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IL DEPUTATO ACESE STRIZZA L’OCCHIO AL PD

 

D’Agostino divorzia da Lombardo ed è pronto a sostenere Crocetta

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26 novembre 2012 – Nicola D’Agostino rompe gli indugi: lascia il Partito dei siciliani-Mpa  ed è pronto a sostenere il governatore Crocetta. Il divorzio da Raffaele Lombardo sarà consumato domani, quando a Palermo per la prima volta si riunirà il gruppo parlamentare degli autonomisti all’Assemblea regionale siciliana. Tra i dieci deputati eletti mancherà proprio l’ex capogruppo all’Ars, che alle ultime Regionali è stato il più votato del suo partito, precedendo nella sua Catania anche Toti Lombardo, il figlio dell’ex governatore.

Lo strappo di D’Agostino era nell’aria e lo porterà a non iscriversi al gruppo parlamentare del Pds-Mpa. Il suo profondo malcontento era del resto già emerso due settimane fa a Caltanissetta durante il Comitato regionale del partito caratterizzato dalle dimissioni del segretario Giovanni Pistorio. In quella occasione, il capogruppo uscente aveva attaccato i vertici del Pds e si era detto onorato della disponibilità al dialogo da parte di Crocetta con l’area autonomista che fa capo a Pistorio e allo stesso D’Agostino. Che aveva però frenato di fronte alla condizione posta dal neo governatore, che chiedeva ai due di sganciarsi definitivemente da Lombardo. D’Agostino si era concesso appunto una pausa di riflessione per vedere come evolveva la situazione interna al partito. Nelle due settimane seguenti al comitato regionale, il clima nel Pds però non si è rasserenato, anzi è diventato ancor più incandescente dopo il duro botta e risposta di qualche giorno fa proprio tra Lombardo e D’Agostino. Sarà stato allora che il parlamentare acese avrà fugato gli ultimi dubbi, decidendo di intraprendere un nuovo percorso politico.

 

Molto probabilmente il deputato acese sarà seguito da Pistorio. Del resto  l’ex delfino di Lombardo non ha mai nascosto le sue simpatie nei confronti del Partito democratico, così come D’Agostino non aveva avuto remore nell’accogliere favorevolmente la discesa in campo di Crocetta, quando ancora quella dell’ex sindaco di Gela era una candidatura al di fuori degli schieramenti. 

Per queste ragioni, i due vengono dati in marcia di avvicinamento proprio verso il partito di Bersani. Un approdo nell’Udc viene infatti ritenuto improbabile perché gli spazi nello Scudocrociato si sono notevolmente ridotti dopo l’adesione di Lino Leanza, un altro pezzo da novanta che ha abbandonato l’ex Mpa, al progetto di Pierferdinando Casini. Un altro indicatore che fa pendere la bilancia dalla parte del Pd è il recente passaggio di Antony Barbagallo nelle file dei democratici. Il sindaco di Pedara, ex Pds-Mpa, fresco di elezione all’Ars, è ritenuto vicino all’area che fa riferimento a D’Agostino, tanto che quest’ultimo secondo i soliti ben informati sarebbe proprio il regista del passaggio di Barbagallo nel partito di Bersani.

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