Archivi del mese: Ottobre 2013

Nella ‘Repubblica Indipendente’ di Misterbianco dissuasori mangia & bevi. E l’opposizione? Non vede, non sente, non parla…

 

 31 ott 2013   Posted by Redazione  0 Comment

 

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SONO STATI ACQUISTATI SENZA CHE IL CONSIGLIO COMUNALE ABBIA PRIMA APPROVATO IL PIANO GENERALE DEL TRAFFICO. COMPRATI DALLA STESSA DITTA, FRAZIONANDO E SPEZZETTANDO LA FORNITURA…

di Ignazio De Luca

Dobbiamo, ancora una volta, occuparci del Comune di Misterbianco. La scorsa settimana abbiamo parlato deliberazione della Giunta comunale di questo grosso centro alle porte di Catania, adottata malgrado i pareri sfavorevoli del dirigente del settore e del Segretario generale. Oggi parliamo di forniture.

Di scena i burocratici che, secondo i poteri che la legge conferisce loro, possono procedere all’acquisto e alla conseguente liquidazione delledissuasoriforniture. Abbiamo esaminato cinque determinazioni Dirigenziali di settore che spaziano dal 5 luglio 2012 al tre maggio 2013, per una spesa complessiva di 34 mila e 578 euro, col 75% della stessa spesa, pari a poco più di 24 mia euro, concentrata in poco più di cinque mesi, dal 5 luglio al 19 dicembre 2012.

Il settore è l’ottavo per il servizio Ufficio Traffico Urbano (UTU). La fornitura riguarda l’acquisto di paletti dissuasori di sosta in ferro tubolare. Tutto la documentazione da noi consultata, è disponibile sul web digitando Cosentino S. Schillaci P. che è la ditta aggiudicataria, sul sito del Comune di Misterbianco.

Leggiamo nelle premesse per giustificare l’acquisto, quasi un ritornello, identico in tutte le determinazioni che “è stata accertata la necessità di provvedere con urgenza all’acquisto di paletti…”. Ovvero qualcuno dell’amministrazione comunale, improvvisamente, si è accorto che a Misterbianco, senza paletti dissuasori, non si poteva disciplinare la sosta ‘selvaggia’.

Non crediamo ai nostri occhi, ce li stropicciamo ipotizzando che la lettura dirigenti pubblicisul monitor ci trasformi le lucciole in lanterne, ma non è così. Ci accorgiamo che il dirigente responsabile del settore ignora un elemento normativo essenziale. Quale?

Nessun componente dell’amministrazione Comunale: Sindaco, assessori o consiglieri può richiedere quel genere di fornitura! Perché? Semplice: tutto quanto riguarda il traffico veicolare di un Comune deve essere pensato e progettato all’interno di un piano che prende il nome di Piano Generale del Traffico ( PGT)!

Il PGT dopo che è stato completato in ogni sua parte, per essere operativo, deve avere l’approvazione del Consesso comunale.

Il Piano Generale del Traffico non è stato approvato dal Consiglio comunale di Misterbianco,pertanto il dirigente del settore ottavo del Comune ingegnere Vincenzo Orlando, non è legittimato a procedere all’acquisto di paletti dissuasori, in assenza della prescritta autorizzazione.

Ma c’è di più! Non solo il Dirigente non ha la legittimazione di legge per l’acquisto, ma addirittura, ‘leggendo’ in modo ‘creativo’ la norma, art. 125 comma 11 del decreto legislativo n. 285 del 2006, procede all’affidamento diretto in favore di una singola ditta, sempre la stessa,frazionando e spezzettando artatamente la fornitura come illustrato precedentemente sopra.

Potrebbe bastare quanto a violazioni, ma non è così. Infatti il dirigente, omettendo di assegnare alla fornitura il codice identificativo gara (Cig ) da richiedere all’Autorità Vigilanza Contratti (AVC) fa risparmiare alla ditta aggiudicataria la tassa a percentuale fissa che la stessa avrebbe dovuto versare all’autorità per il solo fatto di essersi aggiudicata la fornitura.

Di fatto, di certo inconsapevolmente, rischia di diventare complice della totale evasione di una tassa dovuta allo Stato!

Ricapitolando, le determinazioni del dirigente dell’ottavo settore, ingegnere Vincenzo Orlando, del Comune di Misterbianco numeri: 1367, 1467 e 2656 del 2012, nonché 397 e 1019 del 2013 sono piuttosto, come dire?, disinvolte. Ovviamente, chi ha fatto questo non ha lontanamente pensato che tutto ciò potrebbe lasciare configurare ‘piccoli’ reati: abuso d’ufficio, artificioso raggiro della norma comunitaria col frazionamento e, dulcis in fundo, evasione fiscale.

Noi ne abbiamo visionato appena cinque, di determinazioni, riscontrandole tutte viziate. Non osiamo pensare le conseguenze catastrofiche per le ‘casse’ Comunali se anche tutte le altre migliaia seguissero la stessa sorte.

Sorge spontaneo chiedersi: ma Misterbianco è amministrata da un mono colore PD con opposizione inesistente? E in ogni caso tutti gli amministratori che i cittadini di Misterbianco hanno eletto che aspettano a guadagnarsi la diaria esercitando le funzioni di controllo dell’attività amministrativa previste dalla legge?

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CLAN “SANTAPAOLA-ERCOLANO”: ALTRI ARRESTI

INVIATO DA WEBMIN IL MAR, 29/10/2013 – 15:17

Nella giornata di ieri, personale del Commissariato P.S. Acireale ha eseguito ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei sotto indicati esponenti della cellula mafiosa locale, egemone della famiglia “Santapaoala-Ercolano”, tutti indagati per associazione a delinquere di tipo mafioso finalizzata alle estorsioni ed al riciclaggio:

 

 

    MESSINA Carmelo di anni 56;

 

     INDELICATO Salvatore di anni 43;

     BRANCATO Camillo di anni 37;

     PANEBIANCO Rosario di anni 45.

 

I provvedimenti cautelari, emessi dal GIP presso il Tribunale di Catania, su richiesta del Magistrato inquirente della D.D.A. di Catania, trae origine da una articolata attività di indagine, corroborata da attività tecnica di intercettazione telefonica ed ambientale, condotta dalla Sezione Investigativa del Commissariato di P.S. di Acireale, coordinata dall’A.G. medesima, che ha interessato un vasto emiciclo criminale, dedito principalmente alle attività estorsive ed al riciclaggio nel comprensorio acese e nei Comuni limitrofi della fascia ionica, avvalendosi del metodo mafioso in danno di professionisti del settore commerciale.

Le indagini di cui trattasi hanno interessato un arco temporale che si è protratto dal 2010 al 2011.

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“Si ti scoprunu iettali tutti a mari”!

LA MAFIA CATANESE E GLI SBARCHI DEI MIGRANTI

INVIATO DA WEBMIN IL GIO, 24/10/2013 – 18:07
di giorgio cavaliere

 

A pronunciare la frase agghiacciante è Giuseppe Greco mentre dall’altra parte al cellulare c’è il figlio, Massimo Greco, affiliato alla cosca Brunetto di Fiumefreddo, storico alleato della Famiglia Santapaola di Cosa Nostra.

Da gettare in mare non sono sigarette di contrabbando o pesca di frodo, ma UOMINI.

Uomini e donne imbarcatisi in Africa per scappare dalla fame e dalla guerra.

La telefonata è stata registrata la notte tra il 19 e 20 marzo 2011, proprio mentre una motovedetta della Guardia di Finanza intercettava a largo della costa di Fondachello un barcone con a bordo 132 egiziani, stipati l’uno contro l’altro.

Proprio in quegli istanti i poveri immigrati venivano trasbordati dalla barca madre ad un’imbarcazione italiana, della flotta peschereccia di Riposto, di nome “Fenice” con a bordo appunto Massimo Greco.

Gli investigatori hanno quindi accertato che la tratta di uomini donne e bambini è stata organizzata dal potente clan egiziano Amro, con tale Arafa della famiglia criminale a fare da intermediario ed appunto in contatto, per il tramite del Greco, con Cosa Nostra siciliana.

E’ stato scoperto anche un sistema sofisticato di pagamento sul territorio italiano.

E si, perché non tutti i migranti riescono a saldare il salatissimo conto in Africa cosicché quanti non possono, si impegnano a saldare il “biglietto” in Italia e se non lo fanno vengono sottoposti a schiavitù fino a tanto che qualcuno non provvederà a riscattarli.

 

Proprio il 16 febbraio di quest’anno, la Polizia ha liberato 23 immigrati rinchiusi in condizioni disumane – sporchi e malnutriti – in un garage, tra i carcerieri tali Pietro Paradiso e Raffaella Lampo, siracusani vicini ai clan di Cassibile e di Avola.

 

Così come è accaduto che sempre la Polizia intercettasse sulla Catania-Messina un Tir con a bordo 83 migranti tra cui una quindicina di minorenni. Anche in questo caso è stato arerstato l’autista, italiano.

 

Ed ancora, nel settembre del 2011 dopo un viaggio durato 8 giorni in 80 migranti finiscono nella Tonnara di Santa Panagia, a Siracusa, perché non hanno finito di pagare il viaggio e vi sarebbero rimasti fino al riscatto se il carceriere non si fosse allontanato per commettere una rapina. Interveniva la Polizia che trovava i poveretti in condizioni igieniche indescrivibili.

 

Gli italiani, quindi, sono pienamente coinvolti nel redditizio traffico di essere umani ed operano sia come scafisti, che come carcerieri che come esattori.

Cosa Nostra è organicamente coinvolta nel traffico immorale  con i propri clan ed i suoi uomini.

Una realtà terribile che forse avremmo dovuto comprendere sin da subito viato che difficilmente la Mafia si fa sfuggire alcun business, e qui si tratta di milioni e milioni di euro oltre che di relazioni con i clan dell’altra sponda del Mediterraneo, poi reimpiegati anche per gli altri traffici illeciti di Cosa Nostra.

Se da un lato, dunque, l’Agenzia europea Frontex non riesce ad essere efficace, dall’altra la Mafia è arrivata prima, mettendo in essere un apparato logistico militare che le consente il controllo delle coste interessate, cosicché gli approdi di questi mesi non sono stati affatto casuali, come si pensava, bensì studiati e  progettati dai criminali.

Siamo certi che la Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, guidata dal Procuratore Salvi, si stia organizzando in tal senso per individuare e reprimere la Rete illecita.

Pensiamo che questi signori debbano rispondere oltre che di Traffico di essere umani anche di associazione mafiosa e che sia il caso che la Corte Penale Internazionale chieda anche per questi delinquenti l’incriminazione per genocidio o comunque per crimini contro l’Umanità.

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Scarica il protocollo di ritiro della delibera per l’aumento dell’IMU

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manifesto del 28-10-2013

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Qualcosa di simile pure dalle nostre parti

Misterbianco, galeotto fu il concorso per il posto di addetto stampa!

Sab, 26/10/2013 – 14:16

Addetto stampaNon si era mai visto. O almeno noi non ne abbiamo conoscenza. In Italia esistono ottomila e passa amministrazioni Comunali eppure sono pochissimi quelli che adottano deliberazioni per risparmiare sulla spesa pubblica .

Per questo concentriamo la nostra attenzione in uno di questi Comuni virtuosi che si trova proprio a ridosso della cintura esterna Catanese, importante agglomerato del terziario smisurato proliferato dagli inizi degli Novanta e fino ai nostri giorni. Ci riferiamo al Comune di Misterbianco.

Al Comune di Misterbianco la Giunta non sente ragioni e non guarda in faccia nessuno. Pur di realizzare risparmi sulla spesa pubblica adotta deliberazioni con i pareri sfavorevoli non solo del dirigente del settore interessato, ma anche del Segretario generale.

Succede con la deliberazione 53 del 14 marzo 2013 adottata dalla Giunta Municipale del Comune di Misterbianco, avente ad oggetto: “Soppressione nella dotazione organica di un posto di istruttore amministrativo e istituzione di un posto di addetto stampa. Inquadramento in tale posto del ragioniere Carmelo Santonocito”.

Con la detta deliberazione la Giunta Misterbianchese intende applicare la revisione della spesa risparmiando sugli incarichi esterni. Pertanto, aguzzando l’ingegno, pensa di utilizzare una professionalità interna dell’ente, iscritto agli ordini dei Giornalisti nella sezione dei pubblicisti, per nominarlo addetto stampa del Comune.

Peccato che per realizzare questo risparmio la Giunta sorvoli su una serie industriale di leggi e regolamenti!

Viene spontanea una domanda: oltre ai pareri sfavorevoli del Dirigente del settore e del Segretario Generale, tale delibera potrebbe risultare intrinsecamente viziata sin dall’origine da difetto di motivazione ed erronea interpretazione dei processi amministrativi interni allo stesso Comune?

Domanda chi chiama un’altra domanda: la Giunta Misterbianchese sta rispettando il principio della trasparenza e della pubblicità degli atti amministrativi?

Infatti il nuovo posto di addetto stampa dovrebbe essere messo a concorso pubblico: concorsi che, a causa della revisione della spesa, non possono essere banditi dalla Pubblica Amministrazione, né tantomeno è ammissibile un concorso riservato interno.

Come mai la Giunta comunale adotta una deliberazione, colpita da un duplice parere negativo, senza chiedere un parere all’avvocatura del Comune o a professionalità esterne all’Ente? Forse i legali interpellati hanno declinato l’incarico, magari ritenendo indifendibile la posizione della Giunta Misterbianchese?

La Giunta pretenderebbe di adottare l’atto per “realizzare una rilevante economia nel settore della comunicazione” arrivando perfino a sentenziare che ” paradossali appaiono le preoccupazioni dei due funzionari per un eventuale azione dell’interessato” (il ragioniere Carmelo Santonocito) per il riconoscimento di differenze retributive. “L’alternativa – questa la motivazione – sarebbe costituita dall’incarico a un giornalista esterno all’ente con una consistente maggiore spesa”.

La Giunta Misterbianchese e il Sindaco Antonino Di Guardo che la presiede lo sanno che tutti gli atti amministrativi adottati da una Pubblica Amministrazione devono essere conformi alla legge?

Non è sufficiente, per la Pubblica Amministrazione, adottare un atto prevedendo un risparmio di spesa, peraltro effimero. La deliberazione deve essere ben motivata nelle considerazioni e i pareri degli uffici, previsti dalla leggi, dovrebbero essere favorevoli.

La Giunta Misterbianchese ammette che qualora “il Giudice del lavoro che dovesse riconoscere differenze retribuitive ( all’addetto stampa) non (si) potrebbe configurare, in capo all’Amministrazione, un debito fuori bilancio, perché la maggiore spesa discenderebbe” dall’applicazione di una sentenza.

Come dire: noi Giunta facciamo un atto e inquadriamo in un posto organico di categoria C una figura professionale di categoria D, poi quando il Giudice si pronuncerà, l’amministrazione non potrà fare altro che prenderne atto.

La Giunta Misterbianchese bacchetta il Segretario generale del Comune: “Appare privo di fondamento il richiamo all’art. 41 bis. . che si riferisce all’ipotesi di revisione periodica dei profili professionali trattandosi di mutamento della dotazione organica esso resta attratto nella competenza”. La Giunta si ritaglia uno spicchio di competenza ad essa completamente estraneo?

Non vogliamo annoiare chi ci legge coi gli aridi tecnicismi del diritto amministrativo, ma non si può sottacere che lo stesso oggetto della delibera parla di “soppressione nella dotazione organica” e non v’è dubbio che la dotazione organica è formata da profili professionali la cui competenza è esclusiva del Segretario e non certo della Giunta.

Del resto, ormai i controlli sugli atti degli enti locali sono stati aboliti, chi mai penserà di visionare una delibera che apparentemente non comporta alcuna maggiore spesa?

Bene hanno fatto il vicesindaco, Carmelo Santapaola, e l’assessore, Orazio Panepinto, a non partecipare alla seduta. Avranno la certezza di non avere grattacapi qualora la deliberazione fosse visionata dagli organi giurisdizionali.

Ignazio De Luca
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Berlusconi li butta fuori dal Pdl e loro due sono felici

IL CAV ABBASSA LA SARACINESCA, ANGELINO DEFENESTRATO

SCISSIONE PDL, DIALOGO CON D’ALIA
RIAPRE IL LABORATORIO SICILIANO

26 ottobre 2013 – 10:02 – Politica
Alfano Castiglione

È stato come abbassare la saracinesca del negozio: ha convocato il suo ufficio di presidenza e comunicato, di fatto, le sue decisioni, all’indomani del rinvio a giudizio sulla compravendita dei senatori per far cadere Romano Prodi. Il Pdl è stato trasferito, con il personale: Forza Italia, rimasta in sonno sei anni circa, non si porta il fardello delll’organigramma Pdl, ricomincia da capo, con Silvio Berlusconi leader, e tutto il resto nel parterre, in stand by.

La cariche sono azzerate, a cominciare da quella di segretario. Angelino Alfano resta ministro, perché non tocca a Berlusconi trasferirlo altrove, ma la sua sarà una sovranità limitata: i deputati e senatori berlusconiani dovranno tenere d’occhio il governo, che resta in piedi se lo merita. E siccome il giudizio spetta unicamente a lui, Berlusconi, il merito dovrà guadagnarselo sul fronte “giudiziario”. In caso di decadenza da senatore con il voto favorevole del Pd, Enrico Letta sarà abbandonato al suo destino. La qualcosa, tuttavia, e questa è una realtà con la quale il Cavaliere deve fare i conti, non significa che perde la maggioranza. Venti senatori, secondo le previsioni dei più, resteranno fuori da Forza Italia, sicché ci sono, a conti fatti, 166 senatori a Palazzo Madama che assicurano la maggioranza ad Enrico Letta, quanto basta (quattro voti in più del necessario), per restare in sella.

Angelino Alfano non ha partecipato al “gran consiglio”, che non prevedeva la presenza dei ministri Pdl. Fino all’ultimo ha cercato di evitare la rottura, senza tuttavia rinunciare alla “no fly zone”: i falchi non devono volare sul cielo del governo, altrimenti è rottura. Una posizione che Berlusconi ha tenuto in considerazione, recitando la parte del mediatore, fino a che non è arrivata la notizia di Napoli e sulla decadenza si continuava a discutere, seppure sottobanco. Poi ha rotto gli indugi e rovesciato il tavolo, more solito.

Inconciliabili i suoi bisogni come la posizione delle colombe, che solidarizzano sul piano giudiziario ma lasciano fuori il governo dai guai personali del capo. Stupefacente la semplicità con cui è stato liquidato un partito, il Pdl, si sono azzerate le cariche e si è fatto rinascere un altro soggetto politico. L’ufficio di Presidenza non è stato eletto da alcun organismo interno: ha “coperto” le decisioni di Berlusconi.

Nulla di nuovo, tuttavia: il Pdl nacque sul predellino. Ciò che è avvenuto in via dell’Umiltà è addirittura più “democratico”, visto che la volontà di cancellare il Pdl è stata manifestata, sulla carta, da un consenso, seppur non “rappresentativo”.

Ora ci si chiede quale ricaduta avrà la ormai scontata scissione del Pdl in periferia. L’opzione più gettonata sembra la nascita di gruppi parlamentari alla Camera ed al Senato. Potrebbero aderire parlamentari Udc e “pezzi di Scelta civica”. L’intenzione è quella di creare la piattaforma di lancio del Partito popolare europeo, un obiettivo più volte illustrato da Angelino Alfano. Su questo percorso il naturale compagno di viaggio dovrebbe essere l’Udc, che fa parte del Ppe.

Sono in corso frequenti consultazioni con Gianpiero D’Alia, siciliano come Alfano: l’Isola rappresenta lo zoccolo duro dell’Udc. Lo è anche per “l’ex” segretario del Pdl. Il laboratorio siciliano riapre i battenti, insomma.

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Complimenti a Giuseppe Grassia per questa meravigliosa foto di Bronte

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Bronte, poste “sigillate” Attack nella serratura

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DISAGI AI CITTADINI

Sabato 26 Ottobre 2013 – 15:59 di 

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L’ufficio postale è rimasto chiuso. Gli impiegati che questa mattina hanno trovato l’amara sorpresa hanno chiamato i Carabinieri.

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CATANIA – Ufficio postale chiuso a Bronte, e carabinieri davanti l’ingresso, quanto basta per fare supporre ai passanti e a chi era andato alla posta per pagare o prelevare, che ci fosse stata una rapina, tanto che in poco tempo, la notizia è uscita anche fuori dal paese. Invece è accaduto ben altro alle poste di Bronte, che oggi, sono rimaste chiuse. Infatti, stamattina intorno le 7,30, gli impiegati hanno trovato una amara sorpresa ad attenderli. La serratura della porta di servizio, quella usata solo dai dipendenti, era stata bloccata con dell’attack, impedendo così alla chiave di entrare. Così sono stati subito chiamati i carabinieri, e l’ufficio è dovuto rimanere chiuso, perché aprire scassinando era impossibile, visti tutti i sistemi di allarme.

Un grave disagio per i tanti cittadini che ogni giorno usufruiscono dell’unico ufficio del paese, e una bravata fatta per chissà quale motivo ma che potrebbe costare cara all’autore se fosse identificato dai carabinieri. Infatti, oltre a prendere una denuncia per interruzione di pubblico servizio, potrebbe anche essere chiamato a pagare i danni economici che le poste di Bronte hanno avuto oggi. Quello di Bronte è sempre un ufficio molto affollato e che serve oltre 20 mila utenti. Non c’è stata la rapina, come in molti pensavano, ma i tanti cittadini che oggi erano andati alla posta di Bronte, purtoppo hanno compiuto un viaggio vano.

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Ultima modifica: 26 Ottobre ore 16:11
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