Archivi del mese: Gennaio 2014

BRONTE Trovato cadavere di un 58enne Giallo sulla morte

Giovedì 30 Gennaio 2014 – 10:42 di 

Il 58enne Nunzio Meli è stato rinvenuto riverso a terra privo di vita. La moglie, ieri, ne aveva denunciato la scomparsa. (Foto Saitta)

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BRONTE. La moglie ne aveva denunciato la scomparsa nel tardo pomeriggio di ieri. Da lì in poi erano scattate le ricerche dei carabinieri delle Compagnia di Randazzo che, alla fine, hanno rinvenuto il corpo dell’uomo ormai privo di vita. Resta avvolta nel mistero la morte del 58enne Nunzio Meli, piccolo imprenditore brontese, trovato cadavere nella campagne di contrada Rizzonito in un tratto di stradale chiusa da guard rail per una vecchia frana al Km 23,800 della Statale 284. Le cause del decesso sono tutte da accertare. L’uomo si trovava riverso a terra ad un palmo da un muro alto circa nove metri. Che possa o essersi trattato di una caduta? Di un improvviso malore o di cos’altro? Tocca agli inquirenti, in queste ore, accertare cosa sia realmente accaduto.
Sul posto anche i Vigili del fuoco del distaccamento di Maletto. Vicino al corpo del 58enne c’era il suo furgoncino con le chiavi ancora appese al cruscotto. Il mistero resta ancora più fitto dalla presenza di una scala posta in alto sul muro, che non aveva motivo di essere lì. I Carabinieri della Compagnia di Randazzo, guidata dal Capitano Cosimo Vizzino, hanno perlustrato in lungo e in largo la zona, cercando indizi per venire a capo del caso. Sul posto il Pm Rosaria Molè, e il medico Legale Giuseppe Ragazzi, che hanno eseguito i rilievi sul cadavere. Il magistrato ha disposto l’autopsia sul cadavere,  sarà questa a dare importanti elementi per capire le cause della morte.Nunzio Meli, padre di 4 figli, era considerato in paese una persona perbene, tutti confermano la sua indole di gran lavoratore. Come era solito fare, ieri era andato a lavorare nelle sue campagne, ma purtroppo non ha più fatto ritorno a casa.

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Ultima modifica: 30 Gennaio ore 17:59

BRONTE: TROVATO MORTO SUL CIGLIO DELLA SS 284, UN MISTERO – LE FOTO

Pubblicato da  in CronacaPrima pagina il 31 gennaio 2014 17:28 / 3488 / Nessun commento

watermarked-DSC_0286Il mistero rischia di diventare fitto. Solo l’autopsia oggi ci dirà come è morto Nunzio Meli, un onesto e capace imprenditore edile di 58 anni di Bronte, trovato ieri notte senza vita ai bordi del tratto Bronte – Adrano della Ss 284. Una storia che resta avvolta nel mistero. La moglie ne aveva denunciato la scomparsa nel tardo pomeriggio di mercoledì. Sembrerebbe che l’uomo fosse andato in campagna e che non fosse rincasato. Dopo la denuncia, sono scattate le ricerche dei carabinieri che in piena notte hanno ritrovato il corpo dell’uomo esanime, riverso ai bordi della strada statale in contrada Rizzonito, proprio sotto un terrapieno alto circa 10 metri. All’inizio si è ipotizzato un suicidio o una caduta fatale. Il terrapieno sorregge una stradina rurale dove era in sosta il suo furgoncino con le chiavi ancora appese al cruscotto, ma soprattutto proprio in direzione del corpo dell’uomo sulla strada di campagna c’era sistemata una scala a forbice. Che l’uomo l’abbia utilizzata per lanciarsi nel vuoto? Gli investigatori questo hanno ipotizzato, fino a quando non è arrivato il medico legale che ha sottolineato come le ferite e le contusioni subite non siano proprio così confacenti con chi cade da quell’altezza. E allora? La magistratura ha disposto l’autopsia che dovrà stabilire come è morto Nunzio Meli, ricordato e conosciuto dai brontesi come una bravissima persona e un bravo artigiano. Se non è precipitato nel vuoto, c’è da capire come l’uomo è arrivato ai bordi della strada. A cosa è servita quella scala e soprattutto come è morto. Tutti interrogativi cui adesso i carabinieri di Randazzo e Bronte tenteranno di dare una risposta. Nunzio Meli lascia moglie e figli che non riescono a darsi pace per quanto accaduto.

Gaetano Guidotto Fonte “La Sicilia” del 31-01-2014

Il 118 e i Vvf sul luogo del ritrovamento

Il luogo del ritrovamento

Il luogo del ritrovamento

Il corpo sotto il muro e la scala in alto

Il corpo sotto il muro e la scala in alto

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KATANE’: “LAVORATORI LICENZIATI PER GRAVI MOTIVI”

INVIATO DA WEBMIN IL VEN, 31/01/2014 – 16:44
redazione

 

Comunicato stampa n. 2/2014

D’Amico (presidente Katàne Hanling) sui 21 licenziamenti

 

In merito alla nota sindacale diffusa oggi con riferimento ai 21 licenziamenti per motivi disciplinari tra gli operatori della Katàne Handling, società che effettua i servizi di assistenza a terra agli aeromobili e ai passeggeri presso l’aeroporto di Catania, l’azienda interviene con la seguente precisazione:

 

«È bene sottolineare che i licenziamenti avvenuti sono stati adottati per gravi motivi disciplinari, legati a comportamenti che hanno interferito significativamente con l’operatività dei servizi aeroportuali nel suo complesso, causando altrettanto gravi disservizi e disagi ai passeggeri. In particolare, i lavoratori oggetto del licenziamento la sera del 2 dicembre ultimo scorso si sono rifiutati di effettuare lo straordinario richiesto dalla Katàne di fronte alla evidente esigenza di quest’ultima conseguente a un evento, certamente non preventivabile, che aveva comportato un ritardo significativo di diversi aeromobili in arrivo.

 

Nello specifico, a seguito di una improvvisa eruzione lavica che aveva generato emissione di cenere vulcanica, diversi aeromobili erano stati dirottati su Palermo e successivamente, con tre ore circa di ritardo rispetto all’orario preventivato, essendo terminata l’eruzione, erano stati fatti rientrare a Catania. Diverse centinaia di passeggeri pertanto, già provati dal dirottamento e dall’allungamento del tempo di volo, dovettero subire, appunto a seguito del rifiuto allo straordinario, ulteriore attese per lo sbarco dall’aeromobile, e ancor di più per la riconsegna bagagli, con tempi di attesa di quasi due ore! Ciò ebbe a determinare, oltre a un profondo danno d’immagine alla società e all’aeroporto di Catania nel suo complesso, anche problemi di ordine pubblico, a causa delle comprensibili proteste dei passeggeri coinvolti, eventi che generarono anche la denuncia da parte di Katàne Handling alle autorità competenti.

 

L’azienda pertanto, nel rispetto delle procedure di legge, dopo avere ascoltato le controdeduzioni dei lavoratori interessati, ha adottato il provvedimento in oggetto.

E altrimenti non poteva fare, sia alla luce dei fatti sopra esposti, sia in considerazione del fatto che, ancor di più nel momento di grandissima difficoltà che stanno vivendo le famiglie siciliane, con una crisi economica che pare essere senza fine, un simile comportamento non poteva non essere pesantemente sanzionato.

E ciò anche per il dovuto rispetto dei tanti lavoratori che nella stessa giornata hanno continuato a fare il proprio dovere».

 

Francesco D’Amico

presidente Katàne Handling Srl

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Omicidio nelle campagne di Misterbianco. Agatino Fichera carbonizzato, disposto esame del dna

MOTTA SANT’ANASTASIA

Venerdì 31 Gennaio 2014 – 12:19 di 

SEGUI

Si tratterebbe del 63enne misterbianchese Agatino Fichera. Ogni dubbio sull’identità sarà sciolto dall’esame del dna. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Tenenza di Misterbianco e i militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Catania. (Foto Rei Tv)

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MISTERBIANCO  – E’ stato trovato un cadavere all’interno di una vettura data alle fiamme. Il corpo carbonizzato è stato rinvenuto nella tarda mattinata di oggi in contrada Sieli, tra Misterbianco e Motta Sant’Anastasia. Il cadavere sarebbe quello del 63enne Agatino Fichera, proprietario della stessa macchina. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Misterbianco e i militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Catania, insieme al Pm Serpotta e il medico legale che ha effettuato una prima ispezione sul cadavere.

Non ci sarebbero dubbi sul fatto che si tratti di un delitto: il corpo senza vita è stato trovato dentro il portabagagli di una fiat Doblò in fiamme. A lanciare l’allarme un passante che non appena ha visto la vettura bruciata ha chiamato il 112. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio ed ha disposto l’esame del dna per dipanare ogni dubbio sul dna. Anche se ogni indizio porta al 63enne misterbianchese.

La salma è stata trasportata all’obitorio del Garibaldi dove sarà effettuata l’autopsia disposta dalla magistratura.

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Ultima modifica: 31 Gennaio ore 19:20
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Termovalorizzatori e tangenti Sotto accusa un’azienda inglese

LA RIVELAZIONE DE IL SOLE 24 ORE ON LINE

Venerdì 31 Gennaio 2014 – 18:35
Articolo letto 46 volte

Sul sito del quotidiano economico la seconda puntata dell’inchiesta sulle presunte tangenti pagate in Sicilia per i termovalorizzatori mai realizzati. Nel mirino una “scatola vuota” britannica dalla quale sarebbero transitati 15 milioni.

PALERMO – Nel grande affare dei termovalorizzatori in Sicilia emerge anche il ruolo di una strana “scatola vuota”, una società di diritto inglese. Sarebbe stata gestita da un manager svizzero e usata per fare transitare 15 milioni di euro. Si tratta, scrive il Sole 24 ore on line, di pagamenti che vengono definiti “impropri”. Nella seconda puntata dell’inchiesta sulle tangenti pagate in Sicilia per i termovalorizzatori mai realizzati (il giornale parla di 38 milioni) vengono citati alcuni nomi: Roberto Mercuri, ex braccio destro del banchiere Fabrizio Palenzona, successivamente indagato per una presunta truffa alla Ue; Antonino Craparotta, ex amministratore delegato di Enel Produzione, poi coinvolto nello scandalo delle tangenti Siemens; l’imprenditore pugliese Roberto De Santis, amico di Massimo D’Alema. De Santis era azionista insieme ad Enel di una delle società che si aggiudicarono le gare per i termovalorizzatori.

(ANSA)

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Ultima modifica: 31 Gennaio ore 18:47

izie Italia

Sicilia, 15 milioni finirono a una società inglese che faceva lobbying per i termovalorizzatori

di  e 31 gennaio 2014Commenti (4)

Negli appalti per i termovalorizzatori siciliani, aggiudicati nel 2003 dal governo Cuffaro a quattro raggruppamenti di imprese e soppressi tra il 2009 e il 2010 dal governo Lombardo, entrano in gioco personaggi noti alle cronache. Uno è Roberto Mercuri, socio di Pianimpianti all’80%, l’azienda che con la tedesca Lurgi aveva costituito il Consorzio Sicilia Ambiente per la consegna chiavi in mano degli impianti di incenerimento di Augusta, Casteltermini e Palermo. Ex braccio destro in Aeroporti di Roma del banchiere Fabrizio Palenzona (uomo forte dell’alta finanza), Mercuri è indagato a Crotone per una presunta truffa alla Ue per la costruzione di una centrale elettrica. L’altro è Antonino Craparotta, ex presidente di Enel Produzione e di Elettroambiente, l’impresa aggiudicataria di due dei quattro maxi-inceneritori. Anche Craparotta ha avuto diversi guai con la giustizia: è finito nell’inchiesta sulle tangenti Siemens.

Ma il personaggio chiave di questa storia è Roberto De Santis, l’imprenditore leccese, originario di Martano, vicino all’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema e buon conoscente di faccendieri come Luigi Bisignani e Gianpaolo Tarantini.

Euroco dei misteri
De Santis compare nella triplice veste di amministratore di Pianimpianti, dove subentra a Mercuri come amministratore delegato nell’aprile 2006, di socio di controllo di Elettroambiente attraverso Italgest Energia, che deteneva una partecipazione indiretta in Actelios-Falck, e di presunto socio di fatto di Euroco Service Limited, scatola vuota di diritto inglese gestita da un general manager svizzero, Robin Crawshaw. Euroco, definita «un veicolo fiscale del signor De Santis», aveva un contratto di consulenza con Gea, la casa madre di Lurgi, per fare azione di lobbying per i tedeschi nell’affare dei termovalorizzatori. Nel contratto era previsto che Gea (che aveva il 100% di Lurgi, che a sua volta aveva il 100% di Lentjes) riconoscesse a Euroco una commissione pari al 2,8% del valore dei contratti che Lurgi avrebbe acquisito tramite la società inglese. È Gea stessa a dichiararlo in una comparsa del giugno 2008 davanti al Tribunale di Milano, in risposta ad un atto di citazione per danni presentato da Pianimpianti proprio sulla mancata esecuzione dei lavori per i termovalorizzatori. Accusata da Pianimpianti di avere operato per affossare i progetti, Gea ribatte che Pianimpianti ha inscenato una «rocambolesca azione giudiziaria» per «puntellare il proprio bilancio, cercando di non far emergere significative perdite che dovrebbero già essere state da tempo consuntivate». La vicenda si concluderà con un accordo extragiudiziale.

 

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Dedicata ai puri di cuore

Una giovane coppia di sposi novelli andó ad abitare in una zona molto tranquilla della città.
Una mattina, mentre bevevano il caffé, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria.
Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina!
Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo…
Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!
Il marito guardò e rimase zitto.
La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento.
Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime,
e disse al marito:
Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato!
Chi le avrà fatto vedere come si fa?
Il marito le rispose: Nessuno le ha fatto vedere;
semplicemente questa mattina, io mi sono alzato più presto e, mentre tu ti truccavi, ho pulito i vetri della nostra finestra !
Così è nella vita!
Tutto dipende dalla pulizia della finestra
attraverso cui osserviamo i fatti.
Prima di criticare,
probabilmente sarà necessario osservare
se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore
per poter vedere meglio.
Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino..

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FIRRARELLO, CHANTER DE LA NOUVELLE POLITIQUE

 

Sabato 18 Agosto 2012 09:35 CECCO ANGIOLIERI
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foto tratta dall’articolo pubblicato da live sicilia

La grandissima confusione distingue questa campagna elettorale, che oltre all’insolito evento di svolgersi nel periodo agostano, solitamente quando l’Italia si ferma, si contraddistingue anche per l’insolita scomposizione del quadro politico tradizionale. Immaginate questi politicanti in ozio sotto l’ombrellone,circostanza che facilita la logorrea insulsa e lo sproloquio, così si esternano delizie degne del miglior cafechantant.

Ci sale questa idea leggendo l’intervista del suonatore, ehm scusate, del senatore Pinuzzu Firrarello. Abbiamo immediatamente pensato che la sede di pubblicazione fosse errata e che anzicché pubblicarla su Live Sicilia, testata che apprezziamo, sarebbe stato meglio e più appropriato pubblicarla su Novella 2000. Lo immaginiamo come fossimo presenti, location il Bar del lido di Naxos, pletora di questuanti, e lui, occhiali da sole per nascondere la benda da pirata, camicia a maniche corte, bermuda a mezzo polpaccio, sandali da francescano e aria forzata ed innaturale da saccente intellettualoide. Già solo ad immaginarlo ci rende la giornata amena. Non immaginiamo invece come l’amico Antonio Condorelli possa essere stato sobrio nel condurre l’intervista e non scompisciarsi anch’esso dalla plasticità del senatore in questione.

Ma al di la della postura da “Comedie Central” (chi vede Sky sa di cosa parliamo), gli argomenti trattati da vero solone della politica ci fanno sogghignare, se questi fatti citati, a propria interpretazione, non fossero ritenuti abbastanza seri e angoscianti e se questi non fosse uno dei manovratori della politica siciliana e catanese degli ultimi 25 anni.

Non ci meravigliamo che parli bene dell’on. Vito Bonsignore attuale eurodeputato del PdL. Don Vito come viene tratteggiato dalla stampa nazionale, autentico rappresentante dei poteri forti italiani, anzi fortissimi, che nel proprio curriculum vanta inchieste, arresti, condanne etc…. Non fosse stato per l’acuto e concreto ausilio di don Vito e i propri buoni uffici nell’Italia che conta, primo cugino della firrarello family e di origini brontesi, forse il clan del pistacchio non sarebbe esistito, quantomeno non avrebbe condizionato così sinistramente la politica catanese nel dominio del centrodestra con l’avallo di Berlusconi.

Non ci meravigliamo nemmeno che parli con positivo interesse del sen. Mirello Crisafulli, rapporto, che oltre per appartenenza alla stessa camera alta della repubblica, così come anche per Enzo Bianco,  viene influenzato, ancor prima della colleganza senatoriale, da “interessi” comuni ed “innocenti” per la realizzazione del Termovalorizzatore di Paternó. La strettissima amicizia di Firrarello con Sandro Di Bella, patron di DB GROUP, società proprietaria dei terreni dove avrebbe dovuto sorgere l’impianto, sulle rive del fiume Simeto  oasi ambientale protetta, sulla cui localizzazione a cavallo degli anni 2002/2005 proprio il senatore brontese fece le barricate. Una guerra santa naturalmente a favore di detta localizzazione proprio in contrada Cannizzola, per attuare la rivalutazione dei terreni agricoli acquistati per 400 milioni di lire e che il conferimento alla società Sicilpower SpA avrebbe decuplicato, come poi ha decuplicato il loro valore. Valorizzati ulteriormente a tal punto da chiedere alla Regione 20 milioni di euro di danni per la mancata costruzione dell’impianto. Ma vi é di più. Crisafulli era molto, ma molto vicino ad una società, l’Altacoen di Enna, con la quale Di Bella operava già da anni e con la quale poi divenne socio nel raggruppamento Sicilpower SpA, titolare della licenza del mega inceneritore paternese, accusata, la Altacoen, di infiltrazioni mafiose tanto da portare all’arresto del presidente della stessa società, tale Gulino, sempre di Enna e sempre “uomo” di Crisafulli, ci dicono che dopo tali problemi l’Alatcoen fu fatta uscire dal raggruppamento Sicilpower. L’”affaire” termovalorizzatore salta per colpa (dal loro punto di vista) di Lombardo e i due senatori iniziano una guerra senza esclusione di colpi che dura fino adesso.

Fin qui, ci siamo sconcertati ma queste ci sembrano naturali e consequenziali frequentazioni, “asinus asinum fricat” mi diceva un mio professore, buon anima, al liceo.

Non ci meravigliamo neppure per la serie di sonore cazzate lette. Noi di antico pelo  “semu sapituri”.

Del caso Garibaldi, per esempio, le versioni sono contrastanti rispetto alla puntuale ricostruzione fatta dall’avv. Cicero in un suo manoscritto molto circostanziato, del quale abbiamo letto qualche capitolo, e certamente la ricostruzione è del tutto differente rispetto alla dichiarazione di Firrarello che guarda la questione con aristocratico distacco. Ma questa sede è troppo angusta per potere avere la possibilità di essere esaustivi anche su questo argomento. Non ci sottraiamo, lo faremo in seguito con dovizie di particolari. (http://www.qtsicilia.it/la-politica/34-la-politica/63-anomalie-e-stranezze-nel-processo-garibaldi-degli-amici-catanesi-di-angelino-alfano-firrarello.html)

Qua, oggi, trattiamo solo di gossip, vero Pinuzzu.

Ultima cosa della quale però ci meravigliamo, ed anche molto invece, è l’apprendere che il Firrarello sia stato corrispondente del quotidiano La Sicilia. Un miracolo per uno che ha un rapporto casuale con la lingua italiana. Cosa e come avrebbe potuto o dovuto scrivere. Poi guardiamo la sua scheda nel sito del Senato e scopriamo che invece è proprio giornalista…minkia scriverebbe Camilleri.Occhiolino

Miracolo. Miracolo. Miracolo… del potere. Todos Caballeros, questa è democrazia. Avanti Popolo.

