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Archivi del mese: Maggio 2012

SOSPESI PER 30 GIORNI 6 FUNZIONARI

Presunte infiltrazioni mafiose al Comune di Barcellona Pozzo di Gotto

di Markez
foto

31 maggio 2012 – Rischio di infiltrazioni mafiose al Comune di Barcellona Pozzo di Gotto. Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha sospeso per trenta giorni sei funzionari comunali.
Tra di loro anche il segretario generale e due ufficiali dei vigili urbani.

Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, nei mesi scorsi ha aveva istituito una commissione d’inchiesta. I funzionari sospesi sono il segretario generale Gaetano Russo, Roberto La Torre, dirigente di polizia municipale, Rosario Maimone, vice comandantedi polizia municipale, Orazio Mazzeo, Carmelo Perdichizzi e Salvatore Fazio.

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31/05/2012 –

Da Milano a Palermo inchiesta su Regione – Nomura

  

Totò Cuffaro

La Procura di Palermo conferma di avere aperto un’inchiesta sull’operazione di finanza derivata stipulata dalla Regione siciliana con la filiale londinese della banca giapponese a copertura di un mutuo accesso dieci anni fa dall’ex governo di Totò Cuffaro, in carcere con sentenza definitiva per favoreggiamento

 

PALERMO. La Procura di Palermo conferma di avere aperto un’inchiesta sull’operazione di finanza derivata stipulata dalla Regione siciliana con la filiale londinese della banca giapponese Nomura a copertura di un mutuo accesso dieci anni fa dall’ex governo di Totò Cuffaro, in carcere con sentenza definitiva per favoreggiamento. L’ipotesi di reato è truffa allo Stato a carico di ignoti.   I pm hanno aperto il fascicolo dopo avere ricevuto il risultato dell’attività svolta dal procuratore aggiunto Milano, Alfredo Robledo, con il supporto del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, che da anni insieme indagano sulla vendita di derivati a enti territoriali di tutta Italia. Come riporta il Sole24Ore di oggi l’indagine milanese avrebbe confermato le denunce contenute in una lettera anonima inviata nel marzo del 2003 che segnalava pagamenti di tangenti «estero su estero» in relazione a operazioni finanziarie tra la Regione siciliana e la succursale londinese di Nomura. Tangenti che secondo l’anonimo sarebbero andate a due strettissimi collaboratori di Cuffaro.

 

Secondo gli inquirenti milanesi, nelle operazioni con la Regione siciliana, Nomura avrebbe incassato un ammontare totale pari a oltre 48 milioni di euro; con profitti anche 10 volte
superiori a quanto il mercato normalmente non consenta. La banca avrebbe a sua volta riconosciuto provvigioni nei confronti di entità societarie riconducibili ai collaboratori di Cuffaro per oltre 16 milioni, quasi 12 dei quali pagati sui conti esteri di una struttura creata in Irlanda, la Profitview Investments Ltd.

 

Sei mesi fa i funzionari della commissione Finanze dell’Assemblea regionale avevano lanciato un allarme sulle operazioni swap (assicurazione su contratti di debito) sottoscritte dalla Regione: gli uffici suggerivano «di acquisire dal governo informazioni circa l’andamento delle operazioni che, negli ultimi esercizi, registrano in alcuni casi risultati negativi per la Regione». Dai documenti contabili si rileva un aumento dei fondi che il governo ha appostato nel capitolo relativo a «oneri per interessi, rate swap e per altri strumenti finanziari derivati»: a fronte dei 25 milioni del
2011, è previsto uno stanziamento di 27 milioni per il 2012, di 29 mln per il 2013 e di 30 mln per il 2014

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Non riescono ad affittare i locali di Via Mose’ e la gara va sempre deserta vedi allegato

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Altro siluro per Giuseppe Castiglione direttamente da Cammarata ex Sindaco di Palermo. P.S. Siamo al terzo siluro, ma quando arrivi a dieci cosa fai?

LiveSicilia › Lo sfogo di Cammarata su “S” “Il Pdl poteva vincere: ecco come”

L’INTERVISTA

Lo sfogo di Cammarata su “S”
“Il Pdl poteva vincere: ecco come”

Mercoledì 30 Maggio 2012 11:16

L’ex sindaco di Palermo torna sulle amministrative commentando l’operato di Massimo Costa, imputando a “scelte di coalizione” i passi falsi sulle partecipate e indicando tre nomi che secondo lui avrebbero portato il Pdl alla vittoria. Eccoli.

