Ironia su Putin

SATIRA – L’ULTIMA IMPRESA DEL PRESIDENTE RUSSO SCATENA L’IRONIA GENERALE

Putin e le gru, lo sberleffo dei russi corre sul web

La battuta: «Se è volato via con le gru, vuol dire che ce ne siamo liberati fino alla primavera prossima?»

Putin in deltaplano
Rcd

MOSCA – Visto che non ci riescono con le manifestazioni, gli oppositori di Vladimir Putin tentano di seppellirlo con una risata. E lui ha dato loro una mano con l’esibizione di giovedì (trasmessa ampiamente dalla tv), quando con una curiosa tuta bianca è salito come passeggero su un deltaplano a motore per guidare uno stormo di gru siberiane. Voleva essere l’ennesima prova di grande abilità, dopo le immagini con tigri, orsi, caccia-bombardieri e quant’altro. Invece l’internet russo è andato in tilt, con battute di ogni genere e fotomontaggi a centinaia. «Se è volato via con le gru, vuol dire che ce ne siamo liberati fino alla primavera prossima?». Era una delle più moderate.

Poi il richiamo ai dispacci americani rivelati da WikiLeaks nei quali Vladimir Vladimirovich veniva definito come il cane alfa, vale a dire il capobranco. Appena arriva dalle gru Putin chiarisce: «Io sono la gru alfa!». E quindi, inevitabile, l’ironia sull’FSB, successore del KGB (dal quale Putin, notoriamente, proviene): prima dell’arrivo del presidente, l’FSB ha controllato tutte le gru, i genitori, i nonni, se avevano parenti all’estero…

E dire che i primi a ricorrere all’arma dei fotomontaggi, dei ritocchi, dell’uso estremo di photoshop erano stati proprio alcuni ambienti vicini al potere ai quali, evidentemente era rimasta impressa la lezione staliniana: foto ritoccate per far sparire personaggi già eliminati fisicamente dall’NKVD.
All’inizio di quest’anno misteriosi blogger tentarono di screditare Aleksej Navalny, leader dell’opposizione, mostrandolo in una foto contraffatta assieme all’oligarca Berezovskij, ricercato dalla polizia russa e odiato da tutti.

La cosa si risolse in un clamoroso autogol, con la blogosfera piena di fotomontaggi fantastici inventati dai sostenitori di Navalny: lui con Stalin, con Hitler, con Schwarzenegger, con un alieno. Gli autori dell’operazione vennero ridicolizzati.
Nei giorni scorsi qualcuno avrebbe dovuto spiegare al Cremlino che la voglia di satira nel paese è fortissima, visto che altre forme di dissenso vengono regolarmente represse duramente. E che forse diffondere immagini del presidente in una goffa tuta bianca, con un casco altrettanto goffo (e per fortuna non si è visto indossare il preannunciato becco da gru) non era proprio una buona idea.
Evidentemente con i ritocchi i russi sono bravi. Lo si era visto già l’anno scorso, quando Putin annunciò che sarebbe tornato al Cremlino dopo i quattro anni di pausa come primo ministro. In pochi minuti qualcuno sfornò una foto che valeva più di cento commenti: un Vladimir Vladimirovich invecchiato alla Leonid Brezhnev e con il petto pieno di medaglie.

Fabrizio Dragosei

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