P.S. – Sentite l’eloquenza del “giornalista” Pino Firrarello, con quale arte espone gli argomenti in maniera appropriata, elegante e persuasiva, uno spettacolo da cabaret

il link per leggere tutta l’intervista realizzata da Antonio Condorelli

http://livesicilia.it/2012/08/16/e-da-catania-arriva-lalt-a-micciche-firrarello-abbiamo-bisogno-daltro

COMMENTI  

Fonte QT Sicilia del 18/08/2012

 

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Il Sole 24 ore dedica uno spazio ai termovalorizzatori della Sicilia. Domanda in dialetto brontese: ” Cu si mangia’ sti soddi?”

Notizie Italia

Sicilia: spunta una tangente di 38 milioni per i termovalorizzatori (mai costruiti)

di  e 29 gennaio 2014Commenti (8)

Per entrare nell’affare dei termovalorizzatori bisognava pagare: «Non possiamo escludere azioni di corruzione ed eventi penalmente rilevanti nell’ambito delle trattative connesse ai progetti siciliani». A lanciare l’allarme era stata lasocietà di revisione Ernst & Young al termine di un audit che le era stato commissionato da Gea, il colosso tedesco quotato in Borsa che avrebbe dovuto fornire chiavi in mano, con l’italiana Pianimpianti, tre dei quattro maxi-inceneritori che avrebbero dovuto produrre elettricità bruciando rifiuti.

Impedimenti a catena. La gara fu indetta nell’agosto 2002 dal presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro nella veste di commissario delegato all’emergenza rifiuti ed aggiudicata nel 2003 a quattro società consortili: Tifeo, Platani e Pea, controllate dal gruppo Falck-Actelios attraverso Elettroambiente, e Sicil Power, controllata da Daneco e Waste Italia. Ma i manufatti non videro mai la luce per un complesso di ostacoli che impedì la realizzazione del progetto.
L’intralcio più grave si verificò nel luglio 2007, quando la Corte di giustizia del Lussemburgo, inaspettatamente, annullò la gara (perché non conforme alle norme europee) mentre erano in corso già da tempo, da parte delle aziende aggiudicatarie, le attività di preingegneria.

La riscrittura dei bandi. Prima che i quattro bandi fossero riscritti e riproposti trascorsero altri due anni. Nel frattempo Cuffaro si era dovuto dimettere e al governo della Regione era salito Raffaele Lombardo. Ad occuparsi della riformulazione delle quattro gare fu l’Arra, l’Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, cui da tempo Palazzo dei Normanni aveva conferito i propri poteri in materia. L’operazione fu curata dal presidente dell’Agenzia, l’avvocato Felice Crosta, del quale rimarrannno leggendari lo stipendio e l’assegno di pensione. Siccome però la nuova asta andò deserta, per una clausola bizantina che imponeva al vincitore l’implicito risarcimento dell’aggiudicatario precedente, Lombardo abbandonò il progetto, aprendo tra sé e il centro-destra una frattura insanabile.

Richieste di danni. Ne scaturì un ampio contenzioso legale che oppone ancora oggi la Regione siciliana alle imprese che lamentano il danno della soppressione della commesse: contenzioso che nel 2013 ha visto soccombere in primo grado la Falck davanti al Tribunale amministrativo regionale di Palermo e che adesso è in fase di appello. Sono tuttora in corso tre procedimenti davanti al giudice civile di Milano, uno davanti al Tar del Lazio, altre sette giudizi presso il Tribunale amministrativo di Catania, un altro davanti al Tribunale civile di Palermo, altri quattro davanti al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana e tre regolamenti preventivi di giurisdizione pendenti in Cassazione.

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Gli esperti: “Termovalorizzatori, tangenti per 38 milioni”

LA RELAZIONE

Giovedì 30 Gennaio 2014 – 14:22
Articolo letto 1.104 volte

La gara per i termovalorizzatori fu indetta nell’agosto 2002 dall’ex governatore Totò Cuffaro, nella veste di commissario delegato per l’emergenza rifiuti, e aggiudicata nel 2003 a quattro società consortili: Tifeo, Platani e Pea, controllate dal gruppo Falck-Actelios attraverso Elettroambiente, e Sicil Power, controllata da Daneco e Waste Italia.

