Omicidio o suicidio?

BRONTE: SOLO L’AUTOPSIA SVELERA’ COM’E’ MORTO L’IMPRENDITORE

Pubblicato da  in BrontePrima pagina il 1 febbraio 2014 16:06 / 2198 / Nessun commento

Il corpo sotto il muro e la scala in alto

Il corpo sotto il muro e la scala in alto

E’ ancora avvolta nel mistero la morte di Nunzio Meli, un onesto e capace imprenditore edile di 58 anni di Bronte, trovato senza vita ai bordi del tratto Bronte – Adrano della Ss 284. E questa storia rimarrà misteriosa almeno fino a lunedì prossimo, quando verosimilmente verrà effettuata l’autopsia sul corpo dell’imprenditore. Dall’esame autoptico, infatti, gli investigatori sperano di poter ottenere le risposte agli interrogativi. Bisognerà capire, infatti, prima di ogni cosa, come è morto l’uomo. Solodopo sarà possibile tentare di ricostruire la scena e l’accaduto. Sono tanti, infatti, in questo momento i dubbi cui è difficile dare risposta. Fra questi certamente la presenza della scala a forbice sul terrapieno esattamente proprio sopra il corpo senza vita di Nunzio Meli. Quella scala sembra voler dire che l’uomo l’avrebbe utilizzata per lanciarsi nel vuoto, ma se l’esame autoptico dovesse confermare quando già ipotizzato dal medico legale, ovvero che il corpo dell’uomo non aveva i traumi e le ferite che si sarebbe procurato precipitando per circa 10 metri di altezza, allora si aprirebbero scenari diversi. Intanto emergono alcuni particolari sui movimenti dell’uomo prima della scomparsa. Nunzio Meli, subito dopo pranzo, si sarebbe allontanato da casa per recarsi nella sua campagna nei pressi di contrada Rizzonito, dove è stato trovato cadavere. Doveva dipingere l’inferriata della campagna. La sera, però, non è rincasato. Scattate le ricerche, sembrerebbe che siano stati proprio i familiari, giovedi mattina presto, a trovare il furgoncino dell’imprenditore. Intanto, nella cittadina quasi nessuno crede all’ipotesi del suicidio. Nunzio Meli era una persona perbene. Da quello che abbiamo appreso lavorava e non aveva problemi economici. Viveva in una famiglia ideale: era sposato ed aveva 4 figli. Nulla proprio lascia trasparire una sola ragione che possa giustificare il suicidio. Bisognerà, comunque, aspettare ancora tre giorni. Poi l’autopsia ci dirà almeno una parte di verità.

Gaetano Guidotto Fonte “La Sicilia” del 01-02-2014

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