Lo sfogo di Cammarata su "S"   "Il Pdl poteva vincere: ecco come"
Diego Cammarata parla delle amministrative e si toglie qualche sassolino dalla scarpa, come quando passa in rassegna l’operato della sua amministrazione e imputa a “scelte di coalizione” i passi falsi sulle partecipate. O come quando commenta la performance di Massimo Costa, il candidato sostenuto dal suo partito. In un’ampia intervista esclusiva al mensile “S” in edicola, l’ex sindaco racconta la sua nuova vita dopo le dimissioni e commenta l’exploit di Leoluca Orlando.Per l’ex sindaco l’atteggiamento di Massimo Costa, che ha preso le distanze dalla sua amministrazione, “è stato un errore”. Un errore dimostrato dal risultato del più vicino a Cammarata dei consiglieri Pdl, Giuseppe Milazzo: “Aveva preso 2.293 voti nel 2007, ne ha presi 2.090 adesso – dice l’ex sindaco -. È l’unico nel Pdl che ha tenuto. Ognuno ha le proprie strategie, per carità, ma forse sarebbe servito di più mettere in evidenza le cose buone fatte da questa amministrazione, magari prendendo le distanze dagli errori, che certamente sono stati commessi”.
Cammarata, però, non imputa l’errore al Pdl: “È stato Costa a sbagliare la campagna elettorale – spiega -. Il Pdl non ha mai preso le distanze dalla mia sindacatura. Io credo che il Pdl abbia sofferto l’assenza di comunicazione politica, perché nel periodo caldo i maggiori referenti palermitani si trovavano in una posizione che non permetteva loro di partecipare al dibattito: Schifani alla presidenza del Senato e Alfano al ministero della Giustizia. E il coordinamento regionale del partito si ferma a Enna”.La scelta della candidatura, secondo Cammarata, è stata sbagliata: “Io – spiega – credo che Cascio, Scoma o la Vicari avrebbero vinto, anche in caso di ballottaggio. E Orlando contro uno di loro non si sarebbe candidato. È sceso in campo perché ha capito che poteva affondare nel burro”.

Ultima modifica: 30 Maggio ore 12:23

Scarica l’intera intervista a Cammarata

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Per Firrarello le ditte edili a Bronte possono pure fallire, infatti paga dopo un anno una fattura di € 2.000,00 ad una ditta brontese vedi allegato

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Firrarello attende con ansia e nervosismo la sentenza di appello del processo ” Garibaldi”, sembrerebbe tra il 3 ed il 4 Luglio 2012

Scandalo nuovo ospedale “Garibaldi”: presto la sentenza dell’appello

30 maggio 2012, 8:26

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Al processo “dimenticato” si avvicina il momento del verdetto di secondo grado. In nome della giustizia?
Di Iena Giudiziaria, Marco Benanti

La notizia arriva dai corridoi di Palazzo di Giustizia e da fonti qualificate: il 3 e 4 luglio si terranno le ultime due udienze del processo d’appello per lo scandalo del nuovo ospedale “Garibaldi”, ovvero il processo al sistema di Potere catanese, che emerge con nettezza attorno agli appalti miliardari -in mezzo agli appetiti mafiosi, affaristici e da “colletto bianco”- del nuovo nosocomio e della residenza per studenti “Tavoliere”.
Molto probabilmente, quindi, il 4 luglio arriverà la sentenza. Noi facciamo una previsione, usando una nostra personale “palla di vetro”: tante prescrizioni e probabili poche condanne. Ripetiamo solo ipotesi, vedremo in aula; del resto di spazio ce n’è sempre tanto, non viene mai quasi nessuno. C’è più gente a vedere i processi per i ladri di polli, che popolano le galere italiane e catanesi. Un parallelo che facciamo solo per fare notare –per l’ennesima volta- l’incredibile storia di un processo “dimenticato”, una sorta di fastidiosa “pratica” da mandare avanti…non interessa a nessuno o quasi.
Si tratta, infatti, di una vicenda dagli aspetti surreali: non ne parla nessuno (men che mai la grande stampa e quella “indipendente” siciliana), si va avanti con forzature procedurali, dopo ritardi su ritardi dovuti in passato a difetti di notifica, che hanno fatto rinviare molto udienze. Nel frattempo, è cambiato più volte il collegio giudicante (la prima sezione penale della Corte d’Appello, adesso presieduta da Ignazio Santangelo).
Prescrizione, prescrizione, quindi, (ma non per l’avv. Giuseppe Cicero -imputato con accuse che ha sempre respinto portando chili di elementi e prove  a sua discolpa- che vi ha rinunciato prima della sentenza di primo grado, atto di valore morale, proprio così morale, sconosciuto a tanti e che i parolai dell’antimafia scenografica non ricordano) prescrizione, che, fra l’altro, è stata già rilevata dalla Pubblica Accusa (per la quale l’aggravante mafiosa non c’è) nei riguardi del senatore-sindaco Pino Firrarello, imputato nel processo, dopo una condanna in primo grado, a due anni e sei mesi, per turbativa d’asta aggravata dall’aver agevolato l’associazione mafiosa. Ma a chi interessa tutto questo: fuori dalle schermaglie di parte che tanto appassionano in altri processi, quello al Potere catanese resta al “buio”.

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Firrarello nomina una consulente esterna altri € 4.000,00 bruciati vedi determina

Determina74_IV

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Firrarello spende 130.000,00 per la gara dei cani randagi mentre per il centro anziani gli concede la miseria di € 1.000,00 vedi determina

Determina73_IV

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Solo per il cambio di una parola da “ICI” ad “IMU” Firrarello brucia € 10.000,00 dei cittadini brontesi vedi la determina

Determina5_III

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Si chiedono sacrifici ai dipendenti comunali e poi si fanno ingrassare gli amici consulenti esterni, vedi la determina allegata

Determina24_I

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