Archivi del mese: Gennaio 2013

Sicilia e la “tumpulata” del governo nazionale: declassati Fontanarossa e Comiso. Da Catania appello “forzuto” del sindaco Stancanelli che convoca…

30 gennaio 2013, 23:21

stancanellimuscoliDi fronte all’ennesimo atto di disprezzo di Roma, tutti a “piangere”. E a chiedere interventi, per cominciare al governatore “rivoluzionario”.

E il primo cittadino di Catania, in campagna elettorale, “mostra i muscoli”. Panico nella capitale? Aiuto, arriva Stancanelli!

Ecco le parole, le solite parole di una “classe dirigente” che incassa una “mala cumpassa” al giorno…E dire che a Fontanarossa c’è il “nuovo che avanza”….

a cura di iena miscredente 

“Il ministro Passera rimuove un’altra volta la Sicilia orientale e danneggia Catania con un atto d’indirizzo per il nuovo piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale che non considera più lo scalo di Catania di rilevanza strategica, privando così l’aeroporto di ogni opportunità di sviluppo del quarto scalo in Italia per transito di passeggeri, su cui esistono progetti di ampliamento e ammodernamento allo stato avanzato “. Lo denuncia il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli che annunzia ferma opposizione a questo disegno. “Un’ingiustizia grossolana che bloccheremo –ha aggiunto Stancanelli-, che ci auguriamo non sia sta perpetrata con l’aiuto e la garanzia fasulla di qualche manina domestica”.
Il sindaco Stancanelli ha annunciato per sabato mattina una riunione di tutte le forze sociali, sindacali e produttive cittadine per realizzare un fronte unitario di contrasto a questo sciagurato disegno.
Questo il comunicato dell’ufficio stampa.

Un’altra truffa ai danni della Sicilia Orientale. Declassati gli aeroporti di Catania e di Comiso nel nuovo Piano per lo sviluppo aeroportuale varato dal ministro dei Trasporti Corrado Passera che fissa a 31 gli scali di interesse nazionale.
Ferma protesta del presidente di Confcommercio Sicilia Pietro Agen per le decisioni europee e nazionali che di fatto hanno declassato la Sicilia Orientale ad area marginale per quanto riguarda il trasporto aereo.
“È necessaria – dice Agen – una grande mobilitazione delle forze sociali e delle rappresentanze politiche per far capire che il sistema aeroportuale Catania / Comiso rappresenta un unicum che serve sette province siciliane, un elemento essenziale per lo sviluppo dell’isola e, non dimentichiamolo, un elemento strategico per impedire che in caso di eruzione dell’Etna l’intera area ionica resti di fatto isolata con danni probabilmente irreparabili. È inutile parlare di turismo senza infrastrutture adeguate, facciamolo capire a chi di dovere”.

Questa la presa di posizione di Pietro Agen, presidente regionale di Confcommercio.
Proteste anche dagli amici di Crocetta, dagl industriali che hanno in mano Fontanarossa. E proteste anche da tanti altre associazioni di categoria, come Apindustrie Catania e Confersercenti, per non parlare di tanti parlamentari: Toti Lombardo, Salvo Pogliese, Nello Musumeci e Gino Ioppolo.
E il governo regionale?

“Non condividiamo, e lo evidenzieremo con forza a
cominciare dalla conferenza unificata, l’atto unilaterale di un governo
dimissionario che stravolge l’assetto delle pianificazioni regionali
trasportistiche penalizzando il territorio e vanificando investimenti
realizzati con risorse comunitarie dello Stato, delle Regioni e degli EE.LL. Il
governo aveva sottoscritto più di un impegno con la Regione e da ultimo, nell’
accordo del 2010, per l’inserimento di Comiso nella rete degli aeroporti
nazionale, così come, prevedeva anche lo studio di ENAC”Lo dice l’assessore
alle Infrastrutture Nino Bartolotta, esprimendo una posizione condivisa dal
governo regionale.

Avanti con la prossima figuraccia…

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Complimenti a Carlo Cittadino

DELIBERA ANNULLATA

Collegio dei revisori dei conti
Il Tar reintegra Cittadino

Giovedì 31 Gennaio 2013 – 18:48 di 

Il Tribunale amministrativo regionale reintegra Calogero Cittadino al posto di Massimiliano Lo Certo all’interno del Collegio dei revisori dei conti del Comune di Catania.

Calogero Cittadino

CATANIA – La recente nomina del Collegio dei revisori dei conti del Comune di Catania è stata annullata. Sulla delibera approvata dal Consiglio comunale lo scorso 26 novembre, infatti, si è pronunciato il Tar, in seguito al ricorso presentato da Calogero Cittadino, revisore uscente, unico non riconfermato (al suo posto è stato infatti eletto Fabio Sciuto), contro il Comune di Catania e nei confronti di Massimiliano Lo Certo, revisore uscente riconfermato.

