Firrarello alla riscossa

IL PDL SICILIANO ALLO SBANDO, FIRRARELLO DEGLUTISCE MALE PDF Stampa E-mail
La Politica – La Politica
Scritto da FABRIZIO GIANNINO
Domenica 30 Settembre 2012 09:01

L’ex ministro del PdL, Stefania Prestigiacomo, forzista della prima ora fin dal 1994,  dice addio al Popolo delle Libertà.

La parlamentare siracusana avrebbe detto di essere sconcertata e disgustata di fronte allo spettacolo delle ultime settimane. Del sogno berlusconiano in questo partito non c’è più tracciasiamo invece circondati da gruppi di potere che passano le giornate a litigare”. Disgustata  della lotta per il potere che, a suo avviso, sarebbe in corso all’interno del suo partito e, fin da subito, sarebbe pronta al disimpegno dalla campagna regionale siciliana del Pdl che sostiene il catanese Nello Musumeci, per appoggiare invece il candidato del  Polo Siciliano Gianfranco Micciché.

“Per riempire le sale e parlare di contenuti bisogna lavorare fuori dal Pdl.- continua la Prestigiacomo- Quella nomenclatura ha fallito. E lo sa anche Berlusconi. E’ solo lotta fra bande che a tutto pensano tranne che ai problemi della gente. Mentre il Nord soffre il Sud affonda. Apriamo gli occhi”.

 

Divertente pure l’affermazione che l’ex ministro delle Comunicazioni Paolo Romani intervenuta proprio nel corso del Convegno “Ripartiamo dal Nord” secondo il quale “l’impressione è che ci sia qualche problema in Sicilia. Io non lo conosco ma non credo abbia una rilevanza nazionale”.

E di problemi seri in Sicilia all’interno del PdL ce ne sono tantissimi. Una estemporanea ce la rende proprio la classe dirigente di questo partito nell’occasione della formazione delle liste in provincia di Catania.

Una vera e propria guerra per evitare la concentrazione di consensi su questo o quel candidato rappresentante dei gruppi contrapposti, ma soprattutto evitare le furbate del clan del pistacchio. Le minacce del ritiro delle candidature da parte degli ex missini per contrastare i piani di Firrarello e Castiglione, che si sentono ancora i padroni “del vapore”, hanno costretto quest’ultimi a far candidare tutti, o quasi, i pezzi da novanta. E così spuntano le candidature dell’eurodeputato La Via e del capogruppo del PdL in consiglio comunale di Catania Condorelli. Un riequilibrio, forse più formale che sostanziale, che metterebbe però e comunque in seria difficoltà la sicura rielezione di D’Asero e Limoli.

 

Una scenetta deliziosa, in questo quadro desolante, infine ce la racconta un addetto ai lavori presente nella segreteria di Firrarello ove si componeva la lista. Ci riferisce, il nostro amico, di una telefonata tra un rabbioso sen. Firrarello, assediato dalla minaccia di svuotamento della lista degli ex AN e dall’intransigente rifiuto da parte di Musumeci ad ospitare nella propria alcuni candidati firrarelliani,  e il deputato Salvo Torrisi, “Ti devi candidare, – dice Firrarello, ricostruiamo a braccio- devi dimostrare quanto vali, finora hai solo dimostrato che non ci sei nel territorio, io non ti metto più in lista se non ti candidi e provare quanto vali, sei solo uno ……..”. Anche se non fedelissima la trascrizione riportataci de relato non muta il senso che in ogni caso è questo. Ma immaginiamo se Torrisi, nominato deputato e mai candidato avrebbe affrontato la prova del POPOLO.

Questa la condizione odierna del PdL siciliano, da gioiosa macchina da guerra a sterile comitiva di eunuchi.

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