Purtroppo il nostro pistacchio e’ diventato come la droga viene tagliato e miscelato con quello degli altri paesi

La Sicilia regina dell’alta qualità. 27 prodotti tra Igp e Dop incoronano l’Isola

ieri, 23 gennaio 2012 18:17
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www.siciliainformazioni.comIl Sud si conferma patria dell’alta qualità. E la Sicilia è in testa alla classifica tra le regioni del Mezzogiorno con ben 27 prodotti tutelati (11 Igp e 16 Dop). L’ultima in ordine di arrivo, ma non di importanza, è la ciliegia dell’Etna che ha ottenuto la denominazione di origine protetta. Ma l’elenco dei cibi prelibati e unici che la nostra terra può offrire potrebbe allungarsi all’infinito. Solo poche settimane prima lo stesso riconoscimento è andato al Piacentinu ennese, un formaggio di origini molto antiche. Sapori recuperati dalla tradizione culinaria dell’Isola, che diventano indispensabili in tutte le cucine italiane come il pomodoro Pachino, il pecorino siciliano e il pistacchio verde di Bronte.Alla nostra Isola va anche il merito di produrre il numero maggiore di oli dop: Monte Etna, Monti Iblei, Val di Mazara, Valdemonte, Valle del Belice, Valli trapanesi. Un alimento base della dieta mediterranea indicata dai nutrizionisti come la più sana e gustosa.

Dopo le bontà siciliane, onore al merito anche a Campania, Puglia, Basilicata e Abruzzo. Trai prodotti al top di queste regioni ci sono il pane di Altamura dop (l’unico in Italia ad avere questo ttipo di riconoscimento), i limoni Igp della Costa d’Amalfi e di Sorrento e la famosa, squisita mozzarella di bufala Dop campana. 
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Da non dimenticare il primo posto del nostro compaesano Romano Vincenzo per l’olio

15 Marzo 2010
ALLA QUARTA EDIZIONE DI “OLIO CAPITALE” LA FIERA DEI MIGLIORI OLI EXTRAVERGINI
Premiato a Trieste un olio brontese
L’olio Le Sciare di Vincenzo Romano primo tra 255 espositori

Non solo il pistacchio ma anche uno dei prodotti più tipici della dieta mediterranea, l’olio, potrebbe iniziare a fregiarsi dell’etichetta «di Bronte». Al 4° Salone degli oli extra vergini tipici di qualità (“Olio capitale”), svoltosi a Trieste dal 5 all’8 marzo scorsi, un olio brontese (la sua etichetta: Le Sciare) ha infatti vinto il concorso classificandosi al primo posto. Lo produce l’Azienda Agricola Romano Vincenzo di Contrada Corvo-San Nicola che ha superato – nella Categoria Fruttato Leggero – gli oli extra vergini di 254 espositori (194 provenienti da quasi tutte le regioni italiane e 60 provenienti dalla Croazia, Slovenia, Spagna e Polonia).
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Olio Capitale – Il Salone degli oli extravergini tipici e di qualità” – organizzato dalla Fiera di Trieste in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città dell’Olio ha partecipato quest’anno il meglio della tipicità e qualità degli oli extra vergini provenienti da tutte le Regioni olivicole italiane oltre che da nazioni estere. Il Salone, nella sua quarta edizione, è diventato uno dei principali punti di riferimento della produzione olivicola che si possa trovare sul mercato nazionale ed estero. I 255 oli extravergini in concorso sono stati selezionati per fruttato leggero, medio ed intenso e, dopo la preselezione dei campioni da parte di un panel professionale, sono stati valutati da 3 differenti giurie: una di assaggiatori professionisti, una costituita dai fruitori professionali del prodotto ed una rappresentata dai consumatori, cioè il pubblico di consumatori che ha frequentato in Fiera corsi di degustazione organizzati.
Fra i 255 partecipanti sono stati cinque gli oli extra vergini di oliva tipici finalisti del concorso (oltre a quello di Bronte, anche oli delle province di Latina, Firenze, Frosinone e Benevento).  Ma Le Sciare, il fruttato leggero di Vincenzo Romano, alla fine ha avuto la meglio su tutti. E non è la prima volta: nel 2006, sempre con Le Sciare, l’Azienda Romano ha vinto a Ragalna come migliore bottiglia il Premio Packaging L’Oro dell’Etna, nel 2007 nel Premio l’Oro dell’Etna si è classificato primo con l’olio Il Romano e terzo con Le Sciare, nel 2008, a Trieste, ha ricevuto la menzione d’onore della Giuria consumatori del Concorso Olio Capitale.
Per il brontese Vincenzo Romano un grande meritato successo, non c’è che dire, che lo proietta verso il grande pubblico ed i mercati dell’Europa Centro Orientale che puntano sempre più sulla qualità.
La sua azienda, a Bronte dal 1959, si occupa prevalentemente della trasformazione delle olive in olio ma anche di produzione e trasformazione di pistacchio e di funghi in serra. E’ dal 2000 che ha iniziato il confezionamento e la commercializzazione dell’olio extravergine d’oliva di provenienza esclusiva dai territori alle pendici dell’Etna. Così la rivista “La Cucina italiana” (gennaio 2009) ha descritto il suo olio Le Sciare: «da olive nocellara etnea, tonda iblea e biancolina. Giallo dalle sfumature verdoline, ha profumi fruttati intensi, freschi e puliti erbacei con eleganti toni floreali. Al gusto ha buona fluidità, morbido e rotondo, con l’amaro e il piccante armonici e persistenti, in chiusura richiami di pomodoro e punta piccante.”
Non è che presto si inizierà a parlare oltre che di pistacchio anche di olio di Bronte?

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