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Archivi del mese: Giugno 2012

I sindacalisti siciliani prendono 10 volte in piu’ di permessi rispetto ai colleghi del resto d’Italia

Una ‘bacchettata’ severa, arriva poi dalla Corte ai sindacati e, soprattutto ai permessi presi dai sindacalisti siciliani. “I permessi – dice Coppola – non appaiono idonei. Mentre il contingente nazionale è 76 minuti e mezzo per dipendente, in Sicilia questo valore a 775 minuti e 7 secondi”.

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GLI EFFETTI DEI TAGLI ALLA SPESA

Il governo Monti si prepara a licenziare 10 mila Statali

Mario Monti

30 giugno 2012 – Taglio di 10 mila posti di lavoro, pagamento della tredicesima rinviato a gennaio del 2013, buoni pasto ridotti di 2,50 euro: la mannaia della spending review si sta per abbattere sul pubblico impiego. Palazzo Chigi, in queste ore, lavora al decreto dei tagli alla spesa che potrebbe essere varato lunedì dopo l’incontro con parti sociali e Regioni. L’obiettivo di Monti e di Bondi, il super consulente per i tagli a beni e servizi della pubblica amministrazione, . è reperire 4,2 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva, trovare le risorse per il terremoto in Emilia e le missioni internazionali.

Il sentiero è insomma stretto. Da qui il quasi certo taglio di 10 mila dipendenti in pianta organica: il 20 per cento dei dirigenti, il 10 per cento dei dirigenti di secondo livello e il 5% degli altri ruoli. Chi non accetterà la mobilità, passerà in “cassa” per 2 anni con l’80 per cento dello stipendio e poi 8 mesi in Aspi. Per favorire gli esodi si sta prendendo in considerazione l’ipotesi di una deroga alla riforma Fornero per mandare in pensione con le vecchie regole anche quei dipendenti che hanno maturato i requisiti nei primi mesi di quest’anno.

 

Inevitabile anche il taglio dei buoni pasto da 7,5 a 5 euro al giorno. E se pare scongiurata l’ipotesi di una riduzione per tre anni delle tredicesime, per le quali resta invece sul tappeto la possibilità di un rinvio del pagamento a gennaio del 2013. , 

Anche la sanità è nel mirino dei tagli governativi per ottenere un risparmio di 1,5 miliardi. Ad oggi è certo che la spesa per i medicinali di Asl e ospedali dovrebbe scendere dall’attuale tetto del 13,2 per cento, ma il ministero della Sanità vorrebbe scendere di 2 punti mentre le richieste di Bondi sarebbero ben superiori (fino a 5 punti).

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Per la finale Italia – Spagna anche San Calogero si deve fermare. Cosi’ hanno stabilito le associazioni dei portatori di vara ad Agrigento, costringendo la chiesa ad adeguarsi. Nel passato e’ gia successo due volte e l’Italia ha vinto i mondiali nel 1982 e nel 2006. Quindi San Calogero un appello: non c’e’ due senza tre

LA FINALISSIMA

C’è l’Italia, fermi tutti
Anche la processione

Sabato 30 Giugno 2012 13:40

Finalissima tra Italia e Spagna. Tutti fermi per guardare la partita. Anche ad Agrigento la processione del co-patrono.

Scende in campo la Nazionale, e il copatrono va in panchina. Accade ad Agrigento dove la processione serale di San Calogero, in programma domani sera, andrà in stand-by per un paio d’ore per evitare una sovrapposizione con la finale Italia-Spagna dei campionati Europei E’ la terza volta che accade per una partita in cui la Nazionale è impegnata in una finale e ha portato bene: è accaduto nel 1982 e nel 2006, quando l’Italia ha vinto i Mondiali. Una scena che si ripeterà domani per Italia e Spagna. Il dilemma tra tifosi e devoti è stato risolto però dalla Chiesa locale, sindaco, forze dell’ordine e associazione dei portatori, che hanno convenuto di fermare la processione, in programma alle 20.30, all’inizio di viale della Vittoria, dove San Calogero ‘aspettera” che la partita finisca, per poi essere riaccompagnato nel santuario dagli agrigentini in festa per una vittoria, come accaduto nel 1982 e nel 2006.
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Giuseppe Castiglione attaccato anche da Nicola Cristaldi

A GIORNATA POLITICA

Briguglio stoppa Crocetta-Russo
Cristaldi chiede le primarie

Sabato 30 Giugno 2012 12:13

La politica non va in ferie nemmeno col caldo. Briguglio stoppa il ticket Crocetta-Russo. E Cristaldi agita le acque delle primarie nel Pdl.