PALERMO- Mazzette per 38 milioni di euro sarebbero state pagate nell’ambito dei progetti per la costruzione di quattro termovalorizzatori in Sicilia, strutture mai realizzate. E’ la convinzione degli analisti della società di revisione Enrst & Young al termine di un audit commissionato da Gea, il colosso tedesco quotato in Borsa che avrebbe dovuto fornire chiavi in mano, con l’italiana Pianimpianti, tre dei quattro maxi-inceneritori che avrebbero dovuto produrre energia bruciando rifiuti. Nella relazione, come riporta il Sole24Ore on line, gli esperti di Enrst & Young scrivono che sarebbero emersi “indizi che fanno presumere che un valore pari a 38 milioni di euro non abbia diretta correlazione con le commesse; che tale importo sia entrato a far parte delle commesse per effetto di sovrafatturazioni; che le transazioni per l’importo sopra citato siano state realizzate attraverso Pianimpianti e Lurgi; che le persone coinvolte sono state oggetto di indagini penali in Italia e in Germania per accuse di corruzione e che hanno fornito informazioni incomplete e contraddittorie sui fatti”. Il giro di presunte tangenti è finito al centro di una inchiesta della Procura di Bolzano, coordinata da Guido Rispoli.

Il pm si trovò a indagare sulla tedesca Lurgi (subholding interamente posseduta da Gea) la cui controllata Lentjes aveva il 20% di Pianimpianti, poi ridotto all’8,23 per cento. Il pm scoprì che la Lurgi aveva pagato tangenti per aggiudicarsi il termovalorizzatore di Colleferro, in provincia di Roma, e che era invischiata in altre attività corruttive per la realizzazione di analoghi impianti in diverse zone d’Italia. Gli atti furono inviati a Palermo, ma l’indagine non decollò. La gara per i termovalorizzatori fu indetta nell’agosto 2002 dall’ex governatore Totò Cuffaro, nella veste di commissario delegato per l’emergenza rifiuti, e aggiudicata nel 2003 a quattro società consortili: Tifeo, Platani e Pea, controllate dal gruppo Falck-Actelios attraverso Elettroambiente, e Sicil Power, controllata da Daneco e Waste Italia. Il progetto si arenò nel luglio 2007, quando la Corte di Lussemburgo annullò i bandi per violazione delle norme europee. Dopo due anni i bandi furono riscritti dall’Agenzia regionale per i rifiuti e le acque (Arra), gestita da Felice Crosta, il burocrate passato alla storia per la pensione d’oro. L’asta andò deserta per una clausola che imponeva al vincitore l’implicito risarcimento dell’aggiudicatario precedente. A quel punto l’ex governatore Raffaele Lombardo, subentrato al dimissionario Cuffaro coinvolto nell’inchiesta per mafia, abbandonò definitivamente il progetto.

(Fonte ANSA)

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Ultima modifica: 30 Gennaio ore 14:23
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L’amministrazione Firrarello procede sempre di piu’ verso il baratro, oggi vi sono sentori di un imminente stravolgimento all’interno della giunta e del Consiglio Comunale. Il Sindaco tentera’ la strada di dare spazio al suo futuro candidato successore per il 2015 nominando come Vice Sindaco una persona di strettissima fiducia. Oramai il suo tramonto politico e’ prossimo e tentera’ qualsiasi manovra pur di rimanere a galla, ma purtroppo la legge elettorale siciliana non gli concede molte possibilita’ di future vittoria, anzi si prevede gia’ una netta e sonora sconfitta. Puo’ fare tutte le alleanze che vuole i brontesi sono stufi di Lui e di tutti coloro che cercano di rifarsi una verginita’ politica avvicinandosi a Lui. La nostra posizione sara’ e rimarra’ quella di dura opposizione fino alla fine nonostante le velate minacce che arrivano. IL VOSTRO TEMPO STA PER FINIRE METTETEVI IL CALENDARIO DAVANTI E SEGNATE I GIORNI CHE VI RIMANGONO FINO A MAGGIO DEL 2015, I BRONTESI NON AVRANNO PIETA’ NEI CONFRONTI DI COLORO CHE LI HANNO IMPOVERITI CON L’AUMENTO VERTIGINOSO DI TASSE LOCALI VEDI IMU, SPAZZATURA, ACQUA, ADDIZIONALE COMUNALE ETC.ETC.

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Questo si che e’ un uomo speciale, mentre gli altri siamo dei ………………………

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