NESSUNO DISTURBI LA MAFIA

14/08/2012 –

Dopo un Presidente in carcere per Mafia ed uno imputato coatto per Mafia sarebbe stato legittimo attendersi una campagna elettorale che facesse dell’impegno antimafia in assoluto il tratto distintivo delle candidature.
Ed invece, abbiamo a destra un candidato, Gianfranco Miccichè, luogotenente di Marcello Dell’Utri in Sicilia, quest’ultimo indagato per la trattativa Mafia-Stato, e lo stesso che negli anni ’90 riempì le liste per le Camere di uomini perlopiù finiti sotto inchiesta per reati di Mafia.
A sinistra c’è Rosario Crocetta che, non possiamo dimenticarlo, è stato tra coloro che hanno sostenuto l’imputato coatto di Mafia Raffaele Lombardo, e che comunque è il candidato di quel Lumia che è stato il socio politico di maggioranza nel patto scellerato con Lombardo.
Perdipiù, tra gli alleati di Crocetta ci sarebbe l’UDC, partito che in Sicilia rimane strutturalmente legato alla logica del peggiore cuffarismo.
Il Movimento 5 Stelle sembra più interessato a fare il risultato che non a proporsi effettivamente per la guida della Regione, tenuto conto del fatto che rimane misterioso il metodo di selezione dei candidati ed in particolare del candidato Presidente.
C’è poi la candidatura di Claudio Flava, invero allo stato l’unica in grado di garantire quel profilo di contrasto alla Nemica della Sicilia, che però è vista come il fumo negli occhi da tutti coloro che invece alla Mafia S.p.A. devono dare conto.
Il panorama è insomma desolante!
Nessuno che, per esempio, indichi chiaramente quali iniziative assumerebbe nei primi 100 giorni per ripulire i Palazzi del potere siciliano dai Sicari di Cosa Nostra, nessuno che indichi quali iniziative intende assumere sul piano del contrasto ai patrimoni di dirigenti e politici regionali, cosa intenda fare con i pubblici appalti, cosa con la Formazione, con la Sanità, con le cooperative. Silenzio assoluto, silenzio di Mafia.
Nessuno che gridic he l’unico rilancio possibile dell’autonomia passa solo per misure autonomiste appunto straordinarie sul piano del contrasto, anzi della guerra a Cosa Nostra: dalle licenze agli ambulanti, al personale delle ambulanze, dalla nettezza urbana al fotovoltaico.
Ancora qualcuno, e magari in buonafede, spera che a Roma si impegneranno per trovare la soluzione migliore per la Sicilia.
Ma a Roma chi siede?
Gli stessi della trattativa Stato-Mafia.
La sensazione, difficile da provare in Tribunale ma facile da dimostrare nei fatti, è che la Mafia ha deciso gli ultimi Presidenti della Regione e si appresta a nominare anche il prossimo facendo di fatto della nostra Regione il porto franco di tutti gli illeciti, un’isola infame con 5 milioni di ostaggi e qualche migliaio di Sciacalli.
Quale allora la soluzione?
Quali i poteri che potrebbero guidare la ribellione?
Forse, si potrebbe cominciare da dove è nato l’embrione del cambiamento e quindi da Confindustria per esempio, da quegli uomini che hanno cominciato a contrastare il cancro dall’interno del mondo delle imprese.
C’è un Codice Etico che ne impedisce la candidatura politica agli associati ma si potrebbe fare un’eccezione ovvero potrebbero gli uomini puliti dell’impresa aiutarci a rintracciare un metodo che faccia tesoro della loro ribellione.
Con loro c’è il mondo delle associazioni antiracket, forse indebolito e troppo frammentato ma comunque dotato di uomini e donne di autentica onestà e di buona efficienza.
Dovrebbe esserci la Chiesa, ma siamo lontani dal grido di Giovanni Paolo dalla Valle dei templi e prima ancora del pressante invito che nel 1991 quel Papa Santo lanciò ai vescovi dell’Isola affinché ritenessero la Mafia come una corruzione del tessuto del popolo della Chiesa siciliana.
Sarà una suggestione, ma la Storia è piena anche di segni, sta di fatto che meno di un anno dopo quell’appello ai Vescovi di Sicilia sarebbero stato assassinati i due magistrati che portavano i nomi del Papa: Giovanni e Paolo.
Ci sarebbe da proporre in ogni circoscrizione una lista di Guerra alla Mafia, con uomini e donne al di sopra d’ogni sospetto.
Sarebbe una risposta a quest’estate mafiosa, con i Magistrati di Palermo promossi e rimossi, oppure sotto processo, con strani conflitti sollevati davanti ad una domestica Corte costituzionale, con un ordine di ostracismo verso tutti coloro che non ce la fanno più a vivere in una terra desertificata prima che dall’afa africana dalla insaziabile sete di potere dei Mafiosi che la governano.

di giorgio drago

Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Powered by WordPress.com. Tema: Adventure Journal di Contexture International.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: