Consulenti esterni della Regione
Indagine a tappeto della Corte dei conti

Domenica 02 Settembre 2012 07:01 di 

La Procura regionale della Corte dei conti ha aperto un fascicolo sull’esagerato ricorso ai contratti di consulenza. La magistratura contabile vuole cercare risposte alla domanda delle domande: è sempre stato necessario assoldare un consulente dopo l’altro oppure si è solo sprecato il denaro dei contribuenti, causando un grosso danno erariale?

Una mega inchiesta. Una montagna di carte. La Procura regionale della Corte dei conti ha aperto un fascicolo su una delle più odiose prassi della politica siciliana: l’esagerato ricorso ai contratti di consulenza. I magistrati stanno passando al setaccio gli anni dal 2008 ad oggi. Gli anni del governo di Raffaele Lombardo.

La Regione paga ventimila dipendenti, di cui duemila sono dirigenti. Eppure assessori e presidenti, per ultimo l’ormai dimissionario Lombardo, non sono riusciti quasi mai a trovare le professionalità giuste fra il personale interno. Sono stati così “costretti” a ricorrere agli incarichi esterni. Pagati a fior di quattrini. La magistratura contabile vuole fare chiarezza. Vuole cercare risposte alla domanda delle domande: è sempre stato necessario assoldare un consulente dopo l’altro fino a reclutare un esercito di esterni oppure si è solo sprecato il denaro dei contribuenti, causando un grosso danno erariale?

Da questo interrogativo muove l’indagine della Procura che ha chiesto a tutti i dipartimenti regionali la trasmissione della documentazione che riguarda gli incarichi assegnati dal 2008 ad oggi. E cioè dall’inizio della lombardiana gestione di Palazzo d’Orleans. Il governatore e tutti gli assessorati, nessuno escluso, hanno assoldato i consulenti esterni. Alcuni forti di indiscutibili professionalità altri di curricula traballanti. Dal trombettista al suonatore di piano bar, da gente senza laurea a personaggi con il solo merito(?) di essere vicini ai partiti di maggioranza. Gli ultimi atti richiesti sono stati inviati un paio di settimane fa e hanno contribuito a ingrossare il fascicolo. Negli uffici di via Cordova, a Palermo, avranno dovuto fare spazio per sistemare i faldoni.

L’inchiesta va avanti da mesi nel massimo riserbo, proprio mentre da più parti si gridava allo scandalo per la pioggia di incarichi. Da una lato si predicava il rigore fiscale e dall’altro si firmavano i contratti. Tutti i partiti, o quasi, a turno e a volte in tempi sospetti, si sono indignati. Chi ha sempre criticato la scelta di Lombardo e dei suoi assessori, bollandola come uno “sperpero” e una “mortificazione” per il sottovalutato personale regionale, sono stati i sindacati. E proprio dal dossier di una forza sindacale, la Cisl Funzione Pubblica, attingiamo numeri e cifre del “fenomeno consulenze” in Sicilia. Solo nel 2011, infatti, i contratti sono stati ben 110 per un costo complessivo di oltre 1,2 milioni di euro. In calo, rispetto al 2010, quando erano state 142 per un 1,3 milioni. Guardando all’anno in corso, i consulenti esterni nominati sono stati 83. Almeno finora, perché nonostante il presidente si sia ormai dimesso e gli assessori siano a termine potrebbero ancora avvalersi della “indispensabile” professionalità di qualcuno. Purché sia esterno all’amministrazione, naturalmente.

Ultima modifica: 02 Settembre ore 08:40
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