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Archivi del mese: Novembre 2012

Pino Firrarello e Giuseppe Castiglione che fate, Berlusconi vi sta distruggendo il vostro leader di riferimento e Voi non fate nulla per difenderlo, lo lasciate da solo nel tritacarne. A Bronte diciamo: chi mara fini ci stanu facendu faru a stu chiaturazzu”

L’ultimatum del Cavaliere ad Angelino
“Rifaccio Forza Italia, vieni o resterai solo”

Caos Pdl, Alfano  deposita le firme     "Sì a primarie, per ora" 

Il segretario verso le dimissioni. Gli ex An: scissione inevitabile. I big vicini ad Alfano: non si può andare alla guerra. Berlusconi spinto ad accelerare dai sondaggi: il 24% si affiderebbe a lui e a “facce nuove”di CARMELO LOPAPA

Lo leggo dopo

L’ULTIMA, decisiva telefonata tra Arcore e Cagliari  –  tra il leader e il suo segretario che giusto dalla Sardegna in quelle ore lanciava la vana campagna per le primarie  –  raccontano abbia avuto i toni spicci dell’ultimatum.
Silvio Berlusconi non ha altro tempo da perdere. “Angelino, sai che per me sei stato come un figlio, ma io in settimana lancio Forza Italia. Sei ancora in tempo per essere coinvolto nel progetto. Ma lascia perdere le primarie: adesso. Dove vai con i “colonnelli”, dove andate da soli? Ti sei anche messo in testa di fare giustizialista”.

Alfano è un dirigente distrutto, sfinito cede all’ultimo assalto. E intravede la sua fine politica. “A questo punto, presidente, si convoca l’Ufficio di presidenza, si annulleranno le primarie e io mi dimetto, non ha senso che resti al mio posto”. Berlusconi un posto glielo garantisce pure, e di tutto rispetto, nel nuovo partito. Ma la storia finisce qui. Del resto il Cavaliere è già in corsa, non aveva più dubbi da giorni (…)

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A Maniace potrebbero dire:” Croscetta si faci monacu??”

Politica all’italiana: il “democratico” e cristiano Rosario Crocetta affida la Sicilia alla Madonna. Come Totò Cuffaro

25 novembre 2012, 16:18

Catania-20121125-027Il governatore della “rivoluzione” sicula in preghiera al santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa. Con tanto di “affidamento celeste”: potrà il Cielo -al posto degli uomini- mettere in salvo la Trinacria? E magari salvarla anche da queste “sceneggiate”?

di iena politica Marco Benanti

Ci mancava anche questa. Non sono bastate le “uscite mediatiche”, come quella sull’astinenza da sesso, ora il neopresidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, nella sua foga “esibizionistico-berlusconiana”- si è…dato alla religione. Come sobriamente ha annunciato la “Gazzetta del Sud” di stamane, il “rivoluzionario” siculo ha rinnovato l’affidamento della Sicilia alla Madonna. Che non può difendersi da simili azioni, aggiungiamo noi.

Aveva fatto altrettanto Totò Cuffaro da governatore, nel 2007.

Ha spiegato Crocetta a questo proposito: “ma lui perchè ‘mariano’ io invece più madonnaro, cioè legato al sentimento popolare.” Crocetta ha pregato. Tra i temi, la legalità! E ancora tante cose belle, buone e amanti del popolo. C’è anche chi ci crede a tutto questo, ma bisogna essere tolleranti.

Del resto, la Sicilia non ha ancora trovato adeguate “protezioni” alle “sceneggiate” che tanto male -questo sì, vero, reale- hanno fatto alla nostra terra.

Ma cosa ha detto il governatore ai cronisti? “Mi piace quando si parla della Madonna come il lato femminile di Dio che affida alle donne un grande ruolo e le rende protagoniste. Io in giunta ho chiamato sette donne…Roba che neppure in Svezia”. E ha confidato, tra l’altro, che nel giorno delle elezioni è andato a pregare nel Santuario della Madonna delle Grazie a Gela. Davvero un’ anima pia, Saro Crocetta. Un buono. E da un simile benefattore, timorato di Dio ci attendiamo grandi cose, soprattutto che mantenga fede alle tante promesse fatte di cambiamento. In campagna elettorale.

Del resto, il periodo comunista (nella foto) è finito da un pezzo.

Ora siamo al periodo “democratico” e cristiano. L’Italia accoglie sempre bene simili personaggi. Del resto, è o no il paese della commedia dell’arte?

 

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Berlusconi si fuma Angelino. Se Angelino sa sfruttare il momento politico di assoluta debolezza di Berlusconi potra’ ricambiargli la cortesia. Scusa Angelino ma ti sei dimenticato che sei siciliano, tira fuori gli attributi se ti sono rimasti.

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Berlusconi, è rottura con Alfano: lavori in corso per la nuova Forza Italia

Secondo quanto pubblicato dal Corriere della Sera, il Cavaliere avrebbe preso la decisione di lanciare la ‘nuova cosa azzurra’ e di escludere chi gli ha “voltato le spalle”. Se alle primarie Pd vince Bersani, potrebbe sciogliere la riserva in settimana. Fede: “Giovedì annuncia il ritorno in campo”

Berlusconi, è rottura con Alfano: lavori in corso per la nuova Forza Italia

Da giorni si attendeva una presa di posizione netta di Silvio Berlusconi nei confronti del Pdl. Che oggi, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, pare essere arrivata. Dopo il tira e molla sulleprimarie di partito, già fissate per il 16 dicembre da Alfano e l’aut aut del segretario agli indagati, ilCavaliere prende definitivamente le distanze dal suo delfino. L’ex premier infatti si smarca dal Pdl e si prepara al lancio della sua nuova Forza Italia, che probabilmente, stando ai retroscena di via Solferino, si chiamerà Forza Italia 2.0 o Lista Berlusconi. La rottura con Alfano si sarebbe così consumata. “L’avevo detto ad Angelino che così andava a sbattere. Lo avevo avvertito”, avrebbe detto l’ex premier che ha aggiunto di non fidarsi più “‘di chi mi ha voltato le spalle, di chi non ha riconoscenza’ e nemmeno di chi ha preferito ascoltare i consigli ‘di La Russa e Gasparri‘ anziché i suoi”.

Il Cavaliere ha riunito ad Arcore i suoi fedelissimi per fare il punto della situazione. L’ex premier, raccontano, vorrebbe attendere l’esito delle primarie del Pd, perché se dovesse vincere il ‘vecchio’Pier Luigi Bersani, potrebbe sciogliere la riserva già in settimana. Sui tempi interviene anche l’ex direttore del Tg4Emilio Fede, che pur non sapendolo per conoscenza diretta dice che Silvio Berlusconi “giovedì annuncerà il suo ritorno in campo”. Fede, che stamani ha presentato alTeatro Nuovo di Milano il suo movimento ‘Vogliamo Vivere‘ ha aggiunto che Berlusconi “sta bene, è dimagrito”.

“Tranquilli ragazzi, ho in mente di fare altro, di tutto questa roba non se ne può più – aveva detto il Cavaliere due giorni fa ai giovani allievi di Antonio Martino -. Voglio fare una cosa nuova, solo con esponenti della società civile, con professori, con imprenditori, gente vera che non vive di politica”. La squadra però è ancora da selezionare e gli uomini saranno pescati tra i fedelissimi del Cavaliere, tra cui l’ex tesoriere Vito CrimiMaria Rosaria RossiAntonio Palmieri. Ma, aldilà della componente politica, la squadra degli imprenditori è ancora da formare.

Il segretario del Pdl Angelino Alfano da parte sua oggi ritorna a parlare e ammette che non ci saranno spaccature, tutto quello che si deciderà sulle consultazioni verrà stabilito di concerto con Berlusconi: “‘Le primarie sono attive ad oggi. Ci sono ancora, e sono in campo. Se Berlusconi si candida riunirà un Ufficio di presidenza e si saprà e si deciderà cosa fare. ‘Qualunque cosa accadrà – sottolinea Alfano – spero che sarà in sintonia con Berlusconi. Non credo che le spaccature facciano bene al Pdl”. Il segretario ritorna anche sul tema degli indagati presenti come candidati nelle primarie, che tanto ha fatto discutere anche dentro al partito: “‘Sono un convintissimo garantista. I pm non devono scrivere le nostre liste. Io ho detto che queste sono le prime primarie del Pdl e devono essere inattaccabili e i guai di qualcuno non devono avere dei riflessi negativi”. Per quanto riguarda le politiche, l’ex ministro annuncia novità: “Non faremo scegliere i nostri candidati dai pm, ma saremo severissimi, ci saranno delle sorprese”.

