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Archivi del mese: Novembre 2012

Crocetta ancora deve partire e si trova in questa situazione con gli stessi alleati. Andremo ad elezioni regionali anticipate?

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L’ultima minchiata dell’Ato rifiuti

 21 Novembre 2012

Rifiuti – Raccolta frazione umida

Attivato distributore automatico nell’isola ecologica di «Ss. Cristo»

Attivato anche a Bronte il distributore automatico di sacchetti destinato alla raccolta della frazione umida (organico) e della plastica. E’ stato sistemato all’interno dell’isola ecologica di contrada Santissimo Cristo, che sarà aperta la pubblico tutti i giorni feriali dalle 8 del mattino fino alle 17. Da ieri il distributore è già funzionante, con gli utenti che telefonando al numero verde 800 911303 potranno ottenere tutte le informazioni.
Per ottenere i sacchetti basterà inserire la propria tessera sanitaria all’interno dell’apposito sportellino e il distributore erogherà, gratuitamente, il rotolo di buste previsto come scorta sacchetti periodica assegnata. Soddisfazione è stata espressa dall’intero Cda della Joniambiente, presieduto da Francesco Rubbino e composto da Antonello caruso e Giuseppe Cardillo.
Ogni utente ogni anno potrà ritirare 150 sacchetti per l’umido e 50 sacchetti per la plastica. Chi avesse però esigenza di ulteriori sacchetti potrà ritirarli pagando il costo del rotolo.

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Il nuovo ingresso di Bronte

La nuova rotonda di viale Catania

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Nel PDL adesso tutti corrono a cercare gli ” attributi” di Alfano. Sara’ che li ha persi a Bronte?

RIMARIE NEL CENTRODESTRA

Catanoso(PdL): “Alfano dimostri di avere gli attributi”

Mercoledì 21 Novembre 2012 – 14:59

L’invito rivolto al segretario del suo partito è di indicare “immediatamente data e modalità delle primarie”.

Basilio Catanoso

CATANIA – “Non possiamo sprecare per veti interni, ‘fuoco amico’ e interessate pressioni di stampa e poteri forti l’occasione di coinvolgere nuovamente il popolo del centrodestra nella scelta del candidato premier per le prossime elezioni politiche”. Lo afferma il parlamentare del Pdl Basilio Catanoso che invita il segretario del suo partito, Angelino Alfano, a “mostrare di avere gli ‘attributi'”, indicando “immediatamente data e modalità delle primarie”. “Le primarie, pur senza essere lo strumento perfetto – sostiene Catanoso in una nota – rappresentano oggi l’unica possibilità per risvegliare l’entusiasmo della nostra gente e al tempo stesso riguadagnare credibilità nei confronti del popolo italiano”.

” Alfano si gioca una grossa fetta della propria credibilità, sia come leader del partito che come candidato premier – conclude l’esponente del Pdl – se non dimostra anche stavolta, come peraltro fatto nelle ultime settimane, di avere ‘gli attributi’ temo non ci sarà una seconda possibilità e sarà preferibile esplorare nuove strade”. (fonte Ansa)

Ultima modifica: 21 Novembre ore 15:02
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Picchiava la convivente Arrestato un rumeno

A BRONTE

Picchiava la convivente
Arrestato un rumeno

Mercoledì 21 Novembre 2012 – 18:26

Maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Questi i reati contestati ad un rumeno arrestato dai carabinieri che picchiava la convivente. La donna, con gravi lesioni alla milza, è ricoverata in prognosi riservata.

Vasile Grosu picchiava convivente

Vasile Grosu

BRONTE – Un romeno di 37 anni,  Vasile Grosu, è stato fermato da carabinieri a Bronte per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali gravissime. L’uomo è accusato di avere picchiato la convivente, una sua connazionale di 48 anni, che ha riportato delle estese lesioni alla milza ed è ricoverata nell’ospedale di Bronte con la prognosi riservata. La donna in passato aveva denunciato le violenze subite dall’uomo, che spesso in preda all’alcool la insultava e la picchiava. Una delle ultime aggressioni risale alla sera del 5 settembre scorso, quando il 37enne, ubriaco, l’ha colpita con calci e pugni perché gli aveva rivelato l’intenzione di interrompere la relazione.

Ultima modifica: 21 Novembre ore 18:40
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 21 Novembre 2012

Avvisi di accertamento Tarsu per le case di campagna

Consiglio comunale dedicato alla Tarsu

Per legge anche i fabbricati rurali devono pagare – L’assessore Petralia: “Voglia di garantire equità fiscale”

