L’inchiesta choc che scuote il mondo del teatro Tutte le accuse posizione per posizione

E SCHEDE

Martedì 11 Febbraio 2014 – 15:36 di 
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Autocertificazioni false, cartelloni “taroccati” e assenza di permessi. Ecco cosa viene contestato a ciascuno dei 71 indagati. Gli imprenditori citati nell’inchiesta della guardia di finanza possono contattare la redazione (redazione@livesicilia.it – 091-7308921) per fornire una eventuale replica.

PALERMO – Ecco tutte le accuse rivolte a ciascun indagato. Per accedere alla scheda basta cliccare sul nome. (ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO)

PALERMO

Spettacoli fantasma e truffa:
tutto sull’inchiesta

Martedì 11 Febbraio 2014 – 10:04
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Le indagini hanno permesso di fare luce su un presunto sistema di frode messo in piedi da imprenditori del settore artistico. 

 
PALERMO- Falsificazioni documentali, messa in scena di spettacoli ‘fantasma’, false attestazioni, costi dichiarati ma mai effettivamente sostenuti, contributi previdenziali non versati, utilizzazione di fatture false. Sono alcune delle irregolarità riscontrate in due anni di indagini della Guardia di finanza di Palermo sfociate nella denuncia di 72 persone per truffa aggravata e falso. Nei loro confronti la Procura ha già emesso avvisi di conclusione indagini. Vittima della truffa da 2,3 milioni di euro complessivi, per le attività teatrali del 2008, è la Regione Siciliana. Le indagini delle Fiamme gialle del nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle di Palermo, coordinate dai sostituti procuratori Daniele Paci e Roberto Tartaglia, hanno permesso di fare luce su un presunto sistema di frode messo in piedi da imprenditori del settore artistico. Responsabilità sono emerse per 72 dei 91 organismi teatrali controllati. Dall’inchiesta emergono diversi casi di falsità dei documenti presentati alla Regione, soprattutto per quelli sui costi sostenuti per la realizzazione di rassegne e festival e per la produzione di attività teatrali per il 2008 su tutto il territorio nazionale ed anche all’estero, che mancavano delle specificazioni necessarie o addirittura artatamente predisposti e contraffatti. In particolare, un ente teatrale, che era stato escluso dal contributo per aver predisposto una ‘stagione di modesto livello’, ha tempestivamente prodotto una falsa documentazione attestante l’avvenuta rappresentazione di uno spettacolo a cui avrebbe partecipato un noto artista di fama nazionale, ma che, di fatto, non è mai stato realizzato.

(Fonte ANSA)

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Ultima modifica: 11 Febbraio ore 15:56

L’INCHIESTA

Nanfa, Candelai, Agricantus
Fra gli indagati molti vip

Martedì 11 Febbraio 2014 – 15:42
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Nell’inchiesta della guardia di finanza i nomi di molte famiglie storiche della cultura in Sicilia. Ecco chi sono.

PALERMO – Ci sono le famiglie storiche della cultura in Sicilia, un sindaco e un ex sindaco, i nomi più in vista dello spettacolo e i teatri più conosciuti. L’inchiesta della guardia di finanza ha portato nel registro degli indagati una buona fetta del mondo del teatro siciliano: dagli Zappalà a Gianni Nanfa, dall’uomo forte della cultura cammaratiana Alfio Scuderi ai rappresentanti dei teatri palermitani “I candelai”, Agricantus e Ditirammu, sono molti gli indagati in vista.
Ci sono, innanzitutto, due sindaci. L’avviso di conclusione delle indagini è stato recapitato, fra gli altri, a Michele Truscello e Nicolò Ferrara, rispettivamente ex sindaco di Novara di Sicilia e primo cittadino di Calatafimi. Con loro, sono finiti nei fascicoli predisposti dalle fiamme gialle il presidente della fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto Corrado Valvo, il rappresentante dell’ente Teatro Stabile di Enna Vittorio Spampinato, l’ex numero uno del Luglio musicale trapanese Antonio Ettore Galfano e il rappresentante del Teatro Al Massimo di Palermo Aldo Morgante.
Poi ci sono i nomi notissimi. Giovan Battista Nanfa, meglio conosciuto come Gianni, ma anche Vincenzo Pandolfo, che guida il “Gruppo Teatro Scuola”, e poi Antonino e Franco Zappalà, rispettivamente rappresentante dell’associazione “Figli d’arte Zappalà” e presidente dell’associazione Parsifal. Non solo: fra gli indagati c’è Vito Parrinello teatro Ditirammu, Giuseppa Lelio dell’Agricantus, Lina Gnani di “Quarta parete”, Katja Iseler dell’associazione “Teatro Garibaldi”, Massimo Campagna de “I candelai” e Carmine Maringola, marito della regista Emma Dante. Tutto – o quasi – il mondo della cultura in Sicilia.
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Ultima modifica: 11 Febbraio ore 17:21

