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Alfano come Schettino, la nave affonda ma Lui tranquillizza

PAURA DEL BIG BANG, SCIALUPPE A MARE

SISMA PDL, A ANGELINO MANCA IL TERRENO
SOTTO I PIEDI. DA SANTANCHÈ A LEONTINI

01 giugno 2012 – 16:38 – Politica
alfano

Anche i leader dei partiti si sentono mancare il terreno sotto i piedi. Da qualche anno si aprono faglie, una dopo l’altra, che mettono a repentaglio l’esistenza delle principali formazioni politiche. Stando, agli effetti, quindi una virtuale scala Mercalli, ciò che avviene nelle viscere della terra non provoca terremoti distruttivi, almeno per ora, ma le scosse si susseguono, e non sono affatto di assestamento. A differenza dei movimenti tellurici veri e propri, sembrano prepara un autentico big bang, il grande botto.

C’è anche la data di questo evento devastante, le politiche della prossima primavera, e spunta qualche nome dei possibili fruitori: Beppe Grillo, Luca Cordero di Montezemolo, Roberto Saviano, Piero Grasso. E con loro alcune sigle, nuove zecca.

Il luogo più vulnerabile è il partito di maggioranza relativa, il Pdl, che le amministrative hanno derubricato al rango di forza piccolo-media, e che le prossime regionali siciliane, e le politiche successive, potrebbero addirittura decretarne la sopravvivenza a livello di testimonianza.

L’opera di prevenzione è in corso, ma c’è una gran confusione. Piuttosto che una squadra che lavora per irrobustire le fondamenta, pare di assistere ad una ricerca, talvolta plateale ed affannosa, di un approdo più sicuro. C’è chi abbandona la nave, chi si prepara a farlo e chi, pur restando sulla nave, ha indossato il salvagente.

Angelino Alfano sta sulla tolda e rincuora l’equipaggio: “Non ammaineremo bandiera, non molleremo, andremo a casa solo se ci mandano via i nostri elettori”. Silvio Berlusconi avverte invece sulla necessità di tenere unita la squadra: “Dobbiamo essere monolitici”, invoca, “O si sta insieme in squadra o ciascuno di noi perderà in proprio”, avverte, prendendo in prestito le parole di Al Pacino ne “Ogni maledetta domenica”.

L’equipaggio è in fibrillazione, talvolta in rivolta. Isabella Bertolini, l’immagine del forzismo tetragoni prima maniera, è tranchant: “Mi chiedono se lascio il Pdl, io dico che oggi sono gli elettori a lasciare il Pdl”.  E annuncia la nascita dell’associazione l’Altra Italia, che molti avvistano come un traghetto verso Italia futura di Luca Cordero di Montezemolo.

Daniela Santancheè, acerrima nemica di Mario Monti, ha intenzione di mettere in piedi una sua lista, naturalmente “civica”. E in Sicilia il capogruppo parlamentare, Innocenzo Leontini, insieme ad altri otto deputati regionali, appartenenti al Pdl ed al Pid (il partito scissionista dell’Udc), comunica la nascita di una lista civica alle prossime elezioni regionali della Sicilia.

Montezemolo fa sapere che non farà salire sulla sua scialuppa naufraghi provenienti dalle navi in disarmo, ma il percorso di parlamentari con Giustina Destro, Roberto Antonione e Fabio Gava, ex del Pdl, appare segnato, ed è lo stesso di altri personaggi della politica di lungo corso come Lamberto Dini, Raffaele Lauro e Nicola Rossi che insieme a Giuseppe Cossiga e Gaetano Pecorella, hanno in animo di dare vita ad una formazione liberaldemocratica. Tornare al passato per salvare il futuro, insomma.

La bandiera di Angelino sventola ancora, ma è ridotta male, proprio male.

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