Con questa farina faro’ il pane, diceva Musumeci prima di iniziare la campagna elettorale

Home › Politica › Condannato a sei anni per tentata estorsione Ora è candidato con “Musumeci presidente”

Condannato a sei anni per tentata estorsione
Ora è candidato con “Musumeci presidente”

Sabato 13 Ottobre 2012 – 07:05 di 

Placido Oteri è stato condannato in primo grado a sei anni di reclusione per tentata estorsione, nell’ambito del processo riguardante la gestione del patrimonio del costruttore messinese Antonino Marino. “Ma non c’entro nulla – dice – sono rimasto impelagato in una storia incredibile”. Intanto, è in corsa verso Sala d’Ercole nella lista “Musumeci presidente” a Messina.

Condannato a sei anni per tentata estorsione Ora è candidato con "Musumeci presidente"
PALERMO – In primo grado è stato condannato a sei anni di reclusione. Tra quindici giorni, però, potrebbe essere uno dei novanta nuovi deputati regionali. La storia di Placido Oteri è allo stesso tempo antica e recente. Affonda le radici alla fine degli anni ’90, e in una vicenda per certi versi un po’ strana. E giunge fino ai giorni nostri, in cui Oteri figura tra le fila dei candidati della lista “Musumeci presidente” a Messina.Sei anni di reclusione per tentata estorsione. Questa la pena inflitta il 17 maggio del 2011 a Placido Oteri. Per gli amici “Dino”: “E di amici ne ho tanti – racconta – visto che per anni sono stato parte della società civile messinese”. È stato anche consigliere comunale, veramente, Oteri. Dove non t’aspetteresti oggi: “Ero nel Partito democratico”. Il Pd di Francantonio Genovese, per intenderci. Un’esperienza di qualche anno fa, adesso la svolta a destra.

La condanna a Oteri è legata, come dicevamo, a una vecchia storia. Alla fine degli anni ’90, infatti, scatta un’inchiesta sulla gestione del patriomonio di un imprenditore messinese, Antonino Marino. Una storia costellata da casi di usura e compravendite di immobili spesso con atti definiti “fasulli” dai pm. L’inchiesta scaturì nel ’99 da una serie di denunce presentate da Biagina Marino, erede di Grazia Visco, moglie del costruttore. La donna diventò vittima di alcuni strozzini e finì persino nelle mani di alcuni esponenti delle ‘ndrine calabresi della Piana di Gioia Tauro e della Locride.

“Ma io non c’entro nulla – spiega Oteri – sono solo rimasto impelagato in una storia assurda”. E l’assurdità della vicenda, secondo Oteri, starebbe nel fatto che la presunta “tentata estorsione” altro non era che un tentativo di farsi restituire “i 171 milioni di lire che avevo pagato ai Marino per un appartamento del quale non sono mai riuscito a entrare in possesso. Erano soldi frutto del mio lavoro, dei miei sacrifici”.

“Un processo sotto certi aspetto ‘strano’”, commenta anche il legale di Oteri, Enrico Ricevuto, “visto che in un altro troncone, che coinvolse ventuno imputati, la presunta ‘estorta’, Biagina Marino, è stata considerata poco attendibile: e gli imputati sono stati tutti assolti”.

Ma Oteri, evidentemente, è rimasto nel “troncone sbagliato”. “Anche un maggiore della Dia di Reggio Calabria che ha portato avanti parte delle indagini – racconta Oteri – mi ha definito una ‘parte lesa’. Quando ha saputo della condanna, ha iniziato a sbattere la testa al muro. Era incredulo. Come lo ero io. Mi hanno fregato i soldi e sono pure finito in tribunale. Sono solo una vittima”.

Ma adesso, l’orizzonte porta verso le elezioni, in una tornata elettorale contraddistinta dal richiamo a “liste pulite” e codici etici: “Il reato per il quale sono stato condannato – precisa Oteri – non prevede l’incandidabilità. E comunque, si tratta di una sentenza di primo grado, alla quale abbiamo già opposto ovviamente ricorso. In Appello la causa verrà discussa il 18 gennaio prossimo”.

Oteri è un capitano della Siremar, “navigo da 26 anni – dice – e ho sempre lavorato. Sono una persona onesta, ho quattro figli, e tutti mi vogliono bene”. Gli amici. Quelli che lo chiamano “Dino”. E che probabilmente voteranno per lui, in questa corsa verso Sala d’Ercole. Nonostante queella vecchia storia, tronata a essere così recente.

Ultima modifica: 13 Ottobre ore 00:05
//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////

LA REPLICA DI DINO OTERI

“Sospendo la mia campagna”
Lista Musumeci: “Atto dovuto”

Sabato 13 Ottobre 2012 – 10:47

Dopo il nostro articolo, Dino Oteri, candidato della lista Musumeci, replica. E annuncia: “Sospendo la campagna elettorale”. La medesima lista prende posizione così: “Apprezziamo che il candidato abbia accolto la nostra richiesta di sospendere la sua campagna”.

Gentile Sabella, nonostante la mia semplicità e la mia onestà nel rispondere alle sue domande vedo che sono stato trattato come il peggiore dei delinquenti.

Non ho nulla di cui pentirmi perché non ho commesso alcun reato (anche se la condanna non definitiva dice altro) ma ho subito un torto ed un danno avendo investito dei soldi per l’acquisto di una casa per i miei figli ed invece non ho la casa,non ho quei soldi (che vivendo di stipendio mi sarebbero oggi serviti) e sono incappato in una vicenda allucinante nel quale poi mi auguro sarà dimostrato che sono la parte lesa.

Quando mi son candidato per sostenere il cambiamento incarnato dal progetto di Nello Musumeci è stato per una passione di impegno civile e per rispondere alle sollecitazioni di molti amici proponendomi al candidato Presidente Musumeci e conoscendo il “Codice Etico” della lista non pensavo ingenuamente di creare tanto “rumore” .

Pertanto mi scuso pubblicamente con il presidente Musumeci e con gli altri candidati per il danno arrecato da queste notizie in una campagna elettorale avvelenata da un clima surreale. Essendo stato sempre un lavoratore onesto e rispettoso delle leggi oggi mi sento a disagio e Le chiedo almeno la cortesia di comunicare,attraverso il suo giornale,la mia intenzione di sospendere la campagna elettorale.

Cordialmente, Dino Oteri

Questa la risposta della lista Musumeci: “Apprezziamo che il candidato Oteri abbia prontamente accolto la nostra richiesta di sospendere la sua campagna elettorale in osservanza dei criteri morali, etici e giudiziari che la nostra lista si e’ data e che vale anche quando, come in questo caso, si tratta di vicende private e di un primo grado di giudizio. A tutti i candidati abbiamo chiesto di sottoscrivere  l’autocertificazione antimafia e abbiamo detto che le nostre regole sono ancora più  rigide  di quelle previste dalla legge. Bene ha fatto la stampa a segnalare il caso perche’ ci consente di ribadire con forza ai siciliani di non votare in nessuna lista candidati che non rientrano nei parametri del codice etico”. E’ quanto afferma una nota della lista Nello Musumeci presidente, in cui si ribadisce anche che “la politica deve assumersi sempre e subito le sue responsabilita’ anche chiedendo ai candidati di fare un passo indietro in attesa del giudizio definitivo della magistratura”.

Ultima modifica: 13 Ottobre ore 12:46
Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Powered by WordPress.com. Tema: Adventure Journal di Contexture International.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: