Un altro del Partito dei Ladri si autosospende

IL CASO

Fiorito si autosospende dal Pdl
“Ora altri potrebbero seguirmi”

L’ex capogruppo del Pdl alla regione Lazio comunica la sua decisione e invita altri colleghi a seguirlo. “Dimostrerò la mia innocenza, tutta la vicenda è strumentale

Fiorito si autosospende dal Pdl "Ora altri potrebbero seguirmi"

“Ho inviato la mia autosospensione dal Pdl al segretario del partito. Ritengo sia un atto di dignità e correttezza che altri potrebbero seguire”. Potrebbero, o dovrebbero? Franco Fiorito, ex capogruppo del Pdl alla regione Lazio, annuncia in una nota la sua autosospensione dal partito, ma chiama ancora in causa i suoi colleghi. “Sono certo che al termine di questo procedimento dimostrerò rapidamente l’insussistenza dell’accusa, poiché tutta la vicenda è il tentativo di una strumentalizzazione politica”, prosegue Fiorito, che ostenta grande tranquillità riguardo le perquisizioni di questa mattina.

Perquisizioni, rifersisce Fiorito, che si sono svolte ” presso gli uffici del gruppor regionale Pdl e delle mie abitazioni private di Roma e Anagni in un clima di grande serenità e reciproca collaborazione”. L’ex capogruppo, coinvolto in uno scontro politico-giudiziario sempre più ingombrante con il suo successore alla Pisana Franco Battistoni, spiega di aver fornito tutta la documentazione dei conti del gruppo: bilanci, ricevute, pagamenti. Carte secondo Fiorito serviranno a chiarire la sua posizione.

Gli agenti del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza sono arrivati negli uffici del Pdl alla Pisana poco dopo le 8 di mattina. Perquisizioni, come spiega il decreto firmato dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Alberto Pioletti, nate dall’esigenza di “ricostruire la contabilità del gruppo in consiglio regionale del Lazio” nella gestione

di Franco Fiorito, che è stato capogruppo del partito negli ultimi due anni, e da alcuni giorni iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di peculato. Le Fiamme gialle hanno anche perquisito a lungo l’abitazione romana del consigliere pidiellino.
A piazzale Clodio si pone attenzione, in primo luogo, al percorso compiuto dai fondi regionali destinati al Popolo della libertà. Il trasferimento del denaro, così come appare dai dati dei conti correnti bancari, sembra diretto: dal partito a Fiorito, quasi senza soluzione di continuità o giustificazione. Una serie di operazioni, in molti casi senza alcuna causale, sulle quali ora si sta soffermando l’attenzione degli inquirenti. A piazzale Clodio  poi non si smentisce l’ipotesi di una prossima convocazione dello stesso Fiorito che ha scelto come difensore l’avvocato Carlo Taormina.

Se Fiorito rassicura e ostenta tranquillità, non si può dire che questo stato d’animo sia condiviso dalla presidente della regione Renata Polverini, insofferente nei confronti del partito di maggioranza e travolta dagli eventi delle ultime ore, tanto da pensare, secondo indiscrezioni, di dimettersi. A questo proposito, l’autosospensione di Fiorito potrebbe non bastare alla presidente. A mettere il coltello nella piaga il capogruppo dei democratici Esterino Montino: “La presidente Polverini è all’angolo, da  questa vicenda esce politicamente ridimensionata nel suo ruolo di capo unico e indiscusso”. E aggiunge: “La Regione è bloccata da questa maggioranza che con i soldi pubblici si paga anche le ostriche.  Viste le dichiarazioni di giovedì sera all’uscita dal vertice, la Polverini dovrebbe tirare le debite conclusioni. Il fallimento di questa esperienza di governo è evidente”.

(14 settembre 2012)

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