Archivi del mese: Febbraio 2012

Intasca una tangente da 10mila euro, Pennisi condannato a pagare cinque volte tanto

L’ex presidente della Commissione urbanistica di Milano ha patteggiato la pena. Ma ora attacca la decisione dei giudici: “Non trovo giusto che su un mio errore lo Stato di diritto risponda con un’ingiustizia”

Aveva intascato una tangente da 10mila euro per accelerare una pratica edilizia. Ora Milko Pennisi dovrà tirarne fuori cinque volte tanto: 50mila euro per risarcire il comune di Milano. A tanto ammonta, secondo la Corte dei conti, il danno di immagine causato all’ente dall’ex presidente della commissione Urbanistica di Palazzo Marino.

E’ l’11 febbraio 2010 quando Pennisi si assenta dal Consiglio comunale, dove siede tra i banchi del Pdl. Dovrebbe stare via solo qualche minuto. Ma in Aula non torna più. Finisce invece a San Vittore: arrestato in flagranza di reato con una mazzetta nascosta in un pacchetto di sigarette. Cinquemila euro che l’imprenditore bresciano Mario Basso gli porta in via Hoepli, a pochi passi da Palazzo Marino. Seconda tranche che si aggiunge ai cinquemila euro già consegnati tre mesi prima per facilitare l’ok alla costruzione di una palazzina di tre piani in zona Bovisa. Solo che l’altra volta Basso aveva con sé una telecamera nascosta che gli aveva prestato Fabrizio ‘Bicio’ Pensa, ex collaboratore di Fabrizio Corona. Mentre ora l’imprenditore si presenta all’incontro con tanto di polizia e guardia di finanza, dopo che un paio di giorni prima, oltre al consigliere comunale, ha denunciato un presunto tentativo di ricatto da parte di ‘Bicio’.

Pennisi non ha scampo. Accusato di concussione, all’inizio cerca di negare tutto. Poi ammette le sue responsabilità e ad aprile 2010 patteggia una pena di due anni e 10 mesi, finisce ai domiciliari, restituisce i soldi della tangente all’imprenditore. E versa nelle casse del Comune 5mila euro: “Una sua iniziativa spontanea – la definisce il difensore Antonio Bana – una somma simbolica come risarcimento per il danno di immagine subito dall’ente”. Ma il gesto simbolico non basta: i soli sono troppo pochi, secondo la Corte dei conti della Lombardia. Che ora condanna Pennisi a pagarne altri 45mila. Per arrivare a una cifra che è il quintuplo della bustarella.

I giudici contabili, nella motivazione della sentenza, parlano di una “una seria lesione al prestigio dell’amministrazione comunale di Milano”, in quanto sono stati compromessi interessi di rilievo costituzionale, come l’imparzialità e il buon andamento dell’azione amministrativa. Il danno di immagine, secondo la Corte dei conti, è reso particolarmente grave dal fatto che “il settore urbanistico è uno di quelli in cui maggiori sono la sensibilità e l’attenzione dell’opinione pubblica per il corretto svolgimento dell’azione amministrativa”.

Scrivono poi i giudici che “se il reato di concussione viene commesso da chi svolge un ruolo apicale nell’ambito dell’apparato amministrativo, è più facile che si diffonda all’esterno la convinzione che le pratiche illecite vi siano ampiamente estese”. Insomma, quando si è messo in tasca la mazzetta, Pennisi non era un semplice impiegato comunale. Ma un membro del Consiglio e il presidente della commissione Urbanistica. Considerato il suo ruolo, stabilisce la sentenza, il danno di immagine è più grave. Un danno che ora va riparato con un risarcimento che Pennisi definisce “ingiusto”. Tornato nel frattempo in libertà, l’ex consigliere comunale oggi ha 49 anni ed è in attesa di finire di scontare la pena in affidamento di prova ai servizi sociali. “Ho fatto uno sbaglio. Grave – ammette -. Ho patteggiato e mi sembra di aver pagato ampiamente. Adesso sto ricostruendomi. E non trovo giusto che su un mio errore lo Stato di diritto risponda con un’ingiustizia”. Parla di una sentenza che ha calcolato il risarcimento “senza alcun criterio”. Con una proporzione rispetto alla tangente che, dice, non è mai stata applicata ad alcun politico condannato.

Nella loro decisione i giudici sono andati al di là di quanto chiesto dal sostituto procuratore generale Adriano Gribaudo, che aveva quantificato il danno in una somma “non inferiore al triplo delle dazioni illecite ricevute” o anche maggiore. Anche in considerazione del fatto che al danno, “gravissimo e consistente”, aveva contribuito l’ “eco mediatica” della vicenda. Giorni di articoli sui giornali che, secondo Pennisi, non hanno leso solo l’immagine del Comune. Lui dice di averli vissuti come una gogna: “Non mi identifico con la persona che è stata dipinta allora dalla stampa”, spiega, mentre ricorda di essere stato protagonista di un unico caso di bustarelle, conclusione a cui sono arrivate pure le indagini. Poi torna sui 50mila euro: “Io quei soldi non li ho. Se devo vendere la mia casa o ipotecarla, lo dicano. Ora faremo appello”.

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“Truffa all’Europa”
Sequestrato il Kempinski

“Truffa all’Europa” Sequestrato il Kempinski

Il sogno finisce in frantumi. Come tante cose belle della Sicilia c’è l’altra faccia della medaglia, quella che dovrebbe farci impallidire dalla vergogna. A rompersi è stato lo scenario che da qualche anno riempie l’entroterra della campagna mazarese, dove si è insediato un hotel di lusso, con le suite a quasi 5 mila euro al giorno, una struttura arabeggiante e molto lussuosa, il Kempinski Giardino di Costanza. Sembrava che niente potesse guastare la festa, per quella magnificenza di albergo posto tra verdi colline, vicino al mare, baciato dal sole, nonostante magari la strada per arrivare al Kempinski non sia delle migliori, e strada facendo è facile incontrare qualche discarica abbandonata. Bazzecole, in confronto al lusso che attende all’arrivo all’albergo: e in fatti è qui che da molti anni i ricconi di mezzo mondo vengono a rifugiarsi.

Superato il cancello è tutta un’altra storia, un’altra atmosfera. Uno di quegli ambienti che si addicono alla Sicilia, quella più vera, incontaminata. Da qualche ora, però, sono momenti tristi per il super albergo. La struttura, infatti, è finita sotto sequestro. Il nucleo regionale di tutela della spesa della Guardia di Finanza siciliana, comandato dal maggiore Fabio Ranieri, per ordine della procura di Marsala ha posto i sigilli all’albergo e alla società proprietaria a seguito di un’indagine con l’accusa di truffa ai danni del Por Sicilia, insomma dei fondi comunitari. A coordinare l’inchiesta è stato il sostituto procuratore della Repubblica di Marsala, Dino Petralia, e il valore del sequestro è superiore ai 13 milioni di euro. Con il sequestro sono scattati anche 13 avvisi di garanzia con l’accusa di truffa aggravata.

Il “Kempinski Giardino di Costanza” è un resort di 99 stanze, risultato di un investimento fatto dalla società Mediterranea (il gruppo Kempinski, un network turistico che ha 52 strutture in tutto il mondo, è arrivato dopo, e da qualche tempo sembra aver raffreddato i rapporti con la Mediterranea) e che ha usufruito di capitali pubblici quanto privati. Secondo la magistratura, però, sui fondi pubblici la Mediterranea avrebbe fatto la “cresta”.

