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Archivi del mese: Giugno 2013

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E ora Ruby diventa un musical

Debutta a Viterbo lo spettacolo teatrale tratto dal libro di Tommaso Cerno ‘Inferno – la commedia del potere’. Ecco qui il brano in cui Karima El Mahorug parla in terzine dantesche, sulle note di Gualtiero Bertelli

(25 giugno 2013)

Ruby Rubacuori diventa un musical. E’ infatti la sua voce – interpretata da Rachele Colombo sulle note di Gualtiero Bertelli – ad aprire lo spettacolo teatrale dal libro ‘Inferno – la commedia del potere‘ di Tommaso Cerno, che esordirà al festival Caffeina di Viterbo, sabato 29 giugno, alle 21.30, in piazza Cappella.

La riscrittura in terzine dantesche della Commedia calata nell’Italia di oggi, edita da Rizzoli, è diventata così un concerto, che racconta i “dannati” della Seconda repubblica, le loro pene per contrappasso e la loro difesa, accompagnato da nove canzoni inedite scritte da Cerno e musicate da Bertelli. La Ruby di Bertelli canta su sonorità orientali, come una danza del ventre ambientata ad Arcore.

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Mora parla, per B. nuovi guai

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Rubygate

 

di Arianna Giunti

Terrorizzato all’idea di tornare in carcere, l’ex agente dei Vip in aula ha iniziato a raccontare quello che succedeva davvero ad Arcore scaricando tutta la responsabilità su Berlusconi. Parole che peseranno sull’appello del Cavaliere

(28 giugno 2013)

“Io ho frequentato Papa Wojtyla, Madre Teresa di Calcutta e Lady Diana. Però non c’è uomo al mondo più buono di Berlusconi”. Quando Lele Mora ha pronunciato questa frase erano passati pochi minuti dalla sentenza Ruby e una condanna pesantissima – sette anni e interdizione a vita dai pubblici uffici – si era appena posata sul capo dell’ex presidente del Consiglio. Da quel pomeriggio di quattro giorni fa, qualcosa è deve essersi mosso nella testa e nel cuore dell’ex talent scout dei divi, a sua volta finito nella burrasca giudiziaria nel processo Ruby bis, e che questa mattina in aula ha ammesso – stravolgendo di fatto tutte le precedenti dichiarazioni davanti ai magistrati e smentendo di fatto Berlusconi – gli abusi di potere che avvenivano durante le cene di Arcore.

L’unica cosa che ti fa voltare la faccia persino agli amici è la paura, diceva Frankiln Delano Roosvelt. E c’è da credere che sia proprio il caso dell’ex agente dei divi. Finito in carcere negli anni Ottanta per spaccio di droga a Verona, coinvolto nello scandalo Vallettopoli nel 2007 (poi prosciolto da ogni accusa), travolto dall’inchiesta Ruby e poi ancora arrestato per una bancarotta fraudolenta da otto milioni e mezzo di euro per la quale ha già scontato più di un anno di galera. Se c’è una persona che conosce l’inferno del carcere – e che farebbe di tutto pur di non finirci di nuovo dentro – quello è Lele Mora.

L’ex Re Mida del mondo dello spettacolo in questi ultimi tre anni ha perso tutto. Dalla sua agenzia LM Management divorata dai debiti fino alle sue proprietà immobiliari, case lussuose e locali notturni. Tanto per fare un esempio, risale a poche settimane fa lamessa all’asta dei sontuosi arredi del suo appartamento milanese. Mentre gli altri immobili che facevano capo alla Immobiliare Diana Srl (dichiarata fallita nel 2011) sono stati messi in vendita. Un intero impero che si è sgretolato sotto il peso delle indagini e di una gestione sregolata del denaro. “Ho vissuto sempre al massimo, come uno spendaccione”, ha dichiarato più volte l’ex impresario. 

Un “mea culpa” che ha ripetuto davanti ai giudici, quando è uscito dal carcere di Opera dopo aver patteggiato a 4 anni e 6 mesi, che è sgorgato come un fiume in piena anche questa mattina, alle ultime udienze del processo Ruby bis, durante la quale si è scaricato di un peso forse troppo grosso, ammettendo scenari di “degrado” che finora erano stati negati con convinzione da ogni altro imputato e testimone della difesa chiamato a ricostruire quello che accadeva nelle cene a villa San Martino. 

E così ora Berlusconi non è più un amico, o “l’uomo più buono di Papa Wojtyla”, ma un sultano davanti al quale lui è stato “passivo concorrente”. Un’ammissione in zona Cesarini che ha il retrogusto amaro di un voltafaccia, come già era stato con l’ex amico e sodale Emilio Fede e anche con Nicole Minetti, con i quali ora non si scambia più strette di mani né sorrisi. Lele Mora deve aver visto incombere su di lui lo spettro di un’altra condanna – altrettanto pensante di quella inflitta al Cavaliere – altri mesi di carcere, altri malesseri fisici, altro “cibo avariato”, come ha detto lui stesso in aula. 

“Io, Fede e la Minetti faremo la fine dei tre capponi dei Promessi Sposi, che beccano tra di loro nel sacco e alla fine finiscono in padella”, aveva dichiarato poco più di due anni fa, prima che gli agenti della Guardia di Finanza venissero ad arrestarlo. E mai profezia fu più azzeccata.

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Chiara e netta la decisione storica della Chiesa

Chiara e netta la decisione storica della Chiesa

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Interdizione perpetua dei pubblici uffici per Berlusconi, tradotto significa che non puo’ piu’ ricoprire incarichi istituzionali. Potrebbe essere il preludio della scomparsa del centra destra italiano. Soltanto l’acume intellettivo di qualche personaggio di rilievo nazionale potrebbe evitare il disastro. Solo una cosa bisogna fare, lasciare che Berlusconi affoghi, politicamente parlando, da solo. Se il PDL fara’ azioni per difendere la posizione del suo leader avra’ la sentenza del popolo italiano per il definitivo tramonto. Che strana coincidenza: la Sicilia l’ha aiutato adesso la Sicilia lo distruggera’. Silvio a Bronte diciamo: ” quandu u bo e’ o macello tutti currunu cu cutellu”. Adesso gli amici inizieranno a girarti le spalle e la tua anima persa iniziera’ a girovagare il mondo in cerca di un approdo che non trovera’ mai.

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Anche l’Anas era contro il progetto della 284

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Indagometro siciliano aggiornato al 20/06/2013

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Non aveva aderito a nessun partito

A GENOVA

Pensionata di 80 anni ruba la carne «per fame»
Condannata a due mesi e venti giorni

La difesa della donna: «Non avevo i soldi. A stento riesco a comprarmi il pane». I furti «per necessità» aumentati del 20%

 

Si era avvicinata alla cassa per pagare la spesa. Nel carrello aveva messo il pane e la pasta: i prodotti che si poteva permettere. Quelli più costosi invece – la carne, i biscotti, una bottiglia di limoncello – se li era infilati in borsa. Un «furtarello» di appena 20 euro, commesso per «necessità» da una anziana genovese di 80 anni. Vedova, ex segretaria, la donna si è difesa così: «Non avevo i soldi. A stento riesco a comprarmi il pane». Accusata di furto aggravato, è stata condannata a due mesi e 20 giorni di reclusione. 

INDIGENTE – Il suo avvocato aveva invocato per la donna lo stato di necessità a causa di un’indigenza economica evidente: ma non è servito a farle evitare la condanna. Secondo il giudice infatti, il fatto che tra gli articoli non pagati ci fossero oltre alla carne anche beni come i dolci e il liquore, significa che l’anziana, residente nel quartiere di Castelletto, non ha rubato per sfamarsi.

FURTI PER FAME – Una storia di ordinaria povertà, ma non si tratta di un caso isolato. Secondo polizia e carabinieri le denunce per furto di generi alimentari sono aumentate del 20 per cento in un anno. E alle statistiche delle forze dell’ordine si devono aggiungere anche i casi che i commercianti non denunciano. Ed è capitato anche che siano stati i carabinieri, chiamati in seguito ad una denuncia, abbiano pagato il conto.

Redazione Online16 giugno 2013 | 18:49© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Rimborsati al datore di lavoro del DOTTORE Saitta Nunzio circa € 5.000,00 per l’anno 2011

saitta

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Questo articolo era stato pubblicato il 25/04/2013, adesso lo ripropongo dopo l’esito dei risultati elettorali del 9 e 10 Giugno 2013. ****** Bisogna pero’ sapere su chi lo lancia Spatafora. Ritengo che la situazione elettorale a Maletto sia molto confusa e tra i tre litiganti il quarto ne godera’. Si parla di quattro candidati a Sindaco di cui tre di area centro destra ed uno di sinistra, quindi se consideriamo che il gruppo politico di centro sinistra a Maletto e’ sempre stato compatto ed unito contando circa 1.000 voti di preferenza i restanti 1.500 voti dovranno ripartirsi tra gli altri tre candidati del centro destra. La matematica non e’ un opinione e porta ad un risultato di circa 500 preferenze a testa per i tre, poi se ci sara’ oscillazione di 100 o 200 voti tra candidato questi verranno spostati sempre dallo stesso bacino elettorale del centro destra. La scelta di tre candidati nell’area del centro destra e’ assolutamente sbagliata a mio avviso e cio’ portera alla vittoria matematica dell’unico candidato di sinistra. Davanti ai numeri bisogna sempre fare un passo indietro nel senso che i tre candidati del centro destra si chiudono dentro una stanza e dopo aversele date di santa ragione, politicamente parlando, escono fuori con una candidatura a Sindaco e gli altri decideranno di fare il Vice Sindaco e qualche assessorato di rilievo, diversamente consegneranno il paese di Maletto per dieci anni al centro sinistra. Buona Fortuna e che qualcuno vi illumini

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COMUNALI

Maletto si prepara alle urne
De Luca lancia Spatafora

Mercoledì 24 Aprile 2013 – 19:31 di 

Maletto si prepara alle urne De Luca lancia Spatafora

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Giuseppe De Luca, sindaco uscente di Maletto, in vista delle prossime elezioni comunali traccia un bilancio dei suoi due mandati alla carica di primo cittadino. Il suo erede? Per De Luca il candidato ideale è il giovane Giuseppe Spatafora.

MALETTO – A Maletto, è periodo di fragole e di elezioni, ma prima di conoscere chi saranno i candidati alla poltrona di primo cittadino, abbiamo voluto, contattare il sindaco Giuseppe De Luca, che è arrivato alla scadenza naturale del suo secondo mandato, dopo essere stato per due volte, anche vice sindaco del comune.Sindaco De Luca, può tracciare un ritratto prima e dopo del Comune di Maletto, insomma, come ha trovato Maletto e come lo lascia?Maletto è una cittadina agricola che aveva tanti problemi, ma dopo dieci anni la lascio, avendo raggiunto qualche obiettivo, uno di questi è stato il raggiungimento della metanizzazione, inseguito per trent’anni da tutte le amministrazioni e noi siamo riusciti a portarla a termine, durante il mio primo mandato. Poi siamo riusciti a realizzare opere di decoro urbano, infatti, abbiamo rifatto delle piazze. Nello stesso tempo, abbiamo lavorato per lo sviluppo dell’agricoltura, infatti, come è noto, Maletto, è il paese della fragola e noi abbiamo cercato di sviluppare questo prodotto sia nel campo della produzione, che in quello della trasformazione ed infine in quello della commercializzazione. Per farlo, durante queste due legislature, abbiamo composto un consorzio con tutti i produttori, ed ora, con loro stavamo lavorando, per ottenere la disciplinare di produzione che permette l’utilizzo del marchio DOC per la nostra fragola e così, chi verrà dopo di me, potrà proseguire su questa strada. Inoltre, abbiamo pubblicizzato negli anni, la fragola, in maniera esponenziale, attraverso la nostra “Sagra delle fragole” che da quando è partita ad oggi, ha totalizzato più di centomila presenze, questo fa sì, che le nostre fragole, siano conosciute non solo nella nostra provincia, ma in tutta la Sicilia ed attraverso i gemellaggi, con altri paesi produttori di fragole, abbiamo portato Maletto, oltre i confini dell’isola. Io ho cercato di dare tutto me stesso alla mia comunità e mi reputo soddisfatto per quello che sono riuscito a fare. Purtroppo lascio in un periodo di crisi globale, che ha delle ripercussioni anche qui, anche se sono cose, che non possono essere imputate all’amministrazione. Questa crisi, ha fatto perdere anche un po’ di entusiasmo quindi.Il M5S ha fatto boom anche a Maletto?Anche qui, sono arrivati i grillini, che hanno ottenuto il 20%, ma devo sottolineare, che il Pdl, che è il partito al quale appartengo, ha tenuto benissimo, perché è risultato ancora una volta il primo partito anche a queste ultime tornate elettorali. La politica tradizionale a Maletto regge.

Passiamo alla cronaca recente. Può dirci qualcosa di più sulla vicenda dei dipendenti assenteisti?

Questa è stata una brutta pagina. Io voglio dire che Maletto non è questo. Purtroppo, questa vicenda mostra una cattiva immagine del paese. Ancora non ci sono comunque delle grosse novità. Sono state prodotte le controdeduzioni per quanto riguarda i dipendenti.

Lei, è anche vice presidente del Parco dell’Etna, che di recente, ha ritrovato una presidenza stabile, inoltre, il Parco, è prossimo a raggiungere traguardi importanti. Lei pensa a qualche azione che possa rilanciare il Parco?

Per alcuni, il Parco è una palla al piede, mentre bisognerebbe capire che rappresenta un volano per lo sviluppo, perché questa nostra zona, è la più bella dell’Etna, ed è da utilizzare e non sfruttare, per avere un valore aggiunto, il mio comune ha presentato dei progetti per dei percorsi naturalistici. Poi c’è il progetto denominato Porta dell’Etna, già finanziato dal Gal e stiamo per iniziare i lavori. Noi, speriamo che con questa presidenza possa esserci una buona intesa.

Sosterrà la candidatura a sindaco di?

Di un giovane di 27 anni, laureato in giurisprudenza, con già alle spalle, l’esperienza di Presidente del Consiglio Comunale, svolta proprio in questi 5 anni, si tratta di Giuseppe Spatafora e questa candidatura, rappresenta la politica bella e giovane.

Ultima modifica: 24 Aprile ore 20:08
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In questi casi penso che si facciano le ” condoglianze” politiche al Sen.Firrarello per aver perso i sindaci dei Comuni di Catania, Maletto, Randazzo e Piedimonte Etneo, tutti passati al centro sinistra. Cari Concittadini brontesi per Bronte dovete solo avere la pazienza di attendere altri due anni per mandare a casa questa fallimentare amministrazione Firrarelliana

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