LA DECISIONE DEL PDL di MAURO FAVALE e MARIA ELENA VINCENZI

Il futuro di Fiorito nelle mani di Alfano
ma la Polverini minaccia le dimissioni

Il futuro di Fiorito nelle mani di Alfano ma la Polverini minaccia le dimissioni

Un vertice di 12 ore concluso con un rinvio: sarà il segretario a decidere sull’eventuale espulsione. Riunione tesa per gli equilibri del Pdl: ad accusare l’ex sindaco di Anagni ci sono anche Mario Abruzzese, presidente del Consiglio regionale e Franco Battistoni attuale capogruppo. Lui prepara un contro-dossier e si difende: “Non ho preso soldi, altrimenti sarei in galera”

ROMA  –  Ancora 24 ore. Franco Fiorito ha guadagnato un altro giorno dentro al suo partito, il Pdl, che dopo 12 ore di vertice non è stato in grado di scegliere se sospenderlo o meno. Dopo l’apertura dell’indagine a suo carico per peculato, sarà il segretario Angelino Alfano a decidere oggi il destino politico dell’ex capogruppo alla Regione Lazio, accusato di aver effettuato centinaia di “auto-bonifici” dal conto del partito su suoi conti personali per circa un milione di euro.

“Non ho preso soldi, altrimenti sarei in galera”, si è difeso Fiorito uscendo dalla sede del partito in via dell’Umiltà. Dopo di lui, scura in volto, è andata via anche Renata Polverini che ieri, a quanto raccontano, avrebbe messo sul tavolo le sue dimissioni, per la terza volta in due anni: “O azzeriamo tutto o io me ne vado”, avrebbe detto la governatrice durante una riunione tesissima alla quale hanno partecipato anche i vertici nazionali del partito.

Ma azzerare tutto significa non solo pretendere la sospensione di Fiorito ma anche resettare le altre cariche del Pdl in consiglio regionale a cominciare dal presidente della Pisana, Mario Abbruzzese e dal nuovo capogruppo, Franco Battistoni. Un azzardo troppo forte per il partito, soprattutto in questo momento. E così ha prevalso l’indecisione: non si tocca niente, almeno per un altro giorno, con le squadre in campo, ex An e ex Forza Italia, a difendere i loro protetti, Fiorito da una parte e Battistoni dall’altra. Quest’ultimo ieri si è presentato spontaneamente in procura, portando con sé la relazione che accusa il suo predecessore di aver compiuto più di una operazione poco chiara con i conti del gruppo.

Un modo, anche, per ribattere al “contro-dossier” preparato da Fiorito, con le centinaia di ricevute delle spese sostenute dai suoi consiglieri, la gran parte per cene e acquisti vari, tutte fatte con i soldi che la Pisana distribuisce ai gruppi consiliari per l’attività sui territori. Per adesso Battistoni starebbe valutando l’ipotesi di denunciare Fiorito per diffamazione. Intanto, in questo clima, resiste anche lui, deciso a non fare passi indietro. Il tutto mentre la Polverini sembra sempre più lontana dal partito che l’ha scelta e sostenuta alla guida della Regione Lazio: “Questa storia sta rovinando la mia immagine  – avrebbe detto  –  ma state attenti, perché è una vicenda devastante per tutti”.

14 settembre 2012

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