Bianco parla di politica siciliana ma non risponde alle domande poste da una grossa testata giornalistica siciliana

BIANCO RIUNISCE IL CENTRO-SINISTRA A CATANIA
«CROCETTA HA SBAGLIATO AD AUTOCANDIDARSI»

04/08/2012 –

Un primo approccio per una coalizione da portare avanti nel futuro ormai prossimo è quello che oggi i maggiori rappresentanti dei partiti e delle sigle del centro sinistra di Catania, con alla testa il senatore di Liberal PD Enzo Bianco, hanno sancito nella sala consiliare del Comune di Catania.

Insieme tra i banchi si sono ritrovati, oltre a Bianco, Giolí Vindigni (segretario prov. Sel), Silvio Di Napoli (segretario prov. IDV), Orazio Licandro (coord. segr. nazionale Pdci – Federazione della Sinistra), Giuseppe Conti (segretario prov. Partito Socialista), Gim Cassano (Alleanza Lib-Lab), Eliana Rasera e Turi D’Ambra (Ecologisti, Civici, Verdi europei).

Una calda mattina d’agosto per tracciare anche il bilancio dell’esperienza governativa di Raffaele Lombardo e del suo governo autonomista, bollato da tutti gli intervenuti come “Il peggiore che la storia repubblicana abbia mai conosciuto“. A rincarare la dose ci ha pensato il senatore Enzo Bianco, che ha letto i nove punti programmatici con cui nel 2008 proprio Lombardo trionfava alle elezioni regionali: «Penso sia chiaro che in questi quattro anni nessuno di questi punti sia stato realizzato. La Sicilia deve voltare pagina. – prosegue Bianco – Dobbiamo puntare alle forze riformatrici della sinistra siciliana. Le parole d’ordine che vogliamo portare avanti sono sviluppo e legalità».

Bianco ha più volte sottolineato come l’idea di questo tavolo sia nata dal fronte comune che ha unito gli oppositori di Lombardo, senza comunque disdegnare alcuni messaggi per il “suo” Partito Democratico, di cui il Senatore ha in questi anni più volte attaccato la linea di sostegno al governo autonomista: «Discuteremo anche con i miei amici che hanno sostenuto questo governo senza nessuna preclusione».

Le frecciate arrivano, però, per Rosario Crocetta, candidato alle regionali ma senza il sostegno ufficiale del Pd. «Ho un buon rapporto personale con Crocetta, ma ha sbagliato autocandidandosi, non c’è più il tempo per le primarie ma penso che bisogna cercare un candidato che unisca una larga coalizione, – Bianco a riguardo lancia un indizio – credo possa trovarsi anche fuori i confini della politica».
Escluso quindi almeno al momento un sostegno per l’ex Sindaco di Gela o per Claudio Fava.

 

Alcuni accenni anche sulla situazione del Comune di Catania e sulle elezioni previste nel 2013: «Anche qui il Partito Democratico deve essere protagonista di questa fase di rinnovamento, discuteremo con gli amici del mio partito».
La situazione politica in città è in realtà abbastanza delicata, proprio dentro il Pd dove, da qualche mese, è in corso una lotta intestina legata al nome del prossimo candidato a Sindaco.
A scontrarsi è stato infatti il gruppo del parlamentare Giuseppe Beretta, sostenuto dal segretario provinciale Luca Spataro, che ha attaccato nelle scorse settimane proprio l’operato di Bianco in relazione alla vicenda dell’ex tesoriere della Margherita, Lusi.
Beretta inoltre ha più volte ribadito, anche ai microfoni di SUD in via esclusiva, come egli stesso reputi il suo percorso politico ormai maturo per una discesa in campo alla corsa a Sindaco della città di Catania, la stessa verso cui più fronti indicano sia interessato anche Bianco.
Ecco perchè la conferenza stampa di oggi può essere letta sotto diverse sfaccettature, tra cui proprio quella di fare quadrato attorno al centro sinistra catanese in vista delle prossime amministrative.

