I nuovi rapporti di forza nel Pdl etneo. Gli ex An più seggi degli ex Fi, ma se Castiglione e Firrarello avessero puntato su Papale piuttosto che su Limoli…

03 novembre 2012

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di Giuseppe Caruso

Le elezioni regionali si sono appena concluse, ma le polemiche all’interno del Popolo della Libertà isolano sono appena iniziate. Giuseppe Castiglione, dimissionario presidente della Provincia di Catania per un seggio a Roma (me lo ha chiesto Alfano”, ha dichiarato) ma soprattutto co-co-coordinatore regionale del Pdl (insieme a Domenico Nania e a Dore Misuraca) ha replicato alle critiche del sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli (“strategia del partito sbagliata su tutta la linea”, aveva accusato Raffaele commentando i risultati conseguiti dal Pdl) sottolineando come: “i dati di tutti i partiti sono in flessione -ha dichiarato Giuseppe Castiglione – dal Pd al Pdl, dall’Udc al Mpa-Pds. Proprio tutti. A Catania -ha ulteriomente obiettato Castiglione- siamo riusciti a confermarci in testa alle preferenze dei cittadini. In un contesto così difficile siamo comunque ancora il primo partito”.

E mentre Castiglione ribatte a Stancanelli, Pino Firrarello, storico senatore del Pdl e sindaco di Bronte, nonché suocero di Castiglione, replica all’ormai ex presidente dell’Ars, Francesco Cascio, punto di riferimento del Pdl a Palermo:”Sette anni da assessore e da presidente dell’Ars e porta diecimila voti: si dovrebbe vergognare. Vada in convento a riflettere …”.

Sì, certo, sarà pur vero che il Pdl a Catania, nonostante il gran calo, s’è confermato primo partito, ma Giuseppe Castiglione dovrebbe anche ragionare sulla circostanza che i voti raccolti dal Pdl a Catania sono soprattutto degli ex Alleanza nazionale. Gli ex An, pur provenendo da un partito che in passato esprimeva meno eletti rispetto alla vecchia Forza Italia, all’interno del Pdl hanno ribaltato i rapporti di forza. Su tre seggi scattati nel collegio di Catania in casa Pdl, infatti, due sono di ex An: Salvo Pogliese, peraltro il più votato nella lista con 11.931 preferenze, e Marco Falcone con 8.417. Un solo seggio è invece andato alla componente che fa capo a Firrarello-Castiglione (Nino D’Asero, secondo classificato con 8.634 voti) che ormai è a tutti gli effetti minoritaria.

Strategia di gruppo sbagliata? Secondo alcuni sì: se Firrarello e Castiglione non avessero puntato su due volti non nuovi della scena politica regionale (Nino D’Asero e Pippo Limoli, appena 6.456 preferenze per quest’ultimo che era un uscente) forse un secondo seggio poteva andare agli ex Forza Italia piuttosto che agli ex An. E questo alla luce del fatto che l’ex sindaco di Belpasso Alfio Papale (7.189 voti per lui, con oltre 2.500 raccolti nella sola Belpasso) e il capogruppo del Pdl a Catania, Nuccio Condorelli (4.017 le preferenze raccolte da solo da quest’ultimo), hanno ottenuto delle ottime affermazioni nonostante, a differenza di D’Asero e Limoli (Limoli ha raccolto ben 578 preferenze nella sola Bronte di Castiglione e Firrarello), non abbiamo potuto contare sui voti determinanti del gruppo che fa capo a Firrarello e Castiglione che sono invece finiti soprattutto a D’Asero (arrivato secondo) e Limoli (non eletto).

Il fattore mancato rinnovamento penalizzò il gruppo di Castiglione e Firrarello anche alle provinciali del 2008 che videro eleggere il primo alla presidenza della Provincia regionale di Catania. Nel collegio di Trecastagni, per esempio, gli ex An riuscirono a far eleggere ben due consiglieri provinciali all’interno del Pdl, Edmondo Pappalardo(3.351 voti complessivi) e Francesco Laudani (3.218 voti totali per lui), mentre Castiglione e Firrarello puntavano su un volto non nuovo della politica provinciale, Pippo Scannella (2.506 preferenze totali per lui allora). Che accadde? Che Fabio Mondelli, che rappresentava il volto nuovo del gruppo, raccolse ben 2.379 voti praticamente da solo (1.415 preferenze nella sola Mascalucia). Se Castiglione e Firrarello avessero orientato i voti della struttura su Mondelli piuttosto che su Scannella gli ex An probabilmente non avrebbero raccolto due seggi.

Allora come oggi, quindi, il calo di risultati del gruppo può intravedersi nella volontà di puntare sui vecchi piuttosto che sul nuovo che avanza? Lasciamo a Castiglione e Firrarello la risposta, che saremmo ben felici di girare ai nostri lettori!

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