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Archivi del mese: Marzo 2012

Crisi, nel 2011 oltre 12mila imprese fallite. In 50mila hanno perso il lavoro

La maglia nera tocca, a sorpresa, alla Lombardia con 2.600 casi. Allarme rosso anche nel settore agricolo. Secondo Coldiretti, infatti, nell’ultimo anno sono state chiuse 50mila aziende

Nel 2011 ben 11.615 aziende hanno chiuso i battenti per fallimento, con una media di 35 al giorno. Si tratta di un dato mai toccato in questi ultimi quattro anni di grave crisi economica. E’ il dato fornito dalla Cgia di Mestre che parla di “un record che ci segnala quanto siano in difficoltà le imprese italiane, soprattutto quelle di piccole dimensioni”. “La stretta creditizia, i ritardi nei pagamenti e il forte calo della domanda interna – segnala il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi – sono le principali cause che hanno costretto molti piccoli a portare i libri in Tribunale. Purtroppo, questo dramma non e’ stato vissuto solo da questi datori di lavoro, ma anche dai loro dipendenti che, secondo una nostra prima stima, in almeno 50.000 hanno perso il posto di lavoro”.

Maglia nera dei fallimento è, a sorpresa, la Lombardia: secondo i dati forniti dalla Cgia di Mestre, nel 2011 sono stati oltre 2.600, quasi un quarto del totale nazionale. Segue nella classifica il Lazio, con 1.215 aziende fallite; al terzo posto il Veneto (1.122). Supera quota mille anche l’Emilia Romagna (1.008). Chiude la classifica la Valle d’Aosta, con appena 9 aziende fallite. Ecco di seguito la classifica, regione per regione, dei fallimenti di imprese registrati nel 2011.

C’è di più: il fallimento di un imprenditore non è solo economico, spesso viene vissuto da queste persone come un fallimento personale che, in casi estremi, ha portato decine e decine di piccoli imprenditori a togliersi la vita. “La sequenza di suicidi e di tentativi di suicidio avvenuta tra i piccoli imprenditori in questi ultimi mesi – prosegue Bortolussi – sembra non sia destinata a fermarsi. Solo in questa settimana, due artigiani, a Bologna e a Novara, hanno tentato di farla finita per ragioni economiche. Bisogna intervenire subito e dare una risposta emergenziale a questa situazione che rischia di esplodere. Per questo invitiamo il Governo a istituire un fondo di solidarieta’ che corra in aiuto a chi si trova a corto di liquidita”.

La situazione più critica la sia registra nel settore agricola. Qui, secondo le stime di Coldiretti, “nel 2011 in Italia sono state chiuse oltre 50mila aziende agricole”. In questo settore “operano 829mila imprese iscritte al registro delle Camere di Commercio. A preoccupare per il 2012 oltre che gli effetti del maltempo e della crisi dei mercati, anche l’applicazione della nuova Imu che se non sarà adeguata alle specificità del settore sulla base delle conclusioni del tavolo fiscale rischia di avere un impatto insostenibile su terreni agricoli e fabbricati rurali, dalle stalle ai fienili fino alle cascine e ai capannoni necessari per proteggere trattori e attrezzi, andando a tassare quelli che sono, di fatto, mezzi di produzione per le imprese agricole”.

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Un grande abbraccio a tutti coloro, sicuramente brontesi, che si sono collegati al mio blog. Guardate la sintesi dei contatti dalle varie parti del mondo. Come vedete i maggiori contatti sono dall’Europa

Tutti gli orari

Nazione Visualizzazioni
Italy FlagItaly 9.495
Germany FlagGermany 25
United Kingdom FlagUnited Kingdom 17
United States FlagUnited States 11
Iceland FlagIceland 7
Switzerland FlagSwitzerland 6
France FlagFrance 6
Slovenia FlagSlovenia 3
Spain FlagSpain 2
Haiti FlagHaiti 1
Russian Federation FlagRussian Federation 1
Monaco FlagMonaco 1
Poland FlagPoland 1
Canada FlagCanada 1
United Arab Emirates FlagUnited Arab Emirates 1
Hong Kong FlagHong Kong 1
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Consorzio tra comuni. Esperienza di circa 12 anni fa iniziata con buon entusiasmo ma poi fallito tutto

