Il vento gira a favore di Castiglione e Firrarello. lieti e felici per la nomina di Marino

PM DELLA DDA DI CALTANISSETTA

È Nicolò Marino
il magistrato di Crocetta

Giovedì 08 Novembre 2012 – 13:47 di 

Il pm ha preso parte a inchieste molto scomode, da quelle sui rapporti con presunti mafiosi dell’ex presidente di Anm Giuseppe Gennaro, a quelle riguardanti le tangenti all’Ospedale Garibaldi di Catania che coinvolsero anche Pino Firrarello e Giuseppe Castiglione. Potrebbe andare all’Energia.

È Nicolò Marino il magistrato di Crocetta
PALERMO – Un magistrato, “di cui non rivelo il nome, per scaramanzia”. Iniziano a filtrare le prime idee di Rosario Crocetta sulla sua giunta “di alto profilo”. Così, ecco anche il nome del pubblico ministero che dovrebbe far parte dell’esecutivo della “rivoluzione” è alla fine trapelato. Sarà con ogni probabilità Nicolò Marino, magistrato della dda di Caltanissetta, e componente del pool che sta lavorando sulle stragi di mafia.

Marino non è certamente un “timido”. Nella sua carriera è stato protagonista di inchieste a volte molto scomode. Come quella riguardante il collega e allora presidente dell’Anm Giuseppe Gennaro, aspirante guida della procura catanese. Marino contestò a Gennaro di aver tentato di influenzare un’inchiesta di cui lo stesso Marino era titolare. L’indagine riguardava l’ex sindaco di San Giovanni La Punta, Santo Trovato. Non solo. Secondo Marino, in un’altra vicenda, l’ex presidente dell’Anm avrebbe comprato una villetta da una società gestita da esponenti mafiosi. Siamo a cavallo tra il 1999 e il 2000. L’indagine verrà poi archiviata. Marino, però, finirà per due volte davanti al Csm. Una volta per un procedimento disciplinare, l’altra per un trasferimento per pretesa incompatibilità ambientale. La prima voltà sarà assolto, la seconda sarà lui stesso a chiedere di essere trasferito. Così, ecco che si ritrova Caltanissetta.

Sempre a fine anni ’90, Marino fu tra i pm che curò l’inchiesta su appalti “truccati” riguardanti la costruzione del nuovo ospedale Garibaldi di Catania. Un affare da 120 miliardi di lire. E che portò agli arresti dell’allora sottosegretario al Tesoro Nuccio Cusumano, e di Giuseppe Castiglione, in quegli anni assessore regionale all’Industria (condannato in primo grado a dieci mesi di carcere). Nell’inchiesta entrò in qualità di indagato anche il suocero di Catiglione, Pino Firrarello, condannato a due anni di reclusione per corruzione e turbativa d’asta. Alla fine, però, tutti e tre verranno assolti: Castiglione e Cusumano perché “il fatto non sussiste”, mentre per Firrarello nel frattempo è intervenuta la prescrizione.

Passano oltre dieci anni dall’avvio di quelle indagini, e Marino nel frattempo è passato dalla Procura etnea a quella di Caltanissetta, nella Dda. E proprio pochi mesi fa, la nuova forte presa di posizione. Stavolta l’obiettivo “indiretto” del pm è addirittura il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E anche in questo caso, il pm è stato netto, chiarissimo: “Nell’assumere la decisione di sollevare il conflitto di attribuzioni con i Pm di Palermo davanti la Corte Costituzionale, il Presidente della Repubblica è stato mal consigliato”. Insomma, ha sbagliato. Un duro, quindi, Marino. Un magistrato che adesso opera nella stessa zona d’origine del presidente Rosario Crocetta, che sembra averlo convinto a prendere parte alla “rivoluzione siciliana”. Potrebbe andare all’assessorato Energia.

Ultima modifica: 08 Novembre ore 21:21
Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Powered by WordPress.com. Tema: Adventure Journal di Contexture International.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: