INTERVISTA A RAFFAELE LOMBARDO

“Crocetta ha vinto
grazie all’aiuto di Firrarello”

Mercoledì 07 Novembre 2012 – 07:10 di 

Raffaele Lombardo a poche ore dal passaggio di consegne: “Il Pdl, scegliendo di rompere con noi e Micciché ha sancito la vittoria del nuovo presidente. A lui lascio le tante riforme del mio governo, ma non ho capito i suoi attacchi: nelle ultime settimane la Regione non ha speso un euro. Ma io, lo ammetto, non ho resistito alla tentazione di nominare il commissario alla Provincia di Catania..”.

"Crocetta ha vinto grazie all'aiuto di Firrarello"
PALERMO – “Crocetta ha vinto le elezioni grazie all’aiuto del Pdl”. Raffaele Lombardo è ancora il presidente della Regione, nonostante si prepari al “passaggio delle consegne”. Ma l’imminente uscita di scena del politico di Grammichele non gli sta risparmiando vecchie e nuove polemiche: nomine last minute, sprechi di soldi pubblici, mal di pancia nel partito. Ma il governatore uscente sembra essersi liberato dalle scorie di questi anni. È sereno, dribbla qualche polemica, ma ammette, quasi con un sorriso: “Non ho resistito alla tentazione di nominare il commissario della Provincia di Catania”.

È vero presidente, non ha resistito. Era proprio necessario?
“Quella è la mia Provincia. Io ne sono stato il presidente per diverso tempo. Non potevo tollerare certe cose”.

Vale a dire?
“Mi risulta che lì lavorasse un direttore generale, Carmen Madonia, che guadagnava qualcosa come 350 mila-400 mila euro l’anno. Uno spreco insopportabile”.

Già, e lì ha mandato un suo fedelissimo…
“Fedelissimo un corno. Michelangelo Lo Monaco è un dirigente comunale di grande esperienza, già segretario generale di importanti centri del Catanese. Il suo arrivo è stato accolto alla Provincia con un sospiro di sollievo”.

Insomma, lei interviene per fare risparmiare la Provincia di Catania, e nel frattempo Crocetta le chiede di smetterla di sprecare i soldi della Regione.
“Io sinceramente non capisco le critiche di Crocetta. Non mi risulta che in queste ultime settimane la Regione abbia erogato nulla. Anzi, io ho raccomandato al Ragioniere generale di bloccare ogni tipo di spesa, di ‘chiudere la cassa’”.

Già, ma proprio ieri nuovi soldi ai privati: quelli dei teatri siciliani stavolta.
“Quelle erano spese programmate da tempo. E comunque bisogna mettersi d’accordo. Da tempo gli operatori dei teatri protestavano per i ritardi dei contributi regionali. Adesso, ci si lamenta perché i contributi sono arrivati…”.

Bene, Crocetta sarà confortato. Ma che Regione lascia, nel complesso, al nuovo governatore? Quale, ad esempio, l’eredità di cui va più fiero?
“Io penso che il mio governo abbia fatto molte cose buone. Certamente abbiamo impresso una svolta alla Sicilia sul piano delle riforme. Penso a quelle sulla Sanità, i rifiuti, la Formazione, sulle quali, l’ammetto, mi sarei aspettato ‘da fuori’ maggior sostegno”.

E invece cosa lascerà come ricordo “negativo”, come emergenza ancora da risolvere? Per mesi, sia l’opinione pubblica che molti esponenti politici, per esempio, hanno stigmatizzato la sua tendenza alla… “nomina facile”. All’occupazione sistematica dei luoghi di potere attraverso uomini di sua fiducia.
“Per carità. Io le nomine le ho ridotte, le poltrone con me sono notevolmente diminuite. Pensi soltanto alla riforma delle Asi con la creazione dell’Irsap, che ha portato alla scomparsa di nove carrozzoni costosi e inefficienti. Oppure agli Iacp, che abbiamo commissariato risparmiando i costi dei Cda, o ancora la riduzione degli ‘Ato rifiuti””.

Insomma, lei non vuole essere ricordato come l”Arraffaele”.
“Quella è una sciocchezza di dimensioni mondiali”.

Guardiamo avanti. Lei ha parlato di riforme. Che sono state approvate da un’Assemblea nella quale, a parte l’ultimo periodo, una maggioranza c’è sempre stata, nonostante i ‘cambi di colore’. Lei pensa che l’attività legislativa, e quindi quella di governo possa rimanere “impantanata” in un’Assemblea senza una maggioranza numerica?
“Io non credo. A Sala d’Ercole, alla fine, la maggioranza si trova sempre. Lei consideri che anche in alcuni dei periodi più burrascosi del mio governo, le riforme alla fine sono sempre state approvate. E quasi sempre all’unanimità”.