«Costituiamo un consorzio di Comuni che ci permetta di razionalizzare la spesa e migliorare l’efficienza dei nostri servizi».
E’ la proposta che il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, ha rivolto ai colleghi di Maletto e Maniace, rispettivamente Pippo De Luca e Salvatore Pinzone Vecchio, ed al presidente del Consiglio comunale di Randazzo, Lucio Rubbino.
«Potremmo – ha affermato durante l’incontro il sindaco di Bronte – consorziare i servizi di promozione turistica, gestire insieme un canile e perché no anche i servizi di raccolta dei rifiuti e pulizia delle strade. I Comuni, in momenti di crisi come questo, ne trarranno certamente un risparmio economico, con i servizi che ne guadagneranno in efficienza».
All’incontro hanno anche partecipato il direttore generale del Comune di Bronte, Giuseppe Marcenò, l’assessore di Maniace, Alessandro Pinzone, ed i consiglieri comunali Nunzio Saitta e Vincenzo Sanfilippo: «La proposta – hanno affermato i due consiglieri comunali – di consorzio è valida soprattutto per lo sviluppo e la promozione del territorio, in modo particolare ai fini turistici».
Anche i due sindaci e il presidente Rubbino hanno condiviso la ratio della proposta che Maletto e Maniace hanno già sperimentato con l’Associazione dei Comuni e che al momento si sono riuniti anche con Cesarò in una Unione dei Comuni.
«Condividiamo l’idea. – hanno affermato quasi all’unisono – Vanno studiati i singoli servizi da consorziare con un unico imperativo: il reale risparmio per gli Enti».

30/03/2012

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Prima pagina del 31/03/2012

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Usufruivano della 104 senza diritto
Sospesi e multati 7 operatori sanitari

giovedì 29 marzo 2012
18:16
testo Aumenta testo Riduci testo

Cinque operatori sanitari sono stati sospesi dall’azienda ospedaliera “Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello”: avrebbero fruito dei benefici previsti dalla legge 104/92, pur non avendone diritto. Si tratta di casi in cui i destinatari dei benefici non hanno più i requisiti richiesti o che abbiano reso dichiarazioni mendaci all’azienda. Altri due dipendenti, poi, sono stati multati per omesse comunicazioni.

I 6 infermieri e il tecnico radiologo sanzionati sono stati individuati grazie a una verifica interna, avviata lo scorso anno e che ha riguardato 373 dipendenti dell’azienda, in collaborazione con la polizia municipale di Palermo e di altri 47 comuni della Sicilia.

Ai 7 operatori sanitari, sottoposti a procedimenti disciplinari, sono state applicate sanzioni come multe e sospensione dal servizio fino a un massimo di 20 giorni. L’Azienda ha, inoltre, avviato le procedure per il recupero delle somme relative ai permessi fruiti indebitamente.

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Lombardo commenta l’ordinanza del gip: “Se rinviato a giudizio mi dimetterò, non consentirò che la Regione venga intaccata”

29 marzo 2012, 22:22

Raffaele_Lombardo_

di iena giudiziaria
“Non sottoporrò la Regione al fango di un processo, se ci dovesse essere il processo mi dimetterò. Se ci sarà il rinvio a giudizio mi dimetto, non aspetterò nè la Cassazione, nè l’appello, nè il primo grado”. Lo ha precisato il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, nel corso dell’incontro con i giornalisti tenutosi nel pomeriggio a Palazzo d’Orleans, dopo la decisione del gip di Catania, Luigi Barone, che con ordinanza ha disposto l’imputazione coatta per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio aggravato, sia per lui che per suo fratello Angelo. Il gip ha anche dato un termine di dieci giorni alla Procura di Catania per formulare l’imputazione così come previsto dal Codice di Procedura Penale.
“Non posso sopportare le fandonie, le calunnie e le falsità – ha chiosato Raffaele Lombardo – che sono tutte destituite di  fondamento, che sono state dette da presunti o falsi mafiosi, che possono minimamente ledere la carica di presidente della Regione, a cui tengo più di ogni altra cosa. Credo di averla onorata in questi quattro anni. La lascerò nel caso di un processo in modo da potermi difendere liberamente e in modo che non venga intaccata la più alta istituzione in Sicilia”.