Il sequestro rischia di frenare i sogni di sviluppo di Mazara. Il presidente della Mediterranea, Giovanni Savalle, infatti, ha ipotizzato la realizzazione di un magnifico campo da golf e stava pensando anche a un approdo turistico “dedicato”, un progetto che aveva fatto sognare i mazaresi sulla possibilità di un turismo d’élite. Il campo da golf mai nato doveva costare 46 milioni di euro (26 dei quali di provenienza privata e altri 20 di natura pubblica): la struttura, sulla carta, doveva occupare una superficie di 120 ettari e accanto al campo da golf dovevano nascere un residence di lusso e un’impresa agricola.

Di recente la società aveva anche aumentato il capitale. La società per azioni, infatti, era passata da 7 milioni e 646 mila euro a 9 milioni e parallelamente Sviluppo Italia, che di Mediterranea detiene dall’ottobre 2005 il 22%, ha dato il via all’allargamento della propria quota fino al 30%. Un’altra fetta del capitale, invece, proviene dal Cipe. Ma Savalle si dice tranquillo: “I fondi – afferma – sono stati regolarmente spesi. Confidiamo nella giustizia, che darà giusta luce ai fatti”.

Per l’imprenditore, in particolare, si tratterebbe di “un provvedimento che la magistratura ha ritenuto di assumere a valle di un’indagine avviata nel 2007, in attesa di verificare lo stato della spesa dei fondi in questione”. Secondo Savalle “i fondi in discussione sono quelli previsti dal patto territoriale Trapani Sud, pari a 6,5 milioni di euro, che sono stati regolarmente spesi dalla Società Mediterranea spa per la costruzione dell’hotel, come da documentazione che esibiremo alla magistratura. Da quanto apprendo, informalmente, la contestazione riguarderebbe 5 milioni su un investimento complessivo di circa 25 milioni di euro. Ma, ripeto, la documentazione di spesa in possesso della società dimostra ampiamente l’investimento effettuato”.

 

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“E smettila d…

“E smettila di scattare foto, CRETINO!”. Il nostro Marco Benanti e quella notte insonne a ripensare all’offesa ricevuta dal senatore

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di iena vulcanica, Mirko Tomasino

Non sarà facile per il nostro direttore Marco Benanti mettere da parte il congresso catanese del Popolo della Libertà. Almeno per una novantina di giorni, il tempo utile per proporre una eventuale querela.

Quella frase maldestra, “E SMETTILA DI SCATTARE FOTO, CRETINO!”, gli rimbomba in testa già da due notti. Lui era intento a fare il suo lavoro di cronista, con la solita tenacia, e stava fotografando proprio lui, il mitico senatore e sindaco di Bronte, Pino Firrarello, che stava per iniziare il suo intervento ai lavori del congresso presieduto da Ignazio La Russa. Quella frase al senatore Firrarello è scappata proprio ad un centimetro dal microfono così che numerosi dei presenti in sala hanno potuto udire il grave insulto rivolto alla iena più grossa d’Italia.

Per fortuna che in prima fila a seguire il discorso del senatore c’era, al completo, la deputazione aderente alla rinomata “compagnia del pistacchio”, e c’è voluto il miglior Pippo Limoli per acquietare la rabbia della iena Benanti!

Perché Pino Firrarello avrà avuto quella reazione con il nostro incolpevole inviato? Diciamo subito che nonostante l’accordo tra i tre correntoni interni al Pdl (Firrarello-Stancanelli-Catanoso) tuttavia i toni non sono stati per nulla distesi. Firrarello ha fatto capire che l’accordo lo ha mandato giù con un bel po’ di fatica, ci ha dovuto mettere, giusto per intenderci, qualche buon pistacchio per addolcire il boccone. In effetti il suo gruppo aveva il maggior numero di tesserati in assoluto eppure ha dovuto cedere la presidenza del coordinamento provinciale.

E se l’incauta frase fosse da attribuire alle questioni personali con il nostro Benanti? Il senatore brontese in passato ha comunque già mostrato di non gradire gli articoli e soprattutto le inchieste di Marco Benanti. A tal punto di avergli già indirizzato qualche querela, procedimenti penali nei quali però  Benanti ha puntualmente trionfato dimostrando al pubblico ministero di turno di aver sempre scritto carte alla mano e comunque senza sconfinare i limiti della continenza, della rilevanza pubblica della notizia e della verità.

E allora, come si chiuderà la questione tra il nostro Benanti e il suo “amato” senatore? Da quel che abbiamo potuto percepire occorrerà attendere lo spirare dei novanta giorni per comprendere se alla fine Benanti proporrà querela. Ancora rammaricato ci ha detto di avere numerosi testimoni pronti a riferire sull’accaduto, ma ha anche sottolineato che lui, a differenza di altri, è solito rispondere agli insulti col serio e responsabile lavoro piuttosto che aggiungendo fascicoli agli intasati uffici del Tribunale. La meditazione dunque è già partita, vedremo come si chiuderà la tragicomica vicenda!!! Per quel che ne abbiamo potuto capire difficilmente si concluderà a tarallucci e pistacchio.

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400 posti alla Guardia di Finanza

Bando di concorso

Scadenza del bando 12 marzo 2012

Ruolo Ispettori

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale IV Serie Speciale n. 11 del 10 febbraio 2012

Compila la domanda online

Scarica il bando per la partecipazione al concorso per Allievi Marescialli. I file sono in formato pdf.

Se non hai Acrobat reader scaricalo sul sito di Adobe

Solo in caso di avaria del sistema informatico o di indisponibilità di un collegamento internet, la domanda di partecipazione può essere redatta in carta semplice, secondo il modello riportato in allegato 1, disponibile presso tutti i reparti del Corpo nonché sul sito www.gdf.gov.it, e spedita, a mezzo di raccomandata, con avviso di ricevimento, al Centro di Reclutamento della Guardia di finanza, via delle Fiamme Gialle n. 18, 00122 – Roma/Lido di Ostia, entro il termine di cui al comma 1. A tal fine, fa fede il timbro a data dell’ufficio postale accettante. Le domande spedite non a mezzo di raccomandata sono accettate soltanto se pervenute al competente reparto entro il suindicato termine.
L’Amministrazione non si assume alcuna responsabilità per la mancata ricezione delle domande, dovuta a disguidi postali o ad altre cause non imputabili alla stessa.
 

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in due incidenti sulla ss 120 e nel calatino
 

Sangue sulle strade del catanese, tre morti

Ambulanza49

27 febbraio 2012 –  E’ di tre morti il tragico bilancio di due incidenti stradali avvenuti sulle strade del catanese. Il più grave si è registrato la notte scorsa sulla statale 120, vicino a Randazzo. In uno scontro frontale tra una Fiat Uno e un furgone hanno perso la vita due giovani, Federico Astone, di 20 anni, e Samuele Parasiliti, di 16. I due, che sono morti durante il trasporto in ospedale, viaggiavano sull’autovettura insieme a tre coetanei rimasti feriti  e che sono ricoverati in nosocomi della zona. Ancora sconosciute le cause dello scontro. Sulla carreggiata opposta.  Sulla dinamica dell’incidente indagano i carabinieri.

L’altro incidente si è verificato stamane intorno alle 9 lungo la strada che collega Militello val di Catania con Palagonia, nel calatino. Non si conosce ancora sesso e identità della vittima. A quanto si è appreso si sarebbe trattato di un incidente autonomo. Sul luogo si trovano i carabinieri.

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Sangue sulle strade nel Catanese
Auto si scontra con un furgone: morti due giovani

oggi, 27 febbraio 2012 15:09
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www.siciliainformazioni.comDue giovani di 16 e 20 anni sono morti in un incidente stradale avvenuto la notte scorsa, in provincia di Catania, lungo la Strada Statale 120, nel quale sono rimasti feriti altri tre giovani che erano con loro, adesso ricoverati in ospedale di Taormina (Messina) e Bronte. Tutti e cinque erano a bordo di una Fiat ‘Uno’ che, per cause da accertare, si e’ scontrata frontalmente con un furgone Fiat che viaggiava in direzione opposta. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri sulla dinamica dell’inciden

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A Palazzo Minoriti si perde la ‘rotella’. Provincia di Catania: i pizzini dell’assessore

A Palazzo Minoriti si perde…la rotella. E accadono cose dell’altro mondo!

di Marco Benanti, Iena Provinciale

Comico fuori programma a Palazzo Minoriti durante la seduta del consiglio provinciale, lunedì scorso, causato da un “pizzino” che sarebbe stato scritto dall’assessore Mimmo Rotella e consegnato da un occasionale e distratto “postino” alla persona sbagliata.

Il tutto sarebbe scaturito quando Rotella, seduto sugli scranni riservati all’Amministrazione provinciale, avrebbe scritto a penna su un foglio di carta un breve messaggio per poi chiedere  ad un dipendente dell’Ente di consegnarlo ad una persona, indicandola tra l’esiguo pubblico presente in quel momento.

Il messaggero, però, avrebbe sbagliato destinatario, consegnando il “”pizzino” ad un autista che non avrebbe saputo trattenere la sorpresa leggendo le poche righe, mentre l’assessore si sbracciava cercando di fare capire che non era indirizzato a lui. Anche la successiva indicazione di un imbarazzato Rotella non sarebbe andata a buon fine: il foglietto ripiegato sarebbe finito nelle mani di una ragazza che, anche lei imbarazzata, per il contenuto forse eccessivamente confidenziale, lo avrebbe mostrato al padre, un altro impiegato della Provincia, che davanti a tutti e visibilmente contrariato si sarebbe avvicinato a Mimmo Rotella, lo avrebbe strattonato e gli avrebbe rivolto una frase breve ma chiara nel suo significato non certo amichevole.

Il tutto tra la sorpresa, l’imbarazzo e l’ilarità dei presenti, dirigenti, impiegati, consiglieri ai quali è sembrato di assistere ad una scenetta da teatrino popolare. In un contesto nel quale si dovrebbe invece pensare a risolvere i problemi dei propri amministrati, che in questo momento sono davvero tanti e delicati.

Pare che a causare questa divertente commedia degli equivoci sia stata l’intempestiva uscita di scena, è proprio il caso di dirlo, della destinataria del “pizzino”, seduta accanto all’autista.

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Morale al congresso Pdl: l’on. Mancuso dai domiciliari al palco. Stancanelli a Le Ciminiere mentre viale Africa è pieno di prostitute

CONGRESSO PDL:  L’INDIMENTICABILE GIORNATA DEL DUO “STANCANELLI-FIRRARELLO”

Quadretti e voci da enciclopedia “Treccani” alle “Ciminiere” di Catania: che spettacolo!

di iena politica, Marco Benanti

Il congresso è finito, come previsto alla vigilia Basilio Catanoso è stato eletto coordinatore provinciale ed Enzo Gibiino di Catania città. Questo il dato elettorale, ma quali sono stati i retroscena di questa prima assise del Pdl in provincia di Catania? Nel corso della giornata alle “Ciminiere” non sono mancati spunti e momenti “caldi”. In sala i volti del gruppo dirigente del Pdl in gran parte sono antichi. Un gruppo di “giovani” scalpita, ma per il momento la prima fila, il “parterre de roi” dell’assise è fatta di personaggi noti, taluni davvero stagionati.

Nella foto, accanto al sindaco Raffaele Stancanelli c’è il deputato regionale Fabio Mancuso, fresco di libertà dopo gli arresti domiciliari per una storiaccia legata ad un presunto finanziamento illecito. Che vita difficile la sua, da tempo alle prese con grane giudiziarie: dopo l’ultima assoluzione, ecco un’altra “rogna”. Un intervento accorato quello fatto dal maresciallo della Guardia di Finanza, Fabio Mancuso, al congresso nel corso del quale ha invitato il futuro coordinamento provinciale del Pdl a tracciare delle linee che ridiano centralità al partito mettendo i valori al primo posto. Un impegno politico importante, quello di Fabio Mancuso e del suo collega di corrente Filippo Drago (per uno strano scherzo del destino anche lui al momento alle prese con grane giudiziarie, condannato in primo grado a due anni e tre mesi per il famoso “buco di bilancio” nelle casse del Comune di Catania, con interdizione dai pubblici uffici) che il sindaco Raffaele Stancanelli ha voluto richiamare nel suo intervento.

Per carità, siamo garantisti e sino a quando non ci sarà una sentenza passata in giudicato riteniamo che debba vigere la presunzione d’innocenza, però è anche vero che nelle more del processo sarebbe opportuno che i partiti adottino dei provvedimenti di momentanea cautela. Noi riteniamo che non si possa parlare di valori da una platea importante, qual è un congresso provinciale del Pdl, sino a quando non si siano chiuse le pendenze con la giustizia, sino a quando i giudici abbiano accertato l’estraneità ad eventuali reati contestati. Questo è il nostro pensiero e ci dispiace che nessuno (proprio nessuno!!!) dei big del Pdl, all’infuori del solito Salvo Pogliese, abbia avvertito il bisogno di parlare di codice etico in politica e della necessità di adottare provvedimenti non solo nei confronti di chi è sottoposto a misure restrittive ma anche nei confronti dei condannati in primo grado.

In prima linea al congresso, con interventi molto applauditi, anche una serie di esponenti di punta della rinomata “compagnia del pistacchio”: dal capo, Pino Firrarrello, al prof. Giovanni La Via, al mitico Pippo Limoli, al dott. Nino D’Asero, all’avv. Salvo Torrisi. Giuseppe Castiglione è alla presidenza, con Ignazio La Russa e con l’avv. Enzo Gibiino. Accanto a loro siede il sindaco (ancora  per poco) di Paternò, Pippo Failla che Ignazio La Russa non manca mai d’inserire dove gli è possibile. Il suo Comune –tempo fa- dissero i carabinieri che andava sciolto per infiltrazioni mafiose, chissà se le carte della Prefettura di Catania si sono inabissate a Roma? Proprio La Russa, in passato, ci disse che non ne aveva la “più pallida idea” riguardo al possibile scioglimento del “suo” comune. Sarà così.

La fila dei “big” si allunga: qualche metro più in là, ecco Filippo Drago, Mimmo Sudano. Non proprio il “nuovo che avanza”.  E i “quarantenni” che dovrebbero “cambiare” il partito? C’è solo Salvo Pogliese. Poi, i “giovani” che cercano spazio dentro un partito che, però, sembra comandato -di fatto- da un’oligarchia tardodemocristiana. Sarà un caso, ma quando la sala vede arrivare, scendendo le scale con passo felpato e coppola sul capo, Pino Firrarello scatta l’applauso: clap! Clap! Clap! Lui, saluta tanti, abbraccia, stringe mani: insomma, baci per tutti, meglio della Perugina.

E vabbè che di nuove e vecchie Dc in giro c’è più di una, dal Terzo Polo al Pd, ma insomma, tutti insieme, in una volta, non si può! Vero, c’è, e si nota, l’antica “anima” di An, quella di Basilio Catanoso e Salvo Pogliese, quella -per capirci- che sulla legalità non ammette “tolleranze”. E si nota: Catanoso fa un discorso chiaro, di distanza dai comportamenti di altre forze: avrà fatto riferimento alla vecchia Forza Italia? O all’Mpa? Probabilmente a tutte e due insieme. Di certo, la sua denuncia delle assunzioni “in odore di mafia” nelle municipalizzate e in aziende che lavorano con il pubblico è da rilevare e conservare non per i posteri: magari finalmente qualche pubblico ministero vorrà indagare? Ma sul serio, stavolta?

Niente “tolleranze in casa” insomma: ma come per una beffa del “destino” il congresso si tiene in un’area urbana, dove il “mercato del corpo” (lo chiamano “mercato del sesso”) è open quasi 24 ore su 24. Al viale Africa, la prostituzione, soprattutto di ragazze dell’est, è all’ordine del giorno.  Così, quasi per una sorta di “ironia del fato”, abbiamo assistito ad una scena da commedia all’italiana: il sindaco Stancanelli intento, nei pressi dei “seggi” elettorali, proprio lì all’ingresso de “Le Ciminiere”, ad intercettare “preferenze” per i “suoi” candidati e, solo a pochi metri, giovani donne intente a prostituirsi. Così va la vita: un quadretto tragicomico. E poi naturalmente, secondo il sindaco noi delle “Ienesicule” scriveremmo “minchiate”. Così ha pensato bene di dire pubblicamente a Fabio Cantarella, davanti a numerosi testimoni. Ma, insomma, Stancanelli se le “minchiate” le fa lei, noi facciamo il nostro lavoro di cronisti di riportarle sulla stampa e quindi, che colpa abbiamo noi? Che colpa abbiamo noi se lei, anche ieri, nel suo intervento “infuocato” al congresso, ha parlato di cose, come il Prg di Catania, che di fatto sono “fantasmi”?  Che colpa abbiamo noi se miliardi di opere –come per la finanza di progetto, solo per citarne alcune- restano soltanto carte nei cassetti del Comune? Ecco, suggeriamo al sindaco un’idea per la sua amministrazione della “concretezza”: un “museo delle cose dette e non fatte”. Un successone ne avrebbe, ne siamo sicuri. Anche per la sua campagna elettorale in corso per la ricandidatura a primo cittadino.

Come –idem- per il senatore Pino Firrarello: io –per avere scattato delle foto- ho avuto la sensazione di essere stato definito “cretino” dal senatore e sindaco di Bronte. Sarà per un’altra volta, senatore, intanto, buona fortuna per il processo d’appello per lo scandalo dell’ospedale “Garibaldi”: tira aria di prescrizione. Insomma, dopo Silvio, avremo Pino? Sic  transit  gloria mundi.

Comunque ecco i dati del congresso. A voi gli eletti e a seguire i nominati.

Coordinamento provinciale: Mozione Catanoso 96,17 % ;          Mozione Iraci 3,83%

Coordinamento cittadino di Catania: Mozione Gibiino 91,5 %; Mozione Bellavia 8,5 %

ELETTI COORDINAMENTO PROVINCIALE
Voti 3771: Coordinatore Basilio Catanoso, Vice Vicario Romano Gianfranco, vice coordinatore Vera Cavallaro, Amaru’ Antonino, Baldi Camillo, Bonanno Antonio, Cali’ Giuseppe, Di Caro Paolo, Domenica Sergio, Failla Giuseppe, Laudani Francesco, Lionti Patrizia, Rinissale Franco, Scuderi Salvatore, Silvestro Virginia, Verdi Milena, Candida Fassiolo,  Gaetano Benincasa,  Raffaele Gibilisco, Marcello Monaco, Alfio Bonanno, Giuseppe De Luca, Francesco Giandinoto, Mimmo Di Mauro, Luca Scrofani, Giuseppe Aleo, Mario Sanfilippo, Salvo Pace, Spampinato Pippo, Paolo Politi,  Zagami Rosario. Laura Iraci. Componenti di diritto. Vallone Francesco, Gianluca Cannavo’, Raffaele Strano.

ELETTI COORDINAMENTO CITTA’ DI CATANA
Voti 1997 : Lista Coordinatore Vincenzo Gibiino, Vice Vicario Giancarlo Riganati, Vice Angelo Sicali, Componenti Coordinamento eletti e di diritto :  Giuseppe Bonaccorsi, Nunzio Ezio Campagna, Caterina Carrubba, Santo Castiglione, Santi Comis, Dario Daidone, Matteo Di Mauro, Carmelo Giuffrida, Angelo Giusti, Nino Nicotra, Gaetano Riva, Carmelo Sgroi, Giovanni Vasta, Giovanni Vinciguerra, Maurizio Vancheri, Giovanni La Magna, Sandra Fiorenza, Angelo Li Volsi, Salvatore Li Calzi, Maria Pia Raciti, Distefano Stephen, Stefano Coco, Greco Armando, Giacomo Parisi, Carmelo Gangi, Antonio Castellano, Antoni Manara, Danilo Di Giacomo, Nuccio Condorelli, Bellavia Giacomo, Luciano Zuccarello. Componenti Coordinamento Responsabili di Settore Salvo Giuffrida, Giancarlo Munzone, Siragusa Maurizio.

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Firarrello incavolato nero per l’organizzazione dei lavori congressuali al primo convegno di Catania. Ma non c’e’ nulla da rammaricarsi l’unica differenza rispetto a prima e che adesso non ci sono piu’ gli elettori e sono andati presso altri lidi. Pazienza e’ finita un’era. Puo’ darsi che guardando questi numeri sarebbe il caso di continuare a fare il Sindaco a Bronte anziche’ portarla a “mala cumparsa”

STANCANELLI GIURA FEDELTÀ AL PDL

25/02/2012 –

L’occasione per cancellare ogni dubbio, almeno per il momento, l’ha fornita il congresso provinciale del Pdl. Tra i tanti interventi particolare attenzioni sono state concesse infatti alle parole del Sindaco di Catania Raffaele Stancanelli. Nelle scorse settimane, la sua figura aveva meritato l’interesse particolare del Presidente della Regione Lombardo che ne aveva benedetto una futura ricandidatura “Stancanelli ricandidato sindaco di Catania? Perché no? Anzi, direi decisamente sì, perchè ha dimostrato di essere onesto, bravo, leale, capace, un buon sindaco. Candidato di chi? Beh lui è del Pdl”.
Le parole di Lombardo avevano suscitato non pochi malumori all’interno del Pdl, non era gradita infatti l’impostazione personalistica che Stancanelli stava dando alla vicenda.
Oggi, forse a smorzare possibili equivoci, è stato l’attuale Sindaco che ha giurare estrema fedeltà al suo partito “Io sono la punta di diamante di una squadra che ha preso in mano una città massacrata negli ultimi venti anni, dopo anni abbiamo messo il rigore e la trasparenza nella gestione della città – prosegue Stancanelli – io voglio essere il punto di riferimento del Pdl a Catania e nella Provincia”
Sulla possibile rottura ha poi proseguito “Non posso essere io l’elemento di rottura in questa situazione, voglio che la nostra città diventi un punto di riferimento ed è per questo che il Pdl mi deve dire e mettere nelle condizioni di vincere la battaglia – prosegue – io sto da questa parte, sono sempre stato qui e non nascondo di avere anche qualche merito avendo rinunciato alla carica che occupavo a Roma”.

Il congresso provinciale, convocato per l’elezione dei vertiti provinciali e locali del partito, ha registrato tra gli interventi principali quello del Senatore Firrarello, particolarmente critico con l’impostazione data ai lavori e quello del fresco reintegrato onorevole regionale Fabio Mancuso, tornato ad occupare la sua carica all’Ars dopo le prime fasi delle indagini che lo hanno visto coinvolto con l’accusa di esercizio abusivo di attività finanziarie, motivo per cui era stato temporaneamente sospeso.

In linea con le parole di Stancanelli il parlamentare Enzo Gibbino “Stancanelli è un amministratore con la a maiuscola”

Dario De Luca

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Vista l’assenza dei partecipanti al primo congresso provinciale del PDL le tre aree Catanoso-Firrarello-Stancanelli anziche’ entrare in competizione hanno preferito deporre le armi e ” leccarsi le ferite”

Dove e’ andata a finire tutta quella gente del 2008?

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