Archivi del mese: Novembre 2011

Stalin a Bronte e’ ben rappresentato, ancora c’e’ gente ferma ad un ventennio fa non si fa convinta dell’evoluzione, ed in qualche paese anche rivoluzione, che sta avvenendo con la sovversione di consolidati poteri dittatoriali. La rivoluzione in mezzo mondo e’ in atto ed ancora a Bronte c’e’ qualcuno che si vergogna di spudorate scelte politiche con ex Sindaci di questo Comune. Vogliono far bere al popolo brontese la finta opposizione quando di fatto sono e sono sempre stati, anche durante l’ultima campagna elettorale, alleati con l’attuale forza di maggioranza. Ora ognuno puo’ fare tutte le alleanze che vuole e con chi vuole ma perche’ nasconderlo all’elettorato brontese? Vi vergognate a dirlo a chi vi ha eletto perche sapete bene che a voi il voto lo hanno dato solo perche’ dovevate battervi per i diritti dei lavoratori e per le fasce deboli della popolazione e non per mantenervi alcuni privilegi e solo, per qualcuno di questo gruppo, strettamente economico e personale. Siamo a fine del 2011 il potere di Gheddafi e’ saltato ed il dittatore e stato ucciso, Ben Ali’ e’ fuggito in esilio, Mubarak e’ stato destituito, Berlusconi ha lasciato, tantissimi paesi del medio oriente sono in rivolta e nonostante cio’ c’e’ qualcuno a Bronte che si vergogna delle scelte politiche fatte e minaccia querele per le offese ricevute solo per aver citato in televisione il suo nome e cognome. Invito l’interessato a formalizzare la querela per le offese ricevute e ad integrarle, se vuole, con altri dibattiti consiliari cosi’ porteremo a conoscenza ai brontesi di questa radice stalin-comunista che ancora esiste a Bronte e che si rammarica e si dispera dell’inopportuna alleanza politica.

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Giuseppe Castiglione ed il suo nervosismo. Ma non dovevate presentare la mozione di sfiducia contro Raffaele Lombardo? Sara’ che da quando il gatto non c’e’ piu’ i topi iniziare a ballare ed a volte non sanno se si devono spostare a destra o a sinistra o rimanere fermi in attesa che arrivi un’onda anomala che li spazzi definitivamente via. Ma per fare cio’ devono avere solo pazienza che arrivino le nuove elezioni e solo in quel momento decidere di quale morte politica morire. Per il momento annaspate!!!

La Procura di Catania ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta per concorso esterno all’associazione mafiosa nei confronti del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e di suo fratello Angelo, parlamentare nazionale del Movimento per l’autonomia, la cui posizione era stralciata dall’inchiesta Iblis. Il provvedimento, depositato al Gip, è stato firmato dai procuratori aggiunti Michelangelo Patané e Carmelo Zuccaro.Questo nel giorno dello scambio polemico tra il co-co-co-Coordinatore Regionale Giuseppe Castiglione e Nicola D’Agostino, deputato e vice Presidente del Gruppo Parlamentare del MpA all’ARS.

Il nervosismo di Castiglione è nelle cose in previsione dello spappolamento del PdL, dovrà per forza di cose cercare altra casa, ancora una volta, dopo il pellegrinare degli anni passati. Ma veniamo alle dichiarazioni.

“Lombardo non e’ Monti. Quello che abbiamo alla regione non e’ un governo tecnico ma un esecutivo che sta facendo male, che ha portato gravissime conseguenze sul versante economico, della gestione burocratica e dell’utilizzazione delle risorse comunitarie”. Afferma Giuseppe Castiglione che si dice convinto “che con l’attuale fase politica che sul piano nazionale si sta determinando potra’ aprirsi un dialogo fra i partiti e la coerenza dei programmi”. ”Per quanto ci riguarda -ha evidenziato Castiglione parlando dei futuri scenari politici nell’Isola- riteniamo che il Terzo polo ed in particolare Fli ed Udc, abbia molte piu’ affinita’ sul piano della sensibilita’ politica con noi del Pdl che non con il centrosinistra”.

Certo, con l’esclusione del MpA.

“Forse confortato da notizie infondate, Castiglione si è convinto di poter recuperare parte dell’elettorato del MPA – dichiara D’Agostino-. Ma è anche normale che il Pdl, ed il suo coordinatore regionale, siano totalmente nel pallone, dopo gli ultimi eventi nazionali. La fine di Berlusconi è un lutto che non hanno ancora elaborato e superato. In questo momento, infatti, forse accade il contrario, siamo cioè noi che registriamo la delusione e la rabbia di tanti dirigenti ed elettori del Pdl che alle prossime elezioni non voteranno piu’ allo stesso modo. Pensi pertanto Castiglione a contenere le enormi perdite dell’elettorato del Pdl, sbandato per le note “imprese” del capo che hanno fatto ridere dell’Italia in tutto il mondo e dei suoi ascari, anche siciliani, che hanno molto contribuito al tradimento e al massacro del Sud e della Sicilia. L’elettorato del Mpa, ovviamente, è ormai incompatibile con quello del Pdl”.

E con questo abbiamo finito.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Novembre 2011 20:22
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I deputati della Regione Siciliana passeranno da 90 a 70 ( secondo il mio personale parere cio’ sara’ a danno del centro destra ed a favore del centro sinistra )

La commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana ha approvato il disegno di legge sulla riduzione dei parlamentari da 90 a 70. Il testo e’ stato votato all’unanimita’. ”Il ddl e’ gia pronto per l’aula”, dice il presidente della commissione Riccardo Minardo.

Trattandosi di una legge di modifica dello Statuto siciliano, la legge, non appena sara’ approvata dall’aula che potrebbe gia’ esaminarla domani nella finestra alla sessione di bilancio, sara’ trasmessa al Parlamento per la doppia lettura di Camera e Senato. (ANSA)

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Le ‘finte’ dimissioni e i veri incarichi di Concetto Bellia. Indagato? Fli: “Non ci risulta” ( ma al Gal Terre dell’Alcantara se vi ricordate c’e’ stata l’infornata di assunzioni di persone vicine al Senatore Firrarello )

Le ‘finte’ dimissioni e i veri incarichi di Concetto Bellia. Indagato? Fli: “Non ci risulta”

Ex responsabile del Gruppo di azione locale ‘Terre dell’Etna e dell’Alcantara’, è stato costretto a dimettersi lo scorso anno perché finito nei guai per gestione illecita di fondi europei. Dimissioni che servivano per far venire meno il pericolo di reiterazione del reato. Nel frattempo ha aderito a Futuro e libertà ed è stato nominato membro del coordinamento provinciale del Terzo polo. Il tutto in vista delle elezioni del 2013 e delle primarie del prossimo anno

Concetto Bellia

 

«Che sia indagato sinceramente non mi risulta. Sicura di non sbagliarsi?». Giuseppe Ferrante, vicecoordinatore per la Provincia di Catania di Futuro e Libertà, delle indagini a carico di Concetto Bellia dice di non saperne nulla. Eppure in virtù della sua recente entrata in Fli Bellia, ex sindaco di Castiglione di Sicilia, ex presidente del Parco dell’Etna e attuale – ma anche un po’ ex – presidente del Gruppo di azione locale (Gal) «Terre dell’Etna e dell’Alcantara», ha ricevuto un incarico importante. Il 20 novembre è stato nominato membro del coordinamento provinciale catanese del partito di Gianfranco Fini. Bellia è un personaggio molto conosciuto in città. A maggio del 2010 gli è stato notificato un avviso di garanzia: da verificare è se abbia gestito in maniera corretta alcuni finanziamenti europei. Un’indagine a seguito della quale il neo membro del coordinamento ha annunciato le sue dimissioni dal ruolo di presidente del Gal. Ma, a più di un anno di distanza, la firma che appare sotto i documenti del gruppo di azione locale «Terre dell’Etna e dell’Alcantara» è ancora la sua. Che intanto non esclude una sua candidatura alle prossime amministrative del 2013.

Tutti misteri in realtà facilmente spiegabili secondo Bellia. L’obiettivo di un Gal, ente a partecipazione mista tra il pubblico e il privato, è quello di favorire lo sviluppo locale, gestendo i contributi finanziari dell’Unione europea. Cosa che, secondo i magistrati, Bellia non avrebbe fatto a dovere. «Si tratta semplicemente di un’indagine per favoreggiamento in un progetto che abbiamo finanziato – spiega lui stesso – Niente di particolare». La storia, secondo l’indagato, sarebbe lineare: «Abbiamo dato, come Gal, un finanziamento a una persona che ha partecipato a un bando pubblico – racconta – e la stessa persona, per farmi un dispetto, è andata a denunciarmi, perché lavorava con mia moglie e ha litigato con lei».

Una questione personale, dunque, a causa della quale Bellia si è ufficialmente dimesso dal suo ruolo: «L’ho fatto per continuare a vivere sereno con la mia famiglia», aveva dichiarato il 23 maggio 2010 al quotidiano locale. Ma i documenti del Gal «Terre dell’Etna e dell’Alcantara» – che ha sede a Randazzo – li firma ancora lui. «Sono due Gal diversi», chiarisce. Stesso nome, stessa finalità, stessi fondi europei di riferimento e, perfino, stesso presidente. «Solo che il primo, quello dal quale mi sono dimesso, era un’associazione temporanea di scopo, il secondo una cooperativa». Differenza sfuggita a molti. Nata nel 2009, la cooperativa convive da allora con l’associazione temporanea «perché, in attesa della chiusura di un progetto, aspettiamo l’apertura dell’altro», dice Bellia, ex non più ex.

In mezzo, la politica. «È entrato nel coordinamento del Terzo polo perché era stato sindaco, amministratore e non era un volto sconosciuto», commenta Ferrante. Almeno al di fuori del partito, visto che dell’inchiesta a carico di Bellia non sa nulla, né sa qualcosa delle passate dimissioni dal Gal. Come sia finito nel novero dei coordinatori provinciali del Terzo polo, poi, pare un altro mistero: «Sinceramente non lo so, magari lo sa qualcun altro». Puccio La Rosa, infatti, vicecoordinatore provinciale di Fli pure lui, è chiarissimo: «I membri del coordinamento sono stati selezionati dal partito». E che il partito abbia scelto un uomo la cui posizione deve ancora essere chiarita è una novità anche per lui: «La cosa non mi risulta», sostiene. Anche in questo caso, per Bellia, nessun equivoco. «Pensa forse che io vada in giro a dire che ho ricevuto tempo fa un avviso di garanzia?». Nemmeno a due vicecoordinatori del suo partito? «Non sono i miei interlocutori – risponde – E poi, tra l’altro, la stampa ne ha parlato tantissimo. Sono uscito in prima pagina». E sul suo ruolo politico Bellia è possibilista: «Non escludo niente». Nemmeno di candidarsi alle primarie del Terzo polo in provincia di Catania, qualora si facessero. «In fondo – conclude – penso di non essere più delinquente degli altri e di aver amministrato e di amministrare non peggio di molte persone».

di Luisa Santangelo www.redazionesottosfratto.it

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Tangenti: chiesta condanna per i Sindaco di Licata Graci ed ex assessore

 

Tre anni e sei mesi di reclusione ciascuno: è la pena richiesta dal sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Santo Fornasier per il sindaco di Licata Angelo Graci, per l’ex assessore ai Servizi Sociali, Tiziana Zirafi, per l’ex vice presidente del consiglio comunale Nicolo’ Riccobene e per l’impresario di spettacoli Carmelo Napolitano. Per l’accusa gli amministratori avrebbero preso una tangente in cambio dell’assegnazione di un appalto per uno spettacolo musicale realizzato in occasione della festa patronale dedicata a Sant’Angelo.