LA TRUFFA DEI TEATRI CATANESI

INVIATO DA WEBMIN IL MAR, 11/02/2014 – 16:25
redazione SUD Catania

 

Che il degrado abbia infettato anche la Cultura ce n’eravamo accorti da tempo e del resto se le istituzioni culturali della città e della regione versano nello stato attuale lo si deve anche al fatto che in quelle istituzioni la cultura è scomparsa.

Ugualmente, che certi pseudo intellettuali non fossero altro che dei tromboni lo sapevamo, ma certo l’indagine della Guardia di Finanza di Palermo sulla truffa dei contributi teatrali adagia un velo persino miserabile su uomini ed associazioni che da sempre sono stati definiti l’espressione culturale della nostra città.

Fa, infatti, impressione che un impresario teatrale truffi sui contributi ai suoi attori alla stessa stregua di un qualsiasi imprenditore della nettezza urbana, o che per incassare appena 500,00 euro sia disposto a certificare il falso.

Tutto ciò deve interrogarci seriamente, e senza facili invettive, sul tonfo culturale in cui viviamo e sul livello di complicità che coinvolge la cosiddetta Cultura, sempre pronta a sbraitare contro la Politica salvo poi farsi prona per ottenere quei contributi che non gli sarebbero spettati.

C’è da scommetterci che questi campioni della legalità saranno stati chissà quante volte in prima fila ad indignarsi della corruzione dei politici e dei costi della politica.

C’è davvero in questa nostra società qualcosa di marcio che non risparmia più nessuno e che fa degli onesti delle povere vittime.

Pubblichiamo, quindi, di seguito i nomi dei catanesi coinvolti nello scandalo con le accuse rivolte a ciascuno di loro singolarmente.

Figurano nomi ed associazioni importanti.

 

 

Salvatore Amore, nato a Catania il 24 maggio 1968

 

Anche per lui l’ipotesi di reato è truffa aggravata nella qualità di presidente e direttore artistico dell’associazione culturale compagnia teatrale “Il Sipario”. Nel suo caso, oltre alle autocertificazioni sugli oneri fiscali e previdenziali, avrebbe pure dichiarato di avere organizzato uno spettacolo fantasma. Nell’ottobre 2009 l’associazione era stata esclusa dall’elenco degli enti da finanziare. Il cartellone, infatti, era stato valutato come “stagione teatrale di modesto livello”. E così Amato avrebbe fatto carte false sostenendo di avere ospitato la performance di Pippo Franco. Di fronte ad uno degli storici maestri della risata il Nucleo di valutazione dell’assessorato ai Beni culturali fece dietrofront e diede il via libera al pagamento di un contributo a fondo perduto di 3.826. La tentata truffa nel suo caso riguarderebbe una richiesta totale di 55 mila euro.

 

Giuseppe Provvidenti, nato a Catania il 22 maggio 1936

 

E’ accusato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. A lui vengono contestate le certificazioni con cui, nel 2008, disse di essere presidente della “Compagnia Associata Teatrale dell’Arte Dialettale” della quale, però, i finanzieri non hanno trovato traccia delle dichiarazioni dei redditi e delle denunce di liquidazioni. Non solo. Non esisterebbe alcun documento che attesti l’appartenenza “certa” a gruppi dilettantistici o amatoriali senza scopo di lucro e l’affiliazione a federazioni amatoriali. Provvidenti, infine, “seppur in presenza di lavoratori dello spettacolo non denunciati all’istituto preposto e di omessi pagamenti degli oneri previdenziali ed assicurativi entro i termini di legge, auto certificava il regolare assolvimento di ogni obbligo per ottenere in occasione della ‘XXII Rassegna del Teatro Popolare Siciliano’ un contributo a fondo perduto di 2.276 euro. Per incassare i soldi avrebbe poi presentato pezze d’appoggio false che giustificavano le spese. Di soldi in realtà – da qui l’accusa di tentata truffa – ne aveva chiesti oltre 46 mila.

