Secondo il giornalista dell’articolo: ” Castiglione meriterebbe da parte di Berlusconi tante ma tante mazzate, aveva previsto argutamente che non si andava da nessuna parte con questi perche la Sicilia per loro (Castiglione & C.) era solo il mezzo per raggiungere posizioni personali.

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La Politica – La Politica
Scritto da ADOMEX
Domenica 02 Settembre 2012 10:29

Le novità in questa stagione politica non finiscono mai, “e quannu si pigghia ‘u sciddicu” si rischia di subire una valanga, che potrebbe travolgere anche il PdL romano.

“Insieme ad un gruppo di amici e di cittadini – dichiara Filippo Drago – abbiamo dato vita ad una formazione civica autonoma e territoriale, svincolata da ogni logica di partito nazionale, vicino alla gente, ben salda a valori quali il rispetto delle regole e la coerenza delle idee. Sta per profilarsi una nuova ed intensa stagione politica, che nel giro di pochi mesi vedrà il rinnovo delle istituzioni regionali e nazionali per questo crediamo sia necessario operare quelle riflessioni e quelle scelte utili per determinare il futuro delle nostre comunità. Viviamo una fase di profonda e dura crisi economica, sociale e di valori, ma anche di innegabile difficoltà della politica, in particolare dei partiti nazionali che sono ormai lontani anni luce dalle istanze dei cittadini e distanti dall’idea di partecipazione attiva, avendo perso il potere di rappresentanza (per la mancanza di possibilità da parte del cittadino di scegliere i propri rappresentanti al parlamento – ndr) ed il senso di impegno diretto per la crescita delle comunità, ed hanno deciso di abbandonare i territori per interrompere il dialogo con la base, lasciando sfiorire quei sentimenti di militanza e passione civica che nel passato hanno contraddistinto storiche battaglie a difesa di valori fondamentali”.

 

“Una classe politica –continua Drago- che ha isolato i sindaci, e gli amministratori comunali, lasciandoli soli a difesa della cittadinanza, senza alcuno strumento utile per garantire sviluppo, crescita e difesa delle comunità. Solo in alcuni rari casi la buona politica  si è materializzata, grazie a tutte quelle lotte intraprese dalla popolazione e prontamente accolte da attenti amministratori, che hanno generato un positivo riscontro sul territorio. È necessario – prosegue il sindaco di Aci Castello – invertire definitivamente la rotta, affinché i cittadini possano riappropriarsi della buona politica, per non cadere nella trappola dell’antipolitica, diventando i protagonisti del loro futuro. Vogliamo, dunque, unire tutte quelle forze che rappresentano i territori e le istanze della cittadinanza, tutti i sindaci e tutti gli amministratori, tutti quei cittadini che hanno a cuore il proprio territorio, e tutti coloro che vogliono insieme a noi condividere una nuova stagione di pura militanza, passione ed impegno, che dovrà vederci rappresentati in tutte quelle sedi politiche ed istituzionali dove dover andare a difendere le nostre comunità.”

Con Drago e Mancuso vanno via dal PdL altri personaggi politici del catanese, il consigliere provinciale Carmelo Pellegriti, l’ex assessore della provincia etnea Giovanni Bulla macchina da guerra elettorale, ed una cinquantina di consiglieri comunali della provincia di Catania.

Un ulteriore segnale, questo, dell’inesorabile declino del PdL nell’isola. E’ riuscito benissimo il coordinamento regionale a fare scappare proprio tutti.

Da Leontini che qualche settimana fa ci dichiarava che il PdL mancava di politica e strategia  ridotto elettoralmente ed isolato politicamente, dopo essere stato per un quindicennio partito leader di una coalizione, non aveva nemmeno la disponibilità degli interlocutori sulla carta, l’UDC dichiarava né con Lombardo né col PdL, Grande Sud non interloquiva,  il PID era stato avversario alle amministrative a Palermo, quindi una solitudine che sembrava essere definitiva. Una solitudine data da scelte sbagliate fatte dal vertice in tutta la Sicilia”.

Prima di questi episodi Micciché aveva preso le distanze da questo PdL, appiattito su posizioni nordiste che subiva dolcemente,  fondando Grande Sud, rompendo con tutta la dirigenza pidiellina siciliana, Castiglione in testa, che meriterebbe da parte di Berlusconi tante ma tante mazzate, aveva previsto argutamente che non si andava da nessuna parte con questi  perche la Sicilia per loro (Castiglione & C.) era solo il mezzo per raggiungere posizioni personali.

La Sicilia “azzurra” del 61-0, simbolo italico del berlusconismo, oggi si ritrova solitario, evacuato, “sminchiato” si dice dalle nostre parti, inverosimilmente più che nel resto d’Italia, dove pur non sta di certo bene, che per tirare fuori un candidato presidente della regione ha dovuto affidarsi all’ex fascista Musumeci, che teoricamente nulla ha a che spartire con gli ex (anche questi) democristiani che si ammassano nel Popolo della Libertà siciliano….anzi.

 

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