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Il Senatore Firrarello e Giuseppe Castiglione stanno preparando le valigie per l’Udc?

 

MANOVRE SULL’ASSE ROMA-PALERMO

PARTITO DI D’ALIA, BUEN RETIRO
PER LEADER SICILIANI PDL. SOLO VOCI?

27 novembre 2012 – 08:38 – Politica
d'alia

Grandi manovre lungo l’asse Roma-Palermo, protagonisti Pdl e Udc. Ma i partiti come tali non c’entrano per niente. Sono iniziative personali (ma non troppo), che hanno messo in cantiere un’operazione politica che potrebbe modificare la geografia dell’Assemblea regionale siciliana sin dalla prima seduta, prevista per il 5 dicembre. Le voci riguardano il trasferimento di deputati regionali dal Pdl all’Udc, e non solo. L’Udc di Casini in queste ore sarebbe diventato una delle possibili vie di fuga in previsione del big bang in casa berlusconiana.

Il senatore D’Alia avrebbe un ruolo di primo piano. L’obiettivo non è tanto rafforzare il gruppo parlamentare dell’Udc all’Ars e, di conseguenza, il sostegno al governo Crocetta, quanto ingrossare le fila dell’Udc e i consensi al partito per le politiche di primavera.

Lo “sbarco” al centro del movimento di Luca Cordero di Montezemolo, forte di un’area cattolica nutrita, potrebbe creare seri problemi all’Udc. Nei sondaggi il partito di Casini supera il 5 per cento di un punto e, talvolta, di due punti, ma rimane “in zona”.

Correre ai ripari, dunque. Come? Pescando nell’area Pdl. Non si tratta di rubare niente a nessuno, sebbene di raccogliere ciò che cade dall’albero. Se Silvio Berlusconi fa nascere Forza Italia e porta con sé Alfano, ci sarà gran subbuglio nell’area ex An, e non solo.

Il gruppo del Pdl a Sala D’Ercole è composto da sei deputati ex An e altrettanti ex FI. Ma non è certo questa divisione a suggerire eventuali smottamenti, semmai i mal di pancia. Eloquenti le dichiarazioni di dissenso del presidente uscente dell’Ars , Francesco Cascio.

È troppo presto per prevedere ciò che avverrà veramente. Può darsi che l’approdo nell’Udc sia solo un’alternativa da prendere in considerazione in caso di necessità. Tuttavia ci sono segnali, colti dagli “esperti”, nella formazione della giunta di governo che preluderebbero ad una “emigrazione” verso l’Udc.

Nella scelta degli assessori D’Alia avrebbe tenuto conto anche dei rapporti pregressi con personaliutà di primo piano nel Pdl. I giudizi positivi di Cordaro, Maira e Cordaro sulla composizione della giunta di governo, costituiscono un significativo feedback per D’Alia. L’entourage siciliano pdiellino, alle prese con Berlusconi, per ora rimane sotto coperta. “Per ora si attende Berlusconi”, ha riferito Crosetto. “Poi le strade si dividono e nascerà qualcosa di serio”.

Una delle strade sarebbe l’Udc.

L’operazione partirebbe dalla Sicilia, che per i centristi è stata da sempre come la manna dal cielo.

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