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Calvario notturno per una 91 enne di Bronte

BRONTE

Anziana, cade in casa
e resta a terra per ore

Venerdì 23 Novembre 2012 – 20:52 di 

Anziana, cade in casa e resta a terra per ore

Una donna di 91 anni è rimasta a terra per 7 ore dopo essere caduta. Soccorsa dal 118, è stata portata all’ospedale di Bronte

BRONTE – Calvario notturno per una 91 enne di Bronte, che abita da sola in via Polifemo. Durante la notte, la nonnina è caduta a terra, non riuscendo più a rialzarsi né a chiamare aiuto, solo nella mattinata, dopo circa 7 ore dalla caduta, i parenti si sono accorti che la vecchietta non rispondeva, e che la porta non si apriva a causa delle chiavi lasciate nella toppa.A questo punto, hanno chiamato il 118 e i Vigili del Fuoco di Maletto, che salendo da un balcone adiacente, hanno trovato l’anziana donna a terra dietro il portone d’ingresso. Subito è stata trasportata dall’ambulanza al Pronto Soccorso dell’ospedale di Bronte, dove è stata ricoverata a causa dei traumi riportati nella caduta.

Ultima modifica: 23 Novembre ore 20:53
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EPICENTRO A MONTE MALETTO

Nuova scossa sull’Etna
Magnitudo 2.6

Domenica 25 Novembre 2012 – 10:33 di 

Non si ferma l’attività sismica sul Vulcano. Un nuovo evento è stato registrato questa notte alle 2.02. La zona dell’epicentro è la stessa che ha interessato lo sciame sismico di giovedì scorso, che portò per precauzione a chiudere le scuole e gli edifici pubblici.

CATANIA – Dopo un giovedì di passione, l’Etna torna a tremare . Un evento è stato registrato questa notte alle 2.02 di magnitudo 2.6, con epicentro la zona di Monte Maletto, ad una profondità di 25 chilometri. Dalla sala operativa dell’Ingv fanno sapere che non è in corso uno sciame sismico, ma l’attività è ancora in corso. Si sono verificate, infatti, altri eventi ma di intensità tra 1 e 2. L’allerta sui luoghi, comunque, resta alta nella zona dell’epicentro.

La stessa zona, giovedì scorso, fu interessata da uno sciame sismico di oltre 80 scosse di cui due di 3.9 che furono indistintamente avvertite dalla popolazione. Come misura di prevenzione molti comuni, tra cui Maletto, Linguaglossa, Randazzo e Bronte, decisero di fare evacuare le scuole, che rimasero chiuse anche venerdì scorso.

Ultima modifica: 25 Novembre ore 10:51
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Mafia, politica, affari e colletti bianchi

Domenica 25 Novembre 2012 – 07:00 di 

I rapporti della mafia con i politici catanesi, la mappa dei clan, il traffico di droga, il ruolo dei colletti bianchi implicati nel riciclaggio di fondi illeciti. Tutti i segreti di Cosa Nostra  svelati durante una lunga intervista a Pasquale Pacifico, il Pm più temuto dalla mafia alle falde dell’Etna.

CATANIA – “Ammazzate quel cesso”. Un ordine per uccidere un personaggio scomodo, un magistrato che con le sue indagini ostacolava la sua scalata. Tre pizzini, però, che finirono proprio nelle mani di chi doveva essere crivellato con 32 colpi in testa. Pasquale Pacifico, sostituto procuratore della Dda catanese, svela a LiveSiciliaCatania, un particolare, da film,dell’inchiesta della procura di Messina che portò, lo scorso mese di marzo, all’ordinanza di custodia cautelare per Orazio Finocchiaro. “Ho provato sconcerto in un primo istante, ma scegliendo questo mestiere lo avevo messo in conto”. Senza tracce di esitazione il suo commento. Oggi Pasquale Pacifico vive sotto scorta. Tra le sue operazioni più importanti, l’inchiesta Revenge che nel 2009 fermò sul nascere una guerra tra il Clan Cappello e Bonaccorsi. Sebastiano Lo Giudice, capo storico dei Cappello insieme ad altri vertici di cosa nostra, finì dietro le sbarre. Pacifico, immerso dalle carte del suo ufficio in procura, scatta una lucida fotografia della mafia catanese oggi, con tutte le sue proiezioni: nella politica, nella finanza, senza dimenticare il contributo attivo dei colletti bianchi. “Una cosa è certa –  afferma il magistrato  – la crisi economica rappresenta un’occasione storica per la mafia”.

Mafia e politica. E’ appena terminata la campagna elettorale per le regionali e ci stiamo avvicinando alle comunali e alle politiche. C’è un rischio concreto di collusione?

“A mio avviso il rischio c’è sempre, nel senso che la campagna elettorale è un periodo sensibile per il politico perché è in cerca voti. La storia ci insegna, così come dimostrano le ultimi indagini, che le organizzazioni criminali sono in grado, specie in alcuni quartieri disagiati, di condizionare pesantemente il voto e, quindi, di indirizzare i consensi. Noi come autorità giudiziaria abbiamo il compito di monitorare quelle che possono essere le potenziali situazioni di rischio e di inquinamento”.

Mafia, finanza e “colletti bianchi”. Una relazione esistente, lo hanno dimostrano molte inchieste condotte da questo Ufficio. Ma come agisce la criminalità organizzata, soprattutto in questo periodo di crisi?

“Un momento storico come quello attuale, con una crisi economia molto forte da un lato e forti difficoltà, soprattutto, per la piccola e media impresa di accesso al credito bancario, rischia di diventare un’occasione storica per la criminalità organizzata. Le organizzazioni criminali hanno la possibilità di disporre di grossa liquidità che può essere inserita nel settore produttivo mediante finanziamenti di imprese in crisi attraverso formule diverse: si va dalla tradizionale usura fino alla totale acquisizione dell’azienda. Va detto, però, che queste operazioni richiedono la presenza di professionisti, i cosiddetti “colletti bianchi”,  che con la loro consulenza riescono a creare queste società che, in parole povere, servono per riciclare il denaro frutto dell’attività illecita. Come io dico spesso per la mafia il problema non è l’accumulo di capitali illeciti, ma è quello di riciclare e giustificare questi movimenti di denaro, per prevenire il rischio di sequestri preventivi o altre misure di prevenzione”.

Quale scenario si profila all’interno di Cosa Nostra dal punto di vista “militare” a Catania?

“Siamo in un periodo di pace. Non c’è una guerra in corso tra i vari clan per il controllo del territorio. Negli ultimi due anni, infatti, non si sono registrati omicidi eccellenti. La situazione è caratterizzata dalla presenza di diverse organizzazioni, il Clan Santapaola ha un po’ il predominio essendo per tradizione la famiglia legata a cosa nostra palermitana. Va detto, però, che negli ultimi anni gruppi, anche rilevanti, legati alla famiglia Santapaola si sono staccati dalla cosca. Questo fenomeno è emerso nel corso del processo Revenge: ci riferiamo alla famiglia Martiddina di Monte Po e alla famiglia Strano. Movimenti che hanno causato un mutamento negli equilibri interni della criminalità organizzata etnea. Questi gruppi, infatti, si sono avvicinati al Clan Cappello, e precisamente al gruppo dei Carateddi. Dopo le operazioni Revenge e Iblis, che la Dda ha condotto, c’è un momento di stasi all’interno di Cosa nostra, c’è solo qualche frizione causata soprattutto dal controllo del traffico di droga”.

E possibile disegnare una mappa?

“A Picanello, quartiere limitrofo al borgo marinaro di Ognina, è sempre predominante la presenza del Clan Santapaola, ma opera anche qualche propaggine del Clan dei Laudani. Librino, zona popolare adiacente all’aeroporto, vede la famiglia dei Nizza (affiliata ai Santapaola) che si contendeva la gestione del traffico di stupefacenti con la famiglia Arena che faceva riferimento al superlatitante Giovanni Arena, arrestato nel novembre 2011. A San Cristoforo è forte la presenza del gruppo dei Carateddi, collegata alla cosca Cappello che è presente a macchia d’olio in molte altre zone della città come Corso Indipendenza e San Berillo Nuovo. Quartiere dove operano anche i Cursoti Milanesi. I clan, invece, maggiormente operanti in provincia sono i Laudani per i comuni pedemontani ed i Santapaola, ma abbiamo notizie che anche il Clan Cappello ha dei gruppi che controllano territori fuori dai confini della città”.

I settori criminali?

“Mi verrebbe da dire che i settori sono quelli tradizionali. Le estorsioni continuano ad avere un certo peso ma non dal punto di vista economico. Con l’imposizione del pizzo, infatti, il clan più che cercare un introito monetario, si garantisce il controllo del territorio. Negli ultimi anni il settore di maggiore rilevanza è sicuramente il traffico di drogai. Un affare potremmo dire globalizzato, in quanto viene gestito dai vari clan, soprattutto per quanto riguarda il rapporto con i fornitori, consorziandosi tra loro. E’ frequente trovarsi davanti a clan apparentemente contrapposti o distinti che acquistano insieme lo stupefacente per poi dividerlo nelle varie piazze di spaccio. Il traffico di droga produce l’entrata più rilevante dal punto di vista economico per la criminalità organizzata”.

I numeri del giro d’affari della droga?

“Dalle indagini emerge che una piazza di spaccio frutta in una serata ad un clan tra i 10 e i 15 mila euro, cifre che si raggiungono anche con hascisc e marijuana. Per il traffico di cocaina i numeri sono molto più elevati”.

I canali di rifornimento?

“Per la cocaina registriamo rapporti con fornitori calabresi o provenienti dalla camorra campana. Marijuana e hascisc provengono o dalla Calabria o dai legami intrapresi con la criminalità organizzata albanese”.

Da marzo lei vive sotto scorta. La mafia stava organizzando la sua esecuzione. Quello che nessuno, forse, sa è che a scoprire il pizzino dove si dava l’ordine di ammazzarlo è stato lei stesso.

“L’episodio con cui l’ho scoperto è quasi banale. Durante un colloquio con un soggetto detenuto in una struttura carceraria della Sicilia,  fu lui stesso a chiedermi di essere sottoposto ad interrogatorio. In quel frangente mi consegnò dei biglietti, in gergo i cosiddetti pizzini, che provenivano da un altro detenuto dove, in effetti, erano contenute delle minacce nei miei confronti, più che di minacce si trattava proprio di un progetto di attentato alla mia persona”.

Cosa ha provato ad avere in mano quel pizzino?

“Indubbiamente un po’ di sconcerto all’inizio, ma facendo questo lavoro sono rischi che un magistrato mette in conto”.

Cosa significa vivere sotto scorta? E’ una sorta di carcere senza sbarre?

“Non mi definirei un carcerato, ma sicuramente queste misure limitano la libertà personale e la privacy, non solo mia, ma anche dei miei cari”.

Ultima domanda, forse la più difficile. Come si può sconfiggere la mafia?

“Le dirò una cosa che, forse, le sembrerà strana. La risposta giurisdizionale, quella cioè di polizia giudiziaria, è l’ultima spiaggia. La lotta alla mafia parte da una battaglia di educazione alla legalità. Soltanto partendo dalle scuole dove si deve promuovere una cultura di legalità si può sperare un giorno di sconfiggere il crimine organizzato. Non a caso io ricordo una frase celebre di Giovanni Falcone che affermava: la mafia teme la scuola più della giustizia.  Serve uno scatto da parte di tutti, la mafia non è un problema solo di polizia giudiziaria”.

Ultima modifica: 25 Novembre ore 12:17
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Spazzatura a Bronte in data 25/11/2012. Gli amministratori comunali sono disposti a venderla

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Situazione ingresso del paese al 25/11/2012

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Sono diventati tutti professionisti della politica

LE TENSIONI NEL PDS-MPA

D’Agostino replica a Lombardo: “Predicozzo da strapazzo…”

nicola d'agostino

24 novembre 2012 – “Sono ridicoli questi predicozzi da strapazzo che provengono da un ex presidente che si è inebriato del potere, in forma ossessiva e parossistica, facendone uso personale fino all’ultimo giorno. E adesso che ne viene privato, predica per gli altri rigore ed austerità in nome di una fantomatica purezza autonomistica di cui pretende ancora di essere il profeta”. Lo afferma in una nota il deputato regionale del Pds-Mpa, Nicola D’Agostino replicando a quanto affermato da Raffaele Lombardoin un’intervista rilasciata a BlogSicilia.

“A me – si legge ancora – interessa soltanto contribuire per la mia parte allo sforzo di chi vuole innovare la politica e modernizzare l’amministrazione promuovendo uno sviluppo reale e non solo declamato”.

 

“Se il presidente Crocetta intraprenderà questa strada – continua D’Agostino –  non gli mancherà il sostegno di tanti che come me credono ancora ad una autonomia strumento per la crescita economica e sociale”. 

“Lascio le polemiche pretestuose – conclude D’Agostino – a chi non accetta il corso dei tempi e si ritrova al suo fianco solo l’ultima fila smarrita di quanti avevano coltivato la speranza di cambiare la Sicilia”.

com-elleffe

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Intervento di Nunzio Spano’ del 23/11/2012 si parla di Tarsu e degli avvisi di accertamento errati

 

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