Secondo Leontini Giuseppe Castiglione e’ senza testa

L’EX CAPOGRUPPO ALL’ARS PARLA DELLA SUA ‘FUORIUSCITA’

Leontini in lista tra i big del Pid: “Pdl, partito con un vertice ma senza testa”

Innocenzo-Leontini

12 settembre 2012 – Quando risponde al telefono, Innocenzo Leontini risponde con il piglio deciso di sempre e la butta così fra lo spirito e il finto stupore: “Ma come mai oggi c’è questa curiosità in assenza di un qualche mio comunicato stampa. Io ho lasciato il Pdl già da tempo. Un mese fa, ho annunciato che mi sarei candidato in un’altra lista che non fosse il Pdl”. Il capogruppo all’Ars del Pdl sceglie questo tono per rispondere alle domande sul suo passaggio dal Pdl al Pid nelle cui liste sarà candidato alle regionali di ottobre.

Scusi onorevole, evidentemente se c’è tutta questa curiosità e clamore, lei un mese fa non è riuscito a trasmettere questa assoluta convinzione.

Io l’ho detto un mese fa.

 

Lei parlò insieme a Rudy Maira del Pid di una lista che comprendesse le animi di entrambi i partiti con alcuni deputati suoi colleghi del Pdl che animavano un certo dissapore interno al suo partito. Quindi ci si aspettava una candidatura in una lista civica. 

La lista civica il Pid ha deciso di non presentarla puntando sul logo e il simbolo di Cantiere Popolare-Pid che per la prima volta si presenta alle regionali. D’altronde i colleghi del Pid, mi sono stati vicino a sostegno della mia candidatura negli ultimi tre mesi. Con loro ho avuto una sintonia incrollabile negli ultimi quattro anni di opposizione al governo regionale, senza mai indietreggiare. Ritrovarmi in sintonia nella scelta di trovare nel futuro una strada alternativa alla matrice che ha guidato il governo regionale fino ad oggi, è stata l’unica strada.

Lo ha detto un mese fa ma allora mi ribadisca quali sono i motivi che hanno marcato la distanza fra lei e il Pdl tanto da presentarsi con un altro partito, che converrà ha tutto un altro sapore.

Non c’è dubbio che c’è stata una vivace dialettica fra me e il Pdl negli ultimi mesi. Le faccio solo un riferimento, se oggi ci troviamo a sostenere un candidato forte e importante come Nello Musumeci non lo si deve al Pdl che con molto ritardo ha affrontato le elezioni siciliane e poi stava facendo degenerare il dibattito sulle candidature. Il Pdl se c’è bisogno di ricordarlo, è stato costretto a seguire l’indicazione di Musumeci alla presidenza della Regione siciliana. Ed è assurdo che il partito che da 16 anni raccoglie i maggiori consensi in provincia non riesca ad esprimere un candidato.

Il problema dunque è la rappresentanza nel Pdl.

Il problema è che sul tema della campagna elettorale per le regionali, sono stati convocati due coordinamenti regionali presieduti dai coordinatori regionali alla presenza dei coordinatori provinciali. Vuole sapere con quale premesse si sono svolti gli incontri? Con queste ammonizioni: raccontateci a che punto siete arrivati nella composizione delle liste e non date indicazioni su candidati alla presidenza o strategie politiche. Su questo decidono i vertici del partito.

La domanda è provocatoria: lei come capogruppo del Pdl all’Ars non è sufficientemente “vertice”?

Ha fatto la domanda più propizia e sono costretto a darle la risposta più negativa. Evidentemente non costituivo alcun riferimento fra i vertici. Nonostante abbia sempre detto che dopo aver partecipato alla demolizione, avevo tutti i titoli per la ricostruzione.

Quindi decide Berlusconi e basta.

Decide il vertice estremo, la direzione nazionale: Berlusconi, Alfano.

Però resta nella coalizione.

Per fortuna il percorso è uguale. Musumeci è un ottimo candidato che io sostengo in modo convinto e leale. Per una fortuita coincidenza derivante da una indicazione altrui, il Pdl sostiene Musumeci. Il percorso che ha portato a questo sostegno la dice lunga su come questo partito agisce.

Questo scollamento che lei ha descritto fra vertici regionali e nazionali e la base che rappresenta il partito sul territorio non pensa possa avere effetti sul risultato elettorale considerati anche i dati delle ultime amministrative?

Io spero di no per l’economica complessiva e il vantaggio della coalizione. La invito a considerare alcuni episodi che vanno in questa direzione: Mancuso a Catania, Beninati a Messina, Campagna a Palermo hanno lasciato tutti il Pdl alla vigilia di una campagna elettorale importante come le regionali.

A proposito di Mancuso, Beninati e Campagna. Hanno partecipato come lei alla prima delle riunioni fra il gruppo che ha animato nel Pdl all’Ars e il Pid. Ma poi hanno scelto tutti altri lidi (Beninati e Campagna all’Udc, Mancuso è vicino agli autonomisti del Partito dei siciliani, ndr).

Quello che è accaduto la dice lunga sul disagio che i miei colleghi hanno vissuto come me all’interno del Pdl. E’ venuta meno la prospettiva di partecipare ad una scelta del partito, a sostegno ad esempio della candidatura di  Leontini o altri candidati del partito scelti in maniera partecipato. I colleghi hanno scelto di far valere o prevalere il grado di dissenso che avevano accumulato nei confronti del partito. Io ho mantenuto la barra dritta della mia appartenenza e della mia posizione politica convinto come sono che Musumeci può condurre chi lo sostiene al successo.

Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Powered by WordPress.com. Tema: Adventure Journal di Contexture International.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: