria nota, Cantaro ha informato la Presidenza e l’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, la Prefettura e il Centro per l’impiego di Catania di avere attivato il procedimento di recesso dal contratto vigente relativo al servizio di ausiliariato, ai sensi dell’articolo 94 dello stesso decreto legislativo 159/11. La relativa delibera è stata adottata questa mattina: “Abbiamo dato pieno e tempestivo seguito al decreto del Prefetto di Milano – sottolinea Cantaro – che, come misura di prevenzione del rischio di infiltrazione criminale, prevede anche la revoca di appalti pubblici. Al contempo, l’ospedale ha il dovere di garantire la continuità dell’assistenza, senza pregiudicare la regolare erogazione dei servizi nei reparti, nel rispetto degli obblighi di legge. In tal senso l’Azienda si è attivata per perfezionare gli atti amministrativi conseguenti e comunicherà tempestivamente la data di effettiva cessazione del servizio dell’attuale contraente”. Il commissario Cantaro ha altresì preso impegno affinché i sindacati siano aggiornati sugli sviluppi della vicenda e, nella transizione da una ditta all’altra, siano garantiti livelli occupazionali e inquadramenti contrattuali dei lavoratori.

L’Ati era subentrata il 16 luglio 2013 alla cooperativa Seriana 2000 nella gestione del servizio di ausiliariato nell’ospedale Cannizzaro, per effetto della sentenza 324/13 del Consiglio di Giustizia Amministrativa. Dopo che il Tar, con sentenza 554/2012, aveva rigettato il ricorso, al contrario il Cga aveva infatti accolto l’appello di Colocoop, che faceva riferimento a profili di incerta interpretazione riguardanti la valutazione economica delle offerte in sede di aggiudicazione del servizio, annullando gli atti relativi al giudizio di primo grado. L’applicazione del contratto di lavoro da parte dell’Ati è stata poi al centro di una lunga trattativa con i sindacati nella sede della Prefettura di Catania.

Ultima modifica: 30 Aprile ore 17:36

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Cannizzaro: disposto recesso appalto a Co.Lo.Coop

Il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania, Salvatore Paolo Cantaro, ha disposto il recesso dal contratto con l’Ati di cui è capofila Co.Lo.Coop (Consorzio Lombardo Cooperative), che gestisce il servizio di ausiliariato nell’ospedale, dopo la notifica dell’“informazione antimafia interdittiva” adottata dalla Prefettura di Milano a carico della stessa Colocoop.

Il decreto del Prefetto di Milano, assunto ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 2011 n. 159 “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia”, fa seguito alla richiesta di approfondimenti inviata a novembre dallo stesso commissario dell’Azienda Cannizzaro. Era stato infatti il dott. Cantaro a chiedere alla Prefettura di Milano una nuova certificazione antimafia nei confronti della Colocoop, alla luce delle notizie sull’inchiesta della Dda di Napoli relativa ad appalti per le pulizie nell’Asl di Caserta, nella quale Colocoop risultava coinvolta. Per garantire la massima legalità e trasparenza nelle procedure, Cantaro aveva inteso accertare eventuali refluenze della vicenda campana sull’appalto in corso al Cannizzaro, scrivendo, oltre che alla Prefettura di Milano (la quale aveva rilasciato regolare certificazione antimafia), anche alla Procura di Napoli, alla Prefettura e alla Procura di Catania.

Acquisita, lunedì 28 aprile, la comunicazione prefettizia, ieri, con propria nota, Cantaro ha informato la Presidenza e l’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, la Prefettura e il Centro per l’impiego di Catania di avere attivato il procedimento di recesso dal contratto vigente relativo al servizio di ausiliariato, ai sensi dell’articolo 94 dello stesso decreto legislativo 159/11. La relativa delibera è stata adottata questa mattina: «Abbiamo dato pieno e tempestivo seguito al decreto del Prefetto di Milano – sottolinea Cantaro – che, come misura di prevenzione del rischio di infiltrazione criminale, prevede anche la revoca di appalti pubblici. Al contempo, l’ospedale ha il dovere di garantire la continuità dell’assistenza, senza pregiudicare la regolare erogazione dei servizi nei reparti, nel rispetto degli obblighi di legge. In tal senso l’Azienda si è attivata per perfezionare gli atti amministrativi conseguenti e comunicherà tempestivamente la data di effettiva cessazione del servizio dell’attuale contraente». Il commissario Cantaro ha altresì preso impegno affinché i sindacati siano aggiornati sugli sviluppi della vicenda e, nella transizione da una ditta all’altra, siano garantiti livelli occupazionali e inquadramenti contrattuali dei lavoratori.

L’Ati era subentrata il 16 luglio 2013 alla cooperativa Seriana 2000 nella gestione del servizio di ausiliariato nell’ospedale Cannizzaro, per effetto della sentenza 324/13 del Consiglio di Giustizia Amministrativa. Dopo che il Tar, con sentenza 554/2012, aveva rigettato il ricorso, al contrario il Cga aveva infatti accolto l’appello di Colocoop, che faceva riferimento a profili di incerta interpretazione riguardanti la valutazione economica delle offerte in sede di aggiudicazione del servizio, annullando gli atti relativi al giudizio di primo grado. L’applicazione del contratto di lavoro da parte dell’Ati è stata poi al centro di una lunga trattativa con i sindacati nella sede della Prefettura di Catania.

Catania, 30-04-2014                                                                          L’Ufficio Stampa

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I casalesi al Cannizzaro

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Il famigerato clan camorristico dei Casalesi aveva messo le mani sull’appalto del servizio di pulizia dell’Ospedale Cannizzaro di Catania.

E’ riuscita nell’intento, in quella che sembra sempre più essere la SpA globale di Mafia-Camorra e Ndrangheta, grazie alla Co.lo.coop.

Nel novembre del 2013 la DDA di Napoli aveva condotto a termine un’operazione anticamorra portando tra gli altri in carcere tale Pasquale de Feudis, di 66 anni, con la gravissima accusa di avere ottenuti appalti nella sanità del casertano grazie all’intervento della camorra.

Addirittura, le indagini permettevano di appurare che il Presidente di una delle commissioni di gara che si era occupato di uno degli appalti incriminati era stato minacciato con la pistola per aggiudicare il servizio alla Co.lo.coop appunto gestita da de Feudis e presieduta da Ranieri Fiore, anch’egli indagato.

Dopo la notizia di quegli arresti l’allora commissario del Cannizzaro si attivava presso le Prefetture competenti e la Magistratura per conoscere quale fosse il grado di coinvolgimento della società cooperativa e per decidersi sul da farsi.

Ora, giunge notizia che la cooperativa in questione sarebbe stata raggiunta da interdittiva antimafia e quindi come tale sarebbe impossibilitata a continuare qualsiasi rapporto con la pubblica amministrazione.

Sorgono tuttavia alcune domande, alle quali probabilmente giungerà risposta nei prossimi mesi ad opera dell’autorità giudiziaria.

Ed infatti, la ditta cooperativa Co.la.coop si è aggiudicata l’appalto al Cannizzaro agendo lecitamente oppure, come accertato a Caserta, anche a Catania ha operato con la violenza?

Le autorità competenti, soprattutto quelle amministrative, non compirono alcun accertamento sulla cooperativa e soprattutto su suoi rappresentanti che pare già in passato avessero avuto problemi con la giustizia?

Da novembre 2013, quando è stata eseguita l’operazione della DDA di Napoli, ad oggi la cooperativa incriminata ha continuato a percepire il corrispettivo dall’ospedale Cannizzaro mantenendo il servizio?

E ancora oggi la Co.lo.coop mantiene in essere il contratto di appalto?

Si tratta di una vicenda inquietante che merita approfondimento e che rende evidente come qualsiasi presidio dell’amministrazione sia in Sicilia esposto al rischio delle infiltrazioni mafiose.

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Report del mio blog alla data del 29/04/2014

Oggi
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La lunga marcia di Lucia Borsellino contro Rosario Crocetta. LA STRANA DIFESA DELLA SEUS E LA DELIBERA DELLA CORTE DEI CONTI CHE L’ASSESSORE IGNORA

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I bene informati spiegano che la Borsellino, per niente imbarazzata direttore generale sotto il governo presieduto da quel Lombardo indagato per Mafia e quindi assessore apparentemente silente di Crocetta, studi per succedere all’ex sindaco di Gela.

Molti confronti per la verità si sarebbero consumati sottotraccia, con la Borsellino sapientemente defilata, come per esempio sul caso Humanitas, un pasticcio dalla gentile assessore addebitato ai funzionari ma in realtà molto ben conosciuto dalla stessa, fino alle nomine dei direttori generali con alcuni impresentabili riproposti proprio per volontà della Borsellino.

Ora, al centro dello scontro c’è la SEUS, la chiacchierata società del 118 già finita nel mirino della Corte dei Conti oltre che della Procura della Repubblica.

La società, com’è noto, eredita un buco milionario proprio a motivo delle assunzioni che furono bocciate come clientelari dal Giudice contabile e che quindi i commissari del nuovo organismo di sorveglianza vorrebbero avviare sotto la rubrica del contratto di solidarietà, un’operazione prevista dalla legge che consentirebbe un recupero di economie importantissime per risanare l’azienda.

Ci si aspetterebbe che la Borsellino stia dalla parte dei risanatori, peraltro molto vicini al Presidente Crocetta, ed invece l’assessore sceglie la demagogia dei sindacati – come se non sapesse da dove vengano quelle assunzioni – e si schiera pesantemente contro Crocetta e contro coloro che hanno prospettato i tagli, esercitandosi in comunicato che sembra scritto di pugno dall’ala più radicale di chi vuole che tutto resti come prima.

Non è sfiorata l’assessore Borsellino dal dubbio che quelle assunzioni abbiano corrisposto a criteri politici e che quindi appesantiscano la società piuttosto che servire allo scopo?

Quando loda gli operatori, la Borsellino dimentica che il mancato risanamento della società porterà al mare tutti i lavoratori?

Ha mai letto la Borsellino i rilievi della Corte dei Conti.

Ma al di la del merito della specifica vicenda, sembra chiaro oramai che la Borsellino operi con una regia precisa e che l’obiettivo sia proprio il povero Crocetta.

Chi è il regista appare chiaro come chiarissimo appare l’obiettivo.

 

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MANIACE: IL 10 E 11 MAGGIO LA SAGRA DELLA RICOTTA, IL 17 LA FIERA DEL BESTIAME. Quest’anno ci sono delle novità come la “Gara di chi Mangia più Cannoli“ con un premio per il vincitore di 300,00 euro e un’altra gara fra i commercianti di “Chi realizza il Cannolo piu Lungo”

MAN 70x100Appuntamento rinnovato anche quest’anno per “La Sagra della Ricotta” a Maniace (CT), arrivata alla sua 3° edizione,  dove la buona aria del paese Giardino dei Nebrodi si mescola ai sapori derivanti dal cibo genuino e alle produzioni locali figlie di buone ed antiche tradizioni. Una due giorni di assaggi, con diversi momenti dedicati alla mescita della ricotta, stands con prodotti tipici locali e piccoli spettacoli con folklore ed artisti di strada. Un weekend da passare a Maniace, all’insegna della natura, delle visite ai boschi o al vicino castello, ma soprattutto dedicato all’assaggio della ricotta e di diversi derivati dal latte. Quest’anno ci sono delle novità come la “Gara di chi Mangia più Cannoli con un premio per il vincitore di 300,00 euro e un’altra gara fra i commercianti di “Chi realizza il Cannolo piu Lungo” con un premio di 500,00 euro. Poi, sabato 17 maggio, la festa continua con la tradizionale “Fiera del Bestiame”; con inizio ore 6:00;

Il Programma

Sabato 10 maggio2014
Ore 09:00   Inaugurazione sagra, apertura stands.
Ore 10/13   Mescita della Ricotta.
Ore 10:30   Le scuole scendono in piazza per assistere al processo di trasformazione del latte.
Ore 15/19   Mescita della Ricotta.
Ore 18:30   Gara a chi mangia più Cannoli alla ricotta.
Ore 19:30   Degustazione a scopo di beneficenza del gelato alla ricotta.
Ore 21:00   Animazione in Piazza dell’Autonomia e nelle vie adiacenti, che avrà fine entro le ore una.

Domenica 11 maggio 2014
Ore 09:00   Apertura stands.
Ore 10/13   Mescita della Ricotta.
Ore 15/19   Mescita della Ricotta.
Ore 18:00   Concorso Pasticciere Cannolo più lungo.
Ore 19:00   Gara a chi mangia più Cannoli alla ricotta.
Ore 19:30   Degustazione a scopo di beneficenza del gelato alla ricotta.
Ore 21:00   Animazione in Piazza dell’Autonomia e nelle vie adiacenti, che avrà fine entro le ore una.