Ticket Crocetta-Russo? Non mi risulta, non se n’è mai parlato. Meglio non bruciare nomi e soluzioni”. Così su Twitter Carmelo Briguglio, vice presidente dei deputati di Fli e coordinatore regionale del partito in Sicilia.  Nel taccuino politico non si va in ferie nemmeno nel week end. E’ maretta pure nel Pdl. “Insomma, queste primarie si fanno o no? Nell’ultima riunione del Comitato regionale del Pdl é stato deciso l’avvio delle procedure per tenere le elezioni primarie in Sicilia per l’individuazione del candidato a presidente della Regione”. Lo chiede Nicola Cristaldi, sindaco di Mazara del Vallo. “Coloro che si opponevano a questa scelta erano in assoluta minoranza e, quindi, tutto lasciava immaginare quello che si sarebbe verificato. – aggiunge – Si andava verso le primarie, ma subito dopo la riunione del comitato è apparso evidente che sono iniziate le grandi manovre per mortificare la scelta del massimo organo regionale del partito”.

Per Cristaldi: “Quel che appare paradossale è la dichiarazione del coordinatore regionale Castiglione che non solo ribadisce che le primarie si faranno ma addirittura conferma la sua decisione di candidarsi in prima persona. Anche Nania, l’altro coordinatore, si pronuncia per le primarie, anzi quella delle primarie è un’antica idea del vice presidente del Senato”. “Nania è un forte sostenitore di questo metodo per la individuazione dei candidati a tutti i livelli e non solo per il governatore della Sicilia. – dice – In verità, le elezioni primarie, al di là di quello che dice Castiglione, si allontanano e, come avevamo previsto, si comincia a dire che i tempi non ci sono e che fare le elezioni primarie in piena estate porterebbe ad un dato falsato. Diciamoci la verità, i cambiamenti suscitano entusiasmo quando vengono annunciati ma rimangono soltanto righe giornalistiche”.

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La scelta saggia di Gianpiero D’Alia. Con l’occasione Senatore D’Alia La ringrazio del commento ricevuto, sul mio blog, tramite il suo referente ed amico brontese.

GIANPIERO D’ALIA

“Non sono candidato”

Sabato 30 Giugno 2012 14:36

Gianpiero D’Alia, leader dell’Udc, traccia la sua linea politica. Il dialogo con il Pd prosegue. “Ma – avverte D’Alia – non sono candidato alla presidenza della Regione”.

“Prosegue il dialogo con il Pd, ma io non sono candidato alla presidenza della Regione”. Lo ha detto il capogruppo al Senato e segretario regionale dell’Udc, Gianpiero D’Alia, in un’intervista al ‘Giornale di Sicilia’. “Durante gli incontri col Pd – precisa D’Alia – non abbiamo mai parlato di candidature. Il dialogo col Pd c’é in Sicilia, come a livello nazionale ed è lo stesso che ci può essere con chiunque come noi mette al centro le emergenze da risolvere, a cominciare da quella finanziaria. La Regione è al fallimento e questo è un problema di cui non parla nessuno”.Il senatore centrista, invece, nota come “sia a sinistra che nel centrodestra si litiga su candidature e primarie, senza che ci sia un programma di governo”. E, commentando il giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione siciliana da parte della Corte dei conti, da cui emerge un deficit complessivo per circa 5,3 miliardi, destinato a crescere a causa di nuovi prestiti per 818 milioni di euro e la palude del peso delle società partecipate siciliane, D’Alia “stigmatizza come frutto della peggiore politica tutte quelle candidature e autocandidature che in questi mesi sono emerse nel dibattito politico prive di un programma, un progetto e senza la consapevolezza piena della drammaticità della situazione economica e finanziaria siciliana”.

Ultima modifica: 30 Giugno ore 14:37
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Dove sono andati a finire i soldi che ti ha dato Lusi?

Politica
Bianco: “Pronto un progetto ferroviario
per velocizzare la linea Catania-Palermo”
“E’ stato elaborato da un’azienda siciliana ed è decisamente più conveniente rispetto a quello di Rfi. Chiederemo un incontro con il ministro Passera”
29/06/2012
CATANIA – Il senatore del Pd Enzo Bianco ha reso noto che presenterà nelle sedi competenti, nell’ambito dell’iniziativa sottoscritta dai 52 parlamentari siciliani che stanno chiedendo al governo nazionale più attenzione nei confronti della Sicilia, un progetto per la velocizzazione della linea fra Catania e Palermo elaborato da una azienda siciliana che ha definito “decisamente più conveniente del progetto di Rfi”.

