ALLE 19 HA VOTATO IL 37,66% DEGLI AVENTI DIRITTO, DATO IN LINEA CON LE REGIONALI DEL 2006

Astensione-record, vince il partito del non voto

Lo spoglio comincerà solo lunedì mattina alle 8


 

Beppe Grillo in uno dei suoi comizi in Sicilia (Reuters)Beppe Grillo in uno dei suoi comizi in Sicilia (Reuters)

PALERMO – Nella caotica partita delle elezioni siciliane c’è già un vincitore certo. E’ il solito partito della disaffezione al voto. Quasi due siciliani su tre anche questa volta hanno deciso di disertare le urne. 

IL NON VOTO – Alle 19 nei 390 comuni chiamati al voto aveva votato il 37,66 %. Alla stessa ora, nel 2008, la percentuale era stata del 34,57%. Ma allora si votata anche il lunedì, in abbinata con le politiche per il rinnovo di Camera e Senato. Questa volta invece la chiamata alle urne è stata circoscritta alla sola giornata di domenica. Il confronto omogeneo è con le regionali del 2006. Anche allora si votò solo la domenica e anche allora la percentuale dei votanti fu molto bassa, il 37,40%.

NOTTE DI ATTESA – La Sicilia è sui generis anche nel dopo-voto. Chiusi i seggi, vengono sigillate le urne mentre lo spoglio comincerà solo lunedì mattina alle 8. A disposizione neanche uno straccio di exit-poll. Su piazza c’è solo qualche dato (di imprecisata attendibilità scientifica) fornito da una emittente locale e relativo alla sola provincia di Palermo. Dato che se preso per buono vede addirittura in vantaggio col 27% Giancarlo Cancelleri, candidato del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.

GOVERNATORE SENZA MAGGIORANZA – Al di là di questi numeri da prendere con estrema cautela la partita resta ancora aperta, con due candidati Nello Musumeci (Pdl) e Rosario Crocetta (Pd-Udc) a contendersi la poltrona di governatore, a meno appunto dell’uscita a sorpresa dell’outsider Giancarlo Cancelleri. Una cosa comunque è certa: chiunque di loro avrà la meglio sarà un governatore sotto schiaffo dell’Assemblea Regionale Siciliana. Nel senso che quasi sicuramente non avrà una maggioranza nel parlamento siciliano. La legge elettorale regionale prevede infatti solo uno striminzito premio di maggioranza circoscritto ad 8 seggi del listino del presidente. E visto che nessuno dei candidati viene dato oltre il 30% verosimilmente nessuno avrà a disposizione 46 deputati, quindi il prossimo governatore sarà senza una maggioranza.

RICATTO DEGLI SCONFITTI – E questo apre la strada all’eterno balletto delle alleanze post-elettorali con i partiti usciti sconfitti che potrebbero essere i veri vincitori per l’enorme potere di ricatto che potrebbero esercitare. E’ il caso, per esempio, dell’Mpa del governatore uscente Raffaele Lombardo che in Regione potrebbe uscire dalla porta per rientrare dalla finestra. Stando alle indiscrezione il suo potere di manovra si sarebbe fatto sentire anche in campagna elettorale. Grazie alla possibilità del cosiddetto “voto disgiunto” sottobanco molti candidati dell’Mpa per governatore avrebbero fatto votare non Miccichè ma Crocetta. Sul quale dopo il voto poter esercitare un condizionamento politico, se non addirittura sostenerlo con una vera e propria alleanza. Del resto che ci sarebbe di nuovo? Per molti versi sarebbe una maggioranza simile a quella che sosteneva l’uscente Raffaele Lombardo.

GLI INQUISITI – Un altro partito sicuramente vincitore è quello degli inquisiti di cui sono infarcite tutte le liste e che in massa torneranno in Assemblea Regionale. In tal senso nessuno dei vecchi partiti ha voluto fare fino in fondo pulizia al proprio interno. E gli inquisiti si sono distribuiti equamente tra tutte le liste che sostengono Musumeci, Crocetta e Miccichè.

SORPRESA GRILLO – E così l’unica vera novità e anche l’unica vera incognita resta legata al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Alcuni sondaggi della vigilia lo davano addirittura primo partito nell’Isola con oltre il 14%. Sarebbe un risultato sorprendente che per certi versi potrebbe aver finito persino per arginare anche il “partito del non voto” che senza la presenza di Grillo poteva raggiungere percentuali ancor più sconfortanti. Comunque la si voglia vedere i partiti tradizionali hanno già di che riflettere sulla loro reale capacità di rappresentanza del popolo siciliano.

Alfio Sciacca28 ottobre 2012 | 23:09

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