Alla base della contestazione, le modalità stabilite per l’elezione del nuovo Collegio: i consiglieri comunali hanno infatti espresso la propria preferenza utilizzando una scheda suddivisa in tre elenchi: quello dei revisori, quello dei ragionieri commercialisti e quello dei commercialisti. Una modalità, secondo Cittadino, non più legittima, dopo l’approvazione della nuova normativa.

Ultima modifica: 31 Gennaio ore 19:02
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‘ANNUNCIO DEL PRESIDENTE CROCETTA

“Elezioni provinciali il 21 aprile”
Ed è subito polemica

Giovedì 31 Gennaio 2013 – 21:27 di 

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Il governatore ha deciso di fissare per il 21 e 22 aprile il rinnovo di giunte e consigli comunali e provinciali. Non ci sarà il tempo per approvare la riforma delle Province. E l’opposizione attacca: “Crocetta non vuole i tagli. Lui pensa solo al suo movimento politico”.

crocetta, Nello Musumeci, Province

Il presidente della Regione Rosario Crocetta

PALERMO – Una lunghissima, e probabilmente caldissima campagna elettorale. L’annuncio del Presidente Crocetta ha spiazzato tutti. E ha, di fatto, certificato già una cosa: la discussione sul bilancio avverrà con le elezioni alle porte. Non si tratta delle Politiche, ma delle Amministrative. Il governatore ha infatti annunciato le date di questa tornata elettorale: 21 e 22 aprile. Con un mese di anticipo rispetto alla naturale scadenza di alcune di queste amministrazioni. Ed è già polemica.

Già, perché, innanzitutto, la decisione di Crocetta ha sorpreso tutti.Ma proprio tutti. Persino esponenti della maggioranza che raccontano: “Avevamo un accordo di massima: si doveva votare a fine maggio”. E non solo. Col presidente dell’Assemblea regionale Giovanni Ardizzone, s’è decisa la calendarizzazione della discussione sui ddl di riforma delle province per il 6 marzo. Un appuntamento quasi inutile, ormai. Quelle riforme, alla prossime elezioni, non serviranno.

Riforme che nascevano dalle necessità di spending review imposte dal governo nazionale. La Sicilia, che ha competenza esclusiva sugli enti locali, avrebbe dovuto adeguarsi a quella norma (con la conseguente abolizione di alcune province come Enna e Trapani), o intervenire con un proprio disegno di legge. E in effetti i ddl esistevano. Ed erano diversi. Alcuni avevano accolto le proposte dell’Urps, l’Unione delle province, che spingeva per la creazione di tre aree metropolitane (Palermo, Catania e Messina), e per il mantenimento delle restanti sei province, che, acquisendo i Comuni rimasti fuori dall’area metropolitana, avrebbero superato i limiti di estensione e popolazione fissati dal decreto Monti. Altre proposte, invece, puntavano sul mantenimento di tutte le province, ma passando attraverso una pesante cura dimagrante riguardante il numero di assessori e consiglieri, stipendi, spese di gestione. È il caso, ad esempio, del ddl proposto dalla Lista di Musumeci e di quelli avanzati dai deputati Forzese e Turano.

Tutto inutile. Perché i risparmi non ci saranno nell’immediato. O per lo meno, non saranno quelli proposti nei disegni di legge. “I tagli – ha detto oggi in conferenza stampa Crocetta – li faremo comunque. Elimineremo doppioni e assessorati inutili. Toglieremo alle Province alcune competenze, come quelle sulla manutenzione delle scuole”.

Rassicurazioni che, al momento, non rassicurano nessuno. Sono in tanti, anzi, a vedere nella mossa di Crocetta una manovra puramente “politica”. “Crocetta – ha detto ad esempio Nello Musumeci – anticipa di due mesi le elezioni amministrative perché teme che le sue liste arrivino debilitate al voto. Noi andremo avanti col nostro disegno di legge di riforma sulle province – ha aggiunto Musumeci – che consente di dare maggiori compiti a questi enti, con costi decisamente minori rispetto agli attuali e servizi più a misura del cittadino”. “L’improvvisa, e non concordata con nessuno, anticipazione della data prevista per le elezioni amministrative – ha detto il segretario regionale del Partito dei Siciliani Rino Piscitello – rappresenta la prosecuzione naturale della strategia delle promesse a strascico alla quale si sta dedicando con passione il Presidente della Regione, evidentemente trascinato dall’illusione di risultati positivi per le sue liste. Se il voto fosse slittato a giugno i numerosi e recentissimi clientes avrebbero preteso il mantenimento degli impegni, cosa impossibile atteso che ogni strapuntino é stato pluripromesso. Il voto ad aprile – ha proseguito – consente invece di chiedere a tutti di portare pazienza a causa della prosecuzione del clima elettorale. Il fatto che si mette a rischio la riforma delle province per Crocetta non ha alcuna importanza a fronte dei suoi interessi elettorali. Nulla da dire. Siamo in presenza di un professionista della vecchia politica che non teme confronti”.

Al momento, quattro province su nove sono commissariate: si tratta di Ragusa, Caltanissetta, Trapani e Catania. In scadenza in primavera, invece, giunte e consigli delle restanti cinque province. Ma anche in quel caso, si andrà al voto anticipato. Il 21 aprile. Quarantacinque giorni prima, scatterà l’indizione dei comizi. Da quel momento non si potrà più apportare alcuna modifica alla legge sull’elezione in quegli enti. Quarantacinque giorni prima delle elezioni significa, calendario alla mano, 6 marzo. Proprio il giorno in cui l’Assemblea aveva previsto la discussione sulla riforma delle Province. Riforma inutile. Il presidente ha deciso così.

Ultima modifica: 31 Gennaio ore 22:25

ELEZIONI

Comunali e provinciali
In Sicilia il 21 e 22 aprile

Giovedì 31 Gennaio 2013 – 18:20

L’ eventuale ballottaggio si terrà il 5 e il 6 maggio. Si vota a Catania, Messina e Siracusa

PALERMO –  Voto anticipato per le amministrative in Sicilia, rispetto al resto d’Italia dove si andrà alle urne il 26 e il 27 maggio. “La giunta regionale ha stabilito la data di elezioni comunali e provinciali al 21 e 22 aprile” prossimi ha annunciato il capo della segreteria tecnica della Presidenza della Regione siciliana, Stefano Polizzotto. L’ eventuale ballottaggio si terrebbe quindi il 5 e il 6 maggio successivo. Tre i grandi Comuni al voto Catania, Messina e Siracusa. Le Province attualmente commissariate sono quelle di Catania, Caltanissetta, Ragusa e Trapani, ma se non dovesse passare la legge per il loro riordino si dovrebbe andare al voto in tutti e nove gli Enti.Per seguire le elezioni si Twitter il nostro hashtag ufficiale è #LiveEleCt

Ultima modifica: 31 Gennaio ore 18:27

LE CONTESTAZIONI UDC

Leanza: “La data del voto
non si decide in solitaria”

lino leanza
POLITICA 31 gennaio 2013

di Redazione

Il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, rispettoso del suo ruolo istituzionale ha usato la formula “apprendo dalla stampa”. Il capogruppo dell’Udc all’Ars, Lino Leanza, invece, non usa eufemismi: “A chi e a che cosa giova decidere in solitaria la data delle elezioni amministrative?”. La scelta annunciata questo pomeriggio dal capo della segreteria tecnica della presidenza della Regione, Stefano Polizzotto mentre il presidente Crocetta era in Procura a presentare l’ennesima denuncia sul malaffare all’interno della struttura regionale, non va proprio giù. E ai rilievi tecnici posti da Ardizzone che ha sottolineato in una nota la contemporaneità della sessione di bilancio, calendarizzata dall’ufficio di presidenza dell’Ars con la data del voto per le amministrative siciliane, si aggiungono quelli “politici”.

Evidentemente il presidente Crocetta non ha avvertito alcuno dei suoi “alleati” e nemmeno – per bon ton elettorale – nessuno degli avversari politici, tutti in gara per una campagna elettorale che dura ininterrottamente da un anno, fra passate elezioni amministrative, regionali, politiche e di nuovo amministrative.

“Io credo che una maggiore attenzione alle scadenze – aggiunge Leanza – sia più che necessaria anche in virtù del fatto che le procedure per arrivare al voto amministrativo cadrebbero in un momento di massimo impegno per l’Assemblea regionale”.

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Racket delle estorsioni a Librino Santo La Causa manda in carcere sei santapaoliani

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OPERAZIONE DEI CARABINIERI

Giovedì 31 Gennaio 2013 – 09:55 di 

Sei persone affiliate al Clan Santapaola Ercolano sono state arrestate dai carabinieri in esecuzione di un provvedimento della Dda di Catania. L’indagine è scaturita dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Santo La Causa ed è stata eseguita dal nucleo provinciale dell’Arma con a capo il comandante Giuseppe La Gala sotto il coordinamento del procuratore capo Giovanni Salvi.

Santo La Causa, collaboratore di giustizia

CATANIA. Un pizzo da 200 euro cash. Ogni mese. Costretti a dovere pagare per non avere “disturbo”. Sono state le rivelazioni dell’ormai ex boss Santo La Causa a dare una svolta all’attività d’indagine dei carabinieri del Comando provinciale etneo. I militari hanno fermato, su ordine della Procura della Repubblica di Catania in coordinamento con la Dia, sei persone con l’accusa di “reato d’estorsione aggravata dal metodo mafioso”. La Causa avrebbe indicato una tra le vittime del racket delle estorsioni: l’esercente di un bar di Librino obbligato a consegnare ogni trenta giorni ai suoi aguzzini la “modica” somma di 200 euro. I carabinieri per cogliere con le mani nel fatto gli estortoti hanno predisposto un servizio ad hoc.

Davide Finocchiaro

Tre giorni fa al bar il 27enne Davide Enrico Finocchiaro si presenta per riscuotere la quota mensile destinata al clan che gli investigatori riconducono al Santapaola-Ercolano. L’uomo entra nel locale e fa un cenno al proprietario e con fare circospetto si fa consegnare il denaro contante. All’uscita i carabinieri del Reparto Operativo lo braccano con i soldi addosso. Arrestato in flagranza di reato.

Il pizzo veniva pagato ininterrottamente dal 2004. Ma l’indagine della Procura non si è fermata qui. La capillare ricomposizione delle minacce e del pizzo versato negli ultimi otto anni, resa possibile sembrerebbe proprio dalle dichiarazioni di Santo La Causa, ha consentito di identificare coloro che nel tempo si sono alternati per la riscossione delle mazzette. La Direzione Distrettuale Antimafia ha così emesso il provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di altri sei soggetti tutti ritenuti appartenenti al clan Santapaola-Ercolano nonché responsabili del reato di estorsione, aggravata dal metodo mafioso. Si tratta di: Salvatore Aiasecca, Salvatore Davide Licciardello, Angelo Mirabile, Gerardo Salvatore Marro, Orazio Papale, Davide Seminara. Tutti gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Bicocca.

Ultima modifica: 31 Gennaio ore 14:22

Racket delle estorsioni a Librino Santo La Causa manda in carcere sei santapaoliani

 

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Pullman contro Tir sulla Palermo-Mazara

SULLA PALERMO-MAZARA

Dieci studenti feriti, una ragazza in gravi condizioni

Giovedì 31 Gennaio 2013 – 09:28 di 

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Scontro sulla Palermo-Mazara tra un pullman che portava studenti di Salemi che si recavano a scuola a Castelvetrano e un Tir. Dieci studenti feriti. Una ragazza ricoverata al ‘Civico’ in gravi condizioni, ma non rischia la vita. LA NOSTRA DIRETTA. (Foto courtesy di Filenews)

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Il pullman distrutto (foto di File News)

TRAPANI – Un pullman che trasportava trenta studenti di Salemi, che dovevano andare a scuola a Castelvetrano, si è scontrato stamattina all’interno della galleria Santa Ninfa, sull’autostrada A/29, Palermo-Mazara del Vallo (Tp), con un grosso autoarticolato. Erano le sette e mezza.

Circa dieci ragazzi, tutti tra i quindici e i sedici anni, sono rimasti feriti, tra cui una 16enne in gravi condizioni che è stata trasferita con l’elisoccorso nell’ospedale Civico di Palermo. La giovane ha riportato un trauma cranico facciale. “Ma non c’è pericolo per le sue condizioni cerebrali”, precisano dal nosocomio palermitano. Pochi minuti fa la ragazza è stata sottoposta a una tac il cui risultato è negativo: “Siamo ottimisti – aggiungono dal Civico. Nonostante si tratti di un trauma notevole perché ha battuto violentemente la testa, possiamo pensare in positivo, ma dovrà anche subire un intervento chirurgico per il femore ed il bacino”. Dopo l’esame, la sedicenne è stata trasferita al reparto di Seconda Rianimazione, dove viene tenuta sotto stretto controllo. Non è in pericolo di vita.

Secondo le prime notizie, il pullman era privato. I genitori l’avrebbero finanziato per le difficoltà di reperire un pullman di linea.

Ultima modifica: 31 Gennaio ore 14:28
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Comune di Bronte – albo pretorio del 29 e 30/01/2013

N 165) Elezioni Politiche di Domenica 24 febbraio e Lunedì 25 Febbraio 2013
Convocazione della Commissione Elettorale Comunale per la nomina degli scrutatori (Giorno 01 Febbraio 2013 ore 15,30)
30/01/2013 01/02/2013
N 166) Determinazione N 5 del 28-01-2013 IV Area
Impegno di spesa e pagamento fattura ENI S.P.A. Divisione GAS & Power per il periodo 18/10/2013 al 17/12/2012 – Centro ricreativo anziani
30/01/2013 14/02/2013
N 167) Determinazione N 6 del 29-01-2013 IV area
Pagamento canone TV Centro ricreativo disabili anno 2013
30/01/2013 14/02/2013
N 168) Determinazione N 7 del 29-01-2013 IV Area
Pagamento canone TV al Centro Ricreativo Anziani di P.zza Cappuccini 2 per l’anno 2013
30/01/2013 14/02/2013
N 169) Determinazione N 8 del 29-01-2013 IV Area
Impegno spesa per INAIL a saldo 2012 acconto 2013 per progetti rivolti a persone svantaggiate
30/01/2013 14/02/2013
N 170) Determinazione N 8 del 28-01-2013 VIII Area
Servizio di ricovero, custodia e recupero cani randagi in conformità alla legge n. 281/91 e s.m. espletato dalla Mister Dog s.r.l. Liquidazione fattura relativa al mese di dicembre 2013. CIG:38097988C2 – CUP:D99E11003730004
30/01/2013 14/02/2013
N 171) Determinazione N 9 del 28-01-2013 VIII Area
Impegno spesa e pagamento all’ATO – CT1 – Joniambiente Spa del costo complessivo del servizio di igiene urbana relativo all’acconto del mese di dicembre anno 2012
30/01/2013 14/02/2013
N 164) Riscossione Sicilia S.p.A.
Avviso di Vendita Immobiliare. Reg. Cron.N 16 Rep N° 146/2013
29/01/2013 14/06/2013
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Mps, profumo di manette

In edicola sul Fatto del 30 gennaio: “Mps, profumo di manette”

Le anticipazioni del Fatto Quotidiano del 30 gennaio. Il ministro dell’Economia,Vittorio Grilli, ha riferito in commissione Finanza sul caso Mps spiegando che il sistema è solido e che gli aiuti di Stato sono stati concessi perché lo ha chiesto la Ue. E che comunque non si tratta di un salvataggio. Intanto nell’affaire entra anche labanda del cinque per cento. Questo il soprannome affibbiato al tandem composto dall’ex capo della finanza di Mps, Gianluca Baldassarri e dal responsabile della filiale di Londra della banca senese, Matteo Pontone, soprannominato così dallapercentuale percepita su ogni operazione. A rivelarlo è stato Antonio Rizzo, ex funzionario della banca tedesca Dresdner, sentito il 13 ottobre 2008 dai pm di Milano nell’inchiesta sulla finanziaria svizzera Lutifin. La società di brokeraggio con sede a Lugano che ha intermediato con un guadagno di 600mila euro un’operazione del 2007 con Dresdner Bank su un prodotto finanziario venduto da Mps e poi ricomprato. Mentre il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, risponde all’attacco di Beppe Grillo che ha chiesto le sue dimissioni avvertendo che il Movimento 5 Stelle chiederà l’istituzione di una commissione d’inchiesta su Mps, il Partito democratico teme sempre di più la beffa elettorale soprattutto dopo l’acquisto di Mario Balotelli al Milan. Secondo i politologi vicini a Silvio Berlusconi, l’arrivo dell’attaccante ai rossoneri porterà al Pdlun bonus di un punto percentuale alle prossime elezioni. Ci vediamo ‘In edicola’: ogni sera le anticipazioni su ilfattoquotidiano.it (riprese e montaggio Paolo Dimalio,Samuele Orini, elaborazione grafica Pierpaolo Balani). Tutte le offerte di abbonamento al Fatto Quotidiano

29 gennaio 2013

Mps, Baldassarri e la banda del 5%
I pm senesi: “La situazione è incandescente”

L’ex capo della finanza, avrebbe guadagnato una percentuale su ogni operazione. Secondo Antonio Rizzo, ex funzionario della banca d’affari Dresdner, sentito il 13 ottobre 2008 dai pm di Milano, la “commissione” per fare affari con il Monte dei Paschi era del 5% e doveva essere corrisposta a Baldassarri e a Matteo Pontone, il riferimento di Mps a Londra. La Lutifin incassa in realtà lo 0,5% pari a 600mila per una intermediazione da 120milioni di euro di un bond dell’Mps