“Le infrastrutture ferroviarie – ha detto l’ex sindaco etneo – rappresentano il nodo fondamentale per lo sviluppo della regione ed è necessario scegliere quali progetti sono realizzabili con minori costi, in tempi brevi e nell’ottica di soddisfare i cittadini”

Bianco ha aggiunto che il progetto gli è stato illustrato a maggio nel corso di un incontro pubblico e ha invitato l’onorevole Enzo Gibiino a illustrare il progetto in commissione Trasporti. “Nel contempo – ha proseguito il senatore del Pd – chiederemo un incontro con il ministro Corrado Passera. I trasporti ferroviari, per essere competitivi, devono offrire un reale vantaggio competitivo alla popolazione”.

“Il nodo dei trasporti in Sicilia – ha concluso Bianco – è tra i primi punti dell’agenda dell’iniziativa dei 52 parlamentari siciliani e su questo fronte continueremo a portare avanti le istanze che possono fare crescere davvero la Sicilia”.

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Non sono dichiarazioni di qualche consigliere di opposizione ma della Corte dei Conti

ARRETRATEZZA – Se lo Stato non fornisce alla Sicilia “adeguati mezzi finanziari” i 5 milioni di abitanti continueranno a vivere “nell’arretratezza delle proprie vetuste risorse infrastrutturali”, ha sottolineato il procuratore generale Coppola. “Siamo ormai da diverso tempo in una situazione economica drammatica, dai risvolti internazionali e dagli esiti incertissimi – ha aggiunto – e la Sicilia in questo frangente è come il manzoniano vaso di terracotta. Senza adeguati mezzi finanziari i siciliani non potranno sottrarsi alla rassegnazione antica, che si traduce in forza di attrazione mafiosa e clientelare a disposizione dei prepotenti e dei potenti di ieri, di oggi e di sempre”. Senza soldi da Roma la Sicilia “non riuscirà ad affrontare e risolvere da sola i propri molteplici problemi, dei quali la più drammatica manifestazione è rappresentata dalla mancanza di lavoro che determina uno stato di vergognosa semipovertà, che alimenta il triste fenomeno dell’immigrazione”. Per Coppola il governo regionale siciliano “è costretto ad operare con quello che ha, in pratica con i fondi insufficienti del proprio bilancio, cercando di limare le spese dal momento che è molto difficile incrementare le entrate”.

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Gli stanno facendo la pelle per le regionali e pensa alle province

CON UNA LETTERA A CORRIERE E SOLE 24 ORE

Appello delle Province a Monti Tagliamo 3.127 enti inutili

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29 giugno 2012 –

Una lettera appello a Mario Monti. Pubblicata, a pagamento, sul Corriere della Sera e sul Sole 24 Ore. Un appello e insieme una proposta oltre che un’offerta, concreta, di collaborazione. La sottoscrivono sei presidenti di Provincia in rappresentanza dell’Upi, l’Unione delle province italiane. Giuseppe Castiglione, il siciliano presidente dell’Upi insieme ad Antonio Saitta (Torino), Nicola Zingaretti (Roma), Guido Podestà (Milano), Massimo Ferrarese (Brindisi) e Andrea Barducci (Firenze) ricordano a Monti di aver “proposto un’autoriforma che garantirà allo Stato 5 miliardi, attraverso la riduzione del numero delle Province, l’istituzione delle città metropolitane e la riorganizzazione degli uffici territoriali dello Stato”.

 

Una premessa per ricordare al premier la condizione consigliata dalle province  nel caso la proposta di autoriforma fosse fatta propria dal governo: “Abbiamo proposto che questi risparmi finanzino un fondo per gli investimenti locali. E’ il nostro contributo alla spending review: non solo un taglio, ma una migliore gestione di risorse per favorire lo  sviluppo. Sappiamo anche che la nostra riforma da sola non basta. Occorre un’operazione più radicale per tagliare spese inutili e ridurre sprechi”. 

Quindi nella lettera-appello, il nuovo suggerimento: “Il Ministero del Tesoro ha compilato la lista delle società, consorzi ed enti strumentali di Regioni, Province e Comuni. Sono 3.127: pagine e pagine di sigle improbabili, strutture create dal nulla spesso per spartire poltrone e gestire potere.Rappresentano le stanze segrete della politica, di cui i cittadini ignorano perfino l’esistenza. Anche se sono loro, con le loro tasse, a finanziarle e a tenerle in vita. Questi organismi costano al Paese oltre 7 miliardi di euro l’anno, di cui 2 miliardi e mezzo impiegati per i soli consigli di amministrazione. E sono organismi che si occupano di servizi che dovrebbero essere svolti dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni”.

Una premessa chiara che serve all’Upi per formulare con decisione il proprio invito: “Completi l’opera tagliando con nettezza questi veri rami secchi e improduttivi dell’amministrazione pubblica. Verrà così certamente rafforzata e compresa meglio la sua battaglia di cambiamento”.

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E Firrarello fa l’esatto contrario di quello che dice la Corte dei Conti. Deve assumere altro personale a tempo indeterminato

IL GIUDIZIO DI PARIFICAZIONE

Pg Corte Conti: “La Sicilia riduca le spese correnti”

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29 giugno 2012 – Il debito cresce, i conti non vanno bene, l’Ars ‘produce leggi che aumentano le spese, i sindacalisti usano con una disinvoltura sconcertante i permessi sindacali (10 volte di più della media nazionale) ma i dati del rendiconto della Regione siciliana evidenziano il sostanziale rispetto da parte della Regione degli obblighi assunti con il patto di stabilità “anche attraverso le attività di indirizzo e costante monitoraggio poste in essere dalla ragioneria generale della regione”. Lo rileva il procuratore generale della Corte dei Conti in Sicilia, Giovanni Coppola nella relazione sul giudizio di parificazione dei conti della Regione.

Secondo Coppola, ormai “è ineludibile intervenire sulla spesa corrente”, (gli stipendi dei dipendenti ndr) anche se evidenzia che non “mancano segnali di discontinuità con il contenimento della dinamica retributiva introdotta con la legge di stabilità regionale per il 2012”. Ma l’aumento della spesa per il personale regionale nel 2011 è aumenta. Cinquantasei milioni in più rispetto al 2010, che fanno lievitare i costi per le casse della Regione fino ad un miliardo e 84 milioni di euro. La Corte tiene anche ad evidenziare come fra maggio 2011 e aprile scorso “la maggior parte delle leggi di spesa siano riconducibili ad iniziative parlamentari”.

“I problemi di finanza pubblica regionale – rileva Coppola – hanno una complessità varia, e le difficoltà normative ed applicative sembrano ostacolare gli interventi di contenimento della spesa”. La Corte dei conti “pur riconoscendo l’impegno profuso dal governo per la riforma strutturale di importanti settori suscettibili di impatto finanziario sui conti regionali, sanità, formazione e società partecipate”, non può” fare a meno di rilevare che stentino a manifestarsi gli attesi effetti di tale complessa attività riformatrice”.

In Sicilia, dunque, “permane il deterioramento del quadro di finanza pubblica aggravato dalla stagnazione dell’economia” che dipende dal non aver affrontato alle radici le ragioni degli squilibri contabili regionali.

I pensionati regionali, rileva la Corte, sono 16.098 e nel 2011 il Fondo pensioni Sicilia ha liquidato 325 nuove pensioni ordinarie, 176 di reversibilità e ben 497 pensioni con le agevolazioni della legge 104 del 1992 che consente di andare in quiescenza con 25 anni di servizio per accudire un congiunto gravemente disabile.

Nel settore della sanità la Corte rileva come ammonta a 9 miliardi e 421 milioni di euro la spesa in Sicilia nel 2011, con un incremento rispetto all’anno precedente di 519 milioni, quando si era attestata a 8 miliardi e 902 milioni di euro.

Per quanto riguarda l’impegno dei fondi comunitari, per quanto riguarda il Fesr, Coppola rileva che “gli impegni sono più che quadruplicati rispetto al 2010 raggiungendo il 41 % del costo programmato e le spese hanno consentito hanno consentito di superare la soglia del disimpegno automatico ma le percentuali di spesa e impegni di spesa sono inferiori a quella media dell’intero obiettivo convergenza”. Nel Po-Fse, è stata invece evitata una perdita di risorse, “ma i dati di impegni e pagamenti porta la Sicilia al di sotto della media delle regioni ad obiettivo convergenza”. ‘

Vola, infine, in agricoltura la spesa del Psr, così come nel settore della pesca, quello del Fep.
Coppola ha poi detto che “la Sicilia manca di risorse economiche in ragione di una imperfetta autonomia finanziaria. Lo Statuto autonomo è inadeguato e largamente inattuato“.

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