 

Agatino Pasqualino, nato a Catania il 03 dicembre 1952

 

Si tratta del presidente dell’associazione teatrale “Gruppo D’Arte Sicilia Teatro”. Anche per lui l’ipotesi è di truffa. Con un’autocertificazione avrebbe dichiarato di essere a posto con tutti gli oneri, incassando un contributo non dovuto di 806 euro dei 13 mila richiesti.

 

Pier Giuseppe Giuffrida, nato in Eritrea il 9 marzo 1942, ma residente a Mascalucia

 

Nel suo caso la truffa messa in atto per incassare il contributo regionale da 1.998 euro, concesso all’associazione culturale “Il Granteatro” di cui era presidente, sarebbe consistita, non solo nella falsa attestazione di essere in regola con gli oneri previdenziali, ma anche nel dichiarare che sei spettacoli rientravano in un’unica stagione teatrale e non in due. In realtà la somma richiesta era di 16.000 euro, ma il saldo non è stato più pagato.

 

Santi Epifanio Zappalà nato a Catania il 06 gennaio 1958

 

Anche nel caso del presidente dell’associazione culturale “Scenario Pub.bli.co.” la truffa si sarebbe concretizzata nella falsa attestazione di essere in regola con gli oneri fiscali e contributivi ma anche nel fare figurare dieci spettacoli non in due ma in una sola stagione teatrale. Il contributo ottenuto dall’assessorato regionale ai Beni culturali è stato di 2.525. La tentata truffa si attesta poco sotto i quindicimila euro.

 

 

Vincenzo Sasso, nato a Caltagirone il 16 maggio 1944

 

Il presidente dell’associazione culturale “Teatro Insieme”, oltre ai consueti mancati versamenti degli oneri, avrebbe anche prodotto articoli di giornale, materiale pubblicitario e una fattura per dimostrare che uno spettacolo dell’aprile 2008 era stato messo in scena al teatro Tezzano di Catania e non al Randone di Mascalucia, come realmente accaduto. Inoltre avrebbe unificato gli spettacoli di due stagione facendoli apparire come un unico cartellone. Grazie a questa truffa avrebbe ottenuto 1.253 euro. La tentata truffa nel caso di Sasso supera i 25 mila euro.

 

 

Gaetano Aiello, nato a Catania il 18 marzo 1934

 

Il presidente dell’associazione culturale “Il Ficodindia”, pur non avendone presentato denunce dei redditi o di liquidazioni Iva, avrebbe autocertificato che tutto era a posto per incassare un contributo di 1.700 euro. Inoltre avrebbe “attestato falsamente la messa in scena di una “Rassegna/Festival, trattandosi di cinque spettacoli teatrali, facenti parte in realtà di due diverse stagioni teatrali (2007/2008 e 2008/2009), tutte circostanze che, se rappresentate, avrebbero escluso il richiedente dal contributo regionale, e con ciò inducendo in errore l’assessorato regionale ai Beni culturali. La richiesta del contributo era in realtà di 20 mila euro.

 

Carmelo Gimbo, nato a Catania il 14 febbraio 1962

 

Anche lui viene accusato di essersi “spacciato” per il legale rappresentante dell’associazione nazionale I Siciliani – compagnia Fabbricateatro, firmano la documentazione con cui l’associazione ha ottenuto un contributo di poco superiore ai mille euro a fronte dei 6.500 richiesti.

 

Rosario Pizzuto, nato a Catania il 22 aprile 1955

 

E’ accusato di truffa perché nella “sua qualità di presidente dell’associazione culturale “Teatro del Canovaccio Onlus con artifici e raggiri, consistiti nell’attestare falsamente, mediante autocertificazione, il regolare assolvimento di ogni obbligo previdenziale, assistenziale e di collocamento, circostanza che, se rappresentata, avrebbe escluso il richiedente dal contributo regionale, e con ciò inducendo in errore l’’assessorato regionale ai Beni culturali ed ambientali e della Pubblica istruzione sul possesso dei requisiti previsti dalla legge, otteneva un contributo a fondo perduto nella misura di 15.848”.

 

Naturalmente, vi daremo conto della reazione degli indagati. Non tutte le posizioni, infatti, appaiono di uguale gravità ed è quindi corretto consentire la discolpa a quanti per esempio volessero avvalersene.

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