Ha esternato le sue riflessioni da leader nazionale il Berlusconi siciliano. Ma per caso il giornalista sara’ qualche amico?

IL PDL A GIARDINI NAXOS, SUD INTERVISTA GIUSEPPE CASTIGLIONE

25/08/2012 –

Il coordinatore del Pdl punta sull’autorevolezza di Musumeci. Parla di Lombardo, Crocetta e Alfano. Ma anche dell’autonomismo siciliano e delle prospettive verso le elezioni regionali e nazionali: « Il Pdl in Sicilia sarà il primo partito».

Doveva essere il week-end dell’incontro del centrodestra siciliano a Pergusa, o di un possibile vertice nella bollente Catania. Il Pdl riunisce invece i suoi tre coordinatori nel famoso lido balneare di Giardini Naxos ai piedi di Taorminalontano da telecamere e curiosi. Levati gli abiti imposti dalla quotidiana routine, attorno ad un tavolo tra granite e caffè siedono tutti i big del Popolo delle Libertà in Sicilia: i tre coordinatori Giuseppe Castiglione, Dore Misuraca Domenico Nania e il senatorePino Firrarello.

A pochi passi dal mare, con le grandi navi da crociera a largo ormeggiate sotto Taormina si svolge il vertice politico per fare il punto della situazione in casa Pdl; le elezioni regionali sono sempre più vicine.

Il primo ad arrivare è Domenico Nania, comodo nella sua camicia blu con motivo floreale in puro stile hawaiano, dopo una decina di minuti ecco Dore Misuraca, arrivato da Palermo, in jeans e camicia e subito estasiato dalla vista del litorale ionico “Ma qui è bellissimo”. Ad intrattenerli e fare gli onori di casa è il Senatore Pino Firrarello, arrivato con una decina di quotidiani sotto braccio e che da anni, nel periodo estivo trasferisce la sua segreteria proprio a Giardini Naxos.

Intanto inizia la nostra chiacchierata con il coordinatore Giuseppe Castiglione:

Niente vertice del centrodestra a Pergusa? e
“No, non è stato né convocato né pensato. Con Musumeci ci rivedremo quando avrà pronta un ipotesi di programma. Quindi nelle prossima settimana”.

Ma l’Mpa e Pdl possono stare insieme con Musumeci candidato Presidente ?
“L’Mpa e il Pdl così come li abbiamo conosciuti negli anni scorsi, in particolare sul metodo di governo e la gestione della Regione hanno una evidente incompatibilità.
Noi abbiamo espresso un giudizio fortemente critico sulla gestione della Regione e sul ribaltone che ha portato all’estromissione del Pdl”.

In sostanza un giudizio negativo ?
“Assolutamente si, perchè è mancata la pianificazione amministrativa e il rigore nella gestione dei conti pubblici. E’ mancato, alla Regione, il guardare oltre. Non si è data nessuna certezza agli Enti Locali che ad oggi devono ancora percepire la seconda trimestralità. Ogni giorno si devono offrire dei servizi senza avere i fondi dovuti. Sappiamo poi qual’è il caos dei rifiuti e della regolamentazione dei servizi idrici”.

Ma quali sono gli scenari?
“Con l’anticipazione delle elezioni regionali che non si stanno celebrando nella loro scadenza naturale, che voglio ricordare anche a me stesso, dipendono dalle dimissioni del Presidente della Regione per motivi a tutti noti. Si apre uno scenario diverso, andando incontro ad una tornata elettorale lunga. La proposta politica deve fare i conti con partiti che domani non ci saranno più. L’Mpa ad esempio ha già deciso di cambiare nome e darsi una nuova veste. Dopo le elezioni si avrà un quadro politico diverso, con alcuni partiti come Grande Sud e l’Mpa possibilmente assenti dal parlamento nazionale. La nuova legge elettorale, che è in fase di lavorazione, con sistema proporzionale e sbarramento al 5% ed il premio di maggioranza al primo partito, potrebbe non portare al Parlamento questi partiti. Resisteranno Udc, SEL e l’IDV questo è lo scenario politico. Ed è proprio in questo contesto che si svolgono le elezioni regionali”.

E tutti questi partiti di matrice autonomista ?
“Progetti sicilianisti e autonomisti guardano alla loro rappresentanza nel Parlamento nazionale. Sembrerebbe un paradosso, oggi i partiti autonomisti chiedono come maggiore garanzia come andranno ad essere rappresentati a livello nazionale. In questo scenario nuovo, sono certo che il Pdl anche a livello regionale si rilancerà a pieno titolo”.

Come ?
“Stiamo lavorando a due liste per le prossime elezioni. Quella del Pdl principale e una che farà riferimento allo stesso. C’è tanto entusiasmo, tanti amministratori, tanta gente che ha capito che non c’è progetto politico nei partiti minori e in questi di matrice autonomista. Penso che le prossime elezioni regionali daranno un forte segnale a livello nazionale. Ad esempio bocciando l’alleanza Pd, Udc che abbiamo ritenuto essere una matrimonio innaturale, che a mio avviso, non farà decollare il progetto, dando un forte segnale nel panorama nazionale”.

E la Sicilia ?
“La immagino diversamente, da queste chiusure autonomiste e localistiche. Ma la vedo fortemente proiettata in Europa, utilizzando bene le risorse comunitarie e aprendosi all’area del Mediterraneo basandosi su una forte integrazione. Mentre si celebrano le elezioni non dimentichiamoci che c’è in corso la programmazione dei prossimi 6 anni (2014-2020) dei fondi europei. In questo senso a livello regionale c’è una scarsa progettualità, ma anche un problema che riguarda le procedure”.

Che idea si è fatto di questo tentativo di dialogo tra Lombardo e Miccichè, tutto incentrato sull’autonomismo del Sud, mirano ad un prospettiva futura da condividere basata sull’idea ad esempio di “Grande Italia” per le politiche del 2013 ?
“Penso che anche mettendosi insieme alle nazionali non siano in grado di superare lo sbarramento. Ma questo lo decideranno gli elettori”.

Musumeci è l’uomo giusto?
“La nostra proposta era molto concreta, abbinava la capacità di stare sui territori di Nello Musumeci con una caratura di grande livello che è quella, di chi, come il professore Lagalla conosce la macchina regionale ottimamente. Questo binomio a noi sembrava il migliore”.

Colti di sorpresa dalla scelta di Miccichè ?
“Direi di no, perché Musumeci era nella nostra rosa tra le persone che avevamo già indicato. Il lancio di Miccichè ha accelerato solamente i tempi di una sfida che noi abbiamo accettato. Musumeci è una persona autorevole che ha la capacità di far coesistere la coalizione. Noi chiederemo forti elementi di discontinuità con la precedente amministrazione. Tutto si basa sulla sua autorevolezza e su un progetto condiviso. Mi vengono in mente il rilancio delle attività produttive, risanamento finanze pubbliche, la riqualificazione della spesa improduttiva, riordino di diversi settori come quello della formazione. Tutti temi verso cui non ci possono essere divisioni e dove ognuno dovrà apportare un contributo”.

Il Pdl che prospettive ha per le prossime elezioni ?
“Siamo convinti che ci sarà un grande risultato e sicuramente saremo il primo partito”.

Alfano ?
“Sono passate molte interpretazioni in questo ultimo periodo, come quelle di un segretario vittima delle scelte altrui. E’ emerso invece l’Alfano lungimirante di chi, con la sua scelta ha sacrificato la propria candidatura, cioè il ticket Lagalla-Musumeci in nome di un alleanza e di un progetto politico. Un Alfano che non ha guardato al tornaconto del proprio partito ma che ha guardato oltre, e sarà inflessibile sulla qualità e gli uomini del progetto di governo. Su questo il Pdl si spenderà fino alla fine”.

Da, possibile, primo partito come si può coniugare questa aspettativa con la richiesta di un possibile alleato come Lombardo che detto che in caso d’accordo non debba essere data nessuna poltrona importante proprio al Pdl ?
“Noi non abbiamo mai lavorato per le poltrone. Con grande certezza posso dire che molte delle poltrone che in questi anni sono state inventate dalla Regione dovranno essere “purtroppo” ridotte. Ci dovrà essere una riduzione significativa delle partecipate e delle poltrone. Lombardo si rassegni. Oggi inoltre la legge impone l’utilizzo di funzionari interni proprio per la gestione delle partecipate. Siamo interessati al progetto di governo e non discuteremo di poltrone”.

La candidatura di Leontini ? Da sempre all’opposizione con il Pdl..
“Legittimamente ha posto la sua candidatura, è stato una preziosa risorsa. E’ ancora nel Pdl e mi pare abbia dimostrato sufficiente intelligenza per fare un passo indietro per sposare un progetto comune. Quando ha annunciato la sua candidatura ha pensato di mettere al servizio della Regione un’esperienza lungamente maturata. Sono sicuro che sarà tra coloro che si spenderà per il nuovo progetto politico”.

Miccichè invece? A Catania nella convention di Grande Sud ha detto che non riusciva a dialogare con il Pdl perchè frammentato al suo interno, testualmente disse “Ognuno ti dice una cosa diversa”
“Il partito lo vedo com’è normale sia un grande partito, con tante anime interne. Con una leadership forte, un segretario siciliano che conosce le vicende isolane perfettamente. Se ogni posizione che si esprime viene vista come una posizione di dissenso o di favore mi pare che siamo fuori da ogni logica. Siamo un partito che aveva nel proprio seno tanti possibili candidati: Cascio, Leontini, Castiglione e la Prestigiacomo. Un partito che ha però raccolto insieme la sintesi di sposare la candidatura di Musumeci”.

I tre coordinatori allora come possono essere visti ?
“Fra qualche minuto ci riuniremo attorno ad un tavolo per ragionare insieme. C’è una stima reciproca estesa anche ai vari coordinatori provinciali. Quando c’è da lavorare e mettere in campo le idee non bisogna pensare ai coordinatori ma rilanciare il partito e superare la diffidenza, spesso giustificata, dei cittadini che hanno alzato la soglia d’attenzione nei confronti dei partiti. Gli stessi che devono tornare ad essere un laboratorio d’idee”.

Partiti in crisi ?
“Non conosco al momento altri strumenti alternativi per produrre dibattito e cultura politica. Dobbiamo difendere quindi i partiti, quelli che fanno gli interessi della Sicilia e del Paese”.

Ha mai pensato ad una discesa in campo come Governatore?
“Ricordo a me stesso che sono stato eletto diverse volte con il sistema proporzionale e con l’80% delle preferenze alla provinciali. Ho sempre messo l’esperienza al servizio del partito. Si è parlato anche di un mio impegno personale è vero, ma ho sempre pensato che lo stesso debba essere sempre un collante con il resto del partito per poter fare un passo avanti nell’interesse della Sicilia. Conosco molto bene la Regione perché ci ho lavorato. Oggi sto lavorando molto bene alla Provincia, che ha ridotto dirigenti e assessori, diminuendo sprechi redigendo anche un piano territoriale, economico e della mobilità. Argomenti di cui si parlava da 20 anni. Un buon lavoro, fatto sempre con dedizione e con il supporto degli elettori. I progetti non sono di carattere personali e oggi siamo uniti nel sostenere Musumeci. Per una Regione che si distingua per una buona amministrazione che è mancata in questi ultimi anni”.

Crocetta, personalità forte, ha sposato l’Udc. Non era meglio una corsa solitaria?
“La scelta di Pd e Udc si rivela, pur stimando Crocetta come persona e amministratore, una sintesi non felice. Mette in crisi i centristi, forse è stata una decisione affrettata e ritengo, personalmente, che potendo tornerebbero indietro. Crocetta non conosce la Regione Siciliana, parla di una nuova legge sugli appalti. Questo Governo che lui conosce molto bene e che lui ha sostenuto in questi anni ha fatto due leggi sugli appalti. Il tema non è fare una nuova legge ma garantire trasparenza e certezza nella gestione degli appalti pubblici per evitare le infiltrazioni alzando la vigilanza. Ha abbozzato in maniera populista un ritorno della gestione dei rifiuti ai Comuni. Uno slogan che supera la legge, senza tenere conto delle posizioni degli ATO che hanno un debito di 1,2 miliardi di euro. Frasi fatte e scontate senza nessun fondamento. Un alleanza debole che inoltre non lo sostiene convintamente. Un Crocetta che ha sostenuto il Governo Lombardo e adesso lo attacca”.

Ma come può risolversi il problema dei rifiuti ?
“Il Governo che Crocetta ha sostenuto ha confermato gli ATO. L’idea nostra, del Pdl, portata avanti anche con un disegno di legge, è stata ed è quella di far coincidere l’ambito territoriale alle Provincie come organo di pianificazione, senza creare una nuova sovrastruttura affiancando una diversa ripartizione territoriale affidata ai Comuni. La nostra proposta venne bocciata dallo stesso Governo che Crocetta ha sostenuto preferendo l’affidamento agli ATO”.

E il patto dei sindaci, altra proposta di Crocetta ?
“E’ già stato siglato ad esempio dalla Provincia di Catania, attraverso l’Agenzia Provinciale Energia e Ambiente ottenendo 2 milioni di euro che verranno utilizzati come assistenza tecnica che la Provincia fornirà ai Comuni. Il patto è già stato firmato dalla Provincia con tutti i Sindaci del suo territorio e siamo in gara per l’efficienza energetica di tutte le strutture scolastiche”.

A sinistra meglio Fava allora ?
“La decisione del popolo della sinistra e la scelta di Fava è una scelta più netta verso cui si ritroverà davvero la sinistra in Sicilia”.

Che punta tanto sui diritti civili. Voi ?
“Noi siamo dei grandi sostenitori dei diritti civili. Penso sia giusto che la Regione Siciliana possa cominciare a lavorare sul riconoscimento delle coppie di fatto. Un tema che merita le nostre riflessioni pur rimanendo convinti che il matrimoni si basi sull’unione di donna e uomo”.

Cosa c’è nel suo futuro dopo l’esperienza politica alla Provincia di Catania ?
“Sceglieremo insieme al partito, agli amici e ai tanti sostenitori su come proseguire un impegno fatto di dedizione e servizio. In passato non avevo mai immaginato l’esperienza al Parlamento Europeo, che invece si è rivelata un esperienza importante, che mi ha permesso di firmare leggi e regolamenti come quelli del settore vinicolo. In passato mi era stato chiesto l’impegno a Sindaco di Catania per poi invece dedicarmi alla Provincia. Ho vissuto l’esperienza meravigliosa della guida delle Provincie italiane, in un momento di dibattito molto intenso sulla trasformazione delle nostre istituzioni. Bisogna continuare quindi nei ruoli che i cittadini vorranno assegnarmi”.

Dario De Luca

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