Caso gravissimo all’interno del PDL ( Popolo Dei Ladri) subito dopo l’annuncio delle dimissioni della Polverini, Angelino Alfano si e’ chiuso in bagno, causa improvvisa sciolta. Da diverse ore e’ rinchiuso e non da notizie di se’ . Neppure la telefonata con l’amico Peppino Castiglione e’ servita per bloccare la fluttuante fuoriuscita.

LA RUSSA MINACCIA LA SEPARAZIONE

ANGELINO IN BRAGHE DI TELA,
DANIELA S’AVVICINA AD ARCORE

24 settembre 2012 – 18:36 – Politica
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Ignazio La Russa non ci gira attorno. Dopo gli avvertimenti, le riflessioni critiche, i segni di malessere e il veto sulle cose che non s’hanno da fare – una nuova legge elettorale senza le preferenze, per esempio – ora ci va giù pesante. “Dobbiamo capire se separati possiamo dare qualcosa di nuovo agli italiani”, afferma. Un altro passo nella direzione della separazione consensuale, secondo alcuni. Un ballon d’essai, per altro. Uno dei tanti.

Stavolta, tuttavia, non è solo Ignazio, il siciliano di Milano, a prendere le distanze, mentre Roma brucia per lo scandalo della regione Lazio. C’è Gianni Alemanno che con una spallata butta giù il portone. Il sindaco, ex An, ma di famiglia diversa, sostiene che bisogna rottamare il centrodestra perché così com’è non è più presentabile o quasi.

Ma non è finita. Dall’altra parte della barricata, la pasionaria di destra, Daniela Santanché, storaciana pentita e berlusconiana fino al midollo, è radicale quanto Alemanno e ben disposta, come Ignazio, a rimettere tutto in discussione. La separazione consensuale, secondo l’ex sottosegretario, non è quel che Ignazio vuole, ma a un certo punto bisogna cambiare, costi quel che costi, il Pdl non è più digeribile. “La fusione fra An e Forza Italia fu un’idea geniale”, spiega Daniela Santanchè in una intervista al Corriere della Sera, “ma i partiti sono fatti di uomini e nessuno è disposto a fare un passo indietro, le catene di comando sono rimaste autonome, guardandosi a volte con sospetto e a volte addirittura con ostilità: la scissione di Fini fu il risultato di una rivalità personale, puro potere…”.

Poi la stoccata finale: “Nel Lazio c’è una guerra per bande…E io dovrei perdere la faccia per un furbastro di provincia che si fa chiamare Batman. Vado da Silvio per dirgli di avviare una rifondazione totale”.

Naturalmente, Silvio non c’entra niente in tutto questo. Poveretto, subisce la guerra per bande e basta. E Angelino, che fa Angelino? Di certo non si gode il panorama. Renata Polverini è stata con lui più di un’ora, un colloquio “intenso” secondo i bene informati, seguito alla visita che la presidente ha fatto a Palazzo Chigi. Ufficialmente la maggioranza tiene nella Regione Lazio, ma il pressing è robusto e Renata potrebbe non resistere. Il segretario ha protetto Renata senza se e senza ma. Potrebbe però capitolare anche lui se da Arcore dovessero venire segnali contrari.

L’Udc, alleato della Polverini, è diviso: Casini preferirebbe lasciare le cose come stanno, ma il presidente del partito, Buttiglione, più sensibile agli umori delle gerarchie, crede che sia meglio staccare la spina. Nulla di più salutare che rimettere il mandato agli elettori, come pensano i democratici e i dipietristi che si sono già dimessi dal consiglio regionale.

Ripercussioni sulle elezioni regionali siciliane? Nulla di concreto. La separazione consensuale fra ex An e ex Forza Italia, se ci sarà, arriverà dopo le consultazioni, magari alla vigilia delle politiche. E in Sicilia, tra l’altro, il Pdl è già stato sottoposto a prove stressanti, avendo subito due scissioni (Miccichè e finiani). Coloro che sono rimasti, non dovrebbero avere una gran voglia di seguire Ignazio.

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