”Spero che l’udienza preliminare venga fissata al piu’ presto e mi auguro di non incontrare lungo la mia strada un magistrato appartenente a una corrente -ha dichiarato Raffaele Lombardo che ha aggiunto- sono certissimo che non potra’ che concludersi in un modo semplicissimo, con la mia liberazione da ogni sospetto rispetto a un reato che non solo non ho compiuto, ma che e’ lontano mille miglia dal mio modo di fare. Sono certo che avra’ ragione di queste accuse costruite sul nulla”.

Qualcuno gli chiede se a suo avviso qualcosa sia cambiato dopo l’insediamento del nuovo procuratore di Catania, Giovanni Salvi, e lui risponde: ”Non e’ cambiato certamente l’attegiamento nei confronti della mia vicenda. Sul resto non so rispondere, ogni uomo che guida una macchina imprime la direzione e tutto quanto appartiene al suo stile e alla sua cultura”.

E infine Lombardo annuncia: ”leggero’ stasera l’ordinanza, un gran bel lavoro se e’ vero che le pagine sono state scritte ieri dopo l’ultima udienza tenuta a mezzogiorno”.

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Concorso esterno, imputazione coatta per il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo

Il gip di Catania Luigi Barone respinge la richiesta di archiviazione presentata dai pm in seguito alle sentenze Mannino e Dell’Utri che indeboliscono il reato. Il presidente della Regione è accusato, insieme al fratello, di aver ricevuto voti e finanziamenti da Cosa nostra. Convocata d’urgenza una riunione di maggioranza, ora si apre il caso politico. L’autodifesa: “Mai preso soldi e voti dai mafiosi, non mi dimetto”

Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia

 Imputazione coatta per Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, e suo fratello Angelo, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio aggravato. L’ha disposta il gip di Catania Luigi Barone, respingendo la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura.

La Procura aveva riconfermato la richiesta di archiviazione spiegando che la valutazione si basava sulla cosiddetta “sentenza Mannino“, che mette in discussione la consistenza del reato di concorso esterno. Alla richiesta della pubblica accusa si erano associati anche gli avvocati difensori. La posizione di Raffaele e Angelo Lombardo è stata stralciata dall’inchiesta Iblis nata da indagini di carabinieri del Ros su presunti rapporti tra mafia, affari e politica.

“Non mi dimetto, anzi vado avanti e scriverò un libro sulla verità di questa vicenda”: parola di Raffalele Lombardo, che ha commentato così la decisione del gip di Catania. “E’ un ordinanza, non un rinvio a giudizio – ha continuato il governatore siciliano – Le ipotesi che possono scaturire dall’imputazione coatta sono tre: il rinvio a giudizio, il rito abbreviato o il processo. Oggi è il 29 marzo e sembra una coincidenza astrale, perché proprio il 29 marzo di due anni fa uscì la notizia sui giornali. Sono sereno. Nutro fiducia e rispetto nelle istituzioni e spero che l’udienza preliminare che consegue all’imputazione coatta sia convocata al più presto”.

Il procuratore capo di Catania, Giovanni Salvi, commenta: ”C’erano valutazioni diverse e la nostra posizione è stata sempre chiara e si basava su valutazioni giuridiche”. Secondo la Procura di Catania, dall’inchiesta Iblis sarebbero emersi “elementi di prova su rapporti tra gli onorevoli Raffale e Angelo Lombardo ed esponenti di Cosa Nostra, finalizzati a ottenere il sostegno dell’organizzazione criminale in occasione di competizioni elettorali”. Ma “non c’erano invece elementi di prova sufficienti a ritenere che l’accordo si sia sostanziato in promesse concrete dei politici o in fatti che abbiano avuto efficacia causale sulla vita dell’associazione criminale, e cioè che l’abbiano rafforzata in maniera rilevante, come richiesto dai principi affermati dalla Corte Suprema di Cassazione a Sezioni Unite”.

Qui sta il riferimento alla famosa sentenza su Calogero Mannino, il politico siciliano assolto in Cassazione dal reato di concorso esterno dopo un tortuoso iter processuale. Ma anche alla requisitoria del sostituto procuratore generale Francesco Iacoviello su Marcello Dell’Utri, al quale la Cassazione non ha confermato la condanna. Di conseguenza, continua Salvi, “la decisione del giudice su una complessa questione di diritto, che non intacca gli elementi di fatto, ma soltanto la loro valutazione in termini giuridici, è accolta con serenità”.

“Prendiamo atto della pronuncia del giudice”, ha commentato il legale del governatore Raffaele Lombardo, Guido Ziccone. “Lo prevede il codice, ma ci batteremo con la stessa determinazione messa in campo nelle scorse udienze per dimostrare l’estraneità dall’accusa di concorso esterno”.

Alla notizia dell’imputazione coatta, all’Assemblea regionale siciliana è stata sospesa la commissione Bilancio al lavoro sulla finanziaria ed è stata indetta immediatamente una riunione della maggioranza, con lo stesso presidente Lombardo. Alla riunione partecipano tra gli altri il capogruppo del Pd Antonello Cracolici, il deputato del Mpa Lino Leanza, il capogruppo del Movimento popolare siciliano Riccardo Savona e l’assessore all’Economia Gaetano Armao.

“Non ho mai chiesto favori e voti ai mafiosi, non mi dimetterò, andrò avanti, anzi scriverò un libro sulla verità di questa vicenda”, ha risposto Lombardo ai giornalisti che gli chiedevano se nella peggiore delle ipotesi si sarebbe dimesso dal suo incarico in seguito alla decisione del gip. “Non esiste la peggiore delle ipotesi, esiste solo la verita”.

Sulla questione è intervenuto anche Fabrizio Ferrandelli, candidato sindaco di Palermo per centrosinistra: “La Sicilia non può permettersi di avere un altro presidente della Regione rinviato a giudizio per mafia – ha detto il vincitore delle primarie palermitane del centrosinistra – Se dovessimo arrivare a questo punto si porrebbe una grandissima questione etica e morale da affrontare urgentemente con lo scioglimento dell’Assemblea. Massimo rispetto per il lavoro che stanno svolgendo i magistrati e mi auguro per il bene della Sicilia e dei siciliani che venga fatta chiarezza al più presto”.

Diverso il commento di Fabio Granata e Carmelo Briguglio, rispettivamente vice coordinatore nazionale e coordinatore regionale di Fli in Sicilia. ”Conosciamo Raffaele Lombardo e sappiamo, anche dai suoi atti di governo condivisi da assessori come Caterina Chinnici e Massimo Russo, che è persona ben diversa sia del maestro della Santelli, Cesare Previti, sia dall’ex ministro Romano e dai suoi amici come Pippo Gianni – hanno detto i due parlamentari finiani – e si comporterà anche in questa circostanza con correttezza e coerenza rispetto alla complessa vicenda giudiziaria che lo riguarda, se e quando dovesse perfezionarsi il rinvio a giudizio”.

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Vendesi mattatoio ad € 1.500.000,00, mi raccomando non presentate troppe offerte perche’ ci sara’ l’imbarazzo della scelta a chi assegnarlo. E’ chiaro che sono solo fantasie di qualche amministratore che aveva pensato di risanare l’ormai disastrato bilancio comunale con la vendita di 4 immobili di proprieta’ comunale, ma ancora non si e’ reso conto che a Bronte fessi non ce ne sono che vogliono buttare i soldi per degli immobili che non valgono nulla. Proposta perche’ non se lo acquista Lei e risana il bilancio comunale visto che e’ molto avveduto negli investimenti

BandoGara_venditaimmobile_adibito_a_Mattatoio

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