Archivi del mese: Settembre 2013

Firrarello durante l’intervista: ” Minc…… sempre sto cellulare squilla”

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Parla Tanu

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Berlusconi: “Ho deciso io le dimissioni dei ministri. Forza Italia non è estremista”

Il Cavaliere arrivato a Montecitorio per la riunione congiunta dei gruppi del Popolo della libertà ha sottolineato come fosse sua la scelta di far abbandonare l’esecutivo delle larghe intese. E ha ribadito le “colpe” dei magistrati: “I giudici sono il cancro della democrazia. Questo unito alla retroattività della legge Severino sono gli strumenti per mettermi fuori gioco”

Enrico Letta e Silvio Berlusconi

Una decisione a firma di Silvio Berlusconi. “L’idea di far dimettere i ministri”, ha dichiarato il Cavaliere arrivato alla Camera per l’incontro dei gruppi congiunti del Popolo della libertà, “è stata mia. Nessuno mi ha costretto. Forza Italia non è assolutamente estremista. Ho avvisato io personalmente tutti, ma ora dobbiamo spiegare la nostra decisione ai cittadini”.

Sono le parole che avrebbe pronunciato il leader non appena arrivato davanti ai suoi. Così è stato riportato da alcuni presenti. “Ho deciso”, ha aggiunto, “da solo nella notte perché gli italiani non capivano come facevamo a stare al governo con la sinistra se i nostri deputati si erano dimessi”. L’accusa è ancora una volta contro i magistrati e in particolare la sentenza Mediaset che lo ha condannato per evasione fiscale: “Ho sempre pagato le tasse, a costo di avere contro i colleghi che evadevano. L’uso politico della Giustizia è il cancro della democrazia. Per i giudici di Magistratura democratica c’è democrazia solo se la sinistra è al potere”.

Lo strumento fondamentale per metterlo fuori gioco, ripete Berlusconi è la legge Severino: “Per allontanarmi”, ha detto, “dalla vita politica hanno usato la retroattività della legge Severino cosa mai vista. Si tratta di una duplice situazione antidemocratica se unita alla magistratura politicizzata. In questo modo si vuole eliminare dalla scena il leader dei moderati”.

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MULIERE STAVA INDAGANDO I COLLETTI BIANCHI DELLA SANITÀ?

 

INVIATO DA WEBMIN IL DOM, 29/09/2013 – 22:28
di giorgio drago

In 17 uomini, questore in testa, sono andati al Commissariato per farla fuori; come Pisacane a Sapri non aveva portato via neppur un pane ma l’han trattata come i ladri usciti dalle tane.

La versione ufficiale vuole che il trasferimento del vice-questore Adriana Muliere sia da imputare all’ospitalità che la poliziotta dava ad alcuni cani randagi offrendo loro cibo e ricovero presso il Commissariato.

Una storia grottesca, con tanto di telecamere della Scientifica ad immortalare le ciotole ed i croccantini, ma come tutte le storie siciliane ricca di simboli segnali e moniti.

Abbiamo già anticipato che non avremmo spento i riflettori su questa vicenda che ci appare violenta ed inquietante, e così proviamo a porci delle domande che vorremmo interpellassero il Questore e l’Autorità ministeriale di controllo. La Muliere è funzionario di grande esperienza, impegnata già negli anni ’90 nelle indagini più delicate al clan Santapaola, è molto amata dai suoi uomini e chi la conosce sa che svolge la sua attività senza perniciose riverenze nei confronti di nessuno.

Al Commissariato di Nesima – uno dei più caldi della città – arriva con l’entusiasmo di sempre e con 27 anni di lavoro sulle spalle.

Il territorio di competenza vede il radicamento delle famiglie mafiose storiche catanesi, con i loro affari legati al traffico di droga alle estorsioni al racket dell’usura, ma anche attente a collegarsi con la politica e con le istituzioni controllando il voto popolare. Ma in quel territorio ci sono anche presidi civili importanti, c’è il nuovo ospedale Garibaldi, c’è il Dipartimento di veterinaria, c’è l’Agenzia del Farmaco.

Ecco il farmaco!

Ed ecco l’aspetto inquietante della storia apparentemente incredibile? Pare, infatti, che la dott.ssa Muliere stesse seguendo – e portando a termine – una delicata indagine su strani affari che ruoterebbero attorno ai farmaci. Indagini che avrebbero raggiunto farmacie, strutture pubbliche, agenzie, depositi e di conseguenza farmacisti, medici, funzionari pubblici, depositari farmaceutici, (politici?).

Una trama di illeciti che andrebbe dalle false prescrizioni ai falsi fustelli farmaceutici al riciclaggio dei farmaci. Roba da fare accapponare la pelle e che coinvolgerebbe quelli che con espressione comune definiamo insospettabili colletti bianchi. Uomini e donne influenti, con amicizie e parentele importanti, con una capacità di condizionamento della città molto forte; niente a che vedere per grado di violenza con i paesaggi di intimidazione e prepotenza descritti da Leonardo Sciascia ne Il giorno della civetta. L’indagine sarebbe diretta dal Pubblico Ministero dott. Aliotta, persona serissima ed integerrima, e la dott.ssa Muliere le avrebbe coordinate come ufficiale di polizia giudiziaria, visitando veri e propri santuari del potere, acquisendo documenti, ispezionando luoghi. Un’indagine che potrebbe terremotare un pezzo di città cosiddetta bene e che crediamo abbia attivato la solita rete di protezione.

È possibile che a fare per prima le spese della delicata indagine sia stata la Muliere? Avrebbe così pagato la sua tenacia investigativa e la sua irraggiungibilità?

Il vice-questore Muliere, da noi interpellato, ha rifiutato ogni commento chiudendosi in un comprensibile riserbo assoluto, e noi ne rispettiamo anche in questa occasione il senso del dovere, ma la città è piccola e gli allarmi si diffondono veloci. Non spetta a noi fare verifiche, e soprattutto confidiamo che la Magistratura saprá procedere oltre e valutare opportunamente anche questi fatti, ma ci chiediamo se il Questore abbia valutato quali conseguenze sarebbero derivate sull’indagine quando ha adottato il provvedimento di rimozione del dirigente.

Ci domandiamo come sia possibile che il più alto funzionario di Questura abbia potuto privare indagini così delicate della guida investigativa che le ha per tanto tempo seguite.

È normale che ciò accada? E poi con quella grottesca trovata del divieto di dare da mangiare ai poveri randagi?

Il sen. Giarrusso ha rivolto una pesantissima interrogazione al Ministro dell’Interno e noi concordiamo con il parlamentare 5 Stelle che ha parlato di fatto gravissimo. Proseguiremo, pertanto, la nostra ricostruzione dell’accaduto e vi racconteremo, nei limiti dei nostri poveri mezzi, quali altre indagini delicate quel funzionario stesse seguendo. Non siamo, infatti, più disponibili ad accettare supinamente atti di violenza verso chi porta la sola colpa di voler compiere il proprio dovere e di comportarsi onestamente.

C’è stato un tempo in cui i Cavalieri dell’Apocalisse a Catania riuscivano a far trasferire chiunque si permettesse di intralciare i loro affari.

Quel tempo è finito!

Una stampa libera serve anche a questo, a far conoscere ai cittadini la violenza di certi poteri, a non lasciare soli gli onesti.

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Badava ai cani, dirigente di polizia rimossa 
Avrebbe negato la presenza dei randagi

Di Salvo Catalano | 28 settembre 2013

Lo scorso 17 settembre una ventina di poliziotti, tra cui uomini della scientifica e della Digos, coordinati dal questore in persona, ispezionavano il commissariato di Nesima per verificare la presenza di cani nell’edificio. Al termine della visita la dirigente Adriana Muliere veniva trasferita. «Un comportamento inaudito», secondo il sindacato Ugl. Ma dietro la decisione ci sarebbe un antefatto. Intanto il caso è arrivato in Parlamento grazie al senatore grillino Giarrusso, che ha denunciato: «Rimossa perché faceva indagini su grossi gruppi commerciali»

Foto di http://www.flickr.com/photos/fco_blanco/

Poliziotti che interrogano altri poliziotti. La scientifica che reperta alcune ciotole contenti cibo per cani. La Digos alla ricerca di alcuni bastardini. Un’indagine per cui sono stati acquisiti anche i video delle telecamere a circuito chiuso. Chi si fosse trovato a passare lo scorso 17 settembre alcommissariato di Nesima, avrebbe assistito a questa insolita scena. Una ventina di uomini inviati dal questore Salvatore Longo, presente in prima persona insieme al vicario, hanno fattoispezione nell’edificio per verificare la presenza dei cani randagi che, effettivamente, trovano spesso rifugio e assistenza nel cortile del commissariato, guidato dalla dirigente Adriana Muliere, convinta animalista. Alla fine della visita, la Muliere è stata rimossa e trasferita in un altro ufficio della Questura. «Un comportamento inaudito e sproporzionato», secondo il sindacato di polizia Ugl, di cui la dirigente fa parte, che ha chiesto la destinazione ad altro incarico del questore. In questi giorni sono arrivati numerosi attestati di solidarietà alla Muliere e il caso è arrivato anche in Senato, grazie all’intervento di un senatore catanese del Movimento cinque stelle, Mario Giarrusso. Ma dietro l’azione di forza del questore, apparsa sproporzionata, ci sarebbe un antefatto.

Le prime lamentele per la protezione che la Muliere assicura ai cani che stazionano in piazza Eroi d’Ungheria sarebbero arrivate alle orecchie del questore da parte di alcuni colleghi della dirigente. Secondo fonti interne alla polizia, Longo avrebbe telefonato per chiedere spiegazioni, ricevendo però rassicurazioni da parte della funzionaria che avrebbe negato la presenza di animali all’interno del commissariato. Diversa invece la versione del sindacato Ugl, secondo cui la Muliere «aveva ben rappresentato per iscritto della presenza di cani nell’adiacente piazza Calì, regolarmente microchippati e sterilizzati, evidenziando che due di essi di piccola taglia sono soliti entrare attraverso le sbarre del cancello del commissariato».

La vicenda torna all’attenzione del questore qualche tempo dopo. La sala operativa riceve una telefonata da parte di alcuni residenti della zona che si lamentano della presenza dei randagi. I colleghi chiamano in commissariato per chiedere informazioni. A rispondere è il piantone che ingenuamente ammette che i cani si trovano proprio nel cortile. L’indomani, la Muliere, venuta a sapere della telefonata, avrebbe quindi rimproverato il piantone, trasferendolo d’ufficio. Una decisione che avrebbe fatto scattare le lamentele di un sindacato e la successiva ispezione in grande stile del 17 settembre.

Negli ultimi giorni la storia ha suscitato molte reazioni, superando i confini di Catania. «I poliziotti sono stati interrogati da colleghi come criminali solo perché davano da mangiare a cani di quartiere – ha tuonato il 25 settembre nell’aula del Senato il senatore grillino Giarrusso – Ci sarebbe da ridere se non fosse che la dirigente rimossa è una persona qualificata e faceva indagini su grossi gruppi commerciali nell’area di influenza del commissariato. Non vorremmo che dietro questa rimozione ci fossero interessi politico-affaristici-mafiosi che la dirigente ha calpestato». Quindi il parlamentare ha promesso che «uno dei primi atti della commissione antimafia (di cui Giarrusso fa parte ndr), sarà vedere di cosa si stava occupando questa dirigente».

Fonti di polizia riferiscono che, qualche giorno dopo l’ispezione, il questore sarebbe tornato in visita al commissariato. In quell’occasione avrebbe spiegato di non avere nulla contro i cani randagi e avrebbe lasciato liberi i poliziotti di prendersene cura, ma solo dopo aver provveduto ad una raccolta firme tra i colleghi e garantendo igiene e sicurezza.

Il sindacato Ugl ha indetto un sit-in di protesta in piazza Università, che si terrà questa mattina. La Muliere lo scorso febbraio ha deciso di cambiare sigla sindacale, passando dalla Siap proprio all’Ugl. Nell’occasione del passaggio la dirigente scriveva: «Tutti sanno che non mi sono mai piegata davanti ad un sopruso o ad una ingiustizia, a costo di farmi vendicativi nemici. Ed è proprio il mio essere fedele ai principi etici e morali che mi ha portato a questo importante cambiamento». Nei giorni scorsi il segretario della Siap, Tommaso Vendemmia, è intervenuto in difesa del questore: «Il nostro sacrificio quotidiano è stato ridicolizzato e spettacolarizzato da questo episodio di cui pochi conoscono la verità», ha affermato Vendemmia.

 

 

Nesima (CT) Rimossa la Dirigente del Commissariato perché sfama i randagi!

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Questa nota per segnalare un caso di incredibile, paradossale trattamento discriminatorio nei confronti di un Funzionario di Polizia, dirigente di un commissariato di PS della città di Catania, colpevole solo di aver cura di cani randagi ed accoglierne qualcuno nel cortile retrostante del Commissariato, ove tutto il personale della Polizia ivi in servizio, ne ha cura.
Giova dire che nel recente passato il predetto funzionario, Vice Questore Aggiunto Dottoressa Adriana MULIERE, ha svolto complesse indagini in materia di maltrattamento ed uccisione di animali, che si sono concluse brillantemente ed hanno avuto forte risonanza mediatica.
Il martedì 17 scorso La Dott.sa MULIERE è stata vittima di uno spropositato atto vessatorio da parte del Questore di Catania, coadiuvato dal suo Vicario che, dispiegando una forza di ben 17 poliziotti (dico diciassette: 6 della DIGOS, 5 della Scientifica, 4 della Zona Telecomunicazioni, 2 della Squadra Mobile) hanno compiuto un blitz presso il commissariato cittadino NESIMA, per sorprendere eventuali animali all’interno dei locali di detto Ufficio o tracce del loro passaggio. Nel corso della vergognosa vicenda la dott.sa Muliere è stata più volte maltrattata verbalmente, ha ricevuto disposizioni inapplicabili e non le è stata data la possibilità di replica. Oltre a ciò il giorno successivo è stata trasferita ad una mansione burocratica presso la Questura e da dirigente di un commissariato, oggi svolge funzioni subordinate.
Per manifestare il proprio sdegno scrivere a :
dipps.relazioniesterne@pecps.interno.it

Catania, vicequestore rimosso: accudiva cani randagi in questura

M5S, Giarrusso: “Vogliamo sapere di cosa si stava occupando”

 

Catania, (TMNews) – Accudire cani può costare caro. A Catania scoppia il “caso” della dirigente di polizia rimossa dal suo incarico perché accudiva alcuni randagi bisognosi nei locali della questura. Adriana Muliere, vicequestore aggiunto della città etnea, ha subito di un vero e proprio blitz, come spiega il senatore del M5S Mario Giarrusso che ha portati il caso a Palazzo Madama: “Noi vogliamo sapere di che cosa si occupava il dirigente che è stato rimosso”.”Mobilitare la polizia scientifica per repertare come se fosse la scena di un crimine dei croccantini, qualche escremento di cane, fare rilievi fotografici, acquisire video delle sorveglianze private, tutto questo per verificare chi dava a mangiare a due cani di quartiere, figura prevista per legge, è francamente spropositato”.Il “caso Muliere” ha coinvolto molti amanti dei cani che si sono schierati con il vice questore. “Questo non è un atto censurabile, ma encomiabile. Penso che non sia stato giusto tutto quello che è seguito a un semplice accudire dei cani randagi, che dovrebbe essere il dovere civico di ogni cittadino”.La dirigente, per ragioni di tutela sindacale, non ha rilasciato dichiarazioni.

“RESTITUITECI LA MULIERE”

24 settembre 2013 alle ore 9.41

LETTERA DI PROTESTA DA TRASMETTERE A:

 

urp.quest.ct@pecps.poliziadistato.it, dipps.relazioniesterne@pecps.interno.it

 

e a chunque altro riteniate opportuno

 

 

Questa non è solo una lettera di protesta ma una rivendicazione: RESTITUITECI LA DOTT.SSA ADRIANA MULIERE e liberate la cittadinanza dal Questore di Catania, Salvatore Longo, che ha tradito tutte le nostre aspettative.

Si ! Perché è stato commesso un gravissimo abuso nei confronti del Commissario di Polizia Adriana MULIERE, che è stata rimossa dal suo ufficio con effetto immediato.

Una professionista, serva del cittadino indifeso e offeso, ma non schiava dello Stato, libera nelle azioni, nel rispetto  della legalità, ha sempre onorato la propria divisa ogni giorno e al fianco dei suoi collaboratori  con i quali opera sul territorio, vicino alla gente, nelle strade.

Una donna, impegnata nel sociale, che dedica il suo tempo libero agli animali indifesi, ai randagi in particolare.

L’episodio accaduto il 17/09/2013 ha veramente dell’incredibile.

La dott.ssa MULIERE è stata oggetto di un vero e proprio blitz, con unità operative della DIGOS e della Sezione Scientifica, che hanno proceduto ad effettuare accertamenti anche complessi e, addirittura, vedendo lo stesso vice vicario, recarsi  sul posto per sentire a sommarie informazioni gli stessi colleghi che lavorano all’interno del Commissariato.

LO SCOPO?

Verificare la gravissima violazione di legge  commessa dalla dottoressa Muliere ovvero se avesse mai accolto presso il Commissariato di Nesima (CT) non dei latitanti pericolosi,    bensì  CANI RANDAGI!

E, malgrado fosse stato accertato,( così come era già stato spiegato per iscritto dalla stessa dott.ssa Mulier qualche giorno prima,) che  il Commissariato non ospitava nessun randagio, ma offriva dell’acqua e dei croccantini a due cagnette buonissime e docili che appartengono al Comune di Catania, perché microchippate e che entravano all’interno del commissariato attraverso le grate della recinzione, il Questore ha ugualmente  rimosso la dottoressa dal Commissariato di Nesima con effetto immediato.

Ci chiediamo: A FRONTE DEI NUMEROSI PROBLEMI CHE LA NOSTRA CITTÀ REGISTRA NEL CAMPO DELLA CRIMINALITÀ, SICUREZZA STRADALE, IMMIGRAZIONE CLANDESTINA  ETC…., COME e PERCHÉ sono state sprecate delle risorse umane come gli agenti della polizia scientifica e della DIGOS? Quali interessi personali ha spinto il Questore in persona ad azionare una macchina investigativa così sproporzionata rispetto all’oggetto dell’indagine?

Come può essere pensata una azione così vergognosamente e palesemente arrogante  verso un’operatrice che ha sempre dato esempio di grande professionalità e attaccamento alla divisa e al proprio ruolo, senza considerare che tanto si traduce di fatto in un autentico mobbing per la palese ingiustizia  e persecuzione ricevuta, rendendo tra l’altro noi cittadini orfani di una protettrice, di un’alleata dell’individuo onesto?

E, ammesso e non concesso che il soccorrere dei randagi fosse dal Questore considerato indecoroso, che bisogno c’era di dispiegare tante energie? Che bisogno c’era di prendere un provvedimento così estremo? Perché non si è proceduto con cautela, con le dovute e più adeguate misure di semplici ammonimenti?

E ancora!

Quando, come e perché in 24 ore dal blitz sono stati trovati i soldi per acquistare  la rete elettro saldata per recintare il perimetro esterno del Commissariato? Con quali fondi, con quale delibera e capitolo di spesa  si è provveduto all’acquisto e al suo montaggio? Perché invece i fondi per la carta della stampante, del toner o addirittura per le pulizie ordinarie non si riescono mai a reperire?

Perchè il cittadino deve vedersi negato il diritto a ricevere le opportune attività investigative, o quei sopralluoghi necessari per l’accertamento di micro- crimini, con la motivazione che non c’è personale e soldi a sufficienza, mentre si sprecano così miseramente soldi tempo e risorse umane?

E’ chiaro che il sig. Questore ed il sig. Vicario oltre a non conoscere la legge in materia di randagismo, ha dato prova di essere zoofobo, e di non sapere che in altri paesi più civilizzati del nostro, ed in altre città d’Italia, i randagi vengono adottati nelle scuole, nelle carceri, negli ospedali, negli uffici dei Municipi etc etc.

Non è indecoroso lo sfamamento dei randagi, ma il suo divieto, mentre vietare o ostacolare  il soccorso a degli animali innocui è espressione di inciviltà e arretratezza, e costituisce illecito penale.

Dovrebbe sapere, o forse lo sa benissimo il sig. Questore che questi provvedimenti illegittimi e insensati, potranno avere una eco pericolosa, soprattutto in un paese come il nostro dove, sebbene venga tutelato il diritto al sentimento per gli animali con gli  articoli di codice penale 544 ter e 712,  di fatto ogni giorno si assiste ad atti di ferocia inauditi ( avvelenamenti, torture, annegamenti dei cuccioli, seppellimento di animali vivi, sevizie, reclusioni in condizioni di estrema sofferenza, combattimenti clandestini, traffico di cuccioli anche all’estero etc etc).

Tali fatti, rafforzano i sentimenti di odio e intolleranza verso esseri indifesi, legittimando la violenza e  indebolendo le  energie di chi si prodiga a costo di tanti sacrifici a favore degli animali randagi.

Ritenendo pertanto l’operato del Questore illegittimo, per eccesso di potere e/o abuso di potere, oltre che espressione di una cattivo uso degli incarichi quesoriali,  contrario ad una buona amministrazione e gestione delle risorse economiche soprattuto in tempi di conclamata deficienza economica dei Ministeri e del Paese in Genere, 

CHIEDIAMO

a voce alta e con fermezza al Questore dott. Salvatore Longo di revocare il provvedimento di rimozione della dott.ssa Adriana MULIERE e di rassegnare le proprie dimissioni.

Chiediamo altresì al Ministero dell’Interno e al Capo di Polizia di avviare un’indagine  a carico del Questore di Catania e del Vicario Giovanni Signer, nonché di prendere provvedimenti esemplari che servano da monito per i futuri Questori e da esempio per tutti quelli che operano in altre province, e al contempo restituiscano fiducia nelle istituzioni, alla dott.ssa MULIERE per tornare ad operare più grintosa che mai e a noi cittadini per tornare a credere che la cosa pubblica  è al servizio del popolo e non di pochi poteri!

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Firrarello a Castiglione: ” scuta camma ffari cu Berlusconi”

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Alfano sara’ capo della cordata contro Berlusconi? Sembra proprio di si ed adesso la Sicilia detta le condizioni per il futuro del Letta Bis

Alfano: “Se estremismi sarò diversamente berlusconiano”
La sua, tra coloro che hanno criticato la linea dei falchi, è la voce più importante: è il segretario del partito, è il vicepremier e ministro dell’Interno, da molti era considerato il futuro del centrodestra.Angelino Alfano, però, non ci sta a farsi dettare gli ordini dai falchi del partito. E anche lui ha deciso di uscire allo scoperto, con una nota che – se ce ne fosse ancora bisogno – ha messo definitivamente a nudo gli enormi problemi di tenuta interna a Forza Italia. “La mia lealtà al presidente Berlusconi è longeva e a prova di bomba – ha detto Alfano – La lealtà non è malattiadalla quale si guarisce. Oggi lealtà mi impone di dire che non possono prevalere posizioni estremistiche estranee alla nostra storia, ai nostri valori e al comune sentire del nostro popolo”. Poi l’annuncio, che però assomiglia tanto ad una minaccia: “Se prevarranno quegli intendimenti – ha continuato il segretario -, il sogno di una nuova Forza Italia non si avvererà. So bene che quelle posizioni sono interpretate da nuovi berlusconiani ma, se sono quelli i nuovi berlusconiani, io sarò diversamente berlusconiano”.

Quagliariello: “Se Forza Italia è questa io non aderirò”

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CASTIGLIONE DA FIGLIO DI FAMIGLIA A CAPO FRONDA, IN SOTTOFONDO IL TRADIMENTO…PERPETUO

Domenica 29 Settembre 2013 18:45 Redazione
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Il malessere contagia ministri, senatori dissenzienti per linea politica o più semplicemente per il terrore di non essere rieletti, e nomi alti nel partito, come quello di Fabrizio Cicchitto. Tanti i senatori siciliani presenti nell’elenco, in primis il “capo fronda” Giuseppe Castiglione, che oramai i colleghi di partito appellano come traditore. ULTIMORA – UNA AGENZIA DI ADN-KRONOS

Sarebbero tanti i mal di pancia all’interno del Pdl dopo l’ordine di Silvio Berlusconi. Ed è caccia a traditori che sarebbero disposti a non dimettersi e a votare un Letta bis.

Nell’elenco sono pressoché certe le presenze dei fedelissimi di Castiglione, Pippo Pagano e Salvatore Torrisi. Ma anche Bruno Mancuso, Marcello Gualdani, Giuseppe Ruvolo, Francesco Scoma potrebbero non rispondere all’appello del Cavaliere.

Infine c’è la pattuglia di dissidenti grillini, quei 14 guidati dal senatore Orellana, che all’elezione del nuovo capogruppo hanno votato scheda bianca in dissenso con i nomi in campo, (Paola Taverna che poi ha vinto e Barbara Lezzi). Tra questi ci sono anche i siciliani Francesco Campanella e Mario Giarrusso.


(Adnkronos/Ign) – Acque agitate nel Pdl con il partito spaccato dopo le dimissioni dei ministri, chieste dal leader Berlusconi. Che oggi ha replicato duramente a Letta: ”Letta ribalta la realtà a proprio piacimento e a proprio vantaggio”. Il Cavaliere incalza parlando a Studio Aperto: il presidente del Consiglio ha bloccato lo stop dell’aumento dell’Iva ”quasi come una rappresaglia verso i moderati”.

Non tutti nel Pdl sono in linea con la chiusura a Letta: “Così non va. Forza Italia non può essere un movimento estremista in mano a degli estremisti. Noi vogliamo stare con Berlusconi, con la sua storia e con le sue idee, ma non con i suoi cattivi consiglieri. Si può lavorare per il bene del Paese essendo alternativi alla sinistra e rifiutando gli estremisti. Angelino Alfano si metta in gioco per questa buona e giusta battaglia” ha detto Maurizio Lupi il giorno dopo le sue dimissioni da ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

E il ministro della Salute Beatrice Lorenzin: ”Accetto senza indugio la richiesta di dimissioni fatta durante un pranzo a cui non partecipavano né i presidenti dei gruppi parlamentari, né il segretario del partito, per coerenza politica nei confronti di chi mi ha indicato come ministro di questo governo. Continuerò ad esprimere le mie idee e i miei principi nel campo del centrodestra, ma non in questa Forza Italia”.

Anche Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme, potrebbe non aderire al nuovo soggetto politico. Che chiarisce il ritardo della consegna delle dimissioni: “Non ho avuto alcun problema a rassegnare le dimissioni da ministro. Lo faro appena rientro a Roma”, ha spiegato.

Siamo di fronte a ”una scadenza fondamentale per i destini del paese” e ”le scelte le sto facendo da solo”. ”Io non so cosa Letta dira’, credo che il discorso che fara’ Letta sara’ un elemento fondamentale”, perche’ siamo in un ”momento che mette tutti di fronte alla propria resposanbiltia’ e alla propria coscienza”, ha concluso Quagliariello.

Puntualizza anche il ministro Nunzia De Girolamo. “Ho adempiuto alle richieste del presidente Berlusconi di rassegnare le dimissioni dal Governo per rispettare il mandato politico ricevuto: sono stata indicata nell’esecutivo dal mio partito e tengo fede all’impegno assunto col Pdl e con i suoi elettori -dice il ministro dell’Agricoltura-. Non posso però tacere l’amara constatazione nel vedere come, nel momento più difficile della storia del nostro partito e del nostro leader, siano sempre più evidenti atteggiamenti, posizioni, radicalismi che poco hanno a che vedere con i valori fondativi del nostro movimento liberale fatto di rispetto delle Istituzioni, senso dello Stato e tolleranza nei confronti di chi la pensa diversamente. Questo ho imparato dieci anni fa da Silvio Berlusconi. In attesa di un chiarimento interno, che auspico immediato e definitivo, e confermando la mia assoluta lealtà al presidente Berlusconi, dichiaro sin d’ora che intendo proseguire sulla strada di quei valori, non riconoscendomi in strappi estremi ed estranei alla cultura e alla sensibilità dei nostri elettori e sostenitori”.