Come si comporterà il suo partito?
“Lo decideranno i dirigenti, io non lo sono più”.

Allora ci dica come dovrebbe comportarsi, secondo lei, il Partito dei siciliani. Qual è il suo futuro?
“Io penso che i dirigenti del partito dovranno nei prossimi giorni fare scelte molto importanti. O si dà una speranza nuova, una motivazione forte ai cittadini, o saremo investiti dal ciclone Grillo, o simili. Anzi, dal Movimento cinque stelle il nostro partito, e credo anche gli altri, dovranno predere spunto. Non potranno sottrarsi al segnale lanciato dai grillini”.

In che modo, allora, il Partito dei siciliani si misurerà con queste nuove spinte, con questi nuovi messaggi?
“Dovrà farlo tenendo presente la propria identità, innanzitutto. Se il movimento di Grillo infatti ha puntato il proprio ‘discorso politico’ sulla protesta nei confronti, ad esempio, delle politiche economiche, delle banche, noi dovremo intestarci un altro tipo di battaglia”.

Vale a dire?
“Dobbiamo passare dalla semplice rivendicazione dell’autonomia a quella di una vera e propria autodeterminazione. Se autonomia deve essere, insomma, deve essere un’autonomia reale, totale. Al momento esiste solo sullo Statuto speciale. Un testo che non è mai stato completamente attuato”.

Torniamo al suo successore. Come giudica le sue mosse iniziali? La scelta dei primi due assessori, ad esempio: Franco Battiato e Lucia Borsellino.
“Sono scelte di altissimo livello. Battiato lo ammiro. Il primo anno in cui fui presidente della Provincia organizzammo uno splendido concerto gratuito a Catania. In quell’occasione ebbi anche la possibilità di conoscerlo personalmente, a casa sua. Una designazione azzecatissima. Su Lucia Borsellino, che dire: racchiude competenza, dolcezza, bravura e la capacità di esprimere un senso ‘concreto’ dell’antimafia. Un’antimafia del ‘fare’, senza cercare riflettori a tutti i costi”.

Crede, invece, che qualche “suo” ex assessore possa trovare posto nella nuova giunta? Penso, magari, a chi è uscito polemicamente dal suo esecutivo, come Marco Venturi o Andrea Vecchio.
“Non mi meraviglierei affatto. Ma solo per il fatto che si tratta di tecnici. Così come non mi sorprenderei dell’eventuale nomina di Massimo Russo, Caterina Chinnici, Giosuè Marino. Perché no?”.

Dica la verità, però, un aiutino a Crocetta lo ha dato in queste ultime elezioni?
“Lo smentisco in maniera netta e incontrovertibile. Se Crocetta ha vinto, il merito è di qualcun altro…”.

A chi si riferisce?
“Mi riferisco al Pdl. Se avesse accettato di andare tutti insieme a sostegno di Musumeci avremmo vinto nettamente le elezioni”.

Un rimpianto condiviso anche da parte del Pdl. Cos’è mancato allora per farvi correre insieme?
“Credo che Angelino Alfano abbia commesso l’errore di affidarsi ad alcuni esponenti del suo partito. In particolare, alle smanie di protagonismo di Pino Firrarello. E il risultato è sotto gli occhi di tutti”.

Sembra di sentire le parole di alcuni esponenti del Pdl, come Francesco Cascio.
“Guardi, con Cascio ho sempre avuto un rapporto eccellente. In più occasioni si è dimostrato imparziale, serio, comprensivo e intelligente. Devo dire che sono molto rammaricato per il fatto che un dialogo che era effettivamente iniziato, si sia dovuto interrompere a causa dell’intervento malefico di alcuni suoi compagni di partito”.

Con Micciché invece i rapporti come sono? È rimasto deluso dal risultato?
“L’ho visto proprio in queste ore. Abbiamo chiacchierato un’oretta. Era tranquillo. Sapeva che la nostra campagna elettorale sarebbe stata molto difficile. Sapevamo di essere l’anello debole della “triade” di quelli che erano i candidati più quotati alla vigilia. E forse sul risultato di Micciché ha pesato anche il fatto che a me abbiano attribuito responsabilità enormi. Le stesse che in Spagna hanno attribuito a Zapatero o in Francia a Sarkozy. Come se esistesse solo la Sicilia. Come se il resto dell’Italia non avesse responsabilità”.

E così, ha vinto Crocetta. E lei, con questa vittoria non c’entra nulla.
“Gliel’ho già detto: se c’è qualcuno che ha fatto vincere Crocetta è stato il Pdl di Firrarello”.

Ultima modifica: 07 Novembre ore 16:37
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Un pensiero su “INTERVISTA A RAFFAELE LOMBARDO

  1. I love Michelangelo also. Have you ever given thought to the “The Natural Side of Art?”

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