Nuovi guai giudiziari per Raffaele Lombardo e per Mario Ciancio

 

 15 gen 2014   Scritto da Redazione  0 Comment

 

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ECLATANTE COLPO DI SCENA NEL PROCESSO CONTRO L’EX GOVERNATORE DELLA SICILIA. DAL CILINDRO DELLA PROCURA INVECE DEL CONIGLIO SPUNTA UNA CIMICE. UNA REGISTRAZIONE NELLA SEDE DEL QUOTIDIANO LA SICILIA DI CATANIA

di Ignazio De Luca

Clamoroso e assolutamente imprevedibile quanto emerso stamani nel processo che si svolge a porte chiuse contro l’ex Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio aggravato.

Nel nostro articolo del 6 dicembre vi avevamo dato notizia che il Giudice dell’udienza preliminare, Marina Rizza, aveva disposto con ordinanza, lombardo bisulteriori indagini, in particolare “accertamenti sul rilascio di strumenti urbanistici in variante e concessioni edilizie e variante al Piano regolatore” sui terreni dove sono stati costruiti i due mega centri commerciali: uno a Misterbianco in contrada “Tenutella”, denominato “Centro Sicilia” e l’altro nella periferia sud di Catania, al Pigno, denominato “Porte di Catania”.
Proprio nel centro denominato “Porte di Catania” la Procura Catanese, ritiene di riscontrare elementi probatori “pesanti” del concorso esterno in associazione mafiosa dell’ex governatore Lombardo. Questa convinzione della Procura della Repubblica catanese, rappresentata stamani in aula dal Pubblico Ministero, Antonino Fanara, trae origine da una “cimice” per intercettazione ambientale piazzata presso la sede del quotidiano “La Sicilia”, precisamente negli uffici di uno degli uomini più potenti dell’Isola,mario cianciol’editore Mario Ciancio (foto sopra, tratta da ctzen.it), anch’egli indagato – ma ancora né rinviato a giudizio, né archiviato – per concorso esterno in associazione mafiosa (la decisione della Procura di Catania su Ciancio – archiviazione o rinvio a giudizio – è prevista pe ri primi di febbraio.
All’incontro, avvenuto nella roccaforte dell’editore Catanese, parteciparono tutto lo staff di Mario Ciancio, l’ex governatore Lombardo, un imprenditore della Regione Sardegna e un’altro imprenditore con consistenti quote della società Auchan operante proprio a Porte di Catania.
Per la Procura della Repubblica, quanto sopra proverebbe l’esistenza di un accordo spartitorio e di un interesse diretto dell’ex governatore Lombardo nei centri commerciali, specialmente  quelli sui quale grava il sospetto che possano essere riconducibili alla mafia.

In giornata si attendono le repliche della difesa dell’ex governatore Lombardo, che oggi abbiamo visto quasi rassegnato a contare le vicende giudiziarie nelle quali è coinvolto con cadenza quasi settimanale. L’ultima è di queste ultime ore: il suo coinvolgimento nelle indagini sulle spese dei gruppi parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana.

 

A breve si vedrà

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