IL TENTATO SUICIDIO DEL MOVIMENTO 5 STELLE

02/11/2012 –

Ho votato Movimento 5 Stelle non conoscendo personalmente Cancelleri e conoscendo Grillo solo per televisione, come milioni di altri italiani.

L’ho votato nel convincimento che così potessi dare la massima efficacia alla mia protesta contro il sistema.

Mi trovo, perciò, a disagio, come molti altri credo, nell’apprendere che Cancelleri avrebbe rifiutato la Presidenza dell’Assemblea regionale candidando Concetta Raia del PD.

Provo imbarazzo nel sentir dire a Cancelleri che la Raia sarebbe una brava persona; ancora memore del reportage che proprio SUD dedicò alla Raia e alla filiera di parenti ed affini che caratterizza la CGIL catanese, di cui la deputata è espressione, mentre nessuno dimentica che la Raia è stata la pidisenzaelle – come direbbe Grillo – più vicina a Raffaele Lombardo nella scorsa Legislatura.

E del resto, la dichiarazione di Cancelleri viene dopo l’apertura a Crocetta sul voto di fiducia, un voto di fiducia che – e qualcuno dovrebbe spiegarlo agli eletti – non esiste in ARS giacchè il Presidente è eletto dal popolo; ma, nondimeno, stando all’apertura di Cancelleri si operebbe tradendo quanti lo hanno votato proprio contro il trasformismo di Crocetta, in spregiudicata continuità con il sistema Lombardo.

Cancelleri non è a conoscenza di tutto ciò? E’ possibile, ma allora prima di darsi alla bulimia mediatica di questi giorni si documenti e soprattutto non dimentichi di aver avuto il voto di tanti per cambiare il Palazzo e non per allearvisi.

Per ultimo, restiamo agghiacciati dalla sortita di Grillo che candida Di Pietro al Quirinale, dandogli la patente di persona perbene.

Mossa imprudente e tipica della manovra di palazzo che dimentica gli addebiti che, per primi i militanti dell’IdV, fanno a Di Pietro sulla gestione del patrimonio immobiliare del partito, sulle strane amnesie sul suo ruolo di Pubblico Ministero, sulle sue alleanze con quel pezzo di PD omogeneo appunto al Palazzo.

Probabilmente, si tratta di un’euforia post emozionale, ma la perplessità è che invece ci sia un ragionamento in tutto ciò e che anche Grillo, col suo Movimento 5 Stelle, mantenga i metodi e le tecniche della solita politica.

Non appartengo a quel movimento e l’ho votato, come migliaia di altri siciliani, perché mi sono fidato delle facce pulite dei ragazzi che lo compongono, ma se dietro l’angolo c’è il tradimento proprio di quei ragazzi onesti ed entusiasti mi sentirei derubato della buona intenzione del mio singolo voto.

Preferirei piuttosto vedere una delle elette del Movimento 5 Stelle diventare Presidente del più antico Parlamento d’Europa mettendosi subito all’opera, e cioè azzerando i contributi ai gruppi parlamentari, tagliando gli assurdi privilegi ai deputati regionali, rendendo trasparente quel Palazzo opaco che è Palazzo dei Normanni.

Ho votato Grillo per cambiare il Palazzo e non per vederlo alleato con chi lo ha reso impresentabile.

antonio fiumefreddo

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