Un forte grido d’allarme l’ha lanciato anche il segretario provinciale di SEL, Giolì Vindigni, che ha apertamente attaccato Lombardo, reo, secondo la sua analisi, di essere riuscito a spaccare tutto il fronte dell’antimafia siciliano: «Lombardo ha dato soldi con la tabella H ad alcune associazioni e non ad altre, proprio per divedere questo fronte».

Dario De Luca

Question time

Sette domande a Bianco,
presidente dell’Assemblea della Margherita

15 luglio 2012 – 20:01 – Politica
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La Procura di Roma ha ritenuto inattendibile la versione dei fatti fornita da Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita e dell’Associazione che ne eredito’ i rimborsi elettorali, ed ha scagionato Francesco Rutelli e Enzo Bianco. Il presidente dell’associazione, Rutelli, e il presidente dell’Assemblea federale, Bianco, non parteciparono ad alcun patteggiamento o spartizione delle risorse. Le accuse di Lusi, sulla base degli elementi finora consegnati alla Procura, non permettono di dubitare dei comportamenti di entrambi. Di conseguenza, Luigi Lusi deve rispondere di calunnia nei confronti di Rutelli e Bianco.

Rimane in piedi la causa civile, intentata da alcuni componenti dell’Assemblea federale, che si sono rivolti al tribunale per avere conto e ragione delle modalita’ con cui sono state utilizzate le risorse, sono stati esaminati ed approvati i bilanci. I ricorrenti protestano, inoltre, per una presuna discriminazione: non sono stati, infatti, invitati alle riunioni dell’assemblea federale. A tal proposito, il tribunale di Roma, con sentenza ha giudicato nulla una delle riunione, svoltasi in giugno dello scorso anno, durante la quale sono stati approvati i bilanci.

Di recente, tuttavia, si e’ svolta l’ultima riunione dell’assemblea, che ha deciso di “chiudere” l’associazione e restituire, in parte, le residue risorse allo Stato.

La causa civile, tuttavia, resta in piedi. E con essa la questione politica, alimentata di recente da una dura presa di posizione della segreteria provinciale del Pd di Catania, che ha lamentato la modestia delle risorse disponibili per l’attivita’ politica del partito e la disponibilita’ di risorse, provenienti dai rimborsi elettorali, da parte del senatore Enzo Bianco, che ha svolto la sua militanza politica nel Pd etneo.

Gaspare Nuccio ed altri esponenti ex Margherita hanno chiesto piu’ volte a Bianco e Rutelli informazioni sui criteri di di distribuzione delle risorse per l’attivita’ politica, dichiarandosi poco interessati alla vicenda giudiziaria. Non hanno ricevuto alcuna risposta formale.

Trattandosi di risorse pubbliche, soldi dei contribuenti italiani, assegnati a titolo di rimborso, e quindi con una falsa giustificazione (i partiti spendono un quinto delle risorse che ottengono), la questione politica proposta dalla segreteria provinciale di Catania, appare di interesse generale.

Rivolgiamo, quindi, al senatore  Enzo Bianco, sette domande, chiedendogli di rispondere pubblicamente attraverso la nostra testata.

1.  Quale organo – politico, associativo – ha deciso di destinare mensilmente, o una tantum, risorse provenienti dai rimborsi elettorali della Margherita per la sua attivita’ politica?

2.  Quando e’ stata assunta questa decisione, se c’e’ stata, e chi ha assegnato le risorse?

3.  Ha erogato, in tutto o in parte o per nulla, risorse a lei assegnate e provenienti da rimborsi elettorali a dirigenti, militanti, circoli, organi di partito per l’attivita’ politica?

4.  Le e’ stato mai chiesto, o ha mai proposto, di versare contributi al partito utilizzando le risorse provenienti dai rimborsi elettorali a lei assegnati?

5.  Per quale ragione Lei e’ stato destinatario delle risorse provenienti dai rimborsi elettorali?

6.  Per quali ragioni Lei non avrebbe invitato, come sostengono alcuni membri dell’Assemblea della Margherita, da Lei presieduta, alle riunioni che avevano nell’ordine del giorno l’esame dei bilanci?

7. Lei si rimprovera un controllo poco efficace dell’attivita’ del tesoriere della Margherita? Crede che il suo mandato fiduciario sia garantito da comportamenti idonei?

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