Alcune notizie che riguardano il nostro Ospedale

vedi l’articolo quando sono stati consegnati i lavori dell’ospedale era il 2006  consegna%20lavori%20ospedale

01-10-09 Lettere anonime alle mogli di dirigenti dell’Ati Group, azienda sequestrata a M. Aiello

Due lettere indirizzate alle mogli del direttore e del capocantiere dell’Ati Group, l’azienda di Michele Aiello, che svolge lavori edili ed in atto è stto amministrazione giudiziaria ha allertato gli inquirnti.

Nelle lettere, come riferisce il quotidiano “La Repubblica” di oggi, nell’edizione di Palermo, i destinatari delle missive, ricevono una serie di intimidazioni sotto forma di “consigli”: di stare attenti nei cantieri” perchè possono sempre cadere dei mattoni dai piani alti”, o che “sarebbe una tragedia avere un incidente per una ruota sgonfia o per un circuito di freni difettoso”.
Sono di questo tenore i consigli inviati alle mogli del direttore e del capocantiere dell’azienda che in atto sta svolgendo lavori di ristrutturazione presso gli Ospedali di Bronte e Francavilla.

Solidarietà ai due responsabili dell’Ati Group sono stati espressi dai sindacati e dall’amministratore giudiziario dei beni di Michele Aiello, dr. Andrea Dara.

Per il 6 Ottobre sono sate indette nei cantieri di Bronte e Francavilla, assemblee degli operai, per manifestare la solidarietà ai dirigenti presi di mira.

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Vibrata protesta da parte di alcuni operai dell’«Ati group srl» di Bagheria impegnata nei lavori di ristrutturazione ed ampliamento dell’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte. Tutti residenti a Bagheria o in provincia di Palermo, infatti, ieri mattina sono saliti sul tetto della nuova ala della struttura appena realizzata, per protestare contro la decisione dell’Azienda che, trasferendo la propria sede a Catania, non è più disposta a garantire loro le indennità di trasferta e l’alloggio: «Abbiamo ricevuto una lettera – ci dicono – che ci avverte che la nuova sede della società è a Catania. Di conseguenza siamo stati invitati a trasferirci anche noi. L’azienda, infatti, è disposta a garantirci l’alloggio solo per i prossimi 3 mesi, poi tutte le spese sarebbero a carico nostro.

Per noi che siamo tutti della provincia di Palermo è impensabile trasferirci: i nostri figli vanno a scuola, molte delle nostre mogli hanno un lavoro, oltre a ciò è impensabile affrontare le spese di un affitto con il nostro stipendio». Fino a oggi l’Azienda ha garantito ai lavoratori un indennizzo pari a 10 euro al giorno come indennità di trasferta, 5 euro e 29 per il buono pasto, ed un alloggio a Bronte. Con le nuove disposizioni i lavoratori perderanno questi diritti che gli permettono di venire a lavorare il lunedì e tornare a casa il venerdì. Ad ascoltare le istanze dei lavoratori sul posto sono arrivati gli assessori comunali Luigi Putrino e Pippo Pecorino, oltre ai carabinieri della Stazione di Bronte ed il comandante interinale di Compagnia, Salvatore Lentini che ha convinto i lavoratori a desistere momentaneamente dalla protesta.

Fonte “La Sicilia” del 23-12-2009

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Protestano i lavoratori dell’Ati Group, ed occupano il “centro operativo”

Scritto da Lorenzo Gargano Mercoledì 24 Marzo 2010 06:45

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Hanno iniziato da quasi tre giorni una protesta che intendono portare avanti ad oltranza, sin quando comunque la loro situazione non sarà chiarita:

sono i lavoratori, dell’ATI Group l’azienda sequestrata al tycoon della sanità Michele Aiello che raggruppa i settori edile e meccanico, che hanno occupato il “centro operativo” dell’azienda in contrada “Lanzirotti”.
Da qui non ci muoviamo, continuano a ripetere, sin quando non saremo ricevuti dall’amministratore delegato dell’azienda, dr. Bruno o dal dr. Dara, l’amministratore giudiziario.
Siamo andati a trovarli nel “centro” occupato.
Si sono organizzati e giorno e notte presidiano il deposito dei mezzi e delle attrezzature; camion, pale meccaniche giacciono inutilizzati come inutili mostri di acciao con il concreto rischio di deperire. Per questo occorre che al più presto i vertici dell’azienda individuino sbocchi di lavoro.