 
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Tangenti nell’Ufficio Tecnico del Comune di Agrigento

 leggi allegato

Arresti utc di agrigento

Mancava solo la parola arresto, a un libro che, la procura della Repubblica di Agrigento, aveva iniziato a scrivere già da un pezzo. Tredici ordinanze di custodia cautelare, tutte emesse nell’ambito della pubblica amministrazione del Comune di Agrigento. Un ufficio, quello tecnico, messo game over, da mesi di indagini, che hanno portato i magistrati agrigentini, gli uomini della squadra mobile e quelli della digos, a sgominare un clan di colletti bianchi, che avrebbe risposto presente all’appello della corruzione, della truffa e dell’abuso in atti di ufficio. Sono, infatti, queste le accuse contestate ai tredici, tra i quali figurano funzionari, architetti e anche un vigile urbano. Un blitz che era nell’aria già da mesi, da quando erano iniziati i setacciamenti di ogni stanza, di ogni angolo, di ogni cassetto dell’Utc del comune agrigentino. Indagini capillari, che hanno scandagliato anni di appalti pubblici, concessioni edilizie e quant’altro gravitasse nelle orbite dell’urbanistica agrigentina. Il risultato stamani, con le manette strette ai polsi a chi, nelle stanze dei bottoni, ci stava da un pezzo.

Mazzette in cambio di concessioni, imbrogli in vista di grossi affari e ancora strapotere nell’ambito delle proprie competenze. Sono queste le parole chiave dell’indagine, coordinata dal procuratore Renato Di Natale, dall’aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Luca Sciarretta, con loro la squadra mobile di Agrigento, diretta da Alfonso Iadevaia e la digos, agli ordini di Carlo Mossuto. Le incursioni degli investigatori nelle stanze dell’Utc facevano sempre scalpore. Ormai, da un anno circa, i blitz – senza manette – si avvicendavano in maniera sempre più serrata. Che stesse per arrivare la bufera, ad Agrigento lo percepivano tutti.

Il prologo della maxi retata un anno fa, quando, nell’ambito dell’inchiesta Tetris, iniziarono le perquisizioni dentro gli uffici comunali. Si aprì un’ indagine che aveva la cifra delle associazioni di volontariato, dei contributi facili, declinati al nome di una serie di funzionari pubblici. Poi fu la volta dell’indagine sull’allora presidente del consiglio comunale, Carmelo Callari, accusato di peculato e truffa, oggi a regime di obbligo di firma. Stanotte la maxi retata e potrebbe non essere finita qui. Le indagini, infatti, sono ancora in corso.

Questi i nomi degli indagati: custodia cautelare in carcere per Luigi Zicari, 49 anni di Agrigento, Pietro Vullo, 42 anni; Salvatore Troisi, 56 anni; Roberto Gallo Afflitto, 41 anni; Giuseppe Gallo Carrabba, 55 anni e Giorgio Parrino, 55 anni. Arresti domiciliari nei confronti di Alfonso Vullo, 44 anni; Giuseppe Gallo 43 anni; Pasquale Farruggia, 56 anni; Gerlando Tuttolomondo, 74 anni Santa Elisabetta residente in Agrigento; Emanuele Navarra, 62 anni. Obbligo di dimora nel comune di Agrigento per Rosario Troisi, 53 anni. Ed ha, infine, disposto, previo interrogatorio che si terrà mercoledì 30 novembre 2011, la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio e servizio nei confronti di Sebastiano Di Francesco, 51 anni.

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Se vieni a Bronte ti spieghiamo come ti rendiamo indipendente e libero, nel passato abbiamo gia’ avuto una certa esperienza.

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Appello a qualche assessore del Comune di Bronte: ricordati che il Comune non e’ casa tua e non puoi disporre dei dipendenti comunali come se fossero i tuoi cagnolini, non confonderli con te stesso perche tu a fare il cane servitore ci sei abituato mentre i dipendenti del comune di Bronte fanno umilmente il loro dovere nel rispetto del ruolo che gli stessi ricoprono a servizio dell’intera collettivita’. Prima o poi finira’ il tuo incarico ed anche la neve prima o poi si sciogliera’ e si vedranno le voragini che hai lasciato. Ti consiglio di scendere dal piedistallo dell’arroganza e della vana gloria perche’ non stai concludendo nulla sei solo bolla di sapone.

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Aggiornato il regolamento per la concessione dei contributi con la delibera di consiglio comunale del 14/11/2011

vedi allegato

Regolamentoconcessionesovvenzionicontributi.pdf

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