NUMERI AFFARI E CLIENTELE DELLA SANITA’ CATANESE

INVIATO DA WEBMIN IL LUN, 27/01/2014 – 02:58
redazione

 

La Sanità siciliana è la madre di tutti gli sprechi, la regina di ogni ruberia, l’imperatrice di tutte le clientele.

Laddove dovrebbe esserci il maggior presidio di legalità e sicurezza, laddove ogni cittadino dovrebbe potersi sentire accudito e curato proprio nei momenti in cui è più debole ed indifeso, una classe dirigente parassita e criminale ha costruito un vero e proprio impero del male.

Non è difficile capire il perchè, basta valutare alcuni semplicissimi numeri ed individuare le pochissime persone che questi numeri, alternandosi tra loro nelle varie tolde di comando, gestiscono da oltre un ventennio e sempre al servizio del referente politico di turno.

L’ Azienda Sanitaria di Catania è tra le più grandi d’Italia, di poco dietro quella palermitana che in Italia è terza per dimensioni e budget gestiti.

L’ASP, con a capo il Commissario Straordinario Gaetano Sirna, ha un budget annuale di 1.280 milioni di euro (si legge UNMILIARDODUECENTOTTANTAMILIONI), gestisce poco meno di 4.000 dipendentisuddivisi in 6 ospedali pubblici,che hanno complessivamente 524 posti letto.

Le cliniche private in convenzione con l’ASP sono 23 con altri 1.350 posti. I medici di base quasi un migliaio con circa 200 pediatri.

Gli ospedali che gravitano sul centro cittadino sono 3 e gestiscono complessivamente 743 milioni di euro, con quasi 7.000 dipendenti per 2.000 posti letto.

Il Policlinico di Catania con a capo Antonio Lazzara, che raggruppa ormai anche il Vittorio Emanuele e Ferrarotto, ha un budget annuale di 350 milioni di euro per 870 posti letto con 3.500 dipendenti.

Il Garibaldi con 217 milioni per 611 posti letto e 2.150 dipendenti è gestito da Angelo Pellicanò.

E’ invece Paolo Cantaro il Commissario Straordinario dell’ospedale Cannizzaro con i suoi 1.300 dipendenti e 483 posti letto, di euro annualmente ne gestisce 175 milioni.

Numeri da brivido, per i quali si scatenano gli appetiti feroci dei vari clan politici.

E troppo spesso la necessità di ricorrere ad un pronto soccorso o reparto ospedaliero si trasforma per il cittadino in vero e proprio calvario, in balia di inefficienze da terzo mondo, bersaglio di umiliazioni scandalose.

E’ quindi più che mai opportuno che la stampa si faccia carico di aprire finestre sempre più ampie su questo mondo e da oggi i redattori di SUDPRESS cominceranno un loro viaggio all’interno dei nosocomi catanesi per raccontarne …la storia.

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