Solo tre ad oggi i cantieri aperti, Bronte e Francavilla in provincia di Catania ed i lavori di costruzione del macello a Partinico, e che assorbono solo qualche decina di oeprai e tecnici
Sono un centinaio però gli occupanti, edili, camionisti, operatori di mezzi meccanici, tecnici, ed ognuno ha la sua storia da raccontare: il mutuo, i figli da mandare a scuola, l’affitto da pagare, un anziano da assistere, una difficoltà familiare da superare.
Lo spettro della cassa integrazione torna ad aleggiare: con 650 euro al mese non ci facciamo niente continuano a dirci: si parlava di un lavoro a Palermo per il centro commerciale di Zamparini, e di un immobile ad uso residenziale in Via Libertà a Bagheria.
Ma ancora di concreto, dicono gli operai, non si vede niente: “Vogliamo risposte chiare e convincenti”, ripetono in coro.
Un incontro è stato già fissato con l’A.D. di ATI GROUP: “Se non ci saranno novità torneremo qua ad occupare”, e sembrano decisi a farlo.

Sciopero e corteo dei lavoratori dell’ATI GROUP a Bagheria

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Dicembre 2009 12:01 Scritto da Redazione BNews

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Manifestazione di protesta dei lavoratori edili dipendenti dell’ATI GROUP, l’azienda di Michele Aiello sotto sequestro giudiziario, in cassa integrazione sino a Dicembre. I lavoratori sono seriamente preoccupati per il loro futuro perchè all’orizzonte, dopo la chiusura del cantiere di Bronte, non ci sono altre commesse di lavoro; e con loro tremano anche i lavoratori di due aziende collegate EMAR ed EDILTECNICA.

I manifestanti hanno percorso in corteo Corso Butera, quindi all’altezza di Via Libertà , hanno compiuto una deviazione , per inaugurare simbolicamente e polemicamente un cantiere, che prevede un importante insediamento abitativo in un’area appunto di Via Libertà, che sembrava sulla retta di arrivo, e per il quale invece ci sono ancora pastoie burocratiche da superare.

I lavoratori hanno poi raggiunto la casa comunale. Naturalmente nelle dichiarazioni dei sindacalisti Mario Ridulfo, segretario provinciale della Fillea CGIL e Giovanni Puccio della UILM oltre che di Stefano Caruso in rappresentanza dei lavoratori, le dichiarazioni erano quelle di fare uno sforzo per coniugare legalità e lavoro, in quelle aziende soprattutto che sono sotto sequestro giudiziario.

Azienda sequestrata per mafia, minacce ai dirigenti

Repubblica — 01 ottobre 2009 pagina 9 sezione: PALERMO

UNA lettera anonima è stata inviata al direttore dei lavori e al capocantiere della Ati Group srl, società in amministrazione giudiziaria, sequestrata all’ ingegnere Michele Aiello, ritenuto in affari con i luogotenenti di Bernardo Provenzano, impegnata attualmente nella ristrutturazione dei plessi ospedalieri di Bronte e Biancavilla, nel Catanese. La lettera è intestata alle mogli del direttore e del capocantiere e contiene una serie di «buoni consigli», raccomandazioni per evitare episodi spiacevoli. Solidarietà ai due lavoratori e alle famiglie è stata espressa, in un comunicato congiunto, da Andrea Dara, amministratore giudiziario delle aziende di Aiello sottoposte a sequestro, tra cui la clinica Santa Teresa di Bagheria, dalla Fillea-Cgil e dalla Uilm-Uil. I sindacati e l’ amministratore hanno chiesto ieri anche l’ intervento della prefettura di Catania. Nella missiva si invita il direttore a stare attento sia all’ interno del cantiere «perché possono sempre cadere mattoni dai piani alti mentre lui passa» che nel tragitto di andata e ritorno verso casa, «sarebbe una tragedia avere un incidente per una ruota sgonfia o per un circuito freni difettoso». Secondo Dara e i sindacati si tratta di una «intimidazione in stile mafioso», rivolta al fiduciario incaricato di informare l’ amministrazione giudiziaria su eventuali irregolarità e anomalie riscontrate nei cantieri, sui quali, come risulta dalle indagini dei magistrati, da tempo hanno puntato gli occhi le famiglie mafiose del luogo. I sindacati hanno indetto per il 6 ottobre le assemblee sindacali nei due cantieri di Bronte e di Biancavilla. Dicono Mario Ridulfo, segretario della Fillea-Cgil di Palermo e Giovanni Puccio, segretario della Uilm Palermo: «Occorre non abbassare la guardia contro la mafia e la illegalità anzi accendere i riflettori garantendo serenità e legalità nei cantieri. Principi, questi, che saranno ulteriormente rafforzati, se possibile, con l’ impegno e il contributo di tutte le maestranze».
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