Lo leggo dopo

MILANO – Gianluca Baldassarri e Matteo Pontone, rispettivamente all’epoca capo della finanza di Mps e responsabile della filiale di Londra di Monte dei Paschi di Siena, erano conosciuti come “la banda del cinque per cento perché su ogni operazione prendevano tale percentuale”. A rivelarlo nell’inchiesta milanese sulla finanziaria svizzera Lutifin che riguarda anche un derivato comprato da Mps a Dresdner è Antonio Rizzo, ex funzionario della banca d’affari tedesca, sentito il 13 ottobre 2008 dai pm di Milano. Le carte ora sono passate ai pm senesi. “La situazione è esplosiva e incandescente, stiamo parlano del terzo gruppo bancario italiano”, ha sostenuto il procuratore di Siena, Tito Salerno. Il ministro dell’economia, Vittorio Grilli, tende invece a gettare acqua sul fuoco.

Quanto all’inchiesta, nel verbale, Rizzo racconta di un incontro che si svolse nel 2007 tra lui, il suo superiore Lorenzo Cutolo e Massimilano Pero, che si occupa all’interno di Dresdner della vendita di prodotti finanziari strutturati, durante il quale “Pero caldeggiava l’operazione di riacquisto di un pacchetto di titoli ristrutturato da Mps Londra”. L’operazione ha portato alla Lutifin una commissione di 600mila euro sul riacquisto di una note dal Monte dei Paschi di 120milioni. “Nell’occasione – racconta Rizzo – si venne a sapere che Dresdner per l’operazione avrebbe pagato una somma di intermediazione a tale Lutifin. Cutolo rimase sorpreso e disse che era assurdo pagare un’intermediazione per un affare che Dresdner poteva fare tranquillamente da sola”. Rizzo spiega poi di avere saputo dopo Natale che, nonostante l’opposizione di Cutolo, il pagamento di Lutifin era stato autorizzato dal suo superiore, Stefan Guetter. “Parlai della cosa con Cutolo il quale mi disse di farsi i fatti propri senza nulla dire all’organismo di controllo interno della banca. Cutolo mi disse che lui aveva provato a fare qualcosa ma che aveva rischiato il licenziamento”.

Rizzo aggiunge di avere esposto nel marzo 2008 quanto accaduto all’organismo di controllo di Dresdner e poi di essere andato a cena con Michele Cortese, che si occupava della vendita di prodotti finanziari all’interno della filiale londinese di Dresdner. “Cortese sostanzialmente mi ha detto – prosegue – che a suo avviso, ma il fatto sembrava notorio, Pontone e Baldassarre avevano percepito un’indebita commissione dell’operazione per il tramite di Lutifin. Mi disse anche che i due erano conosciuti come la banda del cinque per cento perché su ogni operazione prendevano tale percentuale”.

La Lutifin e la commissione da 600mila euro. Sulla società ha fatto luce il Nucleo di Polizia tributaria di Milano. Gli amministratori sono Paolo Fabrizio Biaggi, Monica Muto, Paolo Nalesso e Dolicardi Matteo, gestore del ristorante Convivendo di Milano. Al Biaggi farebbero capo una trentina di società con sedi che, oltre all’Italia, vanno dal Lussemburgo alla Svizzera, dall’Inghilterra all’Austria. Il 18 gennaio 2007, la Lutifin avrebbe firmato un contratto di consulenza con la filiale londinese di Dresdner Bank per la ricerca di potenziali investitori per l’istituto di credito.

“Al buon esito dell’attività di consulenza – scrivono le Fiamme Gialle – da parte della Lutifin, il pagamento di una fee pari allo 0,5% dell’ammontare nozionale dei titoli ceduti da Monte dei Paschi di Siena a Dresdner Bank”. La Lutifin per il suo lavoro avrebbe fatturato alla Dresdner un importo di 600mila euro per l’intermediazione di una securities notes del Monte dei Paschi di 120milioni di euro rilevata a Dresdner, attraverso la Skylark, una controllata della banca con sede alle Cayman. I test sentiti dalla procura di Milano, avrebbero dichiarati che tale cessione non era altro che un riacquisto titoli in precedenza ceduti da Dresdner allo stesso Monte dei Paschi. “Il pagamento – si legge nella nota della Gdf – era stato eseguito contro ogni logica commerciale (dal momento che l’operazione – per la sua stessa natura – nn ncessitava di un intermediario) e su esplicito volere di Dresdner”.

Le indagini hanno poi evidenziato che la Lutifin era stata utilizzata come veicolo per effettuare pagamenti riservati nei confronti di alti dirigenti del Monte dei Paschi, in cambio dell’acquisto di un pacchetto di titoli che presentevano forti perdite. Così facendo Dresdner scaricava i rischi sulla banca senese.

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IL PROCURATORE DI SIENA. “La materia è talmente incandescente che non posso rilasciare dichiarazioni”, ha intanto detto Tito Salerno, procuratore della Repubblica di Siena

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Monte dei Paschi, a capo della finanza c’era la “banda del cinque per cento”

Da una testimonianza in Procura di Antonio Rizzo, conosciuto dai lettori del Fatto con lo pseudonimo di ‘Superbonus’, spunta il soprannome dell’ex responsabile delle operazioni finanziarie della banca, Baldassarri e del responsabile della filiale di Londra, Pontone. I magistrati di Siena: “La materia è talmente incandescente che non posso rilasciare dichiarazioni”

Monte dei Paschi

Più informazioni su: .

Se a Siena la situazione per la Procura è esplosiva, dai dossier arrivati da Milano spuntano i soprannomi: li chiamavano la “banda del cinque per cento“. Questo il nomignolo affibbiato al tandem composto dall’ex capo della finanza di Mps, Gianluca Baldassarri e dal responsabile della filiale di Londra della banca senese, Matteo Pontone,  soprannominato così dalla percentuale percepita su ogni operazione. A rivelarlo è stato Antonio Rizzo, ex funzionario della banca tedesca Dresdner, sentito il 13 ottobre 2008 dai pm di Milano nell’inchiesta sulla finanziaria svizzera Lutifin.Rizzo è conosciuto dai lettori del Fatto Quotidiano come Superbonus (qui il blog). La società di brokeraggio con sede a Lugano che ha intermediato con un guadagno di 600mila euro un’operazione del 2007 con Dresdner Bank su un  prodotto finanziario venduto da Mps e poi ricomprato.

IL TESTE. Rizzo nel verbale parla di un incontro avvenuto nel novembre 2007  tra lui e altri due funzionari della banca tedesca durante il quale la persona che si occupava della vendita dei prodotti finanziari strutturati “caldeggiava l’operazione di riacquisto di un pacchetto titoli strutturato da Mps Londra”. “Nell’occasione – si legge nel verbale – si venne a sapere che Dresdner per l’operazione avrebbe pagato una somma a titolo di intermediazione, a tale Lutifin di Lugano”. Lorenzo Cutolo, uno dei due funzionari della Dresdner, “rimase sorpreso e disse che era assurdo pagare per una intermediazione per un affare che Dresdner poteva tranquillamente fare da sola”.

Il testimone afferma poi che nel marzo del 2008 aveva raccontato quanto accaduto con Mps all’organismo di controllo interno di Dresdner e “gli era stato comunicato che sarebbe stata aperta un’indagine”. Ma, secondo la ricostruzione di Rizzo, nonostante l’opposizione di Cutolo il pagamento di Lutifin era stato autorizzato dal suo superiore, Stefan Guetter. “Parlai della cosa con Cutolo il quale mi disse di farsi i fatti propri senza nulla dire all’organismo di controllo interno della banca. Cutolo mi disse che lui aveva provato a fare qualcosa ma che aveva rischiato il licenziamento”.

Qualche giorno dopo in una cena con Michele Cortese, l’uomo che si occupava della vendita di prodotti finanziari per Dresdner Bank-London Branch, quest’ultimo gli disse che “a suo avviso Pontone e Baldassarri avevano percepito una commissione indebita dell’operazione per il tramite di Lutifin”. E nella stessa occasione gli rivelò anche che i due si erano così guadagnati il soprannome “la banda del cinque per cento” perché prendevano tale percentuale su ogni operazione.

Come emerso nei giorni scorsi, Lutifin Services era stata utilizzata quale veicolo per effettuarepagamenti riservati nei confronti di alti dirigenti del Monte dei Paschi di Siena. I pagamenti servivano a far sì che Mps acquistasse un “pacchetto di titoli all’interno dei quali ve ne erano alcuni (cosiddetti Cdo) che presentavano forti perdite per Dresdner Bank”. Lo scopo dell’operazione era chiaro, secondo la Gdf, “far ristrutturare il pacchetto a Monte dei Paschi di Siena, la quale si è occupata, in definitiva, di sostituire i titoli in sofferenza con altri in salute, in modo tale da consentire a Dresdner Bank di neutralizzare le perdite che stava subendo, scaricandole di fatto in capo a Mps”.

IL PROCURATORE DI SIENA. “La materia è talmente incandescente che non posso rilasciare dichiarazioni”, ha intanto detto Tito Salerno, procuratore della Repubblica di Siena ai giornalisti che gli chiedevano informazioni sull’inchiesta in corso. “Non è per cortesia – ha aggiunto – ma non posso parlare di questa inchiesta. Si tratta di un’indagine complessa, incandescente e ancora lunga che riguarda una società quotata in Borsa. Attualmente lo stato delle indagini non ci permette di dire nulla”. Oggi i magistrati senesi hanno sentito il segretario del consiglio di amministrazione della banca e attuale capo dell’area segreteria generale della banca, Valentino Fanti. Ascoltato come persona informata sui fatti, Fanti era il capo della segreteria dell’ex presidente del Monte, Giuseppe Mussari. Il collegio sindacale della banca, invece, è stato ascoltato dalla Consob sulla vicenda dei prodotti strutturati della banca. Nei prossimi giorni toccherà ai revisori dei conti e al precedente consiglio sindacale.

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san biagio

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Rifiuti, la rivoluzione di Marino “Via gli Ato e via le discariche”

 

LA NUOVA LEGGE È PRONTA

Martedì 29 Gennaio 2013 – 21:05 di 

L’assessore regionale, Nicolò Marino, interviene ad un incontro ad hoc allestito dall’amministrazione comunale biancavillese ed al quale erano presenti i sindaci dell’Ato 3 Rifiuti: “Basta con la gestione allegra dei Comuni: chi ha assunto tutte queste persone nei vari ambiti? La legge è ormai pronta”.

BIANCAVILLA. Solo bastone. Niente carota. L’assessore regionale all’Energia, Nicolò Marino, ha le idee chiare. Il suo piano di riorganizzazione dei rifiuti diventerà realtà con una apposita normativa regionale che verrà approvata da qui a breve. La ricetta per sbloccare una emergenza senza fine? Lotta alle discariche private e rigore all’indirizzo dei Comuni nella gestione dei servizi di raccolta. Un intendimento che l’assessore ha spiegato a chiare lettere nel corso di un incontro voluto con forza dall’amministrazione comunale di Biancavilla per volontà del primo cittadino Pippo Glorioso e dell’assessore al ramo Pasquale Lavenia ed al quale erano presenti i sindaci dell’Ato 3-Rifiuti, il commissario della Provincia Antonina Liotta ed il Liquidatore di Simeto-Ambiente, Angelo Liggeri.

Assessore Marino, Lei ci crede che si sarà in grado di uscire da questa vergogna?

“Assolutamente si. Dobbiamo riuscirci e dobbiamo farlo con una nuova concezione del servizio che non può essere una forma di arricchimento di privati o della criminalità organizzata ma dev’essere realmente una gestione svolta nell’interesse dei cittadini. Ma tutto questo devono ricordarlo per primi i Comuni perché non è possibile avere una gestione allegra anche in riferimento alla scarsa professionalità o preparazione del singolo amministratore. Del resto, tutto questo personale all’Ato chi glielo ha dato? E’ stata una gestione nella quale ognuno ha messo del proprio e non è più accettabile”.

Oggi, però, i sindaci non ce la fanno economicamente: sono al collasso.

“Ma certamente non è la Regione l’organo di gestione. La Regione è l’organo di controllo nell’organizzazione del servizio: e di certo non sono stato io a gestire questo o quell’altro Comune. E non lo è stato nemmeno qualche mio predecessore”.

Ed allora, a che punto è la legge sui rifiuti?

“La legge sui rifiuti è pronta e da qui a qualche giorno verrà emanata una direttiva che con tempi strettissimi porterà alla nuova gestione con la nascita delle SRR e, quindi, con il definitivo abbandono degli Ato. Verrà affrontata anche la questione legata alle discariche che è un problema serissimo. Ci sarà grande attenzione alla questione delle discariche private perché non è possibile che si venga a creare una sorta di ricatto con l’Ente pubblico: non corrispondendo il Comune il prezzo del conferimento, invece, si chiudono le discariche e non assisteremo più a rifiuti che transitano per la Sicilia e che vanno a conferire al di fuori dell’Ambito creando un ulteriore aggravio del costo per i Comuni. Ed ancora: dev’essere riordinato l’intero servizio; si andranno a vedere esattamente quali sono tutti i fabbisogni della Regione ma soprattutto verrà effettuato un controllo accurato per quanto riguarda il trasporto, l’effettivo conferimento e quindi anche le tariffe che dovranno essere previste”

Che tempi dobbiamo attenderci?

“Entro marzo avremo già un riordino di tutte le discariche e stiamo spingendo molto i Comuni per la costituzione delle SRR. I Comuni hanno la facoltà di gestire il servizio di raccolta, trasporto e spazzamento: potranno farlo in forma singola o associata e noi stiamo semplificando al massimo le procedure. Di certo, i Comuni non possono più ritardare”.

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