E Firrarello fa l’esatto contrario di quello che dice la Corte dei Conti. Deve assumere altro personale a tempo indeterminato

IL GIUDIZIO DI PARIFICAZIONE

Pg Corte Conti: “La Sicilia riduca le spese correnti”

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29 giugno 2012 – Il debito cresce, i conti non vanno bene, l’Ars ‘produce leggi che aumentano le spese, i sindacalisti usano con una disinvoltura sconcertante i permessi sindacali (10 volte di più della media nazionale) ma i dati del rendiconto della Regione siciliana evidenziano il sostanziale rispetto da parte della Regione degli obblighi assunti con il patto di stabilità “anche attraverso le attività di indirizzo e costante monitoraggio poste in essere dalla ragioneria generale della regione”. Lo rileva il procuratore generale della Corte dei Conti in Sicilia, Giovanni Coppola nella relazione sul giudizio di parificazione dei conti della Regione.

Secondo Coppola, ormai “è ineludibile intervenire sulla spesa corrente”, (gli stipendi dei dipendenti ndr) anche se evidenzia che non “mancano segnali di discontinuità con il contenimento della dinamica retributiva introdotta con la legge di stabilità regionale per il 2012”. Ma l’aumento della spesa per il personale regionale nel 2011 è aumenta. Cinquantasei milioni in più rispetto al 2010, che fanno lievitare i costi per le casse della Regione fino ad un miliardo e 84 milioni di euro. La Corte tiene anche ad evidenziare come fra maggio 2011 e aprile scorso “la maggior parte delle leggi di spesa siano riconducibili ad iniziative parlamentari”.

“I problemi di finanza pubblica regionale – rileva Coppola – hanno una complessità varia, e le difficoltà normative ed applicative sembrano ostacolare gli interventi di contenimento della spesa”. La Corte dei conti “pur riconoscendo l’impegno profuso dal governo per la riforma strutturale di importanti settori suscettibili di impatto finanziario sui conti regionali, sanità, formazione e società partecipate”, non può” fare a meno di rilevare che stentino a manifestarsi gli attesi effetti di tale complessa attività riformatrice”.

In Sicilia, dunque, “permane il deterioramento del quadro di finanza pubblica aggravato dalla stagnazione dell’economia” che dipende dal non aver affrontato alle radici le ragioni degli squilibri contabili regionali.

I pensionati regionali, rileva la Corte, sono 16.098 e nel 2011 il Fondo pensioni Sicilia ha liquidato 325 nuove pensioni ordinarie, 176 di reversibilità e ben 497 pensioni con le agevolazioni della legge 104 del 1992 che consente di andare in quiescenza con 25 anni di servizio per accudire un congiunto gravemente disabile.

Nel settore della sanità la Corte rileva come ammonta a 9 miliardi e 421 milioni di euro la spesa in Sicilia nel 2011, con un incremento rispetto all’anno precedente di 519 milioni, quando si era attestata a 8 miliardi e 902 milioni di euro.

Per quanto riguarda l’impegno dei fondi comunitari, per quanto riguarda il Fesr, Coppola rileva che “gli impegni sono più che quadruplicati rispetto al 2010 raggiungendo il 41 % del costo programmato e le spese hanno consentito hanno consentito di superare la soglia del disimpegno automatico ma le percentuali di spesa e impegni di spesa sono inferiori a quella media dell’intero obiettivo convergenza”. Nel Po-Fse, è stata invece evitata una perdita di risorse, “ma i dati di impegni e pagamenti porta la Sicilia al di sotto della media delle regioni ad obiettivo convergenza”. ‘

Vola, infine, in agricoltura la spesa del Psr, così come nel settore della pesca, quello del Fep.
Coppola ha poi detto che “la Sicilia manca di risorse economiche in ragione di una imperfetta autonomia finanziaria. Lo Statuto autonomo è inadeguato e largamente inattuato“.

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