E’ stato il Consiglio comunale convocato su richiesta dei consiglieri Graziano Calanna, Nunzio Spanò, Vittorio Triscari, Salvatore Luca e Salvatore Proietto a chiarire tutti gli aspetti della vicenda della Tarsu per i fabbricati rurali, che ha provocato proteste e petizioni popolari.
«Il Comune – ha affermato il consigliere Nunzio Spanò in apertura – ha inviato ben 2800 avvisi di accertamento Tarsu per i fabbricati rurali che hanno provocato malessere, anche a causa di errori. Sono stati, infatti, inviati avvisi di pagamento anche a chi possiede dei ruderi. Per questo abbiamo deciso di chiedere la convocazione di un Consiglio comunale. Non c’è stato rispetto per i cittadini. Il dato che il Comune ha ricevuto è grossolano perché non contiene la storicità degli edifici. Ed, infine, al di la delle questioni tecniche è stato sbagliato il periodo».
Al Consiglio comunale ha partecipato anche il presidente dell’associazione Adoc, Enza meli, che domenica scorsa ha organizzato una manifestazione di protesta e contro la tassa ha raccolto circa 900 firme. La Meli ha presentato una serie di proposte, capeggiate dalla richiesta di eliminazione della tassa considerata “iniqua”.
Dopo la lettura del verbale della commissione consiliare sono intervenuti il dott. Mario Coco, in qualità di consulente gratuito dell’Amministrazione, ed il responsabile dell’Ufficio tributi, Pietro Caraci. Entrambi hanno fatto emergere che:
1) la Tarsu sui fabbricati rurali deve essere pagata al pari di quelli urbani perché prevista dalla legge. 2) I contribuenti per legge avevano l’obbligo di effettuare la denuncia dell’immobile e chiedere le agevolazioni. Non avendolo fatto prima, adesso devono venire in Comune che sta permettendo loro di regolarizzare la posizione. 3) Degli errori ci sono, ma principalmente sono frutto dei dati forniti dall’Agenzia del territorio, il cui compito però era quello di fotografare il territorio per individuare le case fantasma, non di verificarne uso e storicità di ogni immobile, il cui onere è a carico dei proprietari.
«Il nostro compito è osservare le leggi. – ha affermato il sindaco – Ed in questo chiedo a tutti voi maggiore responsabilità. Forse avremmo dovuto effettuare degli incontri informativi, ma i dati sono pervenuti al Comune molto tardi e si rischiava di far andare in prescrizione un intero anno, con gravi responsabilità a carico degli uffici. Lo Stato nel 2006 voleva far emergere 3 milioni di case fantasma. Oggi siamo arrivati al dunque. Noi abbiamo fatto di tutto per evitare disagi per i cittadini, compreso l’invio dei questionari da compilare per effettuare una denuncia prevista dalla legge. È se il cittadino fosse venuto prima per denunciare un immobile, oggi avrebbe ricevuto un avviso con la riduzione e senza errori.»
 20 Novembre 2012

Avvisi di accertamento Tarsu per le case di campagna

Raccolte 900 firme a Bronte contro la Tarsu alle case rurali

Sono circa 900 le firme che l’Adoc e la Uil di Bronte hanno raccolto durante la protesta di domenica scorsa contro gli avvisi di accertamento Tarsu per i fabbricati rurali inviati dal Comune, che l’associazione dei consumatori e il sindacato hanno definito la “tassa sulle stalle”.
Un nutrito gruppo di contribuenti ha sfilato lungo la via Umberto per poi fermarsi in piazza Spedalieri dove sono state raccolte le firme.
“E’ paradossale – ha spiegato in una nota la presidente dell’Adoc di Bronte, Enza Meli – che l’Amministrazione ha scelto di far pagare al massimo la tassa sui rifiuti solidi urbani ai proprietari di stalle o a case di campagna prive di servizi elementari quali acqua e luce».
Firrarello ribadisce però la linearità della condotta amministrativa del Comune. «Concordo – dice il sindaco – e mi sento vicino a coloro che, in questi momenti di crisi, hanno difficoltà, ma il Comune ha solo dato seguito alle indicazioni dell’art. 37 comma 2 della legge 262 2006, emanata dal Governo Prodi, che ha stabilito come tutti gli immobili, anche quelli di campagna, debbano essere accatastati, affinché i proprietari paghino le tasse. Chiunque occupi o detenga una unità immobiliare deve pagare la Tarsu e se il fabbricato ricade oltre 500 metri dall’area di raccolta dei rifiuti, ha diritto a una riduzione del 70%. Per beneficiarne però, per legge ai tempi doveva compilare la denuncia di occupazione e richiedere agli uffici la riduzione. A chi ha dimenticato di presentare richiesta oggi abbiamo messo a disposizione i nostri uffici».

Bronte, sfilata contro la "Tarsu sulle stalle"«Ringrazio – ha concluso – la presidente dell’Adoc, Enza Meli per aver sollevato il problema e se volesse confrontarsi con me su come agevolare i più deboli, trova tutta la mia disponibilità». Ed il presidente dell’Adoc con il sindaco si incontreranno giovedì prossimo alle ore 20.
Dopo l’intervento del sindaco il dibattito ha animato la serata. I consiglieri Vincenzo Sanfilippo, Vittorio Triscari, Nunzio Spano, Salvatore Proietto, Graziano Calanna e Salvino Luca hanno comunque criticato le scelte dell’Amministrazione chiedendo tutele per i cittadini. Il consigliere Andrea Sgrò ha sottolineato come si sia “fatto tanto rumore per nulla”, anche se ha giustificato le proteste con la crisi economica. Invece per Daniele Scalisi e Nunzio Saitta il Comune ha fatto il possibile per venire incontro alle esigenze dei cittadini. Infine l’assessore al Bilancio Biagio Petralia ha ribadito la “responsabilità della Giunta e la voglia di garantire equità fiscale”.
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Dedicato al senatore Firrarello

Catania, concorso comunale per istruttore tecnico “truccato”: tre condanne

di marco.benanti

21 novembre 2012

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Assolti, invece, Carmelo Reale, ex direttore del personale e Salvatore Nicosia, fra i vincitori del concorso.

di iena giudiziaria

Tre condanne e due assoluzioni al processo per la vicenda di un presunto concorso (per istruttore tecnico) truccato al comune di Catania. Il giudice monocratico della prima sezione penale del Tribunale di Catania Alfredo Cavallaro ha condannato gli imputati Salvatore Troia (componente della commissione esaminatrice), Sebastiano Cavallaro (membro della commissione esaminatrice), Francesco Gubernale (membro della commissione esaminatrice), a due anni di reclusione, con pena sospesa. Assolti, invece, Carmelo Reale, ex direttore del personale al Comune di Catania e Salvatore Nicosia, dipendente del comune di Catania fra i vincitori del concorso. A sostenere l’accusa è stato il Pubblico Ministero Marisa Scavo.

A marzo scorso, il Gup di Catania Maria Paola Cosentino aveva rinviato a giudizio cinque persone, fra dirigenti comunali, componenti di commissione esaminatrice e candidati, accusati -a vario titolo- di falso in un’inchiesta condotta dalla dott.ssa Marisa Scavo della Procura della Repubblica di Catania su un concorso per istruttore tecnico al comune di Catania bandito a pochi giorni dalle amministrative del 2005.

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A SENTENZA

Concorsi truccati al Comune
Condannati i componenti delle commissioni

Mercoledì 21 Novembre 2012 – 20:03 di 

Voti alterati durante la fase di aggiudicazione, criteri di valutazione stabiliti dopo l’apertura delle buste e una matrice, rinvenuta tra la documentazione, dalla quale pochi fortunati hanno potuto copiare. In questo modo sono stati selezionati gli Istruttori del Comune di Catania. Il Tribunale ha condannato Salvatore Troia, Antonino Cavallaro e Francesco Gubernale. TUTTI I PARTICOLARI

CATANIA – Due anni di reclusione, pena sospesa, per Salvatore Troia, Antonino Cavallaro e Francesco Gubernale: rispettivamente presidente e componenti della commissione giudicatrice del concorso interno al Comune di Catania per 89 posti di “istruttore direttivo”.Condanne sentenziate nella giornata di oggi dal giudice monocratico del tribunale di Catania.

Il quadro disegnato dai magistrati, svelato con una videoinchiesta di Antonio Condorelli per Sudpress nel 2010 è impietoso: quel concorso indetto nel 2004 era stato truccato. Un’accusa pesantissima. Moralmente devastante anche per l’immagine stessa di Palazzo degli Elefanti.

I dipendenti avevano presentato ricorso al Tar: numerosi, in seguito ai raggiri, erano stati esclusi dagli esami orali dopo gli scritti.

Dal sequestro delle prove scritte sono emerse le gravissime incongruenze e falsificazioni che hanno portato alla sentenza di oggi: tra le carte gli inquirenti scoprirono correzioni raffazzonate con voti che passavano d’improvviso da 7 a 10 oppure da 5 a 8. Sfacciato anche il modo col quale un candidato venne ammesso alla prova orale: aveva ottenuto 24 punti quando il minimo richiesto era di 28. Da questa storiaccia escono assolti l’allora direttore del personale Carmelo Reale, poiché non faceva parte della commissione giudicante; assolto anche uno dei vincitori del concorso, Salvatore Nicosia. Per gli imputati il Procuratore aggiunto, Marisa Scavo aveva chiesto condanne comprese tra un anno e 8 mesi e un anno e 10 mesi di reclusione.

“CONCORSI TRUCCATI”:
CONDANNA A DUE ANNI

21/11/2012 –

ORE: 17:00 – Il Tribunale ha condannato alla pena di anni due (la Pubblica Accusa aveva chiesto 1 anno e mezzo) l’ing. Troia ed i componenti della Commissione di concorso Cavallaro e Gubernale. Assolto Reale che al tempo era dirigente dell’area del personale. Riconosciuto il risarcimento per le parti civili costituite.

DISPOSITIVO DELLA SENTENZA

Giunge al suo epilogo la vicenda dei presunti concorsi truccati al Comune di Catania. Il giudice monocratico, Giuseppe Cavallaro, ha sciolto ogni riserva condannando tutti gli imputati – Salvatore Troia ( Presidente della commissione esaminatrice), Antonio Cavallaro (membro della commissione esaminatrice),Francesco Gubernale (membro della commissione esaminatrice). Assolto, invece,Carmelo Reale, ex direttore del personale al Comune di Catania, in quanto non componente della commissione del concorso. Assolto Salvatore Nicosia che per errore materiale era stato detto essere condannato.

Accettate, inoltre, le richieste di risarcimento per i quattro dipendenti del Comune di Catania e partecipanti al concorso (Di Mauro, Catania, Portale e Pagano), che si erano costituiti parti civili.

A sostenere l’accusa il Pubblico Ministero Marisa Scavo, che durante la sua requisitoria ha usato parole durissime sia nei confronti dell’Ingegniere Troia “E’ stato il deus ex machina” che della vicenda in generale “Si è agito nell’arbitrio più assoluto, con correzioni fatte in maniera vergognosa, potremmo definirlo un concorso scolastico dove si apprende come commettere un reato”.

La storia del concorso: Era il dicembre del 2004 quando al Comune di Catania iniziava il concorso interno per 89 posti di istruttore direttivo cat. D1.
Selezione questa che ebbe poca fortuna. SUD mostrò in anteprima (v.link del novembre 2010) le presunte irregolarità del concorso stesso: voti modificati in un secondo momento, alterazioni nei compiti, giudizi affiancati da diciture di dubbia natura ( 9 e zitto).

Poco dopo si ebbe l’iniziale approdo nelle aule giudiziarie del Tribunale Amministrativo Regionale, era il 2005 quando diversi dipendenti dell’amministrazione Comunale chiedevano la sospensione dell’efficacia degli esiti del concorso, poiché ritenevano evidenti le troppe incongruenze.
Nonostante il Tribunale Amministrativo Regionale abbia però rigettato il ricorso, la presa visione di quei documenti, portò il presidente/relatore della 4^ sezione Biagio Campanella (la prima che visionò la documentazione, poichè i la sentenza venne rigettata in realtà dalla 2^ sezione) a trasmettere gli atti, presumendo quindi dei possibili illeciti penali, alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Catania. Da qui l’avvio delle indagini e il successivo procedimento penale.

Le condanne richieste: Per gli imputati l’ipotesi di reato contestata è quella di falso ideologico e falso materiale (476 c.p.) Salvatore Troia ( 1 anno e 10 mesi), Francesco Gubernale (1 anno e 8 mesi), Carmelo Reale (1 anno e 6 mesi) e Salvatore Nicosia (1 anno e 6 mesi), Antonio Cavallaro (1 anno e 8 mesi).

Gli avvocati difensori hanno richiesto in toto l’assoluzione dei rispettivi imputati “poichè il fatto non sussiste ovvero non costituisce reato”. Sulla richiesta di risarcimento danni avanzata dalle parti civili si è espresso in maniera chiara l’avvocato difensore dell’ingegniere Troia “Qualora il falso esista, le parti civili procendo a scalare la graduatoria non sarebbero comunque rientrati pertanto le richieste vanno rigettate”.

Dario De Luca

 

Gli esami contraffatti

 

 

Gli esami contraffatti

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Il Presidente del Consiglio di Bronte Salvatore Gullotta per l’ennesima volta non fa parlare il consigliere di maggioranza Daniele Scalisi nel dibattito consiliare. Non si comprende come tra due soggetti facenti parte della medesima coalizione non vi sia alcun dialogo collaborativo ma solo continue rotture. Invito il Consigliere Scalisi ad abbandonare la maggioranza consiliare e rendersi indipendente al fine di collaborare nell’interesse della cittadinanza e non a favore di alcuni soggetti che non riescono ogni volta a comprendere il suo pensiero. Una considerazione Consigliere Scalisi; Lei oggi puo’ determinare la fine della legislatura Firrarello in quanto con la scissione del gruppo dell’UDC l’opposizione conta ben 9 consiglieri quindi una sua scelta porterebbe le forze consiliari ad una parita’ 10 con 10 con relativo blocco di tutte le delibere consiliari. Ci rifletta e valuti e tale scelta la potrebbe dedicare proprio a Salvatore Gullotta che anziche’ unire disgrega

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LA VERTENZA Aligrup

Aligrup, pronti 771 licenziamenti
Leggi l’elenco degli esuberi

Martedì 20 Novembre 2012 – 13:48 di 

Che in “zona salvezza” ci fossero solo 27 punti vendita dei 45 totali, purtroppo, si sapeva già. Ma l’elenco dettagliato dei licenziamenti (leggi qui), a pochi giorni di distanza dal disco verde acceso dalla sezione fallimentare del tribunale di Catania sul “concordato preventivo” tra creditori e acquirenti, giunge comunque come una doccia fredda.

Aligrup, pronti 771 licenziamenti Leggi l'elenco degli esuberi
PALERMO – Che in “zona salvezza” ci fossero solo 27 punti vendita dei 45 totali, purtroppo, si sapeva già. Ma l’elenco dettagliato dei licenziamenti (LEGGI QUI), a pochi giorni di distanza dal disco verde acceso dalla sezione fallimentare del tribunale di Catania sul “concordato preventivo” tra creditori e acquirenti, giunge comunque come una doccia fredda.

La raccomandata, con ricevuta di ritorno, inviata dal commissario liquidatore di Aligrup, Maurizio Verona, a tutte le sigle sindacali oltre ad assessorato regionale al lavoro, direzione provinciale del Lavoro di Catania e Confcommercio etnea, parla chiaramente già nell’oggetto: “Procedura per la dichiarazione di mobilità – Riduzione di personale ex art. 24 legge 223/91”. Quindi dà i numeri dei licenziamenti: 771, su un totale di circa 1600 dipendenti, sparsi in tutta la Sicilia: 330 addetti alla vendita; 214 addetti ai reparti freschi e freschissimi, 74 addetti ai servizi e altri 153 impiegati del Centro direzionale.

Il gruppo della grande distribuzione (al netto del 15% controllato da un amministratore giudiziario per le vicende giudiziarie che hanno interessato il suo proprietario, Sebastiano Scuto), gestisce 45 negozi a marchio Despar, Eurospar, Interspar, Iperspar e Eurocash nelle province di Catania, Palermo, Ragusa, Siracusa, Enna, per un totale di 1409 dipendenti, così inquadrati: 3 dirigenti; 11 quadri; 274 impiegati; 1091 operai; e 30 apprendisti.

Zoccolo duro della società è il Catanese con 33 punti vendita e 943 unità, più un centro direzionale che occupa 156 persone. Nel Palermitano ci sono, invece, 3 punti vendita con 76 dipendenti; nell’Ennese due con 27 dipendenti; nel Ragusano due con 16 unità e nel Siracusano 5 con 191 unità.

Ma i debiti accumulati negli ultimi due anni che hanno portato all’azzeramento del capitale sociale e a un deficit patrimoniale di quasi 4 milioni di euro ha tracciato la via per la liquidazione della società, avviata lo scorso 23 luglio, con l’obiettivo di dismettere i rami commerciali così da ristrutturare i debiti. “Purtroppo il tentativo di dismissione dei rami aziendali – si legge nella nota del liquidatore – non si è concretizzato e questo ha comportato la non procedibilità dell’operazione di ristrutturazione dei debiti e, per l’effetto, si è incamerata la procedura concorsuale del concordato preventivo, ancora in corso di definizione, che dovrà per forza di cose prevedere una ristrutturazione aziendale con una riduzione degli organici attuali insiti nelle unità non più produttive e profittevoli”. Quindi aggiunge: “In conseguenza di ciò, si rendono necessari interventi strutturali sul personale, atteso che ad oggi si evidenzia una dimensione di esuberi pari a 771 unità lavorative”.

Una situazione drammatica, che i sindacati stanno cercando di aggirare con la cassa integrazione: “Abbiamo già predisposto – dice Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl – la richiesta di esame congiunto per scongiurare la mobilità e fare un passaggio sulla cassa integrazione straordinaria. Adesso aspettiamo l’incontro con il liquidatore”.

Rilancia Marianna Flauto della Uiltucs: “Abbiamo chiesto l’esame congiunto e la cassa integrazione nelle more che si possano concretizzare le cessioni dei punti vendita, per le quali speriamo che i tempi siano celeri. A tal fine non escludiamo forme di protesta e rinnoviamo la richiesta di incontro col presidente della Regione. Il problema è di carattere regionale e proveremo a far sì che si accelerino i tempi della cessione perché le filiali non possono restare chiuse per tutto questo tempo. Tra l’altro anche le filiali che resteranno aperte non hanno comunque la varietà merceologica, quindi o si cercherà di recuperare la produttività o anche per questi punti vendita la crisi rischia di essere irreversibile”.

E, intanto, i lavoratori attendono che qualcun altro scriva il loro futuro.

Ultima modifica: 20 Novembre ore 16:07

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E Bronte?

18/11/2012 –

Punti nascita, il Basilotta di Nicosia si salva

  

 

Un concreto spiraglio il ripescaggio della struttura. La deroga al decreto arriva da Giuseppe Ettore, che ha ridisegnato la pianta dei presidi in Sicilia

 

di CRISTINA PUGLISI

NICOSIA. Si apre un concreto spiraglio per la salvaguardia del punto nascita del Basilotta. Per salvarlo deve essere concessa la deroga al decreto regionale, che stabilisce in 500 parti annui il numero minimo per la sopravvivenza dell’importante servizio sanitario.

La decisione dovrà essere prese dal neo assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, ma intanto il professore Giuseppe Ettore segretario regionale dell’Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani), che aveva proposto la soglia minima di 500 parti, dopo un incontro con l’assessore comunale alla Sanità Enza Tomasi adesso ritiene che il punto nascita cittadino merita una deroga.

“Ho rappresentato al professore Ettore le gravissime conseguenze che la chiusura del punto nascita cittadino avrebbe – spiega l’assessore Tomasi – a partire dal fatto che l’ospedale più vicino sarebbe quello di Enna che in ambulanza non è raggiungibile prima di un’ora e mezza e su strade difficili da percorrere, soprattutto d’inverno. Un’ora e mezza nel caso di urgenze – continua la Tomasi – potrebbe mettere seriamente a rischio la vita della partoriente e del bambino. Ho rappresentato al professore Ettore queste difficoltà e ho avuto la massima disponibilità ed inoltre ha promosso che sarà lui stesso a proporre la deroga per il nostro punto nascita all’assessore Borsellino”.

La richiesta di mantenere in vita il servizio è già stata avanzata sia dal manager dell’Asp Nicola Baldari che da Paolo Cantaro responsabile della commissione aziendale d’ambito Caltanissetta – Enna per i percorsi nascita, dopo che, a giugno scorso, erano andati ad incontrarlo il sindaco Sergio Malfitano, la presidente del consiglio Maria Di Costa e il primario di ostetricia e ginecologia del Basilotta Luigi Campione.

A concedere la deroga avrebbe dovuto essere, entro il 30 settembre scorso, l’assessore regionale alla Sanità ma visto l’incombere delle elezioni per il rinnovo dei vertici politici regionali, la decisione slittò. Già si prevedeva che a segnare un punto a favore del mantenimento del punto nascita avrebbe potuto incidere positivamente la precarietà della situazione viaria, la marginalità territoriale e soprattutto la buona qualità ostetrica del reparto. Una qualità che, a luglio scorso, era emersa anche attraverso la prestigiosa rivista Focus, che aveva stilato una classifica in cui ostetricia del Basilotta è risultata prima in Sicilia e in tutto il sud Italia e quinta in tutta Italia per la media di tagli cesari praticati alle donne alla prima gravidanza. Per il Basilotta la media, del 2010, è del 5,98% contro la media nazionale che si attesta al 28,34%.

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Bronte fara’ la fine di Milazzo?

18/11/2012 –

Dissesto finanziario a Milazzo: spaccatura nel Consiglio

  

 

Bocciato da parte di un gruppo di consiglieri comunali che “credono” ancora in un possibile salvataggio per evitare il default

 

di ANGELO LAQUIDARA

MILAZZO. Entra nel vivo, in aula consiliare, il dibattito sul dissesto finanziario prospettato dall’amministrazione comunale e bocciato da parte di un gruppo di consiglieri comunali che «credono» ancora in un possibile salvataggio per evitare il default.

Intanto il presidente del consiglio comunale, Rosario Pergolizzi, con un pubblico manifesto fatto affiggere nei muri della città, nei giorni scorsi, ha invitato la cittadinanza ad intervenire alle sedute consiliari, allorquando in aula si parlerà di dissesto. In più, il presidente del civico consesso ha detto al sindaco che in aula non si parlerà più di dissesto se non sarà presente lui o un suo delegato.

Assenza di Carmelo Pino che è stata criticata da alcuni consiglieri di opposizione, primo fra tutti Franco Scicolone, in una delle ultime sedute.

Per i consiglieri «pro dissesto», invece, non è più necessaria la presenza del sindaco o dell’assessore in aula, «in quanto tutto quello che c’era da dire lo hanno già ampiamente detto» sottolineando che «quella del dissesto finanziario ormai è l’unica strada da seguire».

Dello stesso avviso è stato il consigliere comunale Salvatore Gitto il quale ha sostenuto che il dissesto «non è una scelta politica ma un fatto accertato dalla Corte dei Conti», evidenziando altresì che, «come sostenuto da esperti del settore non sempre è da considerarsi una iattura per la città ma anzi uno strumento previsto dalla legge per far risollevare i comuni che hanno toccato il fondo». In chiusura dell’ultima seduta consiliare, qualche consigliere ha anche parlato di «sfiducia al sindaco quale atto politico per evitare di affossare la città col dissesto, lasciando ogni decisione ai cittadini».

Ma questa è un’altra storia, della quale se ne parla da mesi ma che, a quanto pare, non va avanti in quanto ci sarebbero consiglieri di opposizione non disposti ad andarsene a casa.

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A Bronte diciamo : ” Gnazziu a cira sta squagghiandu”

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Bpm, ecco tutti gli aiuti di Ponzellini ai politici. Milione per milione

Nell’inchiesta sulla Banca popolare di Milano tutti i crediti concessi alla destra. Santanchè, Brambilla, La Russa, Romani: un enorme flusso di soldi, fatture non pagate e uno sconfinamento di 400mila euro

Bpm, ecco tutti gli aiuti di Ponzellini ai politici. Milione per milione

Per i politici del Pdl e i loro parenti alla Banca Popolare di Milano l’aria è cambiata dopo la rimozione dell’ex presidente Massimo Ponzellini, finito poi agli arresti domiciliari nel maggio del 2012. Dopo la pubblicazione delle intercettazionidell’indagine sui fidi facili della Bpm, nelle quali si svelavano le raccomandazioni di Daniela Santanché, Ignazio La Russa, Paolo Romani e le pressioni per le pratiche di Paolo Berlusconi e Michela Vittoria Brambilla, nessuno ha verificato cosa sia successo ai crediti di politici, amici e familiari. La posizione di Paolo Berlusconi per esempio è rimasto un caso singolare. Il fratello dell’ex premier vanta una concessione personale di un milione di euro per cassa e gode sulla sua holding Pbf Srl di una linea di credito di ben 5 milioni di euro, interamente utilizzati, il cui rientro scade solo il 30 settembre del 2013. Una posizione generosa da parte di Bpm che si è garantita solo con una fideiussione personale di Paolo Berlusconi e con l’impegno della società di Paolo Berlusocni a usare i soldi che le deriveranno da un incasso futuro per un’operazione immobiliare: la Cascinazza. Solo il 26 settembre scorso, visto il protrarsi dei termini per la chiusura dell’operazione Cascinazza, Pbf ha rilasciato una garanzia ulteriore a Bpm. Nessuna ipoteca però ma solo un’altra lettera di Paolo Berlusconi che stavolta si impegna a cedere non solo i proventi dell’operazione Cascinazza, se mai si chiuderà, ma anche gli utili o i proventi della cessione delle quote sociali.

“Sistemate la roba o sono sfracelli”
Secondo le intercettazioni telefoniche Massimo Ponzellini minacciava sfracelli con i suoi se “non sistemavano la roba della Brambilla”. Effettivamente il gruppo della famiglia dell’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, composto dalla Sal che si occupa di commercio di prodotti ittici e dalla Trafilerie Brambilla può contare sulla Bpm. Il consiglio di gestione del 23 ottobre scorso ha analizzato la situazione e ha revocato la linea capital market da un milione di euro della Trafilerie Brambilla. Ma ancora oggi il rischio di Bpm verso il gruppo resta notevole: 4 milioni e 400 mila euro di affidamento che è stato già utilizzato per 3,8 milioni di euro. Anche la Alphabet S.c.r.l. una società che si occupa di trasmissioni tv sul digitale terrestre e che è di Ilaria Sbressa, moglie del manager Mediaset Andrea Ambrogetti, era stata raccomandata da un personaggio importante: l’allora ministro Paolo Romani. Nell’agosto del 2011 Alphabet, riferibile al 70 per cento alla Sbressa che la controlla tramite Interattiva SRL, ottiene 300 mila euro per anticipo fatture grazie solo a una fideiussione generica rilasciata dalla stessa Sbressa. Nel dicembre del 2011 la posizione passa a incaglio. Nel marzo 2012 veniva concordato un piano di rientro per 5 mila euro mensili mediante la firma di pagherò con avallo della stessa Sbressa. Però il piano non è stato rispettato. A oggi l’esposizione è pari a 321 mila euro con 20 mila euro di rate in mora.

Le telefonate di Ignazio
Anche la Quintogest è divenuta famosa grazie alla telefonata intercettata di Ignazio La Russa che il 27 luglio del 2011 sollecitava Ponzellini perché “si trova in difficoltà perché non ha i soldi sufficienti a dare ai propri clienti”. Poi La Russa chiede una risposta per “chiudere in un modo o nell’altro … perché mi dicono che anche all’esito della tua risposta loro … potrebbero anche decidere di vendere”. La Russa ha tante ragioni per raccomandare questa società che allora era presieduta da Filippo Milone, oggi sottosegretario alla difesa, e che era partecipata con il 49 per cento dalla Fondiaria Sai dei Ligresti (legati alla famiglia La Russa) e che soprattutto era partecipata indirettamente al 34 per cento dalla società Idi Consulting, controllata da Laura De Cicco, moglie dell’ex ministro del Pdl. Quintogest ora ha cambiato compagine e la moglie di La Russa ha ceduto le sue quote in Idi Consulting per 11 mila euro (il valore nominale) il 6 febbraio del 2012. Ma quando l’allora ministro della difesa chiama l’allora presidente di Bpm Ponzellini, l’interesse è fortissimo. La società, come dice il suo nome, eroga credito in cambio della cessione del quinto dello stipendio. Ma Quintogest, come dice La Russa ha bisogno di cash perché non presta soldi suoi ma quelli di Bpm e anche Ubi banca. Oggi Bpm è esposta per 44 milioni verso Quintogest. Il 27 luglio poco prima della telefonata di La Russa a Ponzellini, Antonio Giordano, socio forte della Quintogest dice ad Antonio Cannalire che aveva parlato con La Russa. E quando lui gli aveva detto “Vedi che non sono cose facili” il ministro aveva risposto “allora chiamo io Massimo (Ponzellini Ndr)…vedrai che è facile”. La Russa nel luglio 2011 non poteva immaginare che Ponzellini sarebbe stato fatto fuori: l’aumento di 6 milioni di euro rispetto ai 44 milioni di plafond esistenti allora, non è mai stato accordato. E la moglie ha ceduto le quote, come previsto da La Russa. Il Fatto ha letto le carte della Banca d’Italia e della Procura di Milano e anche quelle interne della stessa Bpm, utilizzate dagli ispettori per ricostruire la storia delle aperture di credito milionarie a politici, amici e familiari. Le cose in Bpm stanno lentamente cambiando con l’insediamento dei nuovi vertici ma le carte sulle pratiche vip rendono evidente che in Italia l’accesso al credito per i potenti è un gioco da ragazzi. della magistratura.

Visibilia, miracoli a sei zeri
La storia della società di raccolta pubblicitaria di Daniela Santanché, la Visibilia Srl è davvero istruttiva. Visibilia Srl vende spazi pubblicitari sui giornali, inizialmente quelli della famiglia Angelucci (Libero e il Riformista ) poi prevalentemente su Il Giornale di Paolo Berlusconi e della Mondadori. La società ha bisogno di credito ma Daniela Santanché non presenta garanzie personali (come una fideiussione) o reali (come un’ipoteca sull’appartamento milanese di via Soresina) ma presenta le fatture da incassare. Dall’istruttoria dell’agenzia della Bpm si scopre che Daniela Santanché dipende fortemente dai contratti con Il Giornale dei Berlusconi: “Il contratto stipulato con Il Giornale prevede minimi fissi garantiti per (…) un milione e 200 mila euro mensili per tutto il 2010”, scrive la Bpm. Nel maggio del 2011 i nodi vengono al pettine: “dal febbraio 2011 al maggio 2011 la percentuale degli insoluti è del 79,6 per cento”. Nel settembre 2011 il Servizio Crediti della Bpm esprime un “giudizio fortemente critico”. A dicembre 2011 Daniela Santanché promette un doppio contratto con Eni ed Enel, mai arrivato. Il 2 dicembre telefona all’allora direttore generale Enzo Chiesa: “Ma ce la sbloccano quella cosa? Perché per noi è importante”. Chiesa replica: “direi di sì. Santanché incalza: “quando mi dà questa bella notizia?” E Chiesa risponde “O domani o lunedì. La chiamo io”. Proprio a dicembre del 2011 il servizio crediti di Bpm non prende provvedimenti drastici pur riducendo le linee di credito a 3,5 milioni di euro, dai 6 milioni e 250 mila euro (dei quali 4 milioni circa erano utilizzati) accordati nei tempi d’oro di Massimo Ponzellini. Poi il nuovo management guidato dal presidente Andrea Bonomi taglia l’affidamento a 1,7 milioni. Un tetto che però sta stretto all’imprenditrice-politica che infatti lo sfonda per 450 mila euro arrivando a un’utilizzazione effettiva che sfiora i 2 milioni e 200 mila euro. Lo sconfinamento della società dell’ex sottosegretario già a luglio scorso è stato segnalato da Bpm alla Centrale Rischi della Banca d’Italia.

da Il Fatto Quotidiano del 17 novembre 2012

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Il consigliere d’opposizione Andrea Sgro’ dichiara che il Sindaco non ha colpe se soldi non ce ne sono. Allora sara’ che la colpa e’ dell’opposizione. Poi quando i cittadini scrivono che l’opposizione fa da stampella al Sindaco non e’ che si sbagliano cosi’ tanto. Sig. Sindaco faccia la revoca della delibera n. 42/2012 dove Lei impegna € 42.000,00 per l’assunzione dei tre dipendenti e garantisca l’abbonamento ai pendolari

BRONTE: “NON CI SONO FONDI PER GLI ABBONAMENTI DEI BUS”

Inserito il 18 novembre 2012 alle 10:19:00 da bronte1185. IT – Bronte 118“Farò il possibile per venirvi incontro. Vedrò di incontrare i vertici delle aziende che ogni mattina accompagnano gli studenti pendolari, ma per adesso, e vi assicuro con estremo dispiacere, il Comune non può garantire la copertura economica degli abbonamenti degli autobus, a meno di sforare il patto di stabilità”. Lo ha detto ieri mattina il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, a un gruppo di studenti pendolari che hanno chiesto al primo cittadino di rivedere la decisione di non pagare più gli abbonamenti scolastici. “Potendo lo farei, – ha detto loro Firrarello – sapete bene che per me le scelte a vantaggio del mondo della scuola hanno sempre avuto priorità. Se oggi siamo arrivati a questa decisione e perché non possiamo fare diversamente. La crisi economica ha ridotto ancora di più i finanziamenti a Comuni che altro non possono fare che tagliare le spese. Non esagero affermando che oggi viviamo una crisi forse peggiore di quella degli anni 50.Pensate che la Regione siciliana il 5 novembre mi ha comunicato di non poter più garantire i finanziamenti per i buoni libro. Io contesto questa decisione, mi ribellerò in tutte le sedi, ma il fatto è che alla fine i soldi mancheranno”. All’incontro hanno partecipato l’assessore Nunzio Castiglione, ma anche diversi consiglieri comunali, fra cui Andrea Sgrò e Graziano Calanna: “Faccio parte della commissione bilancio – ha affermato Sgrò – e tocco con mano il dramma che stiamo vivendo. Non è colpa del sindaco se non ci sono più soldi”. “Sono scelte – ha affermato Calanna – è opportuno fare uno sforzo affinché questi soldi si trovino”. Alla fine il sindaco a un gruppo di studenti riuniti nella sala della Giunta, ha assicurato il suo impegno per individuare qualche soluzione esterna, ma di fondi nel bilancio al momento non è possibile trovarne.

Fonte “La Sicilia” del 18-11-2012

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Eccellenze siciliane

Video scaricabili gratuitamente da Youtube
uno studente ennese inventa l’app

PALERMO – Si chiama Andrea Giarrizzo, compirà 20 anni il prossimo 1 dicembre, è uno studente ennese della facoltà di informatica nell’ateneo catanese ed è per ora il creatore di app forse più noto al mondo: ha inventato un’applicazione gratuita per scarire sui cellulari e tablet, che utilizzano la piattaforma Android, i video da Youtube.

Per questo suo programma ha anche vinto un premio di centomila dollari che la Samsung aveva messo in palio nel concorso “Smart app challenge 2012” piazzandosi nella fascia “Super apps”. La sua applicazione è già stata scaricata un milione di volte in tutto il mondo: è prima negli Stati Uniti, in India e in Italia.

“Fin da piccolo – dice Giarrizzo, il cui nome di battaglia è Sisilsoft – ho amato l’informatica applicandomi con passione alle nuove tecnologie che ho implementato personalmente anche al di là del percorso scolastico. L’anno scorso ho iniziato per gioco, stimolato dai mie professori di informatica, a programmare applicazioni per dispositivi Android inserendole nel Play Store e nel Samsung Apps, da lì ho capito che questa è la mia strada”. Con questa applicazione il giovane studente dice di guadagnare circa 240 dollari al giorno grazie ai banner pubblicitari di Google nell’app.

 

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Il giornalista inglese ” schifia” l’On Biancofiore

 

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Il futuro del Pdl

Non solo è la “rottamatrice” del Popolo della Libertà (…) – vorrebbe fare piazza pulita dei vari La Russa, Cicchitto, Verdini, Gasparri, pure della Minetti – ma in caso di primarie sarebbe pronta a sfidare Alfano, e presentarsi come candidata Premier. Il motto di Daniela Santanché, “Voglio un partito di plastica, perché la plastica è bellissima“, e allora eccola, con la solita sobrietà, fare shopping in centro a Milano.

 

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L’ultima di Silvio

“Sarkozy ha provato invidia quando ha visto i miei manifesti giganti a Tripoli, c’ero io assieme a Gheddafi, manifesti messi in mio onore dopo la trionfale visita del colonnello  in Italia. Lì ha capito che la Francia avrebbe avuto meno influenza. Per questo Sarkozy ha bombardato la Libia”.

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A Roma i lacrimogeni cadono come i sassi

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Cartello comparso oggi davanti al ministero della Giustizia.

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Per Silvio Berlusconi non c’e’ nessuno

Semideserta la manifestazione «per il nostro amato presidente» convocata da un blog a Roma, sabato 17/11/2012 in piazza Santi Apostoli (foto Jpeg)

Roma, sabato 17 novembre, piazza Santi Apostoli. C’è l’autorizzazione della Questura, ci sono le transenne, e le forze dell’ordine schierate. Ma nel cuore della capitale, una metropoli di 3 milioni di persone, la manifestazione pro-Berlusconi va completamente deserta.

 

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Intervento di Vittorio Triscari, Salvatore Proietto, Graziano Calanna e Nunzio Spano’ del 16/11/2012

 

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