Per il Pdl parla anche il segretario Alfano. ”La mia lealtà al presidente Berlusconi è longeva e a prova di bomba. La lealtà non è una malattia dalla quale si guarisce. Oggi lealtà mi impone di dire che non possono prevalere posizioni estremistiche estranee alla nostra storia, ai nostri valori e al comune sentire del nostro popolo. Se prevarranno quegli intendimenti, il sogno di una nuova Forza Italia non si avvererà”.”So bene -continua Alfano- che quelle posizioni sono interpretate da nuovi berlusconiani ma, se sono quelli i nuovi berlusconiani, io sarò diversamente berlusconiano”.

Fonte QY Sicilia

del 30/09/2013

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Pillole per il sindaco Firrarello

MESSINA

“Concorso truccato” all’università
Arrestati due docenti dell’ateneo

Lunedì 30 Settembre 2013 – 09:00

Sono accusati di ”aver gravemente inquinato” un concorso per ricercatore in Microbiologia e Microbiologia Chimica, allo scopo di pilotarne l’esito.

MESSINA – La guardia di finanza ha arrestato a Messina due docenti dell’Università accusati di ”aver gravemente inquinato” un concorso per ricercatore in Microbiologia e Microbiologia Chimica, allo scopo di pilotarne l’esito. L’operazione, ribattezzata “Pacta servanda sunt”, è il risultato di indagini durate diversi mesi che hanno messo in luce ”un vero e proprio sistema deviato delle procedure concorsuali che regolano l’accesso al mondo accademico”.

Le ordinanze di custodia cautelare, agli arresti domiciliari, firmate dal Gip Massimiliano Micali, sono state eseguite nei confronti di un Direttore di Dipartimento dell’Università di Messina, che è anche professore ordinario, e di un altro professore ordinario. Altri tre docenti sono indagati. Secondo i finanzieri ”sia la commissione giudicatrice, che il vincitore del concorso, venivano stabiliti a monte dagli arrestati, con la collaborazione dei loro colleghi”.

Secondo le indagini il piano sarebbe potuto saltare perché un altro candidato aveva raggiunto un punteggio più alto di quello che secondo i docenti coinvolti dovevo vincere il concorso. Con la frase “Pacta servanda sunt”, i patti vanno rispettati, in un’intercettazione telefonica i due arrestati concordano sulla necessità che il candidato col punteggio piu’ alto debba rispettare i patti, ovvero ritirarsi, dietro la promessa di una sua successiva sistemazione in altra procedura concorsuale per ricercatore.

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Appello ad Enrico Letta: considerato la scelta del brontese Giuseppe Castiglione di schierarsi nettamente contro Silvio Berlusconi, che Lo nomini ministro al posto di Angelino Alfano nel nuovo governo Letta bis

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Partira’ da Bronte la proposta del nuovo governo. Il Letta bis nascera’ con l’accordo degli amici di Castiglione cioe’ Pippo Pagano, Torrisi e Gibiino ai quali si aggiungeranno tanti altri dissidenti di Berlusconi. Questa per Silvio e’ stata l’ultima mossa prima di entrare nelle patrie galere. Verra’ sicuramente inserito accanto al grande Toto’ Cuffaro che con tanta dignita’ sta pagando anche le sue colpe.

Il piano di Letta con il Quirinale:
“Un altro esecutivo con parte del Pdl”

Alle Camere per una nuova fiducia. I numeri di Palazzo Chigi. Paura per quel che accadrà domani sui mercati

di FRANCESCO BEI

Lo leggo dopo
Il piano di Letta con il Quirinale:  "Un altro esecutivo con parte del Pdl"
Silvio Berlusconi 

I voti già ci sono. E sono voti del Pdl. Quando martedì Enrico Letta illustrerà al Senato il suo programma “per andare avanti fino al 2015”, scatterà l’ora X. A questo piano stanno lavorando in molti, già da ieri. E le notizie che arrivano dal fronte della “trattativa” sono positive. Tutta l’area centrista è in fermento, da Casini a Cesa fino al ministro Mario Mauro, per convincere “gli amici del Pdl” a mollare Berlusconi a un destino estremista alla Le Pen….

Anche nel Pd, da Violante a Cuperlo, da Fassina a Franceschini, si moltiplicano gli appelli ai moderati di Forza Italia per sostenere un nuovo governo di “Piccole Intese”.

In effetti a palazzo Chigi e al Quirinale l’allarme è massimo per quello che potrebbe accadere lunedì sui mercati con la crisi di fatto aperta: salita dei tassi, spread impazzito e nuovo downgrading dell’Italia, gli “uomini neri” della troika europea che detterebbero legge a Roma come ad Atene….

Per scongiurare la catastrofe il piano del premier è semplice…. La strategia è quella di addossare interamente a Berlusconi la responsabilità di quello che il capo del governo, in privato, definisce “un gesto da banditi”. Forza Italia dovrà votargli contro. E a quel punto si materializzerà al Senato… un nuovo gruppo di “responsabili” che manderà avanti l’esecutivo….

Potrebbe essere proprio il voto di fiducia al Letta bis l’atto di nascita di un nuovo centrodestra moderato ed europeo, con dentro anche Monti, Casini e Montezemolo. E qualche ministro del Pdl sarebbe in procinto di aderire. Ai moderati ex forzisti si aggiungerebbero anche alcuni transfughi del M5S….

Contro questa prospettiva lavora alacremente Berlusconi….

In verità qualche resistenza a portare avanti un esperimento ormai esaurito c’è anche nel Pd. Tutta l’area renziana guarda con sospetto l’idea di prolungare la legislatura chissà per quanto tempo…

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ed alla fine anche Giuseppe Castiglione si dimette da sottosegretario

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Governo Letta, dimissioni dei ministri Pdl: nel partito di B. vincono i falchi

Per tutto il giorno si cerca il varco che consenta di uscire dall’angolo in cui ci si è infilati con le dimissioni di massa dei parlamentari. Ma la dura risposta di Letta ha mandato su tutte le furie il Cavaliere. Quindi prevalgono Santanché, Verdini e Bondi. E le colombe rimangono spiazzate

Governo Letta, dimissioni dei ministri Pdl: nel partito di B. vincono i falchi

Caos nel Pdl dopo lo strappo di Silvio BerlusconiA sparigliare le carte è la nota con cui ilCavaliere invita i suoi ministri a lasciare il governo Letta. Una doccia fredda che gela le colombe. Sono i falchi oggi a vincere: passa la linea di Denis Verdini, Daniela Santanché e Sandro Bondi, riuniti ad Arcore in un gabinetto di guerra con il Cavaliere. Ma adesso si rischia la spaccatura. Del partito e, insieme, dei gruppi parlamentari. L’escalation si consuma nel pomeriggio. Per tutto il giorno la diplomazia del Pdl cerca il varco strettissimo che consenta di uscire dall’angolo in cui ci si è infilati con le dimissioni di massa dei parlamentari. Ma la dura risposta di Enrico Letta ha mandato su tutte le furie Berlusconi. Ed è sul suo umore nero che hanno la meglio i falchi.

Tra villa San Martino e Roma c’è un lungo braccio di ferro con i ministri ‘colombe’ per indurli a dimettersi. E alla fine arriva la nota, unilaterale: il leader del Pdl, che ha al suo fianco oltre agli avvocati i soli Verdini, Santanchè e Bondi, auspica il passo indietro. Dopo mesi di travaglio, la linea dura prevale. Da qui in poi, si punta alle urne. Con una campagna elettorale in cui battere sul tasto della persecuzione giudiziaria e ribaltare su Letta l’accusa di aver deciso l’aumento dell’Iva.

Angelino Alfano avrebbe dovuto macchiarsi del “parricidio” del suo padre politico e invece in pochi minuti diventa la vittima, commentano le colombe del Pdl. Il passo indietro viene compiuto e testimonia anche – sottolineano – che la linea della mediazione tenuta fin qui dai ministri non era dettata da attaccamento alla ‘seggiola’. “Rassegniamo le nostre dimissioni anche al fine di consentire un più schietto confronto e una più chiara assunzione di responsabilità”, scrivonoAlfano, De Girolamo, Lorenzin, Lupi e Quagliariello in una nota congiunta dettata dalla casa diAlfano, dove si riuniscono insieme a Cicchitto e Brunetta (manca solo Lupi). C’è, sottile, la speranza di avere ancora spazio di manovra, voce in capitolo.

Ma nel partito i nervi sono tesissimi. Parte un vortice di telefonate. Mai era accaduto che una decisione del genere venisse assunta unilateralmente, senza neanche consultare i dirigenti.Fabrizio Cicchitto esce allo scoperto e lo dice chiaro e tondo: serviva “una discussione approfondita”, la decisione doveva “essere presa dall’ufficio di presidenza del Pdl e dai gruppi parlamentari”, che sono stati invece esclusi. Ora il timore più grosso è una dolorosa spaccatura inParlamento. Anche i sottosegretari più recalcitranti, come Giuseppe Castiglione Alberto Giorgetti, si dimettono dal governo, con la delegazione Pdl. Ma criticano il metodo, tanto che Giorgetti chiede un chiarimento ad Alfano e intanto ritira la lettera di dimissioni da parlamentare.

E adesso si guarda con molta apprensione al Senato. Perché di fronte alla possibilità di un governo di scopo, l’ipotesi che un gruppo non così piccolo di ‘responsabili’ si stacchi e voti la fiducia, non appare peregrina. Le carte sono ancora coperte, ma i mal di pancia sono tanti e i segnali iniziano a emergere, non solo tra chi era già indiziato, come i senatori siciliani. E già i falchi guardano con sospetto colombe come Quagliariello. In prospettiva, potrebbe iniziare oggi la sfaldatura della rinataForza Italia. Il corteggiamento di centristi, montiani, montezemoliani è costante. La seduzione di un nuovo centrodestra moderato si fa ogni giorno più forte. In questa crisi di governo il Pdl ha un problema in più: la sua stessa sopravvivenza

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