PER INFORMAZIONI:

COMUNE DI MANIACE VIA BEATO PLACIDO 13         95030 MANIACE  TEL. 095-690139 / 328 9874601 / 3293190983

ASS. GHIRAN VIA E. BERLINGUER 47    95030 MANIACE  TEL. 320 4812405 /  320 3063573

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Bronte, Venerdi Santo 2014. Complimenti a Nunzio Schiliro’ per questo piccolo capolavoro

 

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Proposta di lavoro per chi vuole gestire un caseificio, vedi allegato

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Comune di Bronte: Fatto assolutamente straordinario, la gara per la custodia dei cani randagi e’ andata deserta, vedi allegato

VerbalegaraDeserta_canirandagi_04_2014

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Cara di Mineo, la visita istituzionale si è risolta in ‘un fallimento’

SOLO DUE I PARLAMENTARI CATANESI PRESENTI

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Doveva essere una visita di celebrazione, è stato invece un ‘flop’. Se si deve misurare dalla partecipazione, la visita istituzionale al Cara di Mineo organizzata oggi dal Consorzio ‘Terra d’accoglienza’ è stata un fallimento.

Doveva esserci la deputazione regionale e nazionale catanese e invece ai cancelli del centro di accoglienza si sono presentati stamattina solo in due: il senatore Salvo Torrisi (Ncd) e l’onorevole Luisa Albanella (Pd). Gli altri? O non sapevano o non erano neanche stati invitati. Così è stato per Giuseppe Berretta, che ha detto di averlo saputo dalla stampa. Così sarà stato per tutti gli altri. Che o non hanno saputo o non hanno voluto.

Caustico il commento di Erasmo Palazzotto, deputato di Sinistra e Libertà, che ha liquidato l’iniziativa come “un goffo tentativo di mascherare la realtà”. “Quando effettuo un’ispezione in una delle strutture che accoglie i migranti – ha aggiunto Palazzotto, che nei giorni scorsi ha visitato proprio il centro – non annuncio la mia presenza e non concordo la visita con i gestori dei centri in esame. Questo, non per sfiducia, ma perché si perderebbe il senso stesso delle visite, che è quello di constatare le ordinarie condizioni di vivibilità”.

Nell’ispezione a sorpresa di alcune settimane fa, Palazzotto aveva raccolto testimonianze fotografiche di una realtà degradata che lui aveva definito “un fallimento dell’accoglienza”. Alla sua denuncia aveva replicato la gestione del Centro, imputando al deputato di “distorcere la realtà”. Ne è venuta fuori una polemica che doveva essere risolta proprio dalla visita istituzionale organizzata oggi.

Secondo il sindaco di Mineo, Anna Aloisi, che è anche a capo del consorzio calatino ‘Terra d’Accoglienza’, con l’avvio della campagna elettorale si sono intensificate le critiche nei confronti della struttura che ospita i migranti giunti in Italia. “Pare che ci sia un accanimento nei confronti del centro d’accoglienza, se ne parla in diversi modi e si tende a parlarne male”.

Poi, rispondendo ai cronisti sulle assunzioni di personale della zona, il sindaco Aloisi spiega: “Molti parlano di business, ma in realtà ha dato la possibilità a persone che, a loro volta sarebbero diventati degli emigrati, di poter avere un minimo per la sopravvivenza”.

Il timore del sindaco è che il Centro di Mineo venga trasformato in un Centro di prima accoglienza (Cpa). Una proposta arrivata dalla Conferenza Unificata che la prima cittadina non ha esitato a definire come “irricevibile”.

Dopo gli ultimi sbarchi, al Cara di Mineo sono ospitati poco meno di quattromila migranti.

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Incidente sulla 284 . Auto finisce contro un muro

BIANCAVILLA

Martedì 29 Aprile 2014 – 15:47
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Il conducente ha riportato ferite gravi ed è stato ricoverato all’ospedale di Biancavilla. (FOTO TONY LEONARDI)

grave il conducente, incidente adrano, Cronaca

BIANCAVILLA – La strada provinciale 284 è stata teatro di un altro incidente.  Il conducente dell’auto avrebbe perso il controllo del mezzo che si è schiantato contro il muro del terrapieno dell’arteria viaria di Biancavilla. L’impatto è stato così violento che la macchina è andata a finire al di là dello spartitraffico finendo sulla carreggiata opposta. Completamente distrutta la parte anteriore dell’auto. L’uomo, che è stato immediatamente soccorso dal personale sanitario, ha riportato gravi ferite ed ora si trova ricoverato all’ospedale di Biancavilla.

Sul posto i vigili urbani di Biancavilla e i Vigili del Fuoco. Diversi i disagi alla viabilità: l’arteria nel tratto interessato dal sinitro è stata inibita al traffico per permettere la rimozione della macchina e anche per ripulire il manto stradale dall’olio fuoriusciuto dall’auto.

Ultima modifica: 29 